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    Da casinista ad animatore

    Sara Borgione *

    Sara ICP

    Cavoli sono le 7.10! Messa inizia alle 7.30, non arriverò mai puntuale ed è solo il primo giorno! Devo provarci! Faccio tutto di corsa, per fortuna ho preparato i vestiti e lo zaino ieri, colazione al volo, 7.24, ho ancora una piccola speranza! Entro in chiesa alle 7.33, dai non male, il don si è appena seduto e Maria è appena andata a leggere la Prima lettura. Come inizio di giornata non è stato dei più tranquilli, ma sono troppo emozionata per il primo giorno di centro estivo per potermi preoccupare del fatto che io accumuli sempre minuti di ritardo. Mi piace partecipare alla Messa prima di iniziare la giornata, un po’ perché così affido i ragazzi (oggi è il turno di qualcuno in particolare), e poi - dato che sono molto distratta - ho proprio bisogno di Qualcuno che abbia un occhio speciale su di me. Poi arrivare presto è il solo modo per anticipare l'arrivo della maggior parte dei ragazzi e godermi la sensazione di un cortile completamente vuoto che pian piano si riempie, e vedere arrivare questi ragazzi con le facce assonnate ma desiderosi di essere lì.
    Oggi è il primo giorno, la prima volta per me con l’incarico di animare i ragazzi della terza media e prima superiore; sono grandi, chissà se ne sarò capace… Alcuni per fortuna li conosco, l’équipe di animatori è simpatica e le attività che abbiamo pensato sono una figata, ma tutto è ancora da scoprire… Arrivano alla spicciolata, ma si sa che quando si inizia ad andare a scuola o in oratorio da soli, si arriva sempre tardi. Arrivano proprio tutti quelli che mi aspettavo, Alessia, Luca, Elisa, Christian… mi guardo intorno ma lui non c’è… ci speravo proprio, ho iniziato a fare l’animatrice proprio con il suo gruppo, aveva sei anni, ma già tanta… voglia di vivere, diciamo. Chiedo ad alcuni, ma non sanno, vedo arrivare i suoi amici, ma lui non c’è e mi dicono che sta ancora dormendo perché la sera prima è tornato a casa tardi, allora gli dico di chiamarlo subito! Non si può arrivare tardi proprio il primo giorno (senti chi parla…)! Purtroppo non risponde, ma ormai è tempo di iniziare, al massimo arriverà in corso d’opera… Sono le 10.00, finalmente andiamo a giocare! Sono un bel gruppo, hanno tanta voglia di fare e gli occhi pieni di sogni, sarà un’estate strepitosa! Mentre gli altri animatori fanno con loro merenda, mi sono proposta di andare a preparare il campo per il gioco di oggi e penso tra me e me al resto della giornata che ho davanti e cosa ancora ci sia da organizzare. Ad un certo punto, dal fondo del campo da calcio vedo qualcuno entrare dal portone dell’oratorio, ha un borsello, tipica tuta da maranza, occhiale a specchio… Alessandro! Alcuni dicono meglio tardi che mai, con lui invece non si sa mai cosa sperare, ma non si può spiegare la gioia che provo nel vederlo! Non so come mai io mi sia affezionata a lui, anche perché sono più le volte in cui mi fa arrabbiare di quelle in cui scherziamo insieme, ma i suoi occhi sono profondi, nascondono qualcosa. Lancio un urlo per salutarlo e lui fa subito finta di niente, questo sarebbe stato solo l’inizio di un lungo periodo.
    Il resto dell’estate è tutto un alti e bassi, le attività sono belle e i ragazzi rispondono quasi tutti molto bene, ma Ale si è messo a capo del suo gruppetto di amici e ogni volta che cerchiamo di alzare l’asticella, lui distrae tutti e si mette a fare lo scemo. Io non so perché faccia così, i suoi occhi sono belli, si vede che ha un cuore grande e sa volere bene, forse ha solo paura di mostrare il mondo che ha dentro o di sentirsi vulnerabile. Non sappiamo bene come fare, ho provato ad avvicinarlo per fare due parole, a capire quali fossero i suoi interessi per creare un legame, ma niente, ogni volta che riuscivamo ad entrare in contatto, lui poi si chiudeva come un riccio impaurito di fronte all’attacco del nemico. Durante la gita in tenda ha creato non pochi problemi non consegnando il cellulare, prendendo di nascosto delle nutelle per la colazione e facendo casino in tenda mentre gli altri dormivano. Domani si parte per il mare, chissà… La gita va meglio di ogni aspettativa, ovviamente riceviamo tante lamentele da parte dei ragazzi per la lunga camminata tra le Cinque Terre sotto il sole, ma la bellezza di vederli fare il bagno e chiacchierare con persone di gruppetti diversi dai loro soliti amici fa dimenticare tutta la fatica e i momenti brutti.
    Sono seduta a riva e li guardo giocare, sono bellissimi, guardo Ale, lo vedo ridere e scherzare, per un attimo si è dimenticato di fare il capo della situazione e si sta divertendo togliendo la maschera da duro che di solito indossa, cavoli come trascina il gruppo! Purtroppo è l’ultima settimana, mi dispiace che sia entrato nel gruppo solo adesso perché il prossimo anno non ci sarà più l’estate ragazzi per lui, però potrebbe fare l’animatore, ma chissà, non credo ne abbia voglia, secondo me si troverà di meglio da fare…

    19 giugno 2023. Sono le 7.15 cavoli! Sono sempre in ritardo! Questa volta la vedo più grigia del solito! Ci provo lo stesso! Oggi inizia il centro estivo, purtroppo i ragazzi delle superiori iniziano la prossima settimana, ma ho deciso di andare a salutare i miei amici che partono oggi per quest’avventura e a dare una mano. 7.32, meglio del previsto! Poso lo zaino in sala animatori e lo vedo… è Alessandro! I suoi amici non sono ancora arrivati, allora colgo l’occasione per salutarlo e abbracciarlo, è stata una sorpresa! Non avrei mai immaginato di vederlo lì a sistemare il materiale per i giochi della giornata, soprattutto molto prima che arrivassero tutti gli altri! “Sara, – mi dice – sono emozionatissimo, oggi è il mio primo giorno, non so se sarò capace, di solito faccio un sacco di cavolate, ma ora che sono io l’animatore non posso più farlo…”. Non so veramente cosa dire, avrei mille raccomandazioni da fargli, mille consigli e mille auguri, ma le uniche parole che riesco a pronunciare sono “Fidati, andrà tutto meglio di come ti aspetti!”. Ogni giorno, senza che lui se ne accorga, lo osservo mentre chiede ai bambini di prima elementare di fare la fila, mentre fa il tifo per loro durante il gioco, mentre sgrida i più casinisti con amorevolezza, chi se lo sarebbe mai aspettato. Certo durante le settimane qualche pasticcio l’ha combinato, ogni tanto si è dimenticato di essere un animatore, ma passava tutto in secondo piano.
    Ha avuto il coraggio di togliersi la maschera, si è fatto conoscere per quello che è veramente, ha deciso di mettersi in gioco ad ogni costo mostrando anche le sue fragilità.
    6 settimane dopo, è il 27 luglio. Purtroppo anche questa avventura è terminata, sto chiacchierando con gli altri universitari mentre mangiamo l’ottimo e sospirato ghiacciolo che il don ci offre ogni venerdì, quando all’improvviso sento qualcuno che mi bussa sulla spalla, è lui, mi abbraccia fortissimo, solitamente lo avvicinavo io, che strano… e mi dice solo queste semplici parole “Grazie, avevate ragione, è stata una figata! Ora vado a dormire che sono morto, ma sono troppo felice!”.
    Non avevo mai visto i suoi occhi brillare così tanto.

    * 21 anni, nata a Torino e vive da sempre nel quartiere di Barriera di Milano, dove è animatrice e catechista presso l’oratorio salesiano Michele Rua. Appena laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Torino, attualmente frequenta il primo anno della magistrale di Filologia, letterature e storia dell’antichità. Il suo sogno è quello di diventare insegnante alle superiori e trasmettere la sua passione per quanto sta studiando.



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