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    Lettera di un Cardinale a un giovane lavoratore



    (NPG 1992-09-45)

    Caro Fabio,
    mi spiace rubarti del tempo proprio questa sera che hai dovuto fare degli straordinari e sei più stanco del solito. Ti piacerebbe ora rilassarti e vedere la Tv. A me invece piacerebbe che questa sera tu dedicassi qualche minuto a questa mia lettera.
    Mi pare di aver capito che in questo periodo al lavoro ci sono alcuni problemi: sei in contratto di formazione-lavoro e non sai ancora se verrà confermato al termine dei 24 mesi. Anche se questo lavoro non ti piace troppo, ti farebbe male il perderlo e doverti rimettere a girare mentre in casa ti guardano con occhi strani. Intanto fra i compagni girano discorsi poco rassicuranti sui futuri licenziamenti e tu hai paura che ti vengano a mancare i soldi per le ultime rate dell'auto che hai appena comprato. Eri orgoglioso di come passavi il tempo libero senza dover chiedere più i soldi in casa.
    Sei sempre stato un ragazzo sveglio, ti sei subito messo al lavoro per non essere di peso in famiglia e perché «con le mani ci sai fare». Per questo mi stupisce che tu sia così poco informato sui tuoi diritti e così poco interessato a quello che succede nel mondo, al di fuori della compagnia con cui ti vedi la sera quando non sei troppo stanco.
    È vero che la scuola è un capitolo che, per tanti motivi, hai preferito interrompere in fretta, e con i libri o i giornali hai sempre avuto qualche difficoltà. Però la televisione la guardi (almeno per veder i «gol» la domenica), la «Gazzetta» la compri quasi ogni giorno o la sfogli al bar, e la radio per sentire la musica la ascolti... Quindi non sei poi così lontano dal mondo delle informazioni!

    Eppure...

    Eppure non sai leggere la tua busta paga, non sai che lo straordinario è vietato quando sei in contratto di formazione lavoro, e quando eri stato assunto come apprendista ti hanno fatto lavorare per anni a fare sempre lo stesso tipo di lavoro, mentre avevi il diritto di imparare un mestiere e il capo aveva l'obbligo di usare del tempo di lavoro per insegnartelo.
    Del sindacato senti parlare qualche volta alla Tv, ma non sai bene cosa sia, come ti potrebbe aiutare, dove sta e due anni fa non hai ottenuto le ferie, perché non sapevi neanche quanti giorni ti spettassero per contratto.
    Quando ci sono state l'ultima volta le elezioni tu eri contento perché per la prima volta avresti votato... ma presto è prevalso il disinteresse, ti sei accorto che non ne sapevi nulla, hai provato a chiedere agli amici, ma anche per loro era «nebbia»... poi la politica ti sembra così lontana dalla tua vita, molti dicono che «sono tutti ladri»...
    Così gli unici programmi che cerchi in televisione sono quelli sportivi, i film comici e di azione e se con il telecomando incroci un telegiornale, un dibattito od un documentario, sei rapido nel passare ad altro, di «più leggero»...
    Mi dirai: «ma dopo una giornata di lavoro, figurati se ho voglia di seguire programmi noiosi o difficili: ho solo più voglia di rilassarmi, di non pensare, magari di vedere qualche bella ragazza, visto che in Tv non mancano...».
    E poi è anche vero che sei stato poco aiutato ad essere sensibile alle informazioni: a scuola nessuno ti ha insegnato a leggere il giornale o ti ha fatto provare il gusto di leggere qualche bel libro, in famiglia di certe cose si parla poco, lavoro devi solo stare zitto e lavorare, perfino al catechismo hanno insistito a trattarti come a scuola e te ne sei allontanato, per stare con quelli che vivono come te.
    Tutto questo è vero, come è vero che i giornali, la radio e la Tv si disinteressano dei tuoi problemi, spesso hanno un linguaggio difficile... perfino i telegiornali sembrano fatti più per complicare la vita che per spiegare con chiarezza quello che succede nel mondo.

    Però tu puoi fare qualcosa...

    perché la situazione cambi, e sai bene che nella vita stare a lamentarsi degli altri serve a poco e alla fine lascia insoddisfatti. In fondo lo sappiamo tutti e due che ti piacerebbe conoscere di più i tuoi diritti sul lavoro, che ti secca aver scoperto che tutte quelle ore di straordinario potevi rifiutarti di farle, che se avessi saputo che la formazione era un tuo diritto durante l'apprendistato ora saresti un operaio specializzato... E anche adesso che tira «aria di crisi» vorresti sapere come mai, se è vero, da cosa dipende, se ti possono licenziare, cosa significa la «cassa integrazione» che daranno al tuo amico Roberto che lavora in una grande azienda...
    E poi è frustrante ridursi a sognare davanti alla Tv, ma non saper reagire nella vita concreta, aver difficoltà ad avere una ragazza con cui stare assieme sul serio e sfogarsi con i programmi notturni...
    Aprire la tua finestra sul mondo è un tuo dovere, ma sono certo che intuisci che è anche una grossa opportunità. Se usi bene le informazioni che ricevi, se ti sforzi di prestare attenzione ad alcune notizie del telegiornale, se provi ad andare oltre la pagina sportiva, scoprirai quanto può essere bello e utile imparare a leggere e ad usare un quotidiano, come ti sentirai più sicuro di te nelle cose che fai, superando il menefreghismo e la timidezza che ti impediscono di vivere da protagonista.

    E allora, coraggio!

    Prova a fare delle scelte diverse quando accendi la Tv o apri un giornale, fatti aiutare da qualcuno di cui ti fidi... magari un amico, una persona adulta o qualcuno di casa. Se permetti un consiglio, comincia dalle cose che ti riguardano, dal cercare informazioni sul tuo lavoro, sul tuo contratto (se non sai a chi rivolgerti sappi che il sindacato serve proprio per aiutare i lavoratori ad essere persone attive e informate nel proprio posto di lavoro)...
    Poco a poco, magari insieme ai tuoi compagni, potrai allargare lo sguardo al tuo quartiere, ai problemi della tua città, e maturare un'attenzione verso la vita di tutta la gente che c'è al mondo. E la vita delle persone è così importante, che Gesù è venuto a visitarla, a condividerla, a sostenerla: è questo il Natale!
    Ci sono mille motivi e mille scuse per non informarsi.
    Ma io conto molto su di te, sulla tua voglia di capire, di essere rispettato e di essere protagonista nella vita.
    Ti auguro di tenere duro in questo cammino, se vorrai iniziarlo. Buon Natale.

    Il tuo vescovo Carlo Maria Martini
    Natale 1991


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