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    Una terra sola: sussidio per i gruppi sul tema dell'ecologia


    Mario Comoglio

    (NPG 1986-09-35)


    Il tema dell'ecologia, anche per via di recenti avvenimenti che hanno rinnovato paure nell'Europa occidentale e nella stessa Italia, è certamente tra quelli che suscitano maggior interesse, non solo di tipo culturale, soprattutto tra i giovani oggi: è un tema in grado di rimettere in discussione molte delle scelte attuate dall'uomo, di ridefinire fini e valori nella stessa civiltà, e di fornire la base per nuove forze aggregative anche a base politica. Per questi motivi pensiamo che un gruppo giovanile possa - e forse anche debba - riflettere e «agire» su questo argomento. Il sussidio è un mezzo per questo scopo: sia esso destinato a incontri ordinari, o a giornate particolari, o come preparazione per qualche manifestazione esterna. Questo sussidio è costruito sulla «base teorica» presentata in NPG 4/86, a cui rimandiamo l'animatore. In ogni caso, dentro questo sussidio possono essere raccolti e utilizzati altri materiali - forse più freschi e più adeguati alle esigenze del gruppo stesso - che giornali e riviste offrono quasi quotidianamente. Altro materiale può essere trovato in M. Comoglio, Temi giovani, LDC 1986.

    ALCUNE INDICAZIONI PER L'ANIMATORE

    Il sussidio che presentiamo è «montato» secondo un preciso algoritmo, secondo cioè un determinato modo di disporre in termini successivi contenuti e operazioni o attività. Esso dunque prevede l'uso, da parte dell'animatore, dei seguenti elementi:
    - immagini;
    - gioco;
    - interviste;
    - informazioni;
    - letture;
    - canti e dischi;
    - glossario.
    Si tratta, come si vede, di attività diverse e frammentate, che non devono necessariamente essere utilizzate tutte insieme e nell'ordine indicato: tutto questo è materiale di attivizzazione e costituisce un insieme di strade diverse di accesso all'identificazione e descrizione del tema proposto. Ci sono diapositive da vedere, giochi di gruppo da eseguire, discussioni da fare, testi da leggere, informazioni da assumere, ecc. La frammentarietà dovrebbe essere superata dalla ricerca di gruppo e del lavoro personale.
    Gli elementi offerti sono, in ultima analisi stimoli che possono servire all'animatore per affrontare il tema, scegliendo quello che giudicherà utile a seconda dei comportamenti del gruppo, del loro livello (conoscenza acquisita e capacità operativa) e del tempo che avrà a disposizione.
    Toccherà all'animatore decidere quanto tempo, quanti incontri, in quale ordine, con quali modalità, a riguardo di ogni singolo «elemento». Questa competenza richiesta all'animatore non può evidentemente essere sostituita o insegnata da nessun sussidio, per quanto perfezionato.
    Riprendiamo ora i singoli «passi», con indicazioni sulla metodologia e «strategia» da seguire, e la presentazione di alcuni «materiali» sul tema dell'ecologia.

    1. LE IMMAGINI

    Le immagini sono in genere molto utilizzate negli incontri «a tema», soprattutto attraverso la forma delle diapositive e delle foto simboliche.
    Ma non si possono usare indiscriminatamente, come se andassero bene per tutti gli usi: l'immagine difatti può avere, di volta in volta, un'utilizzazione evocativa, espositiva, espressiva, problematica, documentaristica, creativa, comunicativa, ecc.
    In questo caso, circa il tema dell'ecologia, si possono utilizzare una serie di diapositive come stimolo-richiamo: si suppone, infatti, che adolescenti di 15-17 anni non siano del tutto ignari del tema. Tale argomento sarà probabilmente una conoscenza frammentaria, senza chiarezza, ma qualcosa certamente ne sapranno, se non altro per averne sentito parlare di mass media, dai giornali, nella scuola o in famiglia...
    Le diapositive hanno la prima funzione di «introdurre» nel tema, e di far emergere alla coscienza quanto gli adolescenti già possiedono.
    Proprio per questa funzione di richiamo esse non sono un messaggio chiaramente definito, articolato, propositivo. La non connessione tra immagine e immagine lascia quindi largo spazio all'interpretazione e alla possibilità che ognuno vi ritrovi il significato che vuole. Per questo, nel proporle, non si deve indirizzare la riflessione, ma semplicemente stimolare a «vedere» e a pensare alle cose che tali immagini richiamano.
    La riflessione personale è ulteriormente sviluppata e stimolata da una pista di riflessione. Si dovrebbe preferire la riflessione personale, non subito di gruppo: essa così resta caratterizzata da originalità e spontaneità. Solo in un secondo momento le riflessioni personali possono essere messe in comune, contribuendo così ad un allargamento delle istituzioni, ad un arricchimento reciproco, e magari a suscitare nuove intuizioni .
    Tale attività ha lo scopo anzitutto di comunicarsi impressioni, sensibilità, opinioni; ma ancora più quello di offrire una prima definizione dei confini e degli argomenti che fanno parte del tema proposto: quindi una prima articolazione dello stesso.
    Questo primo momento, dunque (immagini e riflessione), ha la funzione di richiamare le conoscenze e informazioni già possedute (magari in maniera disordinata e poco «cosciente»), e di avviare una prima sistemazione e integrazione dei dati.
    Le immagini tuttavia possono avere un altro uso, finale questa volta: quello espressivo di una specie di spettacolo, recital o mostra sul tema, certamente con l'aggiunta di altri elementi (testi, canzoni, poesie...).
    Invitiamo quindi l'animatore a ricercare le immagini adatte per lo scopo individuato in questo primo momento: non dovrebbe essere difficile «saccheggiare» riviste, ritagliandone foto, oppure trovare diapositive in commercio, badando però bene all'uso che ne deve fare, mediante una sapiente mistura di immagine simboliche e di immagini «informative».
    Come pista di riflessione proponiamo la seguente, che può essere però modificata o ampliata dall'animatore.

    Pista di riflessione sul tema

    Le diapositive viste presentano diversi aspetti di una realtà «ambientale». Vi sono immagini che si riferiscono alla natura, alla fauna, alla flora, all'ambiente urbano e al loro deterioramento.
    Prova a riflettere su questi interrogativi e dai una risposta.
    - Può l'uomo di oggi disinteressarsi dell'ambiente in cui vive, non pensare alle conseguenze dei suoi consumi, delle sue scoperte, del prezzo che ha il progresso?
    - Sai che cosa vuol dire «ecologia» o «ecosistema»? Prova a dare una tua definizione.
    - Da quali elementi è costituito grosso modo l'ambiente vitale?
    - Hai esempi di come l'uomo sta distruggendo il proprio ambiente?
    - Hai l'impressione di notare indifferenza verso i problemi dell'ambiente nelle persone che conosci? Perché?
    - Per quale motivo la salvaguardia dell'ambiente è diventato, «oggi», un problema particolarmente importante? Perché non lo era cent'anni fa? Cosa è cambiato da allora?
    - Dalle diapositive viste, quale rapporto ti sembra che l'uomo abbia con l'ambiente che lo circonda?
    - Quali sono le responsabilità individuali e quali quelle del potere politico circa la difesa dell'ambiente?
    - Quale responsabilità pensi di avere nella tutela o nella rovina dell'ambiente?
    - Pensi che si possa rovinare la terra anche senza volerlo?

    2. IL GIOCO

    Il gioco (o tecniche di animazione) hanno una parte importante negli incontri «a tema» per adolescenti, anche se non siamo disposti a conferire loro quella fiducia quasi miracolistica di cui a volte vengono caricati.
    Tali tecniche, comunque, hanno un obiettivo specifico: quello di smuovere l'interesse e la motivazione dei ragazzi attorno a un argomento in modo piacevole, e favorire una prima riflessione.
    Per cui non necessariamente vengono dopo la fase delle «immagini», ma molte volte la precedono o la sostituiscono.
    Molte volte, tuttavia, servono a sollecitare la ricerca, dopo un inizio di interesse, a rendere sempre più fitte le reti di interrelazione tra le varie informazioni e contenuti sull'argomento.
    Un altro scopo è quello di favorire, ancor più del lavoro di gruppo precedente, il coinvolgimento sia personale che di gruppo, dal momento che le tecniche di animazione sembrano molto adatte a suscitare l'interesse «attivo» di tutti.
    Alcune osservazioni per l'animatore.
    Egli dovrà studiarle e prepararle in anticipo, vedendo il modo con cui ciascuna dovrà essere compiuta, il tempo che prevede, e avere a disposizione il materiale utile.
    Anzi, egli potrà simulare il compimento di tutto l'iter, per individuare i punti cruciali, le difficoltà che potranno incontrare gli adolescenti, il numero ottimale di sottogruppi per favorire un alto coinvolgimento personale.
    Oltre a pensare il modo migliore per rendere la tecnica interessante, è importante pensare all'uso dei risultati e al coordinamento di questa tecnica con altre attività successive. Il buon risultato non consiste esclusivamente nel far riuscire bene «il gioco».

    Giochi e tecniche di animazione sul tema

    1. In gruppo costruite una «cartella clinica» della terra con queste voci:
    Nome: Terra
    Superficie:....
    Segni particolari:...
    Sintomi della malattia:...
    Diagnosi:....
    Cause:...
    Prognosi:..
    Cura:...

    2. In gruppo preparate cinque «notizie» per un giornale che ha ricevuto questi dispacci di agenzia:
    «La vita dell'uomo è minacciata da sostanze non esistenti in natura e per le quali non vi sono vie rapide di degradazione. Esempio sono il DDT e il PCB. Queste sostanze cadute in mare, terra, nell'aria o nell'acqua tornano all'uomo provocando una serie di inconvenienti»
    «L'uso massiccio di combustibili fossili provoca un aumento dell'anidride carbonica (CO2) la quale produce sull'ambiente circostante quello che viene chiamato «effetto serra», cioè modificazioni climatiche sull'ambiente. Quali..».
    «Gli scarichi dei jet supersonici, i gas propellenti delle bombolette spray, gli ossidi di azoto prodotti con l'uso massiccio di fertilizzanti azotati, danneggiano la barriera di ozono dell'alta atmosfera. Ciò potrebbe provocare un aumento della radiazione ultravioletta sulla superficie terrestre con conseguente...»..
    «Gli ossidi di zolfo prodotti nella combustione si trasformano nell'atmosfera in acido solforico che rende acida la pioggia. E il fenomeno delle piogge acide con conseguente...»:...
    «I fertilizzanti dilavati dai terreni agricoli, i rifiuti organici della città, degli allevamenti (in particolare di quelli suini), i fosfati contenuti nei detersivi non biodegradabili, provocano l'effetto di «eutrofizzazione», cioè...».

    1986-01-38 0001

    3. Italia nostra, un'associazione particolarmente attiva nel denunciare i pericoli di un progresso deresponsabilizzato e di interessi egoistici che rovinano il patrimonio paesaggistico e naturale, ha rappresentato schematicamente gli effetti del ciclo industrializzazione-urbanizzazione. Lo schema è riportato alla pag. 38. In gruppo cercate di interpretarlo.

    4. In gruppo provate a elaborare un «codice morale» circa il rispetto che l'uomo deve avere per la natura e l'ambiente che lo circonda.
    Se vi è necessario informatevi con qualche lettura appropriata.

    5. Ecco alcuni titoli di libri pubblicati in questi ultimi anni circa il tema ecologico. In gruppo provate ad immaginare per ciascun titolo il contenuto.
    - «Una sola terra».
    - «Il pianeta avvelenato».
    - «Medioevo prossimo venturo».
    - «I limiti dello sviluppo».
    - «Conservare per sopravvivere».
    - «Cento pagine per l'avvenire».
    - «La qualità umana».
    - «Verso il duemila».
    - «Il secondo pianeta. Cosa succederà nei prossimi cinquant'anni quando saremo in otto miliardi sulla terra».
    - «Il costo dello sviluppo».
    - «Imparare il futuro».
    - «Viva la società dei consumi?».
    - «Il mondo in agonia».
    - «Ecologia. Cassandra del duemila».

    6. Che cosa può fare ognuno di noi per non accelerare l'agonia dell'ambiente che lo circonda?

    7. Fate un'indagine tra la gente che conoscete con queste domande:
    - che cosa si intende per ecologia?
    - che cosa si intende per ecosistema?
    - che cosa si intende per qualità di vita?
    - c'è una interdipendenza tra consumi ed equilibrio ecologico?
    - c'è una interdipendenza tra natalità e sopravvivenza del pianeta terra?
    - è interessato ad informarsi sullo stato dell'ambiente vitale?

    8. Si dia un ordine dei problemi più urgenti da risolvere tra i seguenti: occupazione, sviluppo economico, ricerca scientifica, sviluppo energetico, coscienza ecologica, aumento del reddito pro capite, ricerca di fonti di vita nello spazio, sviluppo tecnologico.
    Poi provate ad esprimerne un secondo diverso dal primo. Rifletti: non cambia anche la configurazione dei problemi da affrontare?

    9. Provate a interpretare il grafico riportato alla pag. 39 sui limiti dello sviluppo.

    1986-01-38 0002

    3. LE INTERVISTE

    Proponiamo un'intervista a un personaggio noto per determinare un confronto, per educare a un giudizio valutativo.
    Le interviste, in genere, possono essere diverse, senza problemi di unitarietà e conformità nelle risposte. Come risultato finale non si ha dunque una uniformità di giudizio o un'identica prospettiva da cui esaminare i problemi. Questo fatto può produrre o avviare negli adolescenti un processo di confronto del proprio pensiero con quello di altri, scatenando così un processo di «dissonanza cognitiva» che risulta altamente stimolante per una motivazione a ricercare la soluzione più plausibile circa i problemi posti, oppure per una riflessione circa i diversi livelli, prospettive e modi di vedere la realtà.
    Le interviste, dunque, possono proporre un tema e una traccia di riflessione; e qualche volta possono anche essere il punto di partenza esemplificativo per raccogliere opinioni, per fare un'indagine da parte del gruppo. Raccolti allora i dati, resta il compito di esaminarli e discuterli.
    L'intervista non è facile; non si tratta infatti di porre delle domande qualunque, dal momento che la chiarezza della risposta dipende dall'acutezza delle domande e dalla loro «competenza».
    Preparare le domande è un compito che richiede una certa conoscenza dell'argomento e soprattutto chiarezza: sapere dove si vuole arrivare. Il momento della preparazione può quindi essere un intenso momento di gruppo, e di approfondimento e chiarezza sul tema.
    Circa i risultati che si ottengono, si può correre il rischio di un non forte coinvolgimento personale, dal momento che si parlerà sempre di quanto pensano altri. L'animatore perciò cercherà di inserire in questa tappa un momento di riflessione personale. Potrebbe risultare utile che ciascun membro del gruppo rispondesse alle domande preparate, come se fosse lui l'esperto (ovviamente si presuppone che nessuno abbia già letto le risposte dal vero esperto).

    Intervista sul tema

    L'intervista è stata fatta a Fulco Pratesi, battagliero presidente del WWF italiano.

    Perché è importante occuparsi dei problemi dell'ambiente?
    E' importante perché l'ecologia è l'unica forma di scienza o di attività che pensa al futuro del nostro pianeta. Come la religione favorisce la salvezza della nostra anima, così l'ecologia patrocina la salvezza del nostro ambiente di vita.

    Come ci si può porre davanti a questo problema? Quale è il modo più corretto?
    Bisogna essere coscienti di quello che si fa e preparati. Poi bisogna comportarsi avendo in testa, come obiettivo principale, che ogni atto deve essere fatto in modo tale da dare il meno possibile fastidio al prossimo, ma comprendendo in questo termine anche le altre specie animali e vegetali che vivono con noi. Quando si dice non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te stesso, bisogna comprendere necessariamente anche il suolo, l'acqua, l'aria e tutto quanto l'ambiente.

    Come vedi il rapporto tra progresso, sviluppo e conservazione?
    Noi non possiamo concepire uno sviluppo e un progresso che non abbiano come base la conservazione. Il nostro motto non è opposizione cieca allo sviluppo, ma opposizione allo sviluppo cieco. Non è possibile nessun tipo di sviluppo o di progresso che preveda la distruzione di quelle che sono le basi della vita.

    Quali sono in questo momento i rischi maggiori per il pianeta?
    Sono principalmente due, strettamente legati. Uno è l'aumento incontrollato della popolazione, soprattutto nel Terzo Mondo, mentre il secondo, soprattutto nel nostro Mondo, è lo sviluppo dei consumi, del benessere materiale, del possedere, del voler avere sempre di più: l'avere e non l'essere che porta alla distruzione. Infatti una popolazione fittissima può essere meno dannosa di una meno fitta che però abbia dei bisogni esagerati.

    Ma essere contro questo tipo di «progresso» non vuol dire tornare indietro?
    Ci sono, secondo me, due modi di andare. Uno è quello di correre sempre più velocemente verso l'alto, al culmine del quale c'è il precipizio. L'altro invece quello di rallentare questa corsa verso la distruzione e cercare addirittura di fermarla.
    Questa seconda ipotesi non è certamente tornare indietro, ma solamente salvarci da una rovina. Oggi su un pianeta che ha delle risorse finite, è impensabile poter programmare uno sviluppo indefinito come quello che vorrebbero coloro che dicono che rallentare significa tornare indietro.
    Per l'Italia quali sono invece i problemi maggiori? Secondo me il danno maggiore, quello più galoppante, è il disordine urbanistico. Purtroppo tutti i mali derivano da questo: l'inquinamento deriva da un'industrializzazione non programmata, i danni dagli incendi boschivi derivano, in grandissima parte, da strade aperte in maniera assurda e da edificazioni fatte scorrettamente. Tutto quello che è oggi il territorio italiano viene a poco a poco invaso dal cemento, occupando magari con cose inutili e superflue dell'ottimo terreno agricolo.
    Potremmo parlare di una vera e propria anarchia dell'edificazione: ci sono magari paesi antichi abbandonati che crollano e vicino se ne costruiscono di nuovi fatti malissimo.

    Qual è il nemico da battere?
    Secondo me è l'egoismo individuale e familiare. La gente considera i suoi doveri solamente nei rapporti personali e interfamiliari. Al di fuori, si salvi chi può! Nessuno fa un danno a un parente, mentre ci si comporta verso lo Stato come se fosse una cosa esterna, facendo il predone verso i beni che sono dello Stato e quindi della comunità.
    Il WWF punta moltissimo verso i giovani, ma cosa possono veramente fare i giovani in questo campo?
    I giovani hanno dato prova di essere estremamente determinanti nel movimentare un certo sviluppo delle idee. Come sono scesi in piazza per gridare contro le guerre, possono essere anche quelli che si movimentano, e lo stanno già facendo, per cambiare i rapporti tra uomo e pianeta.

    4. LE INFORMAZIONI E LE LETTURE

    Elementi molto importanti degli incontri sono certamente le informazioni e le letture sull'argomento. Esse servono o per iniziare un argomento (quando mancano del tutto informazioni su di esso, ignorando di fatto certe situazioni o la portata di certi temi a livello sociale e culturale), o per offrire informazioni utili integrative (quasi gli anelli mancanti) e per problematizzarlo ulteriormente.

    1986-01-38 0003
    Possono essere di vario tipo: testimonianze, dati nuovi, evidenziazione di implicanze...
    Educativamente questo è un momento importante, perché dà il senso della realtà e della concretezza, ma soprattutto perché educa i giovani ad essere attenti a quello che succede nel mondo o nell'ambiente più vasto di quello che immediatamente li circonda.
    Può anche essere l'inizio di un'attività nuova, di un «servizio» nuovo del gruppo stesso.
    E nello stesso tempo, continuando ad aggiornare i dati, si potrà tenere un utile dossier di gruppo, quasi una specie di piccola biblioteca aggiornata ad uso del gruppo sui temi di maggior interesse e attualità.
    Le letture sono un elemento di natura diversa, più organizzata e sistematica. Per questo motivo, e anche perché è sempre un momento altamente «individuale», non conviene porlo come momento iniziale dell'attività di gruppo: è molto meglio collocarlo dopo alcune attività, come la visione delle diapositive, o dopo una discussione sulle interviste, o dopo l'uso di una tecnica di animazione.
    Ma la lettura è uno strumento educativo necessario sia per organizzare i propri concetti, sia per svilupparli, sia per analizzarli, sia per dare loro consistenza.
    La natura strettamente individuale della lettura, implica che l'animatore stia attento ad alcune condizioni indispensabili per la buona riuscita: che tutti posseggano il testo, che si abbia il materiale per scrivere o appuntare, che si abbia la tranquillità necessaria, che i ragazzi sappiano quello che devono fare con la lettura del testo proposto (farne una relazione? esaminarlo criticamente? per discuterne in gruppo? per riflettere da soli?).

    Informazioni e letture sul tema

    Possiamo dare solo alcune indicazioni bibliografiche. Toccherà all'animatore prepararsi in anticipo e scegliere le letture e informazioni più utili per il suo gruppo.
    - Intanto citiamo l'Agenda Verde (curata dalla Lega per l'Ambiente e pubblicata dagli Editori del Grifo, Montepulciano, Siena), che è una miniera di informazioni, di dati, di riflessioni su tutto il problema in generale dell'ecologia nelle sue molteplici ramificazioni: quasi notizie spicciole per ogni giorno dell'anno.
    - E ancora i seguenti libri:
    P. Giolitto, Educazione ecologica, Roma, Armando, 1984.
    F. Giovenale, Il tempo delle vacche magre, Firenze, La Nuova Italia, 1981.
    G. Francescato, Il pianeta avvelenato, Firenze, La Nuova Italia, 1977.
    Open University, Ecologia, ambiente, uomo. Trasformazioni dell'habitat e dinamica di popolazione, Milano, Mondadori, 1980.
    A. Onorati, Ecologia, Cassandra del Duemila, Roma, Armando, 1984.
    A. Peccei, Quale futuro?, Milano, Mondadori, 1974.
    - Ricordiamo inoltre che i giornali quotidiani stessi, in molti articoli e soprattutto in certi inserti «scientifici», trattano in maniera approfondita e aggiornata i temi dell'ecologia e dello sviluppo, con tutti i problemi collegati.
    - Si possono rintracciare in Educazione all'ambiente di L. Rebuzzini, Milano, Ed. Motta 1981, pp. 27-29 i testi della Carta Europea dell'acqua (Consiglio d'Europa, 1968), della Carta Europea del suolo (Consiglio d'Europa, 1972), della Dichiarazione universale dei diritti dell'animale (Unesco 1978), della Carta ecologica delle regioni di montagna in Europa (Consiglio d'Europa, 1976).
    - Vi sono circa 130 gruppi ecologici operanti in Italia, come rileva un recente censimento. Si possono trovare facilmente notizie sui maggiori, come Italia Nostra, Lega per l'Ambiente, WWF, Touring Club.
    - Presentiamo infine, come materiale che può già iniziare un impegno pratico per il gruppo, un articolo «operativo» di Antonio Mira.

    Per cercare di proteggere il nostro ambiente e per rassicurare un futuro al nostro pianeta non servono solo le grandi scelte di politica economica. Basta alle volte un piccolo gesto, ripetuto magari per milioni di persone, per dare una svolta ad un rapporto più corretto tra uomo e ambiente. Vediamo alcune di queste piccole gocce che potrebbero riempire il mare di una nuova solidarietà ecologica.
    1. Cominciamo ad utilizzare buste di carta, sporte di iuta o tela, rifiutando i sacchetti di plastica o riutilizzando quelli vecchi.
    2. Facciamo in casa, nei gruppi, una raccolta differenziata dei rifiuti. Dividiamo carta, vetro e metalli, materiali riutilizzabili, dal resto dei rifiuti organici che potremo utilizzare come concime dopo averli sotterrati.
    3. Evitiamo di comprare prodotti in bottiglie di plastica o tetrapack. Sono indistruttibili e richiedono un alto consumo di energia per produrle: molto meglio il buon vecchio vetro, sicuramente più sano!
    4. Seguiamo i consigli delle aziende elettriche per risparmiare energia in casa. Ogni chilowatt risparmiato potrebbe contribuire ad evitare una centrale termoelettrica o termonucleare in più, con i conseguenti inquinamenti.
    5. Controlliamo le marmitte delle moto e dei motorini: meno rumorose e meno gas di scarico sono tanta salute in più per noi e per l'ambiente in cui viviamo.
    6. Non usiamo spray contenente «freon». Questo gas distrugge la fascia di ozono dell'atmosfera che ci protegge dai raggi ultravioletti del sole. Senza questa fascia finiremmo tutti «arrosto».
    7. Usiamo, se possibile, detersivi con poco o niente fosforo. Aiuteremo il mare a salvarsi dall'entrofizzazione.
    8. Non facciamo largo uso di insetticidi per la casa. Forse una mosca, una zanzara o un formica in meno non compensano pericoli molto forti per la presenza nell'ambiente di sostanze pericolosissime, estranee alla natura e praticamente indistruttibili.
    9. Usiamo l'acqua con parsimonia, non sporchiamola e soprattutto non sprechiamola, lasciando rubinetti aperti, lavando l'auto troppo spesso, magari con acqua potabile, innaffiando le piante esageratamente.
    10. Scegliamo i prodotti col vuoto a rendere. E vero che ce ne sono sempre meno, ma è così proprio per la pigrizia di riportare bottiglie al negoziante. Un po' di buona volontà in più potrebbe voler dire un futuro migliore.
    11. Non abbiamo paura a ricordare agli amici o alla gente attorno a noi che l'ambiente è di tutti. Quando uno getta a terra una carta o un mozzicone dal finestrino, non giriamo la testa dall'altra parte!
    12. Se vediamo qualcuno commettere un reato contro l'ambiente e quindi anche contro di noi, prendiamo carta e penna e segnaliamolo alla Magistratura. E un diritto ma anche un dovere civico.
    13. Se vogliamo ottenere qualcosa dalle autorità non tiriamoci indietro delegando tutto agli altri. Raccogliamo firme, scriviamo lettere, andiamo a «scocciare» i nostri rappresentanti: è un nostro diritto farci ascoltare!
    14. Pensiamo all'ambiente anche quando siamo in vacanza: non raccogliamo fiori, non disturbiamo gli animali, non peschiamo pesci troppo piccoli, non andiamo in motorino sulla spiaggia, riportiamo a casa i rifiuti del picnic.
    15. Per finire, se vogliamo anche fare qualcosa di positivo e costruttivo, potremmo adottare un giardino pubblico, un'aiuola e fare in modo che sia difesa e si mantenga nel modo migliore.

    5. CANTI, DISCHI, POESIE

    Un altro elemento da non sottovalutare, e che può risultare in molti casi piuttosto utile, riguarda tutto ciò che va sotto il nome di «momento espressivo». Può essere, in certo modo, collegato con il momento delle diapositive, essendo una modalità espressiva diversa perché non astratta, precisa, riflessa e semantica come lo è ad esempio il momento della lettura.
    Le possibilità offerte sono o quelle indicate come «stimolo-richiamo» o come momento espressivo del gruppo. Le canzoni proposte infatti possono essere usate per l'ascolto o essere imparate nel gruppo, per esprimere così il proprio sentire e comunicare non verbalmente.
    Nell'un caso e nell'altro si richiederanno strumentazioni diverse, e tocca all'animatore prepararle.
    Come momento espressivo del gruppo, può essere lanciata una «serata» musicale o poetica, come uno spettacolo a tema che può anche essere proposto a un pubblico più vasto.
    Lasciamo all'animatore e ai membri del gruppo il compito di cercare «materiale» per questo momento.

    6. IL GLOSSARIO

    Questo può essere il momento conclusivo, ma può anche essere di provocazione. Si tratta di un piccolo vocabolario per le parole «tematicamente» significative in uso.
    Quasi ogni tema ha ormai coniato, nella sua ricerca e riflessioni, un insieme di parole per esprimere determinati concetti, una specie di gergo specialistico che entra però anche nel linguaggio comune. E necessario possedere e comprendere queste parole per riuscire a definire una certa realtà.
    L'animatore può proporre il glossario o come riferimento generico (per definire chiaramente un concetto) o cercando di collegare i concetti interpretandone il rapporto.
    Un esempio, circa il tema dell'ecologia, potrebbe essere il seguente: acqua, aria, bracconaggio, bosco, catena e rete alimentare, conservazione, denuncia, diritto all'ambiente, disastro naturale, desertificazione, ecosistema, effetto serra, energie alternative, estinzione, eutrofizzazione, migratori, nocivo, parchi nazionali, pioggia acida, riciclaggio, sviluppo, valorizzazione...


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