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    26. I Salmi

    fabris26


    Il Libro dei Salmi è il più citato nel Nuovo Testamento, dove si contano oltre un centinaio tra citazioni esplicite e allusioni.
    Il termine “salmo” deriva dalla traduzione greca dell'ebraico mizmôr con psalmòs che si riferisce allo strumento a corda utilizzato per l'accompagnamento. In ebraico si chiamano tehillîm dalla radicehallàl che significa “lodare”, la stessa radice dell'invito liturgico hallel-lû-yàh, “lodate il Signore”.
    Il “libro dei salmi” è una raccolta di preghiere-canti di origine diversa, che si distribuiscono in un arco di tempo che abbraccia l'intera storia biblica: dal secolo XII al II a.C. In queste composizioni si esprime l'esperienza religiosa del singolo credente o della comunità nel suo rapporto con Dio, nella contemplazione del mondo creato, nel ricordo delle “grandi opere” di Dio per liberare e salvare il suo popolo (storia di salvezza), nella celebrazione della speranza di liberazione futura per mezzo del re ideale, il messia.

    1. Divisione del Salterio e numerazione dei Salmi

    La divisione in cinque sezioni o raccolte di Salmi fa accostare questo libro biblico al Pentateuco (=legge/toràh), come una specie di “Pentateuco lirico”. Le cinque divisioni sono scandite dal ritornello: «Sia benedetto il Signore, Dio di Israele da sempre e per sempre. Amen. Amen» (Sal 41,14; 72,19; 89,52; 106,88).
    La numerazione dei Salmi segue due diversi ordini progressivi: quella del testo ebraico “masoretico” (TM); quella della versione latina liturgica “vulgata” (Vg):
    TM: 1--9/10.11--114/115-116----117-------147-148------150
    Vg: 1--9-10------113A.B-114/115.116----146/147.148---150
    Per l'origine storica e letteraria dei Salmi non si possono utilizzare le attuali note di introduzione, che solo in alcuni casi rimandano all'origine storica o alla sua situazione vitale. Il più delle volte sono indicazioni sul modo di eseguire il salmo: tono, melodia, strumenti (cf. Sal 4; 6; 8; 18; 81; 84).

    2. Genere letterario dei Salmi

    Nell’interpretazione dei Salmi si deve tener conto delle caratteristiche della poesia ebraica, fondata essenzialmente sul ritmo degli accenti – l’accento tonico della parola in genere è sull'ultima sillaba -, sul parallelismo o corrispondenza binaria delle espressioni tra i due membri di un versetto, e sul ricorso alle immagini e al linguaggio simbolico. La ripetizione del ritmo consente la divisione del testo in versi e la distribuzione di questi in strofe. Nei Salmi si riconoscono diversi “generi letterari»: inni, suppliche, salmi di fiducia, salmi di ringraziamento, salmi regali, liturgici, storici e sapienziali.
    Inni
    Gli “inni”, circa 37, hanno come tema la lode, la contemplazione gioiosa e stupita delle opere di Dio nella creazione e nella storia della salvezza. La contemplazione sfocia nella professione di fede in Dio creatore del mondo e Signore della storia. Un sottogruppo nel genere letterario degli “inni” del Salterio sono i Salmi della creazione (Sal 8; 18/19; 29; 33; 68; 77; 97; 110; 104; 111; 113; 114 (hallèl); 117; 135; 137; 145-150). Un altro sottogruppo è costituito dagli inni di Sion (città ideale) (Sal 46; 48; 76; 84; 87; 122; 126). Anche i Salmi regali – “il Signore regna” – possono rientrare nella categoria degli inni (Sal 47; 93; 97; 98; 99).

    Suppliche e Salmi di fiducia
    Circa una cinquantina di Salmi fanno parte del genere letterario della “supplica”, dove una singola persona o la comunità, in una condizione di sofferenza per una disgrazia - malattia, persecuzione, accusa-condanna ingiusta, invasione, siccità, carestia - si rivolge a Dio per essere liberata. La struttura di queste composizioni poetiche, che si trovano anche nei libri dei profeti, segue uno sviluppo in tre momenti: I. invocazione-appello iniziale a Dio, II. supplica centrale, in cui si espone il caso o dramma spirituale, III. conclusione in forma di oracolo e impegno-voto a lodare il Signore nel tempo per la liberazione o salvezza.
    Una terza categoria è formata dai Salmi di fiducia, che possono essere sia Salmi individuali (Sal 4; 11; 16; 23; 27; 62; 131), sia comunitari (Sal 46; 115; 125; 129). A questi possono essere associati i Salmi di ringraziamento che hanno questa struttura: I. invito iniziale alla lode, II. sviluppo centrale, in cui si rievoca il passato tragico, contrapposto alla situazione felice presente, II. Conclusione, con invito allatôdàh, sacrificio di lode (Sal 9-10; 30; 32; 34; 40; 41; 52; 65; 66; 92; 107; 116; 118; 124; 129; 138).

    Salmi sapienziali
    Una quarta categoria è costituita dai Salmi sapienziali. Sono riflessioni o meditazioni sul senso della vita, il bene e il male, l'enigma della sofferenza e della morte, le prove dei giusti e il successo degli empi. In questo genere rientrano i Salmi 14; 36; 37; 49; 53; 73; 91; 94; 122; 133; 139. A questi si possono associare i Salmi chiamati “macarismi”, perché iniziano con la formula: “Beato l'uomo”, in ebraico ’ašrê-'iš, in greco makàrios (Sal 1; 41; 84; 112; 119; 127; 128; 144). I Salmi sapienziali spesso sono una raccolta di sentenze o proverbi.

    Salmi liturgici
    Tutti Salmi sono utilizzati nella liturgia del tempio. Ma alcune composizioni sono poste in diretta relazione con il culto templare. Si tratta dei Salmi di ingresso (nel santuario, alla presenza del Signore), dove in forma di dialogo si elencano le condizioni per accedere al tempio/culto del Signore (Sal 15; 24; cf. 50,18-19; 40,7-8). I Salmi di pellegrinaggio o processionali sono caratterizzati dall'invito iniziale: “Venite...”, in ebraico: lekû (Sal 24,7-10; 84; 95; 122). A questo gruppo appartengono i Salmi detti delle “ascensioni”, in ebraico ma‘alôth o graduali.
    Il pellegrinaggio/viaggio è una metafora della vita come ricerca e progressiva scoperta della relazione con Dio dentro la trama dei rapporti umani, che comportano desideri e progetti, impegno e fatica, ma anche esperienza di mete raggiunte e luoghi di incontro. Gesù intraprende il suo ultimo viaggio verso la città di Gerusalemme, dove si compie il suo esodo pasquale. Da Gerusalemme riparte il viaggio della prima chiesa fino ai confini della terra. La città di Gerusalemme, meta dei desideri di pace, alla fine, sullo sfondo della nuova creazione, discende dal cielo come dimora stabile di Dio con gli esseri umani.

    Salmi regali
    I Salmi regali - circa 16 - sono preghiere per il successo della stirpe regale o la celebrazione del re in occasione della sua incoronazione, delle nozze (Sal 45) o di una sua vittoria (epinicio). Si possono suddividere in: Salmi d’intronizzazione (Sal 2; 110), preghiere per il re o del re, (Sal 18; 61; 72; 84; 99; 144), canti in onore del re (Sal 20; 21; 45; 101). In questo genere di salmi si distinguono i Salmi messianici, che sono circa una decina (Sal 2; 18; 20; 21; 45; 72; 89; 101; 110; 132). In queste composizioni si celebra il re ideale discendente di Davide che realizza il regno di Dio. Alcuni di questi salmi messianici sono stati riletti nella tradizione cristiana e riferiti alla figura e azione salvifica di Gesù Cristo. All'origine di questa speranza messianica sta l'oracolo di Natan, nel quale Dio promette a Davide la perpetuità della stirpe, (2Sam 7,12-16). Tra i Salmi regali si possono includere i canti della regalità di Dio che, per struttura letteraria, sono di carattere innico. In essi si canta il Signore, che prende possesso del suo regno nel contesto di una processione con l'arca fino al santuario. Iniziano con un'acclamazione: Jhwh mālak, “il Signore regna”, oppure mālak ’Elohèka, “regna il tuo Dio” (cf. Es 15,18; Is 24,23). A questo genere appartengono i Salmi: 8, 15, 24, 29, 33, 46, 48, 66, 75, 76, 81, 84, 95-100, 114, 118, 132, 149.

    Salmi storici
    Infine si possono menzionare il Salmi storici, dove si esprime un aspetto tipico della fede biblica: la sua immersione storica. In forma di riflessione sapienziale o di supplica si ripercorrono le tappe della storia di Dio con il suo popolo, soprattutto gli eventi fondanti: l'esodo, l'alleanza, il dono della terra, la storia davidica, l'esilio e il ritorno nella terra dei padri.

    3. I Salmi nel Nuovo Testamento

    Il Libro dei Salmi è il più citato nel Nuovo Testamento, dove si contano oltre un centinaio tra citazioni esplicite e allusioni. Nei quattro Vangeli i Salmi sono utilizzati per cogliere il senso della morte di Gesù ed esprimere la sua coscienza di Messia trascendente, Signore e Figlio di Dio. I Salmi sono riletti per capire, esprimere e approfondire l’identità di Gesù, il significato dei suoi gesti, il senso delle sue parole. I Salmi sono interpretati come “profezia” degli eventi di Gesù e della prima Chiesa nel senso che esprimono l'impegno di Dio a dare compimento alle sue promesse.


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