Pastorale Giovanile

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     P. Pino Puglisi
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    • On line il numero di settembre-ottobre sul  Convegno PG di Brindisi "Va' e accostati" e la relativa Newsletter di approfondimento.
    • On line TUTTI GLI ARTICOLI (e i DOSSIER) dell'annata 2022: 122 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).Digitare il mese.
    • Una nuova serie di RUBRICHE ON LINE... che vale la pena visitare!!! E sottolineiamo anche: ORATORIO, NOI CI CREDIAMO!

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    Con piacere segnaliamo

    toso

    pp. 152 – € 20,00


    IL LIBRO
    L’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas pone di fronte a un documento più che teologico e pastorale. È sicuramente e preminentemente di natura teologica e pastorale ma le questioni che esso tocca appartengono ad un orizzonte più largo, quello dell’etica delle tecnologie, della filosofia politica, della democrazia. Nel tempo dell’Intelligenza Artificiale (IA) si corre il rischio che questa abbia il primato sull’intelligenza umana, sulla libertà della persona, sulla sua coscienza. La posta in gioco è molto alta. È quella di una tecno-religione che si esprime mediante sia il transumanesimo sia il post-umanesimo. Posto che l’umanità possa cadere sotto il dominio della tecnica, qual è la questione nodale? Non è solo se le macchine diventeranno simili a noi, bensì se nella civiltà dell’algoritmo sapremo riconoscere e conservare ciò che è umano. La tecnica non è, per sé, il nemico. Essa diviene nociva per l’umanità quando se ne fa un uso irresponsabile, quando diventa un fine, mentre essa è e deve rimanere uno strumento a servizio dello sviluppo integrale delle persone, dell’umanità, nonché della custodia del creato. Al centro ci dev’essere la persona. Questa è soggetto, fondamento e fine dell’IA.

    L'AUTORE
    S. Ecc. Mons. MARIO TOSO già vescovo di Faenza-Modigliana nonché Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana e Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha al suo attivo numerosi saggi e scritti. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano: Democrazia e libertà. Laicità oltre il neoilluminismo postmoderno, LAS, Roma 2006; Ecologia integrale dopo il coronavirus, Società Cooperativa Sociale Frate Jacopa Legatoria Corti di Fabrizio, Roma 2020; Dimensione sociale della fede. Sintesi aggiornata di Dottrina sociale della Chiesa, LAS, Roma 20233; Basta guerre: è l’ora della pace. Il ruolo dei cattolici: nonviolenza attiva e creatrice e impegno politico, Cittadella Editrice, Assisi 2023; Nuova evangelizzazione del sociale. Per una nuova cultura politica e di democrazia, Edizioni Chiesa di Faenza-Modigliana, Faenza 2023; Chiesa e democrazia, Società Cooperativa Sociale Frate Jacopa, Roma 20252; Gioia e speranza. Evangelizzazione, catechesi e insegnamento sociale, Edizione delle Grazie, Faenza 20252.

    IL SOMMARIO
    Prefazione & Premessa
    I PARTE - Un’enciclica che anticipa i tempi e le res novae
    II PARTE - I principi di riflessione della Dottrina sociale della Chiesa
    III PARTE - Quale democrazia nell’era digitale?
    IV PARTE - La Pace. Condizione del bene comune universale, cresce grazie al cantiere della «civiltà dell’amore»
    V PARTE - Vie per costruire la civiltà dell’amore
    VI PARTE - «Come» costruire nel cantiere del nostro tempo: custodendo la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale
    VII PARTE - Conclusione. Guardare al domani con Neemia come compagno e figura-guida

    LA PREFAZIONE (di Stefano Zamagni *)
    Saluto con simpatia il saggio di Mons. Mario Toso che ora viene donato all’attenzione e alla considerazione del lettore. Un’enciclica sociale per abitare il nostro tempo è assai più di un pur utile e articolato commento della straordinaria enciclica di papa Leone XIV Magnifica Humanitas (MH). È piuttosto il tentativo, ben riuscito, di estrarre da questo documento magisteriale di Dottrina Sociale della Chiesa i punti che meritano prioritaria – seppure non esclusiva – attenzione, se si vuole, come si dovrebbe, andare oltre le familiari lamentationes nei confronti del nuovo modo di produzione, nel tempo dell’Intelligenza Artificiale (IA). Ha scritto il celebre William James nei suoi Principles of Psycology: «L’arte di essere saggi è l’arte di conoscere ciò che va trascurato». Ritengo che Toso sia riuscito ad essere saggio in tal senso. In queste sapide pagine, l’Autore sollecita la nostra curiositas (nel senso di Agostino) in merito a tre grossi temi, cui sono dedicati altrettanti capitoli del libro, preceduti da un efficace abbozzo dei tratti caratterizzanti la grande res nova dell’Intelligenza Artificiale.

    Alla Certosa 1515,

    sulle tracce dell’umanità

    Tonio Dell’Olio

    SxS

    Ci sono luoghi nei quali il silenzio permette di ascoltare meglio le ferite del mondo. La Certosa 1515 di Avigliana, luogo che il Gruppo Abele ha provveduto a ristrutturare e mettere a diposizione per momenti di formazione, sosta ed ospitalità, dal 24 al 26 agosto ha accolto una trentina di preti provenienti da diverse regioni. A unirci, oltre all’amicizia con don Luigi Ciotti, l’impegno accanto alle persone fragili, spesso condiviso con il Gruppo Abele e Libera. Tre giorni di fraternità e confronto, attraversati da una domanda: da quale parte stare quando la dignità umana viene calpestata?
    La risposta più dolorosa è arrivata da Gaza attraverso Fatena Mohanna, fotoreporter, e Alhassan Selmi, giornalista e videomaker. Usciti dalla Striscia nel dicembre 2025 e accolti dall’Università per Stranieri di Siena grazie al programma IUPALS, avevano collaborato con PresaDiretta e ricevuto il Premio Archivio Disarmo-Colombe d’oro per la pace 2025. Le loro parole chiedevano responsabilità. A Gaza non si muore soltanto sotto le bombe: si muore di fame e sete, senza medicine, scuola e futuro. Fatena, ingegnera di 26 anni divenuta reporter per necessità, ha documentato per Caritas Gerusalemme la vita di famiglie e bambini. Hassan ha ricordato che ciò che si riesce a mostrare è appena una parte dell’orrore e che la scritta “Press” sul giubbotto antiproiettile può trasformare in bersagli. «Non vogliamo premi, vogliamo pace», ha detto. Una consegna per tutti noi e per la Chiesa.
    Alessandra Cerreti, magistrata della Dda di Milano e tra i pubblici ministeri dell’inchiesta Hydra, ha mostrato come la ’ndrangheta non sia confinata al Sud. Al Nord cerca imprese e professionisti capaci di riciclare l’enorme liquidità accumulata. Non si limita a “infiltrarsi”: trova chi è disposto a fare affari, costruisce aree grigie e cogestisce potere. Contrastarla non è compito dei soli magistrati: occorre negarle consenso sociale e rifiutare certe strette di mano. Anche la Chiesa può essere un’alleata decisiva: educa, orienta le coscienze e può accogliere le madri che vogliono sottrarre i figli al destino mafioso, senza mai smarrire l’umanità indicata dall’articolo 27 della Costituzione.
    Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele, ha analizzato il provvedimento sulla detenzione domiciliare in comunità per detenuti con dipendenze, Legge n. 140 del 5 agosto 2026 (entrata in vigore il 21 agosto 2026). Il principio è giusto: la dipendenza va curata, non sepolta in carcere. Ma dietro l’annuncio di diecimila beneficiari emergono risorse sufficienti, secondo i calcoli illustrati, per appena cinquecento persone l’anno. Restano nodi delicati: certificare la dipendenza, dimostrare il legame tra reato e consumo, valutare i programmi; pesano inoltre l’esclusione dei recidivi e le difficoltà degli stranieri. Senza risorse e comunità accreditate, il rischio è una legge-manifesto, impropriamente presentata come “svuota carceri”.
    Don Luigi ha poi condotto il gruppo dentro la condizione giovanile attuale. Ansia, depressione, autolesionismo, dipendenze, ritiro sociale e ricorso ai coltelli non sono soltanto emergenze di ordine pubblico, ma linguaggi estremi di ragazzi che non si sentono visti e amati. Divieti e repressione non raggiungono le cause. Colpisce quanti cercano nell’intelligenza artificiale conforto e consigli sulla vita, giudicandola meno giudicante delle persone reali. È una domanda agli adulti: spegnere qualche schermo per riaccendere lo sguardo e offrire relazioni autentiche. Quando poi i giovani protestano per la pace, il clima e i diritti, la loro inquietudine diventa risorsa democratica.
    L’ultima giornata ha aperto due cantieri. Don Giorgio De Checchi ha presentato “Liberi di scegliere”, divenuto legge dello Stato nel luglio scorso dopo anni di sperimentazione nei tribunali minorili. Offre protezione e nuove opportunità ai minori cresciuti in famiglie mafiose, ai giovani che vogliono sottrarsi a quel contesto e ai genitori che scelgono di seguirli. Allontanarsi, però, significa sradicarsi e ricostruire relazioni, casa e lavoro. La legge avrà bisogno non solo di decreti e risorse, ma di un tessuto accogliente: associazioni, parrocchie e comunità religiose disponibili a offrire spazi, competenze e accompagnamento. La famiglia, luogo nel quale la mafia tramanda obbedienza, può diventare così il suo tallone d’Achille.
    Federica Bianchi ha infine illustrato il rilancio dell’Università della Strada a San Candido di Murisengo: percorsi gratuiti per piccoli gruppi dai sedici anni su legalità, giustizia sociale, ambiente, dipendenze e fragilità. Non lezioni calate dall’alto, ma strumenti perché i ragazzi diventino protagonisti del cambiamento.
    Alla Certosa abbiamo compreso ancora che le ferite non si affrontano per compartimenti separati. Gaza, mafie, carcere, dipendenze e solitudini giovanili parlano di vite che rischiano di essere scartate e di responsabilità non delegabili. L’amicizia tra noi preti non è stata riparo, ma “mandato”. Don Luigi lo ha ripetuto con la forza mite che gli conosciamo: “siamo troppo prudenti, dobbiamo prendere posizione con chiarezza”. La speranza non è attesa passiva: è relazione, denuncia, accoglienza; è la scelta di non rassegnarsi e di restare dalla parte delle persone.

    Riceviamo e volentieri segnaliamo

     

    montanaro

    pp. 136 - € 14,00

    L'AUTORE

    Michele Montanaro (1985), docente di Religione Cattolica nella scuola secondaria di secondo grado a Bologna, è laureato in Scienze Filosofiche e in Teologia. Nel suo insegnamento unisce teologia, filosofia e letteratura, ispirandosi al pensiero di Benedetto XVI. Promuove una “ecologia dell’uomo” fondata su verità, libertà e custodia del creato, per sensibilizzare i giovani alla cura della casa comune.


    IL SOMMARIO

    Premessa
    Introduzione
    Impianto del testo e fonti
    Custodire la terra, promuovere l’uomo
    Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato
    Un imperativo morale: la crisi ecologia secondo Benedetto XVI
    Prendersi cura della terra: un invito alla responsabilità
    La teologia della creazione secondo Joseph Ratzinger: un invito alla custodia responsabile del creato

    NEL CUORE DELLA PACE
    Ufficio per l'Irc dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo

    marche


    Il tema scelto ci pone nel cuore della contemporaneità che, con i suoi drammi quotidiani, ci chiama a porre una seria attenzione ad una didattica della pace. La questione è per noi seria e impegnativa e potremmo declinarla così: come l’insegnamento della religione, attraverso una didattica della pace, può contribuire alla crescita e la formazione degli studenti e le studentesse in un contesto in cui la guerra sembra sempre più legittimata fino a diventare una vera e propria forma esistenziale? Cambiano le modalità, ma il conflitto, l’aggressività, l’incapacità di dialogo, appaiono sempre più come la via abituale per abitare le differenze. In che misura la nostra disciplina può diventare scuola di pace e di dialogo? Il corso si divide in tre sessioni che volutamente offrono uno sguardo da prospettive differenti sul medesimo tema.
    La prima giornata è dedicata ai fondamenti. Il primo sguardo è Per una filosofia della pace ed è affidato alla prof.ssa Fabiola Falappa della Facoltà di Filosofia dell’Università di Macerata, Il secondo approfondimento è Per una teologia biblica della pace, affidato al prof. Francesco Savini, biblista dell’Istituto Teologico Marchigiano. Il terzo sguardo è Per una antropologia teologica della pace, affidato al prof. Gaetano Tortorella, dell’ISSR delle Marche.
    La seconda giornata viene guidata da due formatrici del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti fondato da Daniele Novara. Le dottoresse Maria Teresa Pepe e Michela Moraglia entreranno direttamente in aula per aiutare i docenti nella capacità didattica di gestione della classe, nel saper riconoscere e gestire il conflitto.
    La terza giornata è dedicata ai laboratori didattici. Per la scuola dell’infanzia e primaria un laboratorio di Musica e didattica Irc (Laura e Beatrice Petrocchi) e un laboratorio di scrittura Scrivere da poesie e albi illustrati (Romina Ramazzotti). Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, si potrà scegliere tra un laboratorio sui Cortometraggi come risorsa didattica (CGS Dorico), e un laboratorio di Comunicazione non violenta (Stefani Ferini).
    Conclude la terza giornata l’incontro con la Caritas, l’Ufficio di Pastorale giovanile e il giornale Presenza, per continuare a crescere e dialogare come Chiesa, nel rispetto delle reciproche competenze.

    NON FATEVI RUBARE IL TEMPO

    Passato, presente, futuro: la posta in gioco di ogni vita

    Riflessioni con e per adolescenti

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    (QUI  IL FILE PDF)

    Papa Francesco, rivolgendosi più volte ai giovani, ha usato un'espressione diventata ormai familiare a moltissimi educatori e animatori: non lasciatevi rubare la speranza. È un'esortazione che ha attraversato incontri, discorsi, messaggi rivolti a intere generazioni, e che continua a risuonare perché tocca una ferita reale, riconoscibile, di cui i ragazzi stessi, pur senza sempre saperla nominare con queste parole, avvertono il peso. Ma se ci si ferma a chiedersi cosa renda possibile, o impossibile, la speranza, ci si accorge presto che essa non nasce dal nulla, sospesa nell'aria: ha bisogno di radici salde nel passato per non essere ingenuità, ha bisogno di un presente vissuto per intero per non essere fuga, e solo allora può protendersi, con fondamento reale, verso un domani che non conosce ma in cui sceglie
    comunque di credere. La speranza, insomma, non è la quarta dimensione del tempo accanto alle altre tre: è ciò che nasce quando passato, presente e futuro sono tutti e tre custoditi, e ciò che si spegne quando anche uno solo di essi viene sottratto.
    Ecco perché questo percorso ha scelto di allargare lo sguardo, mantenendo la stessa urgenza e la stessa tenerezza della frase di Francesco, ma applicandola all'intera architettura temporale dell'esistenza: non lasciatevi rubare il tempo, in nessuna delle sue tre stagioni. Perché il ladro, come si vedrà, non lavora mai su un fronte solo. Ha tre volti, e ciascuno agisce con una strategia diversa, tanto più efficace quanto più resta invisibile a chi la subisce.


    Introduzione
    Il ladro che non lascia impronte

    NON FATEVI RUBARE LA MEMORIA
    Chi non ha radici, non cresce

    NON FATEVI RUBARE L'ISTANTE
    L'unico tempo che avete davvero è adesso

    NON FATEVI RUBARE IL DOMANI
    Il futuro ha ancora futuro

    Conclusione
    Un solo furto, tre volti

    VADEMECUM PER L'EDUCATORE
    Le categorie filosofiche e teologiche dietro il testo

    BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
    Parte I – la memoria
    Parte II – l'istante

    Parte III – il domani

    LABORATORIO
    Materiali di lavoro per gruppi di adolescenti e giovani

    Sulla soglia del silenzio 
    I Salmi e la preghiera dei giovani 

    GIOVANI SALMI

    (QUI IL FILE PDF)

    C'è un gesto, oggi, che sorprende chi lo osserva da fuori e che pure si ripete con crescente frequenza nei gruppi giovanili, negli oratori, nei cammini estivi: giovani che tornano, quasi per istinto più che per formazione, alla preghiera antica delle Lodi, dei Vespri, della Compieta. Non la scelgono perché la comprendono fino in fondo – la loro grammatica esegetica ed ermeneutica resta spesso distante da quella dei salmi, nati in un mondo agricolo e regale, dentro una teologia dell'alleanza che i giovani di oggi non hanno respirato da bambini – eppure la cercano. La cercano perché in quel gesto trovano qualcosa che le loro parole non riescono a dare: un ritmo, una compagnia, un silenzio condiviso all'ombra di una chiesa aperta, in un bosco, in un prato di montagna al tramonto.
    Non è dunque questione di restaurare una forma, ma di riconoscere una domanda che quella forma, imperfettamente, custodisce: il bisogno di invocare, di ascoltare, di stare davanti a Qualcuno che non si vede ma che si intuisce presente. I salmi possono rispondere a questa domanda non perché siano la modalità ideale di preghiera per un adolescente del nostro tempo, ma perché in essi la parola umana raggiunge una densità e una verità che raramente troviamo altrove: parole che gridano, che dubitano, che si affidano, che lodano senza vergogna e che si arrendono senza sconfitta.
    Questo itinerario propone sedici salmi, scelti non per completezza sistematica ma per capacità di parola: salmi che sanno dire, e insieme far tacere; salmi che aprono una finestra proprio là dove il giovane non trova ancora il proprio linguaggio. Sono organizzati in sei nuclei tematici, ciascuno dei quali tocca una delle grandi domande che attraversano l'esperienza giovanile – la ricerca di Dio, il grido e l'abbandono, la fiducia, lo stupore per la vita, l'identità e la verità di sé, la giustizia e la speranza per il mondo – a cui si aggiunge una settima sezione, trasversale alle prime sei, dedicata ai tre tempi della giornata: il mattino, la sera, la notte.
    Ogni sezione presenta i propri salmi in una scheda con una breve introduzione sul senso e sull'uso di ciascun testo per la preghiera dei giovani, il testo del salmo, seguita da un unico commento d'insieme, che attraversa la dimensione esegetica, quella esistenziale, quella spirituale, quella cristologica ed ecclesiologica del nucleo tematico nel suo complesso. Non si tratta dunque di un commento ripetuto salmo per salmo, ma di una lettura unitaria che lascia emergere come i due o tre testi di ciascuna sezione si illuminino a vicenda, prima di aprirsi, sempre, a Cristo come compimento della parola pregata.


    I. Il desiderio e la ricerca di Dio
    Salmo 42 · Salmo 63

    II. Il grido e l'abbandono
    Salmo 22 · Salmo 130

    III. La fiducia e l'abbandono fiducioso
    Salmo 23 · Salmo 131 · Salmo 133

    IV. Lo stupore e la lode della vita
    Salmo 8 · Salmo 104

    V. L'identità e la verità di sé
    Salmo 139 · Salmo 51

    VI. La giustizia, il cammino, la speranza per il mondo
    Salmo 146 · Salmo 121 · Salmo 73

    VII. Il mattino, la sera, la notte
    Salmo 63 (seconda lettura) · Salmo 141 · Salmo 4


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