Attesi dal suo amore
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    Progetto amore



    Sussidi per l'azione

    (NPG 1974-11-69)

     

    Lo scorso anno (1973/8-9) la rivista ha elaborato uno studio monografico sull'educazione dei giovani alla famiglia.
    Era destinato a creare una mentalità comune, tra gli educatori. Molti ci hanno chiesto suggerimenti per una sua traduzione a livello giovanile: un sussidio, insomma.
    Abbiamo girato la richiesta ad una comunità che da anni vive attenta al problema. Ne è nato questo «progetto-amore».
    Una proposta per l'educazione dei giovani all'amore e alla famiglia, dal concreto di una esperienza. Tanto che il riferimento a persone, fatti, cose, è voluto e programmato. E l'intuizione ha più spazio dei freddi ragionamenti.

    Patti chiari amicizia lunga

    Cari amici,
    questo non vuol essere un «ricettario di filtri amorosi», neppure nel senso che qui si potrebbero trovare i trucchi del mestiere in dotazione all'esperto animatore, per evitare nei gruppi giovanili le tradizionali «affettuose» frittate. Nessuno può pretendere che altri mastichi la pappa per lui... Tuttavia quando c'è di mezzo un pranzetto importante, la mamma telefona alla famosa zia Betty per sapere come lei l'ultima volta... Chiaro poi però che ogni famiglia che si rispetti cucina a modo proprio: che barba se tutti consumassero gli stessi surgelati in scatola!
    Questa è una storia d'amore: nessuno farebbe l'amore su ricetta. A ciascuno la propria fantasia... Ma...
    Ecco, questa è una storia d'amore. ben prima ancora di essere un «taccuino di marcia» sull'educazione all'omore.
    Perché la nostra Comunità è nata non dal quartiere, non dalla parrocchia, non dall'esperienza di preghiera, non dall'animazione missionaria... Anche se tenta di essere tutto questo.
    Ma è nata proprio di qui: dall'amore dei ragazzi e delle ragazze tra loro; dal problema di maturare insieme, in gruppo, dei ragazzi e delle ragazze.
    E siamo già alla fine, siamo già alla tesi di fondo: la nostra esperienza ci dice:
    1. Non è possibile educare all'amore ragazzi e ragazze se non attraverso una intensa vita di gruppo, e gruppo a tempo libero pieno, «luogo» dell'esperienza globalmente alternativa.
    2. Se il gruppo non esiste ancora o stenta ad esistere, il tentativo di lavorare per la maturazione affettiva dei giovani può essere un'ottimo catalizzante per il gruppo, un inizio particolarmente rispondente alle esigenze dell'età.
    3. Ogni gruppo deve affrontare esplicitamente il problema, evitando di rimandarlo, perché questa dimensione è di tale peso nella vita del giovane che prima o dopo rimbalza a galla qualora lo si volesse temporaneamente affondare.

    ISTRUZIONI PER L'USO

    Prima parte:
    Album dei ricordi

    Questo «momento» vede il gruppo di studio trasformarsi in gruppo esperienziale. Crea il gruppo. E lo crea esattamente sotto l'angolo visuale dell'educazione all'affettività.
    Come un film in retrospettiva. Come sfogliare l'album dei ricordi. Come esaminare uno per uno il guardaroba dell'infanzia e della adolescenza, per scegliere poi, confrontando con i modelli degli altri e con i modelli in corso sul mercato, il proprio modello da indossare per la vita.
    È un'esperienza di gruppo dall'alto potere climatizzante; richiede ambientazione, anche topograficamente accurata, clima, temperatura, giusto assortimento dei partecipanti.
    I dettagli vengono forniti successivamente.
    La prima parte potrebbe terminare con una festicciola in famiglia, fatta soprattutto di giochi e canti d'ambiente, utilizzando la ricorrenza annuale di qualche «fidanzamentino»... foto ricordo... poesia... torta gelato... regalino di gruppo... dedica con tutte le firme...
    Si tenta appena un'analisi. Si tace sulla sintesi, prognosi e terapia.

    Seconda parte:
    Passerella dei modelli

    Serve a prendere coscienza che i vari modelli di affettività vissuti dai singoli non consistono in funghi spontaneamente e individualmente funghiti nel gran prato verde della vita, ma sono piuttosto zatterucche alla mercé della corrente che va.
    Va di qua, di là, di là ancora, precisamente, astutamente, premeditatamente va. Sarà emozionante per i poveri malcapitati constatare come la propria storia, che essi consideravano gelosamente un «passato irripetibilmente personale» non era che un «pezzo in serie» di una «macchina che gira».
    Mentre nel «primo tempo» la tecnica in uso era basata prevalentemente sul dato emozionale, entra ora in scena il fattore intellettivo: capirci.
    Ecco allora la tecnica della «ricerca di gruppo», certo meno «gasante» ma più costruttiva. Un «reportage giornalistico» dovrà effettuare apposito sondaggio nelle riviste tra le più significative al riguardo (ne indichiamo cinque), presentandone a mezzo di mostra cartellonistica la rosa delle alternative, ma soprattutto l'interpretazione politica dei modelli comportamentali proposti.
    Per la riflessione del gruppo si offrirà poi una breve sintesi sulla trasformazione del modello di amore e di famiglia in atto (famiglia nucleare) appositamente ridotto e semplificato in formula matematica per facilitarne un apprendimento ed una ritenzione pedagogicamente più efficace...

    Terza parte:
    Un modello tutto da inventare

    Il modello più bello è tutto da inventare intessuto di futuro: l'ha disegnato qualcuno che sarà nuovo anche domani.
    È la storia in «novella fantascientifica», della crescita di un «modello d'Amore». È la storia del nostro ideale. Perciò discutibilissima. Ma appunto perché discutibile può essere spunto di partenza... per una discussione.
    Terza parte, terza tecnica: non più «momento emozionale», neppure più solo «ricerca di gruppo e mostra dimostrativa» ma «azione di gruppo»: audiovisivi, recitazione, schetch, commenti musicali a secco, semplice lettura, soprattutto semplice lettura.

    Quarta parte:
    Scuola di roccia

    Dopo il momento emozionale, attraverso il momento della scoperta, passati al momento della progettazione... non resta che cominciare l'opera e mettersi al lavoro: è appunto la quarta e ultima parte.
    In riferimento ai «modelli», potremmo chiamarla «scuola di roccia». Come tentare di «realizzare il modello prescelto»?
    Come prima avevamo proposto una tecnica specifica per ciascuno dei tre precedenti momenti, così proponiamo una tecnica specifica per quest'ultimo. L'intervista degli assenti e la revisione di vita dei presenti a partire dalle proposte emerse nella terza parte.
    Sarà cioè opportuno agire per la consueta tecnica di: questionari; illustrazione collettiva dei questionari; momento di riflessione personale; assortimento del gruppo di studio evitando la presenza di coppie entro lo stesso gruppo; presenza dell'animatore del gruppo; fornitura agli animatori di una mappa segreta degli elementi leaders; utilizzazione da parte degli animatori di una breve (!) serie di conclusioni da pilotare preventivamente per ottenere (siamo a livello di 15/17 anni) un certo consenso entro alcuni limiti prefissati (un assoluto pluralismo «in amore» porta alla società permissiva...).
    La conclusione di questo momento, e di tutto il lavoro, potrebbe essere una veglia di preghiera, opportunamente animata, sonorizzata e visualizzata, in preciso riferimento a:
    - un matrimonio che si sta per celebrare in parrocchia (scegliere coppia di sposi sensibili che possano condividere il lavoro);
    - o un anniversario di matrimonio, anziani, coppia magari frequentante un movimento di spiritualità familiare, meglio se tale coppia anziana è stata preventivamente coinvolta nel lavoro di gruppo dei ragazzi;
    - o il battesimo di un bambino di una famiglia preventivamente sensibile e/o coinvolta;
    - o l'occasione di una celebrazione comunitaria appositamente curata per le famiglie, o per i fidanzati, o per la festa di S. Valentino o vattelapesca...
    Cioè a dire che sarebbe importante che la cosa non finisse lì tra i ragazzi ma appunto per permettere di avvertire la dimensione ecclesiale e politica dell'amore sarebbe essenziale che la «scoperta dell'amore», fatta nel gruppo, terminasse nella comunità.
    P.S.: Non esistono due specie di amori: Amare è sempre lasciare se stessi per andare verso gli altri: da soli, in due, in tanti, verso gli altri. Verso Lui.

    MATERIALE DA LAVORO

    Parte prima:
    Album dei ricordi

    Tesi-motivazione da far assimilare:
    «Hai bisogno di un progetto di vita: una delle componenti essenziali nel determinare la fisionomia di quello che un adulto è, consiste nelle persone che ha incontrato».
    A questo punto si potrebbero far parlare alcuni adulti che specifichino in confessione pubblica» come precisamente la loro vita attuale sia frutto per larga parte dell'incontro-scontro con alcune persone: i genitori; un amico(a) «tipo», idealizzato, eroe; un altro adulto che faceva un «mestiere» significativo agli occhi di lui adolescente.
    Il tipo di scuola e di lavoro fu spesso frutto di incontri. L'esistenza stessa, o meno, della fede è quasi determinata dall'incontro di persone.
    Ma l'«incontro di persona» più determinante, almeno sul piano della visibilità, di tutti gli altri, è l'incontro con il (la) compagno(a) della vita.
    E questo è il punto: l'incontro definitivo è a sua volta determinato, quasi per una sorta di accumulo di atteggiamenti che poi scattano nella scelta definitiva. Il passato, anche dimenticato, resta, con la sua storia, come la «memoria elettronica» del computer.
    Ecco perché il giovane che vorrà «vivere» la sua vita, e non «lasciarla vivere», o peggio ancora «lasciarsela vivere dagli altri», vorrà prendere egli stesso nelle proprie mani la propria storia, impossessarsene, per guidare poi i propri successivi incontri e scontri, specialmente appunto per quanto riguarda il mondo affettivo sentimentale.
    Possono essere la vita e l'amore più un progetto che un destino. Lo vogliamo?
    Conoscersi per possedersi per progettarsi.
    Da dove cominciare a sbrogliare il bandolo di questa intricatissima matassa, questo misterioso groviglio che risponde alla «targhetta» uomo diverso da «animale»?
    1. Uomo, prodotto della società?
    2. Uomo, espressione dell'inconscio?
    3. Uomo, dono di Dio?
    Tentiamo una via di mezzo?
    Cominciamo un po' dalla persona! Può darsi che, strada facendo, si sbocchi sia di sopra che di sotto!
    Ecco perché un lavoro di gruppo sulla vita affettiva, l'educazione all'amore... e tant'altre cose di questo tipo.
    D'accordo? Ecco allora

    * la scoperta del tempo
    Quello che ora vivo come scontato è frutto di un lungo cammino, diverso tra ragazzo e ragazza.
    - fermarsi
    - fidarsi
    - guardarsi
    - capirsi
    - giudicarsi
    - progettarsi
    - insieme

    * traccia di retrospettiva (l'animatore ridurrà al minimo la sua presenza intellettiva e direttiva mentre invece tenterà di portare al più alto livello possibile il proprio Potenziale di «accoglienza» e di «coesione di gruppo»).
    - ricordi personali della scoperta dell'altro sesso, da piccolo
    - la prima «lettera d'amore»
    - alcune pagine del diario
    - pagine del libro, ritaglio ricordi del fotoromanzo sul quale si è sognato
    - le foto del primo amore
    - il motivo musicale che ricorda le prime emozioni
    - il primo film «proibito».

    Appendice per l'animatore

    Il raccordo tra questa esperienza ed i momenti successivi viene mediato dall'opera conclusiva dell'animatore che guiderà la ricerca delle «Prime fonti di moralità», cercando di pilotare la ricerca verso la prevedibile conclusione tratta anche dal confronto tra i più anziani ed i più giovani: si sta passando da fonti di moralità e modelli comportamentali sempre meno legati a persone (genitori, catechista, compagni, confessore) ad altri sempre più legati a fatti collettivi, o «strutture» (pubblicità, consumismo, stampa) o «controstrutture» (comunità, gruppi).
    Già si profila la Diagnosi del lavoro: non esiste la sessualità affettiva allo «stato puro» non inserita in un «sistema». sia quello di ieri che quello di oggi, capitalistico.
    E si profila la «prognosi» del lavoro: è sempre più impossibile vivere sessualità, affettività, coppia, non «secondo il sistema», senza essere inseriti in un «antisistema».

    Parte seconda:
    Passerella dei modelli

    L'esigenza è nata.
    A questa, come alle altre, la società deve rispondere in modo da trarne il maggior profitto e conservare il più tenacemente possibile la propria identità.
    Il mezzo più facilmente usufruibile per una «ricerca di mercato» tra giovanissimi può essere uno studio su alcune riviste particolarmente «significative». I gruppi di lavoro dovranno ritagliare le riviste stesse, farne la suaccennata «mostra dell'amore» o meglio «mercato dell'amore», da offrire in saggio ai visitatori.
    Occorrerà studiare sia gli articoli che la propaganda: diversa per ogni rivista.
    A titolo di esemplificazione si potrebbero considerare:
    - stampa squisitamente erotica (playmen)
    - stampa tipo amore, successo, motori (playboy, cosmopolitan)
    - stampa tipo amore psicologico, sessuale (due più)
    - stampa tipo famiglia romantico borghese (famiglia cristiana)
    - stampa tipo amore e politica (servire il popolo)
    Si potrebbero elaborare dei cartelloni all'incirca su questo tipo:
    - titolo della rivista (copertine varie, slogans...)
    - comportamenti vari suggeriti, come parametri di verifica
    - motivazioni addotte dalle riviste stesse ai comportamenti
    - modello globale di «uomo» proposto dalla rivista
    - prima valutazione della rivista
    - conclusione a fumetti, o a collage: «la storia dell'amore».
    Alcuni atteggiamenti classici da esaminare potrebbero essere: la fedeltà, i limiti della libertà, i rapporti prematrimoniali, l'importanza della casa, la limitazione delle nascite, amore e religione, omosessualità (la rubrica degli appuntamenti per omosessuali...), i rapporti affettivi tra ragazzo e ragazza, l'emancipazione femminile, il divorzio, l'aborto, gli amici della coppia, la masturbazione, i figli, il ruolo della donna, l'amore negli altri stati del mondo...
    Per dare una mano al gruppo che tenta di capirci nel groviglio dei progetti d'uomo che la stampa mette in quotidiana circolazione, offriamo la «nostra» interpretazione delle proposte che hanno più compratori.
    Ci sono due parti.
    Nella sezione a) c'è una lettura «furba» dei modelli sul mercato.
    Nella sezione b) c'è la sintesi. Perché nessun modello vive allo stato puro. Si incrocia e si interseca con gli altri. Per questo è difficile non incapparci. Abbiamo smontato la macchina per offrirti gli «incroci» più evidenti.

    Passerella dei modelli-sezione a)

    Amore collante al sistema
    Amore combustibile del sistema
    Amore anestetico del sistema
    Amore olio al sistema
    Amore bombe al sistema
    Amore collante al sistema

    La sessualità, nata collettiva, organizzata da un sistema di produzione agricolo, siglata dal rito religioso presso tutti i popoli, socializzata soprattutto per l'inesorabile collegamento con la procreazione della prole, si afferma «finalmente» come fatto individuale, libera dai tabù dello Stato e delle Chiese, libera dalla «pillola» e affini, che spezzano le catene del collegamento biologico con il figlio.
    La sessualità paga il prezzo della sua assoluta libertà con la più squallida delle solitudini, libera non solo da collegamenti comunitari ma libera addirittura dal rapporto del partner con cui entra in rapporto.
    «Perché mi parli d'amore in questo momento, cara» dice l'eroe di playboy alla «giocattolo» con cui si sta divertendo.
    Il gesto, così atomizzato e superficiale, sradicato dalla persona, dalle persone, dalla collettività, fa dell'uomo, per natura «animale socievole», uno scompensato, lo nevrotizza, lo getterà nella spirale sempre più avvinghiante di un'angoscia capace di farne un sempre più scompensato e perciò sempre più esigente consumatore della sessualità sia in sé, sia come incentivo ai consumi che le si connettono. Come il drogato sempre più si scompensa e sempre più si asseta di ciò che lo asseta.
    È la spirale del «non senso».
    È una ruota, il gioco è fatto, il sistema ha vinto, l'ingranaggio gira...

    Amore combustibile del sistema (Playboy)
    L'erotismo si completa con la dimensione non tanto psicologica, quanto sociologica: un agglomerato dal nome fascinoso «successo».
    Riuscire in carriera, vestiti, macchine, e soprattutto donne.
    Un sistema che si costruisce con la repressione delle componenti più «personali» della persona si trasformerebbe in manicomio (quando non lo è già...). «Fortunatamente»... grazie agli insopprimibili residui di mistero, di incontro dell'altro, di estasi gratificante, di «riuscito» in qualcosa, di acclamato dalla folla (lui che deve sempre applaudire agli altri in TV), il successo in amore costituisce la valvola di scarico che sfiata la (repressione, la falla è aperta, ne esce un biondo zampillo d'oro, o meglio un nero fiotto di petrolio che soffia nei mulini del sistema, macina grana e imbecilli. L'ingranaggio gira...
    L'amore come il più affascinante e prestigioso degli hobbies, per riuscire finalmente in qualcosa anch'io!

    Amore anestetico del sistema (Due più)
    Una volta: nipotini scodinzolanti nell'aia, tanti e poi tanti, piccoli e grandi, maschi e femmine, genitori zappaioli pronti ad aiutarsi per un mal di pancia, a litigarsi per un pettegolezzo di corna, la nonna gran capostazione di famiglia, la bisnonna venerato rottame sul seggiolone in cucina. Allora vivere era comunicare!
    Oggi: lui, lei, il pupo; sigillati nella macchina, dietro a un'altra macchina, davanti a un'altra macchina, dietro e davanti e a destra e a sinistra di un'altra macchina, in tanti, tanti, tantissimi...
    Allora vivere è non comunicare!
    In un mondo brutto e cattivo, un caldo nido di benessere sterilizzato, dove il manuale clinico dell'amore in provetta ti assicura l'emozione psicofisica batteriologicamente più esaltante, sicura...
    Non guardare fuori dalla finestra: ti sporcheresti le sopracciglia!
    Non farci niente, lascia tutto com'è. Lascia che gli altri facciano i fatti loro, gli interessi loro, gli interessi tuoi... Lasciali fare. Cuccia qui, al calduccio confortevole d'un lenzuolo profumato!
    L'anestetico è pronto, gli occhiali colorati per vedere rosa un mondo nero, i tappi nelle orecchie per non essere scomodati dallo sgradevole rumore dell'«ingranaggio che gira»...

    Amore olio al sistema (Famiglia Cristiana)
    Premessa. A volte uno pensa: «la mia 500 raschia come un barattolo di latta arrugginito. La cambio». Beato lui! Ma a volte uno deve dire: per cambiarla la grana non ce l'ho. Meglio che niente sarà bene che mi ci dia un po' d'olio alle rotelle!
    Noi diamo in giro per le case più di 500 copie di «Famiglia Cristiana», ogni settimana. E lo facciamo volentieri. Nel momento storico che viviamo nell'ambiente in cui viviamo, non riusciamo a vedere spiraglio per fare di più. Naturalmente pompiamo, diffondiamo e sovvenzioniamo anche ben altri giornali (dimensioni, rocca, città nuova... ed altri politici), ma ci pare che «Famiglia cristiana» sia ancora il meglio possibile (altri lo possono chiamare il meno peggio), sul mercato per il lavoratore di periferia dove viviamo.
    Comunque...
    È un po' come la S. Vincenzo parrocchiale vecchio stampo! Non è chiusa in sé la famiglia. Anzi vivendo del reciproco amore e rispetto, desidera socchiudere la porta di casa ed offrire un dito, una mano, un braccio, gaio e sorridente, al poverello di passaggio.
    Ma quel panetto che gli dai per tappargli la bocca era meglio glielo tirassi forte in testa per farlo gridare: «al ladro!».
    Invece tutto è rimasto in silenzio.
    La famigliola benpensante e benefica ritiene cosa gradita oliare il sistema affinché tutti gli ingranaggi possano girare senza disturbare le delicate orecchie dei vicini: bontà sua!

    Amore bombe al sistema (Servire il popolo)
    Nonno Marcuse, astutamente (dal suo punto di vista) diceva: «I primi tabù, quelli che si devono per primi denunziare ed abbattere, sono quelli che riguardano l'unica ricchezza rimasta ai poveri: la loro sessualità.
    La sessualità è una funzione sociale e funzione di affermazione di potenza sociale. Storicamente la prima contestazione nasce proprio a questo livello!
    Le prime forme di anarchia sessuale costituirono i primi focolai di contestazione poi globale: le comuni.
    ... Ai poveri, questa massa di espropriati dal potere, a tutti gli uomini che marciscono nelle miniere o imbecilliscono alla catena di montaggio, a tutti gli abitanti del terzo mondo, a quelli che non hanno niente resta l'unica ricchezza, la sessualità, che è una potenza di sopravvivenza, contenendo dentro di sé una carica dirompente di vitalità e di ricchezza eccezionale».
    E la requisitoria continua (discutibile), ma implacabile: «Ecco fin dove la Chiesa è stata dalla parte dei ricchi e dei potenti: fino a depredarli di quest'ultima ricchezza, fino a disinnescare la carica esplosiva di quest'ultima arma, la sessualità, predicando la castità ai poveri e lasciando correre tutto per i ricchi! Ecco come la repressione sessuale si è trasformata in repressione sociale!».
    Evidentemente la vitalità di cui parla Marcuse è qualcosa di molto particolare; per lui essere adulti e essere vitali, è espressione pressoché inconsulta e disinibita di tutte le potenze dell'uomo. tutte buone e giuste: Marcuse è figlio di Freud, è la perfetta realizzazione di sé.
    I nodi però vengono al pettine.
    E se per un verso il libertinaggio sessuale può realmente costituire una «carica rivoluzionaria» sulle barricate del maggio francese, poi... passando dalle barricate al ciclostile del volantinaggio, alla scuola di partito... la faccenda cambia, ed allora si ritorna a capire che anche e soprattutto la sessualità va guidata. L'obbiettivo è sempre lo stesso: bombe al sistema.
    Ma la tattica è esattamente il contrario: «Sotto il lenzuolo rosso di Mao non tutto è possibile» ma solo quel tanto che non depaupera l'individuo delle sue forze fisico psichiche indispensabili per la lotta al sistema. Di qui il pronto assenso delle centinaia di attivisti, dopo il primo momento di comprensibile sbigottimento, al gesto del leader di «servire il popolo» quando dichiarava che tutti i congressi estivi della scuola di formazione dell'organizzazione avrebbero dovuto avere come tema «sessualità e rivoluzione».
    Ne uscì un documento finale secondo cui veniva stabilito «come e quante volte» le coppie rotanti delle «comuni» avrebbero potuto fare l'amore o masturbarsi. La pornografia veniva definita «artificio diabolico del capitalismo». La sessualità insomma non doveva diventare elemento portante delle «coppie rosse», come neppure d'altro lato l'affettività; l'importante non è né volersi bene, né tanto meno volersi bene per sempre, dato che l'amore è intercambiabile, né appiccicarsi volentieri alla pelle dell'altro, anzi... Ciò che tiene in piedi la coppia è l'amore per la rivoluzione: «fin che crede nella rivoluzione va a letto con lei, ma non troppo perché domani mattina dovete fare la rivoluzione, quando non ci crede più, non andare a letto con lei, ma cercane un'altra che ci creda!».
    Evidentemente il valore dell'incontro, sia a livello di persona, sia a livello di pelle, non conta poi più molto: la coppia è quasi puramente strumentale all'obiettivo mobilitante della «comune».
    Pur con varia gradazione di accenti, è un po' il modello dei Kibbus e dei Kolkoz, dove però l'istituzionalizzazione della coppia viene considerata, funzionale alla rivoluzione.
    Non vorremmo sembrare sacrileghi, ma esiste anche una versione «cristiana» della «strumentalizzazione» della sessualità ai fini di un obbiettivo considerato superiore alla persona: i conventi non sono forse posti dove i celibi, rinunziando alla genitalità, sublimano la propria sessualità mettendola al servizio del «Regno di Dio»?

    Passerella dei modelli-sezione b)

    Ci siamo fermati in comoda poltroncina a giudicare i modelli in passerella, uno per uno e abbiamo individuato cinque «case di moda» fondamentali.
    È come una scorrazzata nello spazio: qui, là, laggiù, oggi fanno così.
    Ma non c'è alcun modo di sapere chi sia «quel» distinto signore, oggi perfetto gentiluomo, che farsi raccontare da sua mamma, di quando era piccolo, ha imparato a fare la pipì nel vasino, a ballonzolare sulle zampe, farsi mostrare una foto ricordo di quando andava a scuola con il fioccone azzurro, il diploma, la laurea...
    Il tempo cioè, serve per capire lo spazio: essere è divenire.
    Ecco perché ci pare indispensabile sfogliare i polverosi manuali di teologia e di sociologia per vedere il come e il quando questi modelli sono usciti dalle case di moda (le università, augusti atenei del sapere e del vivere) per passeggiare indisturbati tra la gente.
    Per molti secoli l'ideale di famiglia è rimasto immutato nella civiltà mediterranea. E poi, arrivati noi sulla bella faccia di questo pianeta, zacchete, cambia quasi di colpo!
    Ma non è mica solo il matrimonio ad essere radicalmente cambiato in questi ultimi pochi anni! E quando il giovane si rende conto come il tempo in cui egli vive registra delle variazioni più vistose che in molti e molti secoli messi insieme, allora sì che diventa emozionante vivere oggi!

    Parte terza:
    Un modello tutto da inventare

    Il modello più bello è tutto da inventare; ritagliato in un tessuto che si chiama futuro; l'ha disegnato uno qualche anno fa che sarà nuovo anche domani.
    La storia era cominciata così: a far giocare i bambini, a fare un po' di doposcuola, a portarli in campeggio, a cercare dei ragazzi e delle ragazze più grandi che se ne prendessero cura.
    Poi il guaio fu che non se ne andavano via a una certa età, come capita spesso negli oratori, ma i bambini e le bambine avevano intuito che non ci saremmo dati da fare tanto, rimettendoci salute, tempo e soldi e pace, se non avessimo avuto un progetto grosso per il domani.
    Avevano ragione.
    Ma il fatto era che, neppure noi ce lo avevamo chiaro in testa quale fosse questo progetto. Uomini e donne in serie col sistema non certo. Ma allora come? Ma allora come, cos'è che volete insomma al posto di quello che vi abbiamo offerto adesso, al posto dei bravi ragazzi che la parrocchia ha «prodotto» finora?
    Allora non ci siamo messi solo a leggere i libri. E neppure a pensare.
    Ma a vivere.
    A vivere, d'accordo, con gli occhi o meglio ancora con il cuore aperto. Gli occhi e il cuore aperto in giro soprattutto sul mondo della scuola in rivoluzione (eravamo nel '68) e sul mondo delle nascenti comunità cristiane di base e del dissenso.
    Lì per lì non ci interessò tanto il loro progetto politico. Ma soprattutto ci interessò cosa volevano diventare loro. Occorreva subito affrontare non dei problemi operativi. Per il fatto che si viveva sempre insieme (questo ci sembra tanto il più importante per poter offrire ai giovani, specie nell'età dei 14/18 anni un modello globale di vita, alternativo al modello globale del «sistema») ci venne fatto di domandarci: ma cosa gli facciamo fare o meglio cosa li invitiamo ad essere questi ragazzi, queste ragazze.
    Fu allora che di anno in anno, pezzo per pezzo, guardando per un verso al Vangelo e per l'altro alla storia, espressa in quei gruppi vivi di cui sopra, si venne elaborando un «modello comportamentale», un «tipo» un «eroe» da vivere. E questo, ecco il bello, non di getto, tutt'una volta, ma a pezzettin pezzettino. Man mano che i ragazzi crescevano, ci si domandava: come gli proponiamo di essere a quest'età?
    E poi (un poi logico, ma non cronologico) siccome erano maschi e femmine, ben subito ci si presentò il problema: che modello di vita affettiva e sessuale proponiamo loro?
    Ti offriamo queste pagine con la devozione con la quale staccheremo le pagine del nostro diario per fartene un dono.
    (Cf Storia di un fidanzamento diverso, in Note di Pastorale Giovanile, 1973/5)

    Parte quarta:
    Scuola di roccia

    È una parte proprio tutta da inventare.
    Ma i gruppi intelligenti già hanno fantasia e cuore sufficiente per imbarcarsi in questa impresa.
    È di estrema importanza il contatto dal vivo: parlare con gente che ci crede e che ha provato a vivere una proposta «alternativa» di amore.
    Per chi proprio non sapesse da che parte incominciare, e soprattutto per chi volesse cose serie con cui confrontare la esperienza vissuta (per evitare di finire tutto dicendo: che bello, che bravi, ma guarda... forse hanno ragione, però...) suggeriamo un materiale che a noi è servito e sta servendo:
    - Dimensioni nuove sta pubblicando una serie di studi e di interviste sulla «famiglia aperta». Ci sono delle cose favolose!
    - Due cuori e una capanna? (collana «parametri» - LDC) è uno studio molto stimolante sulla «famiglia aperta» (quella, per capirci, che sognano il Gigino e Gigetta di cui sopra). Contiene anche alcune interviste a coppie che ci hanno provato, da far restare di sasso.
    - Pregare giovane ha tutta una sezione di preghiere sul tema dell'amore. Sono utili per imbastire quella veglia di preghiera a conclusione di tutto il cammino. Un'occhiata quindi a «chiamati all'amore» (pag. 419 ss.).
    E buon «Progetto amore».


    T e r z a
    p a g i n A


    NOVITÀ 2024


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano
    nella letteratura


    I sogni dei giovani x
    una Chiesa sinodale


    Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una
    "buona" politica


    Sport e
    vita cristiana
    rubrica sport


    PROSEGUE DAL 2023


    Assetati d'eterno 
    Nostalgia di Dio e arte


    Abitare la Parola
    Incontrare Gesù


    Dove incontrare
    oggi il Signore


    PG: apprendistato
    alla vita cristiana


    Passeggiate nel
    mondo contemporaneo
     


    NOVITÀ ON LINE


    Di felicità, d'amore,
    di morte e altro
    (Dio compreso)
    Chiara e don Massimo


    Vent'anni di vantaggio
    Universitari in ricerca
    rubrica studio


    Storie di volontari
    A cura del SxS


    Voci dal
    mondo interiore
    A cura dei giovani MGS

    MGS-interiore


    Quello in cui crediamo
    Giovani e ricerca

    Rivista "Testimonianze"


    Universitari in ricerca
    Riflessioni e testimonianze FUCI


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi


    Sguardi in sala
    Tra cinema e teatro

    A cura del CGS


    Recensioni  
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    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani Etty


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