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    Qualche nota introduttiva (alla ricerca "L'esperienza religiosa dei giovani")


     

    (NPG 1996-07-10)

    L'oggetto della ricerca di cui questo dossier è una sintesi limitata e parziale, è la descrizione, l'analisi e l'interpretazione dell'esperienza religiosa degli attuali giovani.
    Il tema dell'esperienza religiosa è uno dei più complessi da concettualizzare sia a livello teorico che operativo. In questa ricerca facciamo riferimento all'ipotesi elaborata dall'Istituto di Teologia pastorale dell'Università Pontificia Salesiana, come appare dal testo: Midali M. - Tonelli R. (a cura di), L'esperienza religiosa dei giovani. 1. L'ipotesi, LDC, Leumann 1995.
    Data la soggettività, la profondità e la complessità di questo tipo di esperienza, il tentativo di misurarla con i tradizionali strumenti e metodi della ricerca quantitativa avrebbe condotto ad una sua eccessiva schematizzazione e ad una riduzione della sua descrizione. L'unica via che appariva percorribile, al fine di evitare ogni riduzionismo, era quella di offrire sia al vissuto dei giovani che alle manifestazioni sociali dell'esperienza religiosa uno spazio narrativo attraverso il metodo delle storie di vita, integrato da quello delle interviste di gruppo.

    GLI INDICATORI

    Partendo dalla definizione teorica dell'esperienza religiosa è stata costruita una griglia di indicatori destinata sia a servire da linee guida per la raccolta delle storie di vita sia come strumento per l'analisi del contenuto delle stesse storie di vita. Questa griglia è stata integrata dagli indicatori relativi alle esperienze educative, del rapporto con l'ambiente naturale e sociale e della realizzazione personale.
    Gli indicatori sono stati elaborati in modo da corrispondere il più fedelmente possibile alle definizioni teoriche e la validazione di questa corrispondenza è avvenuta attraverso il consenso degli esperti membri del comitato scientifico della ricerca.
    Gli indicatori sono stati pensati in modo da coprire tanto la dimensione diacronica quanto quella sincronica della narrazione di sé del giovane.
    La dimensione sincronica è espressa dagli indicatori che servono a misurare sia la presenza/assenza, sia il tipo di esperienza religiosa del giovane nella sua vita attuale. La dimensione diacronica è fornita dagli indicatori che misurano l'intreccio degli eventi e vissuti che hanno condotto il giovane all'interno della sua attuale condizione rispetto all'esperienza religiosa.
    Gli indicatori sono stati raggruppati all'interno di quattro aree: le agenzie educative, l'ambiente, la dimensione personale, l'esperienza religiosa in senso specifico.
    Come si può osservare, queste quattro aree coprono l'intera vita del giovane e il suo sistema di relazione. Questo allargamento delle storie di vita al di là della sola esperienza religiosa è stato realizzato per consentire alla ricerca di cogliere l'intreccio esistente tra la storia personale, le dinamiche ambientali, i processi educativi e socializzanti che ogni giovane ha vissuto con il suo tipo di esperienza religiosa.

    La scelta del campione

    La scelta dei giovani a cui chiedere il racconto della loro storia di vita è stata fatta prendendo in considerazione tre variabili: sesso, età, appartenenza o non appartenenza ad un gruppo ecclesiale.
    Agli intervistatori è stato indicato, quindi, di scegliere un numero pari di maschi e di femmine, mentre per quanto riguarda l'età si sono prese in considerazione due fasce di età. Una, tipicamente adolescenziale (15-18 anni), e un'altra, tipicamente giovanile-adulta (24-26 anni).
    Riguardo all'appartenenza o meno a un gruppo ecclesiale si sono considerati due tipi di giovani: quelli che appartengono ad un gruppo ecclesiale impegnato e quelli che non appartengono ad alcun gruppo, rintracciati nel contesto di vita della strada, del muretto, del bar, delle polisportive laiche, dei centri di aggregazione comunali, ecc.
    Oltre a queste tre variabili è stata presa in considerazione quella geografica suddividendo il territorio italiano in tre aree: Nord, Centro e Sud/Isole.
    Ogni area geografica è stata poi suddivisa in cinque sub-aree scelte secondo il criterio della rappresentatività dei vari contesti socioculturali ed economici presenti in essa.
    In ognuna delle sub-aree sono state raccolte 8 storie di vita al fine di garantire la presenza di tutte le combinazioni delle variabili sesso, età e appartenenza o non appartenenza ad un gruppo ecclesiale.
    Lo scopo della stratificazione è stato quello di avere in ogni area geografica per ciascuno di questi profili 5 giovani, ognuno dei quali proveniente da un differente contesto socioculturale ed economico.
    Questo per verificare attraverso il confronto delle storie di vita se in esse vi sono delle differenze riconducibili alla differenza di età, sesso, appartenenza di gruppo ecclesiale e area geografica.
    Le storie di vita raccolte sono state 112 invece delle 120 previste, alcune non essendo state consegnate nei tempi previsti. Il numero di storie di vita raccolte è comunque di gran lunga superiore a quelle normalmente utilizzate in questo di tipo di ricerca sociale. Questo consente una analisi attendibile delle storie di vita in relazione alle variabili considerate.
    Quanto alla raccolta delle storie di vita, gli intervistatori sono stati scelti tra persone competenti sia nella gestione della relazione di intervista che nella comprensione dell'esperienza religiosa e sono stati addestrati alla raccolta delle storie di vita in due briefing.
    Ad ogni intervistatore è stata fornita, oltre alla concettualizzazione, la griglia degli indicatori, aut definizioni operative, che sono stati scelti per rappresentare i concetti espressi nella definizione teorica.

    L'analisi, l'elaborazione e l'interpretazione delle storie di vita

    Sia le storie di vita che le interviste di gruppo sono state raccolte attraverso la registrazione magnetica e sono state poi integralmente trascritte.
    L'analisi delle storie di vita è avvenuta utilizzando due distinti metodi:
    - l'analisi qualitativa delle singole storie;
    - l'analisi quantitativa delle storie di vita preventivamente tradotte in questionari standardizzati.
    È questo un di più che è stato introdotto accanto ai tradizionali metodi di analisi delle storie di vita.

    L'analisi qualitativa delle storie di vita

    L'analisi qualitativa delle storie di vita è avvenuta attraverso tre distinte fasi.
    Nella prima fase ogni singola storia di vita è stata analizzata applicando la griglia degli indicatori, per cui ogni sua parte significativa è stata codificata utilizzando la griglia degli indicatori.
    Successivamente, utilizzando un ipertesto, si sono raggruppate le parti codificate all'interno di ogni punto della griglia di analisi, tenendo però conto della zona geografica in cui le interviste sono state raccolte, del sesso, dell'età e dell'appartenenza o non appartenenza religiosa. Questo ha consentito di ottenere 24 gruppi di analisi formati normalmente da 5 analisi delle storie di vita.
    Per ognuno dei 24 gruppi è stato redatto un rapporto di ricerca contenente i risultati dell'analisi delle cinque storie di vita che lo formano. Questa procedure è stata sviluppata per consentire di verificare se le quattro variabili considerate (zona geografica, sesso, età, appartenenza) producevano delle differenze significative nei vissuti raccontati dagli intervistati nelle loro storie di vita.
    Questa procedura particolare può essere considerata una sorta di ibridazione dell'analisi qualitativa delle storie di vita con quella dell'analisi quantitativa.
    Dopo la stesura dei 24 rapporti è stato realizzato un rapporto di sintesi contenente una loro lettura trasversale finalizzata a cogliere le analogie e le differenze contenute in essi.
    Oltre al rapporto di ricerca le storie di vita sono state analizzate per la parte di loro competenza da un gruppo di specialisti appartenenti a varie discipline sociali e teologiche che hanno prodotto dei commenti puntuali dal punto di vista della loro disciplina particolare.

    L'analisi quantitativa delle storie di vita

    Partendo dalla griglia degli indicatori è stato costruito un questionario a risposte chiuse in cui ogni singola storia di vita è stata riportata. Per ridurre il rischio della soggettività presente in questa operazione il questionario prevedeva, per la maggior parte degli items corrispondenti ad un punto della griglia di analisi, una risposta del tipo: sì, no, non risposto, in cui i codificatori dovevano semplicemente rilevare la presenza o l'assenza di un dato indicatore della storia di vita. Per altri items, in cui era insufficiente la sola valutazione della presenza/assenza di una certa esperienza, si sono costruite invece delle scale pentiliche in cui si doveva valutare la qualità della stessa esperienza misurata utilizzando la valutazione molto positivo, abbastanza positivo, neutro, abbastanza negativo, molto negativo. Il rischio di soggettività di queste valutazioni è stato ridotto dalla ricchezza del racconto e dalla sua tonalità emotiva che ha consentito di attribuire con una certa sicurezza l'esperienza raccontata dal giovane ad una particolare posizione della scala. I codificatori che hanno realizzato la traduzione delle storie di vita nei questionari avevano un livello professionale e culturale elevato ed erano particolarmente esperti dei vissuti narrati dai giovani nelle storie di vita.
    I questionari una volta compilati sono stati elaborati utilizzando i normali metodi della statistica non parametrica.
    I risultati quantitativi, infine, sono stati oggetto di una analisi e di una interpretazione specifica, e costituiscono la parte che presentiamo in questo dossier di NPG, per offrire al lettore una visione globale e sintetica che speriamo inviti ad una lettura dei rapporti di ricerca che analizzano più da vicino le storie di vita nella loro ricchezza e singolarità.
    Questi risultati lungi dal pretendere una qualsiasi inferenza all'intera popolazione giovanile, servono semplicemente come sintesi delle analisi qualitative emerse nei 24 sottogruppi esaminati.
    I dati quantitativi, quindi, non debbono trarre in inganno, in quanto la loro funzione non è quella di far diventare quantitativa una ricerca qualitativa, ma solo quella di aiutare a sintetizzare ed ordinare le esperienze incontrate nella lettura del volume della ricerca, al fine di evitare che le storie più significative e drammatiche o semplicemente più prossime alla sua esperienza assumessero una predominanza sulle altre, distorcendo i risultati della ricerca.
    I dati statistici della sintesi sono perciò dei semplici indicatori della frequenza dei fatti raccontati nelle storie di vita. Per evitare fraintendimenti, ribadiamo il senso di questa analisi quantitativa. I dati e le tabelle statistiche qui riportate non debbono trarre in inganno il lettore, facendogli pensare che essi siano estensibili all'intera popolazione adolescenziale e giovanile italiana. Infatti i tipo di campione, per composizione e ampiezza, non consente la generalizzazione statistica dei dati.
    Questo non significa che i risultati non possano essere generalizzati, ma solo che la loro generalizzazione non può seguire le vie offerte dalla statistica induttiva bensì quelle più ardue offerte dall'autenticità esistenziale e dai nessi causali delle biografie.
    La funzione delle tabelle è semplicemente quella di offrire una sorta di riassunto che consenta al lettore di ricondurre l'analisi qualitativa, frammentata per gruppi omogenei di intervistati, all'interno di un quadro generale che gli consenta, tra l'altro, di dare un peso relativo ai vari fatti incontrati nelle storie di vita.
    Comunque, nonostante la sua non rappresentatività, capita che alcuni risultati quantitativi di questa ricerca non siano poi così lontani da quelli offerti dalle tradizionali ricerche descrittive di tipo quantitativo. Non bisogna però preoccuparsi troppo per questo, in quanto esso è il frutto di uno dei tanti scherzi che il demone della probabilità gioca ai ricercatori qualitativi.
    Un'ultima annotazione, che riguarda la stesura del dossier che offriamo ai lettori di NPG. Pur rimandando al volume che presenta i 24 rapporti basati sull'analisi qualitativa delle storie di vita, e offrendo in questo contesto essenzialmente l'analisi quantitativa delle stesse, abbiamo pensato di «illustrare» ogni risultanza con qualche frammento di storia di vita, con una scelta naturalmente molto soggettiva tra l'abbondantissimo materiale prodotto. Questi frammenti, se pur isolati dal contesto globale delle singole risposte e dalla stessa totalità della storia, che unica la colloca e la spiega, sono tuttavia significativi come materiale di prima mano e per la freschezza e la vivacità di un vissuto personale, che raramente emerge da questionari formalizzati.


    T e r z a
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