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    Gesù l'acqua viva

    Anselm Grün

    GESUACQUaviva

    Per chi vaga nel deserto, l'acqua rappresenta la vita stessa, è ristoro, è rigenerazione. In molte religioni l'acqua è simbolo di forza purificatrice e rinnovatrice per il corpo e per lo spirito. Quando ci laviamo con l'acqua, non ci limitiamo a purificarci dallo sporco esteriore; è piuttosto un lavar via tutto ciò che c'è di torbido e che offusca la nostra immagine originaria e pura. In molte favole si trova la fontana della giovinezza, la cui acqua ha il potere di mantenere giovani. L'acqua simboleggia la fecondità spirituale. La sorgente, dalla quale zampilla acqua fresca, è immagine dell'inesauribile energia spirituale dell'anima.
    Al tempo di Gesù era usanza presso gli ebrei festeggiare solennemente il mistero dell'acqua: era la festa dei tabernacoli, la cui ricorrenza cadeva sei mesi dopo la Pasqua. Originariamente, era una festa del raccolto. Si svolgeva all'aperto: venivano costruite delle capanne; poi, di notte, si festeggiava con luci in memoria della colonna di fuoco, che aveva guidato gli Israeliti mentre uscivano dall'Egitto. Al mattino gli Israeliti si recavano in solenne processione alla sorgente di Siloe. «Con un recipiente d'oro veniva attinta l'acqua, dopodiché la processione tornava, passando per la porta dell'acqua, sino al tempio. Il sommo sacerdote teneva sollevato per un po' il recipiente dorato e poi versava l'acqua in un grande catino, dal quale l'acqua scorreva, passando per vari canali, sino al pavimento» (Schillebeeckx). Con questo rito si voleva ricordare il miracolo dell'acqua nel deserto, quando gli ebrei avevano mormorato contro Dio per paura di morire di sete e Mosè, su ordine di Jhwh, aveva battuto la roccia, facendone scaturire acqua fresca.
    Durante la festa dei tabernacoli Gesù proclama a gran voce: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Colui che crede in me, come disse la Scrittura: Dal suo ventre sgorgheranno fiumi di acqua viva. Questo lo disse riferendosi allo Spirito che stavano per ricevere coloro che credevano in lui. Infatti non c'era ancora lo Spirito perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 7,37-39).
    Gesù è l'acqua viva. Con la sua morte in croce riversa su tutti gli uomini l'acqua dello Spirito Santo. In croce il suo cuore si apre lasciando fuoriuscire sangue e acqua. È questa un'immagine dello Spirito Santo, che diventa in noi sorgente di acqua zampillante. Chi crede in Gesù, spezza la catena di durezza e insensibilità; in lui scaturisce una sorgente che non inaridisce mai, perché è una sorgente che viene da Dio.
    L'immagine dell'acqua viva è già stata usata da Gesù nel suo discorso con la Samaritana. Chi beve dell'acqua fresca che proviene dal profondo pozzo di Giacobbe avrà ancora sete. L'acqua che dà Gesù «diverrà in lui una sorgente di acqua che zampilla verso la vita eterna» (Gv 4,14).
    L'acqua rinfresca. L'acqua purifica e rinnova. Dall'acqua viene ogni forma di vita. In una favola si parla dell'acqua di vita che ha il potere di guarire il re malato. In molte culture l'acqua viene messa in relazione con il femminile. Che esperienza fanno coloro che identificano Gesù con l'acqua viva? Per loro Gesù e le sue parole sono una sorgente che rinfresca. Quella che dà Gesù non è un'acqua morta, stagnante. Chi incontra Gesù, diventa una persona nuova, entra in contatto con il proprio nucleo vitale, dal quale sgorga la vita.
    La dottrina di Gesù è come un liquido amniotico, nel quale noi nuotiamo, dal quale traiamo nutrimento. L'acqua può avere una forza enorme; le inondazioni sono una chiara dimostrazione dell'incontenibile forza dell'acqua. Laotse dice dell'acqua: «Non vi è nulla al mondo di più adattabile e mobile dell'acqua. Ma anche nulla di più potente, capace di piegare ciò che è rigido: l'acqua è indomabile, perché si adatta a tutto».
    Chi incontra Gesù, non può più nascondersi dietro la propria rigidezza. Non gli resta che mettersi in movimento. Ciò che è rigido acquista libertà di movimento. L'incontro con Gesù ha una propria peculiarità. Di una persona autoritaria, si è soliti dire che di fronte a lei gli altri tendono a irrigidirsi. Con altri, invece, si ha l'impressione di avere di fronte persone delle quali non ci si accorge nemmeno, che si è portati quindi a non prendere nemmeno in considerazione. Quando stringiamo la mano a qualcuno, sentiamo o la forza o la chiarezza o il calore oppure niente, perché la mano è quasi priva di consistenza. Quando facciamo esperienza di Gesù come acqua, ci accorgiamo che Gesù entra in relazione con ciascuno di noi, si adatta a ciascuno, senza però perdere la propria individualità. Proprio adattandosi completamente alla nostra mano, sembra dissolvere tutto ciò che in noi vi è di rigido. Tutto quanto è formale sembra dissolversi. Siamo costretti a interrogarci, a porci di fronte a noi stessi. L'acqua scioglie qualsiasi maschera, mettendo in evidenza solo ciò che è essenziale. E di colpo sentiamo sgorgare in noi una sorgente, che non diventa mai secca. Ci rendiamo conto che non diventeremo mai secchi, che non ci esauriremo mai. Questo perché la sorgente, che zampilla in noi a opera di Gesù, è inesauribile, perché è una sorgente divina.

    Quello che propongo è un semplice esercizio: chiudi gli occhi e immagina di sedere vicino a una sorgente di acqua fresca o sulle rive di un impetuoso torrente di montagna: che sentimenti senti nascere in te? Quali ricordi affiorano alla tua mente? Che cosa prende vita, che cosa inizia a scorrere dentro di te? In alternativa prendi l'immagine della roccia nel deserto, contro la quale Mosè batte il bastone. D'improvviso dalla roccia comincia a scaturire l'acqua, grazie alla quale gli Israeliti possono soddisfare la loro sete (Es 17,1-7). Che cosa vi è in te di irrigidito, di indurito? Che cosa si è esaurito dentro di te? C'è qualcosa che vorrebbe venire in superficie? Sei in contatto con la tua sorgente interiore? Con il battesimo è stata versata sul tuo capo l'acqua, affinché nella tua vita non dovessi mai sentirti come una sorgente inaridita, affinché sapessi di poter sempre attingere a quella fonte interiore, che sgorga ininterrottamente, perché è una sorgente divina.
    Ti rendi conto del fatto che Gesù, con il suo modo rassicurante di parlare di Dio e dell'uomo, ti mette in contatto con la tua sorgente interiore? Ascolta la Parola di Gesù. Forse dentro di te torna a vivere ciò che da tempo era inaridito.

    (Anselm Grün, Nuovi volti di Gesù, San Paolo 2003, pp. 93-96)



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