Tratta e sfruttamento minorile

1 vittima su 3 al mondo è un minorenne - 1 su 20 in Italia


SAVE THE CHILDREN – Rapporto 2021

Foto 16

Più di 1 vittima di tratta su 3 (34%) nel mondo è minorenne, in prevalenza di genere femminile[1]. Una percentuale che, pur riguardando i soli casi giudiziari accertati di un fenomeno ben più vasto, è più che triplicata negli ultimi 15 anni ed è anche più elevata nelle regioni a basso reddito (Africa sub-sahariana e occidentale, Asia meridionale, America centrale e Caraibi) dove i minori sono la metà delle vittime totali accertate. Tra le regioni del mondo, il numero più alto di casi accertati con vittime minorenni è quello rilevato in Europa occidentale e meridionale, con 4.168 minori vittime, in maggioranza maschi (59%)[2]. Rispetto alle forme di sfruttamento a livello globale, la tratta a scopo di sfruttamento sessuale riguarda il 72% delle bambine e ragazze vittime, mentre la forma prevalente nel caso dei maschi è quella lavorativa (66%).
In vista della Giornata Internazionale Contro la Tratta di Esseri Umani che ricorre il prossimo 30 luglio, Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – diffonde oggi l’XI edizione del rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili – Fuori dall’ombra: le vite sospese dei figli delle vittime di sfruttamento”. Il rapporto analizza le condizioni di bambine, bambini, adolescenti e giovani vittime o potenziali vittime di tratta e sfruttamento nel nostro Paese, anche alla luce dell’impatto della pandemia che le rende ancora più vulnerabili. Emerge anche il dramma dei minori figli delle donne vittime, nati e cresciuti in un contesto di isolamento e sfruttamento e con il grave rischio di vedere compromesso il loro futuro.
Tratta e sfruttamento degli esseri umani, in particolare dei minori, sono fenomeni di difficile emersione, a causa degli enormi interessi dei trafficanti – in un mercato che si trasforma ma non accenna a diminuire – e dell’insufficiente impegno dei governi nel monitoraggio e nell’azione di prevenzione e contrasto. Già prima della pandemia, la punta dell’iceberg costituita da 50.000 vittime accertate nel mondo indicava uno scenario allarmante[3]; un quadro destinato a peggiorare per le conseguenze dell’emergenza Covid-19 che ha spinto in povertà nel 2020 142 milioni di bambini e adolescenti in più[4]. Nelle fasi acute della pandemia, le misure di contenimento hanno lasciato senza scuola 1,6 miliardi di bambini e bambine, con la grave conseguenza che 10 milioni tra i più vulnerabili potrebbero abbandonare l’istruzione ed essere così esposti al rischio di tratta e sfruttamento lavorativo o sessuale, di matrimoni forzati o gravidanze precoci, in particolare nei Paesi a più basso reddito[5]. Secondo le stime, il solo sfruttamento lavorativo potrebbe inghiottire entro la fine del 2022 altri 8,9 milioni di bambini e adolescenti, per più della metà sotto gli 11 anni.

Rubrica 16 ANNI

Conclusione…

ma non del tutto!

Marco Pappalardo

16 anni caltagirone


Poco meno di un anno fa abbiamo scommesso sulla rubrica “Sedici anni” e sul fatto che non fosse un adulto a scrivere le riflessioni, ma gli stessi adolescenti. Saranno volubili, indecisi, svogliati, in mezzo alla tempesta, immersi nei social, disorientati dai primi amori, eppure sei adolescenti dell’Istituto Superiore Majorana-Arcoleo di Caltagirone, in provincia di Catania, ci hanno fatto vincere la scommessa!

Giorgia, Chiara, Adele, Sofia, Gloria e Stela meritano di essere chiamate per nome e di essere ringraziate per aver aperto il loro cuore ai lettori, in un anno decisamente difficile, quando sarebbe stato più facile tenersi tutto dentro. Non c’è pastorale efficace che non parta dalla realtà, che non emerga dalla fragilità, che non si immerga nel mare della vita per portare alla luce le domande vere e le ipotesi di risposte su cui costruire uno o più progetti; al contrario, eccetto intuizione sante o geniali, il rischio è di dare risposte (anche giuste e interessanti) a domande mai poste. Se pensiamo proprio agli adolescenti, considerata la naturale indisponibilità all’ascolto degli adulti, svolgeremmo un enorme lavoro finendo però per raggiungere pochi, i soliti o nessuno. Da educatori non dobbiamo e non possiamo accontentarci, e anche per questo le nostre autrici non sono state scelte (è facile e scontato fare squadra con chi ci viene dietro sempre e comunque!), ma hanno ricevuto insieme a tanti altri una proposta, dicendo “sì” chi subito, chi tra mille incertezze. Inoltre, la loro voce non ci è giunta da contesti “protetti” e “religiosamente certificati” come parrocchie, oratori, movimenti, associazioni ecclesiali, bensì da una scuola statale di provincia, proprio per avere una prospettiva di “periferia” e “fuori le mura”.
Ogni tanto ci hanno fatto attendere un po’ di più prima di inviare la riflessione, altre volte le abbiamo sollecitate per non saltare l’appuntamento, altre ancora ci hanno chiesto giustamente il perché di qualche correzione al loro testo, ma in fondo è tutto normale quando quotidianamente si sta accanto a loro. Ci hanno lasciato una piccola grande eredità e tanti temi che non si chiudono con questa rubrica, anzi ci aprono la strada per riflettere, confrontarci e agire, quasi un “abbozzo pastorale” da trasformare in “disegno” insieme ai nostri adolescenti e poi in “progetto” nelle comunità.

Seme diVento:

come ordinare i sussidi


SNPG-CEI

quaderno seme diVento 768x1024

Dopo la presentazione del progetto dedicato agli adolescenti, ecco il modulo per ordinare i sussidi con le schede cartacee.

In allegato trovate il modulo per poter effettuare il vostro ordine.

ATTENZIONE: è possibile ordinare 1 copia del sussidio (non più di una) oppure una o più scatole da 50 copie perché le schede e i quaderni sono suddivise in scatole da 50 da assemblare.

Come di consueto, dovete compilarlo e rispedirlo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. accompagnato dalla ricevuta del bonifico effettuato.

Per dubbi o domande non esitate a contattare la segreteria.

MODULO (da scaricare)

Rapporto INAPP 2021

 infografca rapporto 2021 occupazione e sostegno al reddito

CAPITOLO 1 | Mercato del lavoro e struttura produttiva in Italia
CAPITOLO 2 | Mercato del lavoro e pandemia: le categorie più colpite
CAPITOLO 3 | Le sfide per la Pubblica amministrazione
CAPITOLO 4 | Misure di intervento a favore dell’occupazione
CAPITOLO 5 | Ripartire dal capitale umano. Le politiche per la formazione
CAPITOLO 6 | Le sfide dei sistemi di protezione sociale tra emergenza e cambiamenti strutturali
CAPITOLO 7 | Politiche di inclusione: il ruolo dei servizi sociali tra integrazione e contrasto alla povertà
CAPITOLO 8 | Scenari evolutivi del terzo settore

2. Mercato del lavoro e pandemia:
le categorie più colpite (PDF)

La pandemia di Covid-19 ha colpito sistemi economici e sociali, come quello italiano, già indeboliti dagli effetti persistenti delle crisi precedenti e inseriti all’interno di un contesto globale caratterizzato da trasformazioni cruciali tra cui la diffusione di nuove tecnologie digitali, l’automazione dei processi produttivi e la crescente rilevanza assunta dalle piattaforme digitali, la progressiva frammentazione delle catene del valore e dell’organizzazione del lavoro su scala globale, e il processo di cambiamento strutturale, inteso come progressiva riduzione della quota di occupati nella manifattura a favore del settore dei servizi (cosiddetta terziarizzazione).
Da questo punto di vista, lo shock pandemico potrebbe rappresentare un momento di discontinuità di natura ancipite: acceleratore di alcuni dei processi trasformativi in corso, come ad esempio la digitalizzazione o il ricorso a forme di lavoro agile e al contempo deceleratore o quanto meno elemento di discontinuità rispetto ad altrettanti processi, come ad esempio la crescente globalizzazione e la dislocazione dei processi produttivi o dei flussi commerciali e lavorativi, di fatto impediti od ostacolati dalle misure di contenimento e dalla diffusione del virus. In termini complessivi, e con particolare riferimento al caso italiano, gli effetti della pandemia stanno comportando e comporteranno notevoli cambiamenti all’interno del tessuto economicoproduttivo e sulla struttura e la dinamica del mercato del lavoro, sia sul lato della domanda che sul lato dell’offerta.
Risulta dunque cruciale andare a studiare la possibile interazione tra i macro-trend e le trasformazioni pregresse e lo shock pandemico, in modo da fornire una lente interpretativa degli effetti che la crisi pandemica sta esercitando sul mercato del lavoro italiano e sui potenziali impatti differenziati che può provocare sulle categorie maggiormente a rischio, tra cui giovani, over 50, donne, individui con disabilità e immigrati.

2.1 Shock pandemico e mercato del lavoro in Italia: alcune considerazioni generali
2.2 Giovani e occupazione
2.3 La crisi in ottica di genere: il tempo della shecession
2.4 I lavoratori maturi
2.5 Il peso della crisi sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità
2.6 L’impatto del Covid-19 sulla condizione degli immigrati
2.7 Conclusioni e prospettive

Rapporto INAPP 2021


8. Scenari evolutivi del Terzo Settore (PDF)

Alla fine di un ciclo pluriennale di imponente espansione quantitativa, il terzo settore italiano si è trovato a dover fronteggiare la grave sfida innescata dalla diffusione del Covid-19: tale emergenza ha fatto diminuire risorse e opportunità di consolidamento per le istituzioni non profit, pur stimolando significativamente la vocazione solidaristica e la finalità civica che le anima e che ha trovato di recente una cornice regolatoria sistematica con la riforma del terzo settore.
Al pari di quanto rilevato per altri Paesi UE, le organizzazioni solidaristiche del nostro Paese hanno dato prova di capacità di mobilitazione e di messa in campo di interventi rilevanti per il contenimento degli impatti della pandemia, specie per le popolazioni più vulnerabili. Per il rafforzamento di questo comparto, obiettivo del tutto coerente con gli indirizzi comunitari che proprio per il 2021 contemplano un rilancio consistente del sistema dell’economia sociale, saranno importanti in prospettiva la valorizzazione ed il completamento normativo della riforma avviata nel 2016, nonché la piena considerazione del contributo del terzo settore negli orientamenti strategici delle politiche pubbliche e nelle prassi delle amministrazioni territoriali.

8.1 Tra fragilità e resilienza: gli anticorpi del non profit
8.2 Caratteri e dimensioni dell’economia social
8.3 Un percorso in fieri: la riforma del terzo settore
8.4 Il mondo associativo alla prova della pandemia: i punti critici
8.5 Guardando all’Europa: quali prospettive

Lettera Apostolica di Papa Francesco (2021)

IL MINISTERO DEL CATECHISTA


Cosa dice alla

Chiesa italiana

Cesare Bissoli

ministero catechista

UNA PREMESSA
I Catechisti nella Chiesa italiana

Leggendo il recente documento di papa Francesco sui catechisti e il loro ministero (2021) mi è venuto alla mente una esperienza tra le più belle e promettenti: i due Convegni Nazionali dei Catechisti a Roma nel 1988 e nel 1992, presenti le autorità della Chiesa italiana e del Papa. Il grandissimo numero di partecipanti da tutte le regioni, diocesi, parrocchie, associazioni e movimenti attestarono il grande “dono vivente” presente e operante nella Chiesa italiana che sono i catechisti. E in effetti si tratta della presenza in Italia oggi di circa 200.000 e più di uomini e donne (con la netta maggioranza di queste) che si dedicano alla catechesi secondo le tappe delle varie età, con la maggioranza dedicata a bambini e ragazzi per l’iniziazione cristiana, potendosi avvalere del Catechismo per la vita cristiana (in più volumi), edito dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Si deve riconoscere che dal rinnovamento del Vaticano II, tradotto e applicato catechisticamente nell’indimenticabile Documento Base, Il rinnovamento della catechesi (1970) si svolse il momento della giovinezza del nuovo cammino della catechesi italiana. Ma la sua attuazione non fu senza difficoltà per i rapidi mutamenti culturali e religiosi. A partire dal secondo millennio fino ad oggi si può far cominciare il momento della maturazione. La necessità di cambio, motivata dalla crisi di fede specie fra i giovani e fra gli adulti, richiamò pastori e fedeli, sollecitati da S. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora, con notevole energia da Papa Francesco, a ripensare, rivedere, rafforzare il progetto catechistico italiano secondo la nuova impostazione, che investe tutto il servizio ecclesiale imperniato sull’evangelizzazione missionaria e dunque comprende e conforma il servizio di catechesi a processo di evangelizzazione missionaria. Per questo scopo, il compito dei catechisti assume valore strategico e ineludibile. Tutto ciò comporta necessariamente una revisione adeguata dell’identità del catechista, della sua formazione, dei suoi compiti. Intorno a questo serio problema si muove una ricerca fatta di riflessione, di convegni e di pubblicazioni. Non possiamo dimenticare i diversi Sinodi della Chiesa, in cui il ruolo dei catechisti o con altro nome, viene nominato, in particolare quello sulla Parola di Dio (Verbum Domini) (2008) e l’altro dedicato ai giovani (Christus vivit) (2019). Da essi provengono dati aggiornati per l’annuncio catechistico e per chi lo deve animare. Da ultimo va ricordato il filo rosso dei Direttori: Direttorio Catechistico Generale (1971), Direttorio Generale per la catechesi (1997) e il più recente Direttorio per la catechesi (2020), cui fa seguito - fin qui ultimo documento catechistico - la Lettera Apostolica sui catechisti di Papa Francesco (2021).
Domanda: cosa ci viene proposto da essa?

Segnalazione
 corradi

pp. 138 - € 13,00

Prefazione di Don Michele Falabretti
Postfazione di Padre Amedeo Cencini, FdCC
Con il contributo di Don Giuseppe Mariano Roggia, SDB

La crisi delle vocazioni religiose, la caduta della frequenza ai riti, il distacco dai contesti ecclesiali, sono segnali di un cambiamento nel rapporto tra i giovani e la sfera religiosa che, secondo molti, condurrebbe a una generazione incredula. Eppure, nella Chiesa, nascosti come la sorgente che poi diventa un fiume, sono presenti indizi di un’inedita disponibilità alla fede, di un nuovo modello di incontro tra uomo e Dio che passa proprio dalle scelte non scontate di alcuni giovani che abbracciano la vita consacrata o che, come laici, animano percorsi di ricerca spirituale e nuove proposte di vita comunitaria. Nel riflettere su questi segni di speranza, il testo offre una lettura della religiosità giovanile che va oltre la rassegnazione e l’apprensione per i numeri, e che si traduce in concrete azioni d’intervento pastorale che aiutano a rimettersi in cammino con i giovani per il rinnovamento della vita ecclesiale.

Valerio Corradi, laureato in Scienze dell’educazione e in Scienze religiose, è Ph.D. in Sociologia.
Insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Università Pontificia Salesiana.
Svolge attività di ricerca sui temi della religiosità giovanile e delle vocazioni religiose e laicali.
È consulente di enti pubblici e di privato sociale e collabora con riviste e quotidiani. Collabora con la rivista "Note di Pastorale giovanile". Tra gli altri, ha pubblicato Giovani ed esperienza religiosa. Verso nuovi paradigmi ("Salesianum" n. 2/2017); Giovani e senso della vita. Vademecum per l’accompagnamento vocazionale (con G.M. Roggia, Roma 2018).

L’idea del futuro

tra i giovani:

prima e dopo la pandemia

Ricerca Eurispes 2021 - Scheda 11


I valori della vita dei giovani tra i 18 e i 30 di Italia, Germania, Polonia e Russia sono fortemente orientati verso valori che riguardano la vita sociale e privata, evidenziando, invece, una lontananza rispetto ai valori politici e a quelli spirituali. È quanto emerge da un’indagine realizzata nei quattro paesi europei sui giovani e la loro idea di futuro. L’iniziativa, i cui risultati possono essere messi a confronto con quelli registrati in due precedenti ricerche sull’idea di futuro tra i giovani condotte nel 2018 e nel 2019, è stata promossa da un gruppo di esperti appartenenti a diversi enti: per l’Italia, l’Eurispes che si è avvalso anche dalla collaborazione del dipartimento Coris della Sapienza Università di Roma e dell’università Mercatorum di Roma, del dipartimento di scienze economiche dell’università degli studi di bologna. Nell’indagine 2020 emerge una sorta di “apatia dei valori” espressa dai giovani italiani. Un netto crollo è registrato nella posizione dei valori come “una vita onesta” (-22,5%), “il rispetto della legge” (-21,2%), “seguire ideali, princìpi” (-19,4%), “indipendenza personale, libertà” (-19%) e “l’istruzione” (-20,8%). In una situazione segnata da una mortalità crescente e diffusa e dagli appelli delle autorità e dall’enfasi della comunicazione a proteggersi dalla aggressione del virus, il valore “salute”, ha ceduto la sua posizione rispetto al valore “democrazia” (valore complessivo “democrazia” pari al 90,6%; valore “salute” pari all’85,9%; era pari al 97,8% nel 2018).
Per le giovani donne italiane l’importanza centrale della famiglia ha perso il suo carattere assoluto. Le ragazze riconoscono l’importanza dell’istruzione (79,1%) e della carriera (78,1%), del lavoro (81,1%) e del denaro (84,8%), dell’indipendenza e della libertà personale (77,5%), della libertà di parola (76,7%) e dell’adesione a ideali e princìpi (78,5%), così come l’importanza di famiglia (78,4%) e figli (78,3%) solo il 17,9% dei giovani italiani vuole restare con i genitori. Infatti l’82,1% dei giovani italiani dichiara di volere intraprendere una vita indipendente in futuro e ritiene che l’età ottimale per questo cambio di vita sia di 23,7 anni (valore medio). Ma negli altri paesi c’è maggiore desiderio di autonomia. In molti casi il timore di spiccare il volo è correlato alla condizione economica.
Le idee dei giovani italiani sul numero ideale di bambini (2,2 bambini) superano di poco la cifra necessaria per la semplice riproduzione generazionale (per gli altri paesi le indicazioni sono: Francia 2,0, Polonia, 2,2, Russia 2,0). Quando poi si collega questa proiezione ideale alle condizioni reali di vita dei giovani, il loro orientamento immediatamente cala fino ad indicare un numero medio di 1,61 figli per donna.
secondo i giovani italiani, un’esistenza comoda e dignitosa senza tensioni inutili si ottiene quando il reddito mensile raggiunge i 2.349 euro. Nel confronto con i giovani degli altri paesi questo obiettivo si raggiunge con il seguente livello di reddito: Francia 9.878,87 euro, Polonia 908,99 euro, Russia 1.258,72 euro.
nel 2020, con il deterioramento della situazione reale dell’economia, i giovani italiani sono diventati più audaci nei piani per il futuro: le loro stime di reddito (da raggiungere nei prossimi 10-15 anni) sono risultate superiori del 40% rispetto alla media del 2019 (3.380 euro mensili) e hanno indicato una cifra pari a 4.368 euro come obiettivo. Le ragazze “sognano” meno in grande rispetto ai ragazzi: infatti, se questi ultimi si pongono come traguardo un reddito di 4.831 euro, le giovani si fermano a 3.878 euro.
Quanto alla pianificazione della propria attività lavorativa, la maggior parte dei giovani si concentra nella ricerca di un posto di lavoro (35,2%), principalmente in un’impresa privata (23,6%) piuttosto che in una struttura pubblica (11,6%). Un quarto degli intervistati desidera avviare un’attività in proprio (24,9). Resta, comunque, il problema aperto del 13% dei giovani che rinuncia a programmare ogni ricerca di lavoro.
aumenta la fiducia nel proprio paese e anche negli anni che verranno. Il giudizio dei giovani sulla situazione attuale e nella prospettiva di 10-15 anni contrassegnano generalmente l’Italia con giudizi positivi. Pur avendo attraversato un 2020 molto difficile, i giovani hanno indicato per l’Italia un “passo verso il futuro” con valore positivo, pari a +1,81 punti, superiore all’incremento dell’indicatore paese del 2018, che segnava un aumento pari a +1,06 punti. La sfera sociale del paese ha ricevuto da parte dei giovani il massimo indice di aumento nelle valutazioni relative alle prospettive future (10-15 anni) passando da una valutazione di 4,5 punti per la situazione attuale a 5,9 punti per quella futura e ponendo questo trend di miglioramento al primo posto rispetto agli altri àmbiti della vita comunitaria italiana. Nel 2020, rispetto al 2019, si è verificato un cambiamento delle persone-leader indicate con riferimento ai diversi gruppi di persone autorevoli: i rappresentanti della cultura e dell’arte hanno perso la funzione guida (dal 40,4% al 9,3%) e gli sforzi dello stato per combattere la pandemia hanno dato il loro risultato: la maggioranza dei giovani italiani ha trovato modelli di comportamento degni di imitazione tra i personaggi statali e politici (25,5% nel 2019 e 40,8% nel 2020). Gli atleti sono ancora considerati un modello di riferimento positivo, principalmente calciatori (23,6%), seguiti dagli artisti pop (20,8%) e scienziati (19,1%).

Qui l'intera scheda di sintesi

Sull'oggi

coronavirus


Riprendiamo una sempre valida accolta SAGGI

√ Il mondo che verrà 
Interpretare e orientare lo sviluppo dopo la crisi sanitaria globale

Autori Vari


Dall'ultimo numero del NOTIZIARIO della Banca Popolare di Sondrio (n. 145) un invito alla MITEZZA, una proposta di lettura (di Tolstoj) e una meditazione sul futuro.

 
√ La mitezza come dialogo infinito
Eugenio Borgna

√ I grandi libri da  leggere
Paolo Grieco

√ Speranza e crisi del futuro
Silvia Vegetti Finzi


Altre fonti.

√ Adolescenti e pandemia
Cittadinanzattiva


Dall'ultimo numero di DOPPIOZERO, rivista culturale on line ed editrice:

√ Marshall Sahlins, perché abbiamo bisogno degli dèi
Marco Aime 

√ To cure, to care
Moreno Montanari

√ Scuola: scrutini e bocciature
Anna Stefi

√ Osare il possibile
Enrico Parsi


Una bella riflessione di mons. Savino sulla comunicazione... sul silenzio:

√ La crisi delle parole. Far parlare i silenzi


Dall'ultimo numero di FEERIA, bella rivista culturale (per un dialogo tra esodo e avvento):

√ Fragilità, una risorsa per restare umani
Bruno Meucci


Nel numero di aprile di AGGIORNAMENTI SOCIALI, una riflessione/intervista sui giovani in questo tempo di lockdown,  e un editoriale di analisi sociopolitica.

√ Vite scombussolate: i giovani del lockdown
Alberto Pellai - Giuseppe Riggio

 Faccia a faccia col futuro: le transizioni del nostro Paese
Giuseppe Riggio  


Per una lettura-comprensione a più vasto raggio del nostro tempo, proponiamo due pregevoli articoli che sono comparsi sulla nostra Newsletter di gennaio, come "sostegno" al dossier sul nuovo secolo che inizia:

√ Un mondo nuovo?
Giulio Sapelli, Professore ordinario di Storia economica 


√ 
I dettagli di Cassandra
Luisa Bonesio, Geofilosofa

(FONTE: Notiziario della Banca Popolare di Sondrio - Numero 143 - agosto 2020)


Entriamo in contatto con un filosofo tedesco la cui voce oggi è molto molto ascoltata

 Byung-Chul-Han. La società senza dolore
Una "recensione" di Davide Sisto


Due articoli proprio sull'oggi del XXI secolo:

Il tempo della complessità
Mauro Ceruti

La lotta delle ideologie secondo Thomas Piketty
Annamaria Testa