NPG: Invito

all'abbonamento e  

programmazione 2019 


Con il numero di dicembre gli abbonati riceveranno il ccp con l'invito al rinnovo dell'abbonamento
Confidiamo nella loro amicizia, per poter continuare con un servizio sempre più competente e ricco.
Lo stesso proponiamo anche ai visitatori di questo sito, che possono fin d'ora usufruire GRATUITAMENTE di quanto offerto on line per il loro lavoro pastorale o studio.
Una cortese proposta: perché non "regalare" o suggerire il regalo dell'abbonamento ad amici possibilmente interessati? È certamente un regalo duraturo, intelligente, utile... A buon intenditor...

Qui sotto la programmazione per il prossimo anno con i dati utili... con l'impegno di proseguire sui sentieri indicati dal Sinodo appena concluso...

IV NPG novembre 2018

* * * * *

 

I giovani e il volontariato:

progetti per il futuro

del nostro Paese

Scheda 36

Eurispes, Rapporto Italia 2019

IN BREVE
IL RAPPORTO TRA GIOVANI E VOLONTARIATO È STATO ALTALENANTE NEGLI ULTIMI ANNI.AL 31 DICEMBRE 2015 LE ISTITUZIONI NON PROFIT ATTIVE IN ITALIA SONO RISULTATE 336.275: L’11,6% IN PIÙ RISPETTO AL 2011 E CON UN IMPIEGO DI 5 MILIONI 529MILA VOLONTARI (+16,2% RISPETTO AL 2011)E 788MILA DIPENDENTI (+15,8% RISPETTO AL 2011).IN MEDIA,L’ORGANICO È COMPOSTO DA 16 VOLONTARI E 2 DIPENDENTI.IL SETTORE È IN CRESCITA IN UN CONTESTO ECONOMICO CARATTERIZZATO DA UNA FASE RECESSIVA PROFONDA E PROLUNGATA.IL 14,8% DEI GIOVANI TRA I 14 E 24 ANNI DEDICA IL PROPRIO TEMPO A QUALCHE FORMA DI ATTIVITÀ SOCIALE, MENTRE LA QUOTA SCENDE A CIRCA IL 13%NELLA FASCIA D’ETÀ SUCCESSIVA (25-34 ANNI), PER MOLTI CARATTERIZZATA DALLA PRESENZA DI FIGLI PICCOLI.

 

I giovani NEET in Italia

Scheda 29

Eurispes, Rapporto Italia 2019

IN BREVE
IN EUROPA, L’ITALIA SI POSIZIONA TRA I PRIMI PAESI PER PERCENTUALE DI NEET INSIEME ALLA GRECIA E ALLA BULGARIA:LA QUOTA DI GIOVANI NEET CALCOLATA SUL TOTALE DELLA POPOLAZIONE DELLA FASCIA 15-29 ANNI È PASSATA DA 18,8%NEL 2007 A 24,1% NEL 2017(DATI EUROSTAT).PER QUANTO RIGUARDA LA FASCIA D’ETÀ 20-34 ANNI, CHE COINVOLGE ANCHE I GIOVANI ADULTI, LA PERCENTUALE DI NEET IN ITALIA SFIOREREBBE QUASI IL 30%, UN VALORE SUPERIORE ALLA MEDIA EUROPEA DI BEN 12,3 PUNTI PERCENTUALI. L’INCREMENTO MAGGIORE DI NEET TRA IL 2007 E IL 2017 NON SI È REGISTRATO NELLE REGIONI DEL SUD ITALIA MA IN QUELLE DEL NORD E DEL CENTRO: IN LOMBARDIA, INFATTI, SI È AVUTO UN AUMENTO DI GIOVANI NEET PARI A 73.157 UNITÀ, COSÌ COME NEL LAZIO TALE AUMENTO SI RIFERISCE A 57.829 UNITÀ.


Terzo incontro nazionale

COSE DA FARE CON I GIOVANI


L'immaginazione

energia che genera il futuro

Padova, 21-22 febbraio 2019

floris


L’immaginazione può diventare il campo di esperienza attorno al quale incontrarsi tra operatori sociali e nuove generazioni, riconoscendoci nella comune necessità di nutrire la capacità di aspirare a un futuro differente da quello che sembra essere già consegnato.

Ci convochiamo attorno a quest’esigenza, assumendola in tutta la sua radicalità.

PROGRAMMA


“Non prendete niente

per il viaggio,

né bastone, né bisaccia,

né pane, né denaro”

Itinerario francescano per giovani

cop anelil assisi 2019

Block Notes per i giovani
copertina cartonata
formato cm 21 x 15
rilegatura ad anelli 
pagine 114
8,0

Guida per l’animatore
formato cm 21 x 28,5,
punto metallico
pagine 48
 6,0

«Andiamo ad Assisi!». È una chiamata a cui i giovani non sanno resistere, tanto forte è l’attrazione che san Francesco e santa Chiara hanno su di loro.
La proposta di questo campo (libretto-guida per l’animatore e fascicolo a forma di block-notes per i giovani) vuol proprio favorire l’esperienza di una settimana intensa di cammino, approfondimento, condivisione, preghiera, gioia e amicizia sui luoghi che Francesco e Chiara hanno reso significativi e provocanti con le loro scelte di vita umane ed evangeliche.
Il campo nasce dall’esperienza decennale dei frati francescani che operano presso il “Centro Francescano Giovani” ad Assisi, nell’accoglienza di giovani singoli o di gruppi, nell’organizzazione di esperienze di spiritualità per loro (campi estivi, convegno Giovani verso Assisi, esperienze di volontariato, ecc.).
Ogni tappa contiene: Presentazione del tema; Brano biblico; Brano francescano; Preghiera; Spunti di riflessione; Attività di animazione.
Destinatari: Gruppi di giovani (17-24 anni)

 

COP Lettera pastorale Napolioni

Gesù per le strade vorrei te cantar,
Gesù, la tua vita al mondo annunciare vorrei,
solo tu sei la vita, la pace e l’amor,
Gesù per le strade vorrei te cantar!

Gesù, per le strade vorrei te lodar...

Gesù, per le strade vorrei te servir...

È un canto antico e giovanissimo, di chi scelse di vivere nel deserto e tra i poveri la comunione con Gesù, gridando il Vangelo con la vita, facendo la pastorale silenziosa e nascosta del giovane falegname di Nazareth. Come il Beato Charles de Foucauld, Carlo Carretto, i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle di Gesù… Chiesa di Cremona, i tuoi giovani ti chiamano a cantare e camminare, così.
Il Sinodo dei giovani ci spinge, in avanti, con forza… come l’amore-carità di Cristo, che nel cuore degli uomini urge come esigenza insopprimibile (2Cor 5,14). Ci faccia “prendere il largo”, come ci chiedeva San Giovanni Paolo II all’inizio del millennio.

Sommario

Per ripartire
1 Per le strade... dei giovani
2 Per le strade... della fede
3 Per le strade... della Chiesa
4 Per le strade... dell’amore
5 Per le strade... della vita
6 Per le strade... del mondo
Almeno tre passi
Con le parole di Giovanni

Il testo PDF

Appunti per leggere la Lettera (dal sito PG della Diocesi)

 

Lottiamo insieme...

possiamo facerla

Stephen Hawking (1942-2018)

sh

Ho avuto una vita straordinaria su questo pianeta, al contempo attraversando l'intero universo con la mia mente e le leggi della fisica. Sono arrivato agli estremi confini della galassia, ho viaggiato in un buco nero e sono tornato indietro fino all'inizio del tempo. Sulla Terra, ho visto alti e bassi, turbolenze e tranquillità, successo e sofferenza. Sono stato ricco e povero, fisicamente abile e disabile. Sono stato lodato e criticato, ma mai ignorato. Grazie al mio lavoro, ho avuto l'enorme privilegio di contribuire alla comprensione dell'universo. Ma l'universo sarebbe vuoto se non fosse per le persone che amo e che mí amano: senza di loro, ai miei occhi tutta la sua meraviglia perderebbe di significato.
Alla fine di tutto, íl fatto che noi umani, che siamo dei semplici insiemi di particelle fondamentali della natura, siamo stati ín grado di giungere a una comprensione delle leggi che governano noi e il nostro universo, rappresenta uno straordinario trionfo. E sono lieto di condividere la mia eccitazione e il mio entusiasmo per questi importanti traguardi.
Spero che un giorno troveremo le risposte a tutte le nostre domande. Ci sono infatti altre sfide, altri grandi interrogativi ancora irrisolti riguardo al nostro pianeta, che dovranno essere affrontati dalle future generazioni di uomini e donne che vorranno dedicarsi con passione alla ricerca scientifica.
Come riusciremo a nutrire una popolazione mondiale sempre più numerosa? A fornirle acqua potabile, a produrre energia rinnovabile, a prevenire e curare le malattie e a rallentare il cambiamento climatico globale? Mi auguro che la scienza e la tecnologia ci forniranno le risposte a queste ulteriori domande, ma per implementare le soluzioni non si potrà fare a meno degli esseri umani, con le loro conoscenze e la loro capacità dí comprendere il reale. Lottiamo perché ogni donna e ogni uomo possano vivere delle vite sane e sicure, piene di opportunità e di amore. Siamo tutti viaggiatori del tempo, incamminati verso il futuro, ma dobbiamo lavorare insieme per rendere quel futuro un posto piacevole da abitare.
Siate coraggiosi, curiosi e determinati, anche quando le condizioni giocano a vostro sfavore. Potete farcela!

(Le mie risposte alle grandi domande, Rizzoli 2018, pp. 33-34)

 

100 citazioni TOP

udite al Sinodo sui giovani

Jonathan Lewis

Giovane uditore al Sinodo

Jonathan
Per un mese mi sono seduto appollaiato su in alto nelle poltrone rosso-sangue (-da-naso!) dell'aula sinodale riservata agli uditori, o partecipanti laici, del Sinodo su "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". Esse davano proprio su Papa Francesco e sulle centinaia di vescovi, sacerdoti e laici che hanno partecipato al Sinodo. Ogni giorno ci siamo seduti per ore ad ascoltare interventi di quattro minuti, uno per ogni persona nella sala.
Mentre l'équipe di lavoro del Sinodo ha incorporato molte di queste idee nel documento finale, io ho voluto condividere alcune frasi udite che ho scarabocchiato sul mio taccuino. Tali "citazioni" sono qui ora condivise in forma anonima, poiché ci è stato chiesto di rispettare la privacy del Sinodo, che Papa Francesco ha descritto come "lo spazio protetto dove agisce lo Spirito Santo".

Ascolto e discernimento
1. Siamo qui per dimostrare che i giovani fanno bene a impegnarsi nella chiesa, e che la chiesa "vale la pena".
2. Abbiamo bisogno di sforzi pratici, non di documenti inutili.
3. Se non sono d'accordo con qualcuno, devo ascoltare più attentamente.
4. Il discernimento non è uno slogan o una tecnica per l'amministrazione, è un atteggiamento e un atto di fede.
5. La Chiesa dev’essere per prima un modello di discernimento prima che i giovani possano fare discernimento nelle proprie vite.
6. Dobbiamo passare da una cura pastorale per i giovani ad una cura pastorale con i giovani.
7. Maggiore partecipazione sinodale nella Chiesa non significa democratizzazione della Chiesa.
8. L'ascolto non mette in pericolo la dottrina; la avvicina e la rende più comprensibile.
9. Abbiamo bisogno di una rivoluzione di tenerezza che educa il cuore. 

I vescovi e la Chiesa
10. Abbiamo paura di vedere le nostre stesse ferite.
11. Le nostre istituzioni hanno bisogno della voce profetica dei giovani.
12. Abbiamo bisogno di conversione istituzionale, perché la maggior parte delle parrocchie non sono adatte ai giovani.
13. I giovani si sono stancati della burocrazia nella chiesa e sono andati altrove, dove hanno accesso.

 

3P e NPG

PPP e NPG

 

Una sorpresa e una grande emozione

Mentre festeggiamo la memoria del martirio di Padre Pino Puglisi, un amico ci manda questa foto.

Il Beato ha tra le mani una copia di NOTE DI PASTORALE GIOVANILE, e certo non per circostanza...
Siamo andati a verificare nelle annate passate quale fosse il numero della rivista, e abbiamo trovato (da immagine e colore) che era il n. 3 del 1982, con un dossier sull'educazione alla preghiera e - tra le rubriche - il racconto di una esperienza di lotta al disagio giovanile a Foggia.

Qui di seguito il link di quel numero. Anche questo è un modo per un legame spirituale con questa luminosa figura di martire e testimone, di educatore e pastore.

http://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2270:npg-marzo-1982&catid=327:npg-annata-1982&Itemid=207

 

 

In memoriam

Davanti a Dio

Jean D'Ormesson

Parigi, 16 giugno 1925 – Neuilly-sur-Seine, 5 dicembre 2017

sole-luce

Verrà molto presto il momento in cui mi troverò di fronte a Dio.
In cui mi troverò di fronte a Dio... Per noi poveri viventi in queste parole incerte tutto è soggetto a cauzione e a dubbio. Quando mi troverò di fronte a Dio probabilmente non ci sarà più assolutamente niente. Non ci sarà più il tempo. E a capire che non c'è niente io non ci sarò più. E forse non ci sarà nemmeno Dio.

Io non lo so se Dio esiste. Dio, o la natura, mi ha rifiutato il dono della fede. Chi sono io per rispondere con un sì o con un no a una domanda più grande di noi? Dio, o la natura, non mi ha permesso di decidere su un segreto e su un mistero così remoti al di sopra di me. Nel dubbio che mi assilla e spesso mi sommerge brilla tuttavia la speranza. Unamuno dice, non ricordo più dove, che credere a Dio forse consiste nello sperare che esista. Allora, sì, credo in Dio. Perché spero che esista.
Quando comparirò di fronte a quel Dio a cui devo tutto – la mia vita, le mie gioie, le mie pene, l'universo che mi circonda, il sole sul mare, la mia allegria che era viva e i miei dubbi che erano crudeli – mi getterò ai suoi piedi e gli dirò:
«Signore, perdonami. Ti ho tradito molto. Sono stato indegno della grandezza e della fiducia che mi avevi accordato poiché, nella tua bontà, mi hai dato la vita e mi hai lasciato libero di scegliere. La mia mediocrità la disprezzo con forza, ma purtroppo un po' tardi. Non sono stato né un eroe, né un martire, né un santo. Mi sono occupato di me molto più che di coloro che mi avevi affidato come fratelli. Sono stato indegno delle promesse che mi avevi elargito. Ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato. Ho ceduto troppo alla pigrizia, alla vanità, all'indifferenza nei confronti del prossimo, al gusto del guadagno, al delirio di voler essere sempre primo tra i primi. Ho vissuto nel tumulto e nell'agitazione. Ho cercato la felicità e troppo spesso il piacere.
Tu lo sai, mio Dio. Ho amato le baie, il tuo mare che ricomincia all'infinito, il tuo Sole che era diventato mio, molte tue creature, le parole, i libri, gli asini, il miele, gli applausi di cui provavo vergogna, ma che coltivavo. Ho amato tutto ciò che passa. Ma ciò che ho amato soprattutto sei tu, che non passi. Ho sempre saputo di essere meno di niente sotto lo sguardo della tua eternità e che sarebbe venuto il giorno in cui sarei comparso di fronte a te per essere finalmente giudicato. E ho sempre sperato che la tua eternità di mistero e di angoscia fosse anche e soprattutto un'eternità di perdono e d'amore.
Non ho fatto quasi nulla del tempo che mi hai prestato e poi ti sei ripreso. Ma, in maniera maldestra e ignorante, dal fondo del mio abisso non ho mai smesso di cercare la via, la verità e la vita».

(Malgrado tutto, direi che questa vita è stata bella, Neri Pozza 2017, pp. 370-371)

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L'amore 
André Comte-Sponville

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«Amare è gioire». Aristotele

L'amore è l'argomento più interessante. Prima di tutto in se stesso, per la felicità che promette o sembra promettere – perfino per quella, talvolta, che minaccia o fa perdere. Quale argomento, tra amici, più piacevole, più intimo, più forte? Quale discorso, tra amanti, più segreto, più dolce, più conturbante? E cosa c'è di più appassionante, tra sé e sé, della passione?
Si obietterà che ci sono altre passioni oltre a quelle amorose, altri amori oltre a quelli passionali... Questo, che è verissimo, conferma la mia tesi: l'amore è l'argomento più interessante, non solo in se stesso – per la felicità che promette o compromette – ma anche indirettamente: perché ogni interesse lo presuppone. Ti interessi particolarmente allo sport? Significa che ami lo sport. Al cinema? Significa che ami il cinema. Al denaro? Significa che ami il denaro, o ciò che esso ti permette di acquistare. Alla politica? Significa che ami la politica, o il potere, o la giustizia, o la libertà... Al tuo lavoro? Significa che lo ami, o che ami perlomeno ciò che esso ti porta o ti porterà... Alla tua felicità? Significa che ami te stesso, come tutti, e che la felicità non è altro, magari, che l'amore di ciò che si è, di ciò che si ha, di ciò che si fa... Ti interessi di filosofia? Essa porta l'amore nel suo nome (philosophia, in greco, è l'amore della saggezza) e nel suo oggetto (quale altra saggezza se non quella d'amare?). Socrate, da tutti i filosofi onorato, non ha mai aspirato ad altro. Ti interessi, ancora, al fascismo, allo stalinismo, alla morte, alla guerra? Significa che li ami, o che ami, più verosimilmente, più giustamente, ciò che resiste loro: la democrazia, i diritti dell'uomo, la pace, la fraternità, il coraggio... Tanti amori diversi quanti i diversi interessi. Ma nessun interesse senza amore, e questo mi riporta al punto di partenza: l'amore è l'argomento più interessante, e nessun altro ha interesse se non in proporzione all'amore che vi mettiamo o vi troviamo.
Bisogna dunque amare l'amore o non amare niente – bisogna amare l'amore o morire; per questo l'amore, non il suicidio, è il solo problema filosofico davvero serio.

 

Il silenzio e la fede

Max Picard

 silenzio

I
Un intimo rapporto lega il silenzio e la fede. La sfera della fede e la sfera del silenzio s'implicano a vicenda. Il silenzio è la base naturale sulla quale si dispiega la dimensione sovrannaturale della fede.
Un Dío si è fatto uomo per amore dell'uomo: questo evento è talmente enorme e contrario ad ogni esperienza della ragione o ad ogni visione dell'occhio che l'uomo non riesce a rispondervi con la parola. Uno strato di silenzio sí posa quasi spontaneamente tra questo evento eccezionale e l'uomo e in questo silenzio l'uomo si avvicina a quell'altro silenzio che circonda Dio. È nel silenzio che in primo luogo s'incontrano l'uomo e il mistero, ma la parola che nasce da questo silenzio è originaria come la prima parola che non ha ancora mai detto alcunché; per questo è capace di parlare del mistero.


Forza e debolezza

dei giovani

Etty Hillesum

 giovaniEtty

Siccome sono ancora tanto giovane, e ho la volontà indistruttibile di non lasciarmi metter sotto; e siccome ho la sensazione di poter contribuire anch'io a colmare le lacune recenti - e me ne sento la forza -, per tutti questi motivi io mi rendo appena conto di quanto poveri siamo diventati noi giovani, quanto siamo rimasti soli. O è ancora una forma di stordimento?
Il prof. Bonger è morto...
Lui è indimenticabile per me...
Mancavano poche ore alla capitolazione. Ed ecco la figura pesante, goffa, chiaramente riconoscibile di Bonger che se ne andava lungo l'IJsclub, occhiali azzurri su quella testa pesante e originale; guardava le nuvole che da lontano sovrastavano la città, provenienti dal porto delle petroliere dato alle fiamme. Non dimenticherò mai quella scena - quella figura goffa, con la testa di traverso, che guardava le nuvole di fumo in lontananza. In uno slancio spontaneo ero corsa fuori senza mantello, l'avevo raggiunto e gli avevo detto: buongiorno, professor Bonger, ho pensato molto a lei in questi ultimi giorni, l'accompagno un pezzetto.
E lui mi aveva guardata di traverso coi suoi occhiali azzurri e non aveva la minima idea di chi potessi essere, malgrado due esami e un anno di lezioni; ma in quei giorni c'era una familiarità così grande tra le persone, che avevo continuato a camminargli accanto. Non ricordo con precisione il nostro dialogo. Era il pomeriggio in cui tutti cercavano di fuggire in Inghilterra; gli avevo chiesto: crede che abbia senso fuggire? E lui: la gioventù deve rimanere qui. E io: crede che la democrazia finirà per vincere? E lui: vincerà di certo, ma alcune generazioni ne faranno le spese. E quel feroce Bonger era indifeso come un bambino, era quasi dolce; io avevo sentito il bisogno irresistibile di mettergli un braccio intorno alla vita e di guidarlo come un bambino - e così, col mio braccio intorno a lui, avevamo camminato lungo l'IJsclub. Sembrava affranto, era pieno di benevolenza. Tutta la sua passione e la sua virulenza si erano spente. Il cuore mi si gonfia quando penso a com'era quel giorno, il burbero delle nostre lezioni. E arrivati allo Jan Willem Brouwersplein lo avevo salutato, mi ero piantata davanti a lui e gli avevo preso una mano fra le mie, lui aveva chinato un po' il capo con tanta gentilezza, mi aveva guardata attraverso gli occhiali azzurri che gli nascondevano gli occhi e mi aveva detto, quasi con comica solennità: mi ha fatto piacere! E la prima cosa che avevo sentito la sera dopo, arrivando al corso di Becker, era stata: Bonger è morto! Io avevo replicato: non è possibile, gli ho parlato ieri sera alle sette. E Becker: allora lei è stata una delle ultime persone che gli hanno parlato. Alle otto si era sparato alla testa.
E dunque una delle sue ultime parole era stata per una studentessa sconosciuta, che lui aveva guardato con benevolenza attraverso un paio di occhiali azzurri: mi ha fatto piacere!
Bonger non è l'unico. È tutto un mondo che va in pezzi. Ma il mondo continuerà ad andare avanti e per ora andrò avanti anch'io. Restiamo senz'altro un po' impoveriti, ma io mi sento ancora così ricca, che questo vuoto non m'è entrato veramente dentro. Però dobbiamo tenerci in contatto col mondo attuale e dobbiamo trovarci un posto in questa realtà; non si può vivere solo con le verità eterne: così rischieremmo di fare la politica degli struzzi. Vivere pienamente, verso l'esterno come verso l'interno, non sacrificare nulla della realtà esterna a beneficio di quella interna, e viceversa: considera tutto ciò come un bel compito per te stessa. E ora leggo ancora qualcosa, e poi a dormire. Domani si lavora di nuovo, alla scienza, alla casa, e a me stessa; non si può trascurare nulla e non si può neppure prendersi troppo sul serio, buona notte.

 

Beati i poveri!

Guai a voi, ricchi!

VI domenica del T.O. (C)

a cura di Franco Galeone *

 

Firenze MuS.Marco BeatoAngelico DiscorsoMontagna 1438 40ca
Beato Angelico, Discorso della Montagna (1438-40), Firenze, Museo Nazionale di San Marco

Maledetto… Benedetto…

1. La prima lettura inizia con un’affermazione precisa: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo (Ger 17,5-6). Le dolorose esperienze di tradimenti, intrighi messi in atto da persone insospettabili, ci hanno portato al proverbio: Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. La seconda parte della lettura (Ger 17,7-8) descrive l’uomo benedetto che vive secondo giustizia e perciò è benedetto da Dio. Non dice che riceverà un premio, ma che ha indovinato la vita, è già felice subito. I rabbini del tempo di Gesù (ma anche oggi) si servivano spesso del genere letterario delle beatitudini e delle maledizioni; per insegnare il bene o per incutere timore, ricorrevano sovente alle espressioni Beato colui che … Maledetto colui che…