Abitare il tempo
Un percorso educativo per giovani
in prospettiva fenomenologica e pedagogica
C'è una domanda che i giovani raramente formulano con parole, eppure portano scritta nei gesti, nella noia improvvisa di un pomeriggio libero, nell'attesa febbrile di qualcosa che non sanno ancora nominare: come si vive il tempo? Non come si misura, non come si organizza, ma come lo si abita. La metafora dell'abitare è già, in sé, una dichiarazione pedagogica: si tratta di fare del tempo una casa, non una prigione né una fuga.
Il percorso che segue si articola in sei nuclei tematici, ciascuno dei quali costituisce un'unità di lavoro autonoma ma organicamente connessa alle altre. Ogni nucleo prevede: un testo introduttivo narrativo-filosofico, alcune domande per la riflessione personale, spunti per il confronto nel gruppo, un'attività esperienziale e un elemento di approfondimento spirituale.
NB. Presentiamo due diversi moduli di utilizzazione. Il primo -sintetico - si presta come base per un ritiro, per una giornata, per qualche ora di incontro di gruppo.
Il secondo è più strutturato, adeguato per una serie di incontri formativi.
I sei nuclei possono essere affrontati in sequenza o scelti selettivamente secondo le necessità del gruppo.
Nucleo 1 – Il tempo vissuto: che ore fa dentro di me?
Nucleo 2 – Il tempo che fugge: la memoria come casa
Nucleo 3 – Il tempo atteso: il futuro come promessa
Nucleo 4 – Il tempo sprecato: noia, accelerazione e fuga
Nucleo 5 – Il tempo pieno: il kairós e l'arte della presenza
Nucleo 6 – Il tempo donato: gratuità, servizio e vocazione



















































