L'anno in corso

Sentite il bisogno di un confronto iniziale che dia voce a tutti?

Inserito in NPG annata 2020.

LINEE PROGETTUALI DI PG /4

Michele Falabretti

(NPG 2020-06-56)


In una Progettazione Pastorale che deve essere espressione di un cammino di Chiesa Sinodale, è importante che i membri del gruppo si aprano ad un atteggiamento di conversione e di ascolto reciproco senza paura di perdere la propria identità, maturando la consapevolezza che tutti sono stati chiamati ad apportare tutto il bene possibile per esprimere l’annuncio e la testimonianza al Vangelo.

UNA TECNICA ATTIVA: SCIOGLIERE I NODI
Un mandato di progettazione pastorale potrebbe sembrare la richiesta di risolvere dei problemi. In realtà, per quanto “i problemi” presunti o reali siano da affrontare, la progettazione è prima di tutto invitata a comprendere, nell’ascolto e nella rielaborazione, per poi capire se e in che modo un problema può essere risolto.
L’attività corporea proposta consiste nello sciogliere il nodo composto dagli stessi componenti del gruppo. Ci si mette in cerchio, spalla a spalla, quindi si allungano le braccia verso il centro del cerchio. Si prendono a caso due mani, evitando che siano della stessa persona. Ecco il nodo da sciogliere tenendo le mani ben salde tra di loro (non si può tagliare il filo!). Il gruppo, spontaneamente, è invitato a trovare la strategia migliore per dipanare il nodo. Si può decidere di lavorare fino a sciogliere completamente il nodo, oppure darsi un lasso di tempo in cui provarci. Al termine dell’attività ci si confronta sulle dinamiche che si sono innescate: chi ha provato a risolvere da solo il “proprio nodo”, chi ha preso la guida delle operazioni, chi ha aiutato, chi si è lamentato…
L’obiettivo è quello di stimolare il gruppo a mantenere il contatto con gli altri, tenendo conto della posizione di ciascuno senza dimenticare la finalità comune da conseguire.

UN CONFRONTO DI GRUPPO: LA CHIESA PER ME…
La presenza di ogni componente del gruppo è preziosa ed è necessario, affinché apporti tutto il bene possibile, che sia personale, unica e irripetibile. D’altra parte ogni componente è tale perché ha corrisposto a un invito ed è latore di un mandato della comunità cristiana.
Può essere utile leggere insieme alcuni brani di documenti ecclesiastici sulla PG. A pag 125 delle LP trovate due brevi testi che ribadiscono quale volto la Chiesa è invitata ad assumere. Si può far precedere la lettura da un breve scambio di gruppo utilizzando il gioco del se fosse. “Se la Chiesa fosse un’ora del giorno quale sarebbe secondo me…? Perché?”. Ovviamente si può cambiare la categoria intorno alla quale giocare.
L’obiettivo è quello di consapevolizzare i partecipanti che, senza escludere che ciascuno abbia una propria idea di Chiesa e di comunità, è necessario saperla condividere – e anche cambiare se necessario – per un bene più grande.

TESTI DI APPROFONDIMENTO
Indichiamo tre letture circa l’esperienza di fraternità sussidiaria nella Chiesa. Si tratta di tre articoli, due reperibili anche on line (sito NPG). Tutti i testi sono disponibili in pdf come allegato.
• Duilio Albarello, Fraternità eccedente. Saggezza urbana e sapienza cristiana, in Il Regno, n. 14 del 2019, pag. 411ss.
• Vito Mignozzi, I laici nella chiesa del futuro, NPG (qui on line nel sito di NPG).
• Mario Pollo, La rete di comunicazione nel gruppo. Animare un gruppo, NPG (qui on line nel sito di NPG).

UN INCONTRO: A TAVOLA!

Potete dedicare un incontro del gruppo di progettazione per una conoscenza gratuita che va al di là del mandato comune, concludendolo con un momento di convivialità.
L’obiettivo è quello di rinsaldare i legami tra i vari componenti, sottolineando il valore umano e comunitario di ciò che stanno realizzando.

UNO SCHEMA OPERATIVO
Questa tabella può aiutare il gruppo a confrontarsi sul proprio operato. È uno strumento da usare se necessario, non serve per accusare nessuno, ma per aprire percorsi di consapevolezza. Si possono aggiungere altri “segnali” ai tre proposti qui. Lo stesso schema può essere utilizzato sia per un momento di verifica del lavoro del gruppo, sia per esprimere il proprio punto di vista e confrontarsi sullo “stile” di lavoro che rispecchi il mandato iniziale.

SCHEMA
Piccoli segnali per capire se un gruppo è capace di accoglienza e inclusione oppure no. 

ACCOGLIENZA E INCLUSIONE 

RIFIUTO ED ESPULSIONE

Tutti i membri dicono volontariamente ciò che pensano, ciò che sentono o che progettano.

Solo alcuni membri esprimono spontaneamente le loro opinioni, più difficilmente i loro sentimenti e ancor di più i propri progetti.

I membri ascoltano e comprendono realmente ciò che propongono. Sanno fare memoria delle parole degli altri.

I membri non ascoltano ciò che gli altri propongono e si occupano continuamente di proporre obiezioni o stanno sulla difensiva.

Le questioni delicate e importanti sono discusse a lungo e vengono coinvolti esperti nel processo decisionale.

Argomenti poco importanti e generici occupano gran parte del tempo e le decisioni essenziali vengono rimandate o prese in altra sede o da altre persone extra gruppo.

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