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    Come vengono aiutati i fidanzati italiani nella preparazione al matrimonio



    Giordano Muraro

    (NPG 1973-08/09-90)

    Un segno dei nostri tempi è l'interesse e la preoccupazione che gli adulti dimostrano per la preparazione dei giovani alla vita matrimoniale. È ormai chiaro che questa preparazione non può essere affidata solo all'iniziativa personale degli interessati; ma è indispensabile creare dei «servizi» organizzati e a largo raggio per aiutare i fidanzati a maturare il loro amore.
    Purtroppo l'interesse non si è ancora tradotto praticamente in iniziative efficienti. Siamo ancora in un tempo in cui si è sensibili al problema, se ne vede la necessità, ma non si è ancora passati all'azione.
    Esistono iniziative organizzate; ma sono ancora nettamente insufficienti a coprire la massa di circa 800.000 giovani, che ogni anno si sposano in Italia. Alla mancanza di servizi efficienti fa riscontro l'atteggiamento di troppi giovani che pensano di non aver bisogno di essere aiutati in questo tempo della loro vita. Sono persuasi di essere in grado di affrontare e di risolvere da soli i vari problemi che il fidanzamento crea, e che ritroveranno in modo più acuto nel tempo del matrimonio. Oppure riducono il bisogno di «consulenza» al solo aspetto fisiologico della sessualità, per essere in grado di affrontare il problema delle nascite non desiderate.
    Finora solo l'iniziativa privata di enti e di persone, che sentono l'urgenza del problema, ha dato vita a qualche organizzazione che si mette a disposizione dei giovani che si preparano alla vita matrimoniale.
    Cerchiamo di elencare alcune di queste organizzazioni laiche e religiose che in Italia stanno operando attivamente per svolgere questa funzione educativa. Ci limiteremo a quelle più rappresentative, così come siamo riusciti a reperirle in base ad una ricerca che è senz'altro incompleta.
    Le organizzazioni che presenteremo sono quasi tutte organizzazione che abbracciano il tempo del matrimonio e della preparazione al matrimonio; anche se alcune possono avere una preoccupazione prevalente, ma non esclusiva, per il tempo prematrimoniale.

    MOVIMENTI «LAICI»

    Sono rappresentati principalmente dai Centri e Associazioni riuniti nell'Unione Italiana Centri Educazione Matrimoniale e Prematrimoniale (U.I.C.E.M.P., Milano, via Pantano 17), associata e sovvenzionata dell'«International Planned Parenthood Federation» (I.P.P.F.) di origine americana, ma con sede europea a Londra (64 Sloan Street).
    Gli scopi dell'U.I.C.E.M.P. sono: la trattazione dei problemi morali, sociali, igienici, psicologici e giuridici attinenti ai rapporti matrimoniali e familiari; l'educazione sessuale, in particolare dei giovani, in previsione del matrimonio e nel corso della vita coniugale; la lotta contro l'ignoranza e i pregiudizi in campo sessuale; l'educazione a una procreazione consapevole e volontaria; la promozione di iniziative tendenti allo studio e alla proposta in sedi competenti di eventuali modifiche degli istituti giuridici e delle norme attinenti ai punti predetti. La preoccupazione principale o il «taglio «maggiore dell'attività è rappresentato dal problema della pianificazione delle nascite. Nella impostazione delle sue varie attività (consulenza, corsi di educazione sessuale, conferenze, congressi, pubblicazioni) si nota la prevalenza di questo tema, a preferenza di altri riguardanti più propriamente la formazione ai «valori» della vita coniugale e familiare. È significativo che per iniziativa dell'I.P.P.F. vengano ripetutamente organizzati, in diverse città d'Europa, corsi sulla pianificazione familiare riservati a medici, ostetriche e infermieri. Ai partecipanti vengono rimborsate le spese di viaggio e viene riconosciuta una diaria sufficiente alla permanenza nella città straniera per tutta la durata del corso.
    Per quanto ci risulta, l'Unione non organizza corsi particolari per fidanzati, ma si interessa della preparazione alla vita di famiglia attraverso le consultazioni e i corsi di educazione sessuale.
    Attualmente i Centri in Italia associati all'U.I.C.E.M.P. (tutti con la denominazione C.E.M.P., Centro educazione matrimoniale e prematrimoniale) hanno sede a Milano, via Pantano 17; Torino, corso Matteotti 30; Firenze, via Cavour 14; Roma, via Andrea Cesalpina 1-A; Mestre, piazza Leonardo da Vinci 8; Bologna, via Belle Arti 31 (sede provvisoria).
    L'U.I.C.E.M.P. pubblica un Notiziario trimestrale che può essere richiesto alla segreteria della sede centrale di Milano.

    MOVIMENTI CATTOLICI

    ♦ Istituto «Pro Familia», Brescia (sede centrale), via Calatafimi, 8°.
    Il primo movimento organizzato per aiutare i giovani alla vita di famiglia ha avuto origine a Brescia nel 1918 per opera di un sacerdote, don Zuaboni, che creò le «Scuole di vita familiare». Per molti anni si interessò solo delle ragazze, e aveva il compito – in un tempo in cui la donna aveva scarsa importanza nella vita pubblica e nella vita culturale – di preparare la giovane alla vita in genere e in particolare alla vita matrimoniale.
    Attualmente è costituito in un Istituto, il «Pro Familia», con persone religiose votate a questa attività (le «Missionarie della famiglia «) e con un certo numero di esperti e di coppie legate all'Istituto (gli «Apostoli del focolare»), che prestano la loro opera nelle «Scuole di vita familiare».
    Ora è un movimento che si interessa non solo alle coppie di fidanzati ma estende la sua attività alla famiglia in genere, e organizza anche corsi per preparare le persone che si vogliono dedicare a questa attività (Scuole di pedagogia). Da Brescia si è esteso anche ad altre città d'Italia: Bolzano, Treviso, Varese, Bari, Roma, e anche in Sicilia, con un numero complessivo di 50 scuole di vita familiare, in cui svolgono la loro opera circa 250 insegnanti. I corsi si svolgono alla domenica e al giovedì per la durata di 12 incontri, da ottobre a maggio; accanto a questi vengono tenuti dei «minicorsi» di tre sere, per tutta la durata dell'anno.
    Pubblica due rivistine: «Scuola di vita familiare» e «Lettere in famiglia»: la prima dedicata principalmente agli allievi, e la seconda rivolta alle persone che sono legate all'Istituto.

     Istituto «La Casa», Milano, via Lattuada, 14.
    Bisogna aspettare fino al 1943 per trovare un nuovo movimento di proporzioni notevoli. Ed è l'Istituto «La Casa» creato a Milano da un altro sacerdote, don Paolo Liggeri, partito dalla costatazione dei molti gravi problemi in cui erano venute a trovarsi molte famiglie nel dopoguerra.
    Ben presto la sua opera si ampliò notevolmente, interessandosi alla vasta problematica familiare e prematrimoniale. Nel 1946 iniziano i primi corsi di orientamento familiare prematrimoniale in Milano, e negli anni successivi si estese l'azione in provincia e in altre regioni, ricorrendo anche alla forma dei corsi per corrispondenza.
    Oltre a questi corsi, attualmente svolge le seguenti attività: assistenza familiare; assistenza ai fanciulli poveri e alle mamme indigenti nel tempo dell'attesa e dell'allattamento del bambino; assistenza alle madri nubili; informazioni sociali; pratiche assistenziali. Il tutto nella misura consentita dagli aiuti che riceve dalla generosità dei benefattori.
    Inoltre presso «La Casa» esiste il Centro di educazione familiare: informazioni, consultazioni, formazione, studi specifici; e il Consultorio prematrimoniale e matrimoniale: il primo organizzato in Italia, con la collaborazione di psicologi giuristi moralisti genetisti medici delle diverse specialità. Attualmente può essere consultato anche per corrispondenza.
    Esso può servire a coloro che nella preparazione al matrimonio incontrano difficoltà e problemi che li possono disorientare, determinando decisioni errate e dannose; agli sposi che nella vita matrimoniale devono fronteggiare problemi spesso complessi e imprevisti, che un intervento competente e tempestivo può avviare ad una serena soluzione o almeno ad una soddisfacente attenuazione; a sacerdoti medici genitori educatori, i quali desiderassero affidare allo studio e alle cure delle diverse competenze del Consultorio casi di loro interesse. Centro bibliografico: per la raccolta e la consultazione di pubblicazioni sulla problematica familiare.
    Pubblicazioni: edizioni di volumetti e libri su preparazione al matrimonio, vita coniugale, educazione dei figli; due riviste «La Casa» mensile culturale di vita e problemi familiari ed educativi; e «Riflessi», rassegna trimestrale di problemi della vita sessuale e matrimoniale; un «Notiziario», periodico informativo sulle attività dell'Istituto.
    Ospitalità: per le persone che per necessità di consultazioni hanno bisogno di soggiornare temporaneamente a Milano.
    L'Anello d'oro: iniziativa destinata a favorire la formazione di nuove famiglie.

     Un movimento a carattere nazionale che si è affermato e diffuso in molte regioni d'Italia è il Fronte della Famiglia, Roma, Via Cassiadoro, 15. Era sorto come movimento dei Capi-famiglia italiani, per la rappresentanza, la difesa, la promozione degli interessi della famiglia visti alla luce del pensiero cristiano. Oltre all'attività di studio, promozione e difesa dei valori familiari, svolgeva un'azione concreta di formazione dei fidanzati attraverso corsi dell'ampiezza di una dozzina di incontri, in cui si alternavano gli esperti e le coppie. Emanazione del «Fronte della Famiglia» era la rivista trimestrale «La famiglia italiana» che raccoglieva studi e informazioni sui problemi familiari.

     Un centro attualmente molto vivo, che agiva col Fronte della Famiglia, è il Movimento Azione Familiare (M.A.F.) di Verona.
    Il «Pro Familia» di Brescia, «La Casa» di Milano e il «Fronte della famiglia» sono state per molto tempo le uniche organizzazioni a largo respiro, con solidità di impostazione e continuità di azione, che hanno portato avanti il discorso sui fidanzati e sulla famiglia.
    Questo non significa che non esistesse presso persone singole e presso associazioni organizzate la preoccupazione di aiutare i fidanzati e la famiglia. Anzi, il discorso era portato avanti in campo cattolico da molte parti. Ma lo sforzo delle persone singole e l'interesse delle associazioni o non hanno avuto sèguito
    e non si sono consolidate in un'azione continuata, o rimanevano degli episodi immersi in un'azione volta esplicitamente ad altre finalità.
    Intorno al 1960 le iniziative per i fidanzati e la famiglia hanno incominciato a moltiplicarsi. Alcune si sono ispirate a movimenti analoghi esistenti in altre nazioni con grande esperienza in questo campo; altre sono sorte con una loro fisionomia particolare, prendendo spunto dalla situazione italiana ed adeguandosi ad essa.

     Centro di preparazione al matrimonio ormai diffuso in molte città d'Italia, si ispira al «Centre de préparation au Mariage», nato a Parigi nel 1952 (rue Dufrenoy, Paris-16). Si propone di aiutare i fidanzati a «prepararsi al matrimonio cristiano, ad accostarsi e a vivere un sacramento». I corsi si svolgono normalmente in sei incontri con tematiche accuratamente scelte, dove si lascia molto spazio al dialogo. Gli incontri vengono guidati da sei coppie (una per sera) che si preparano attraverso una «revisione di vita» per essere in grado di trasmettere non tanto delle nozioni, quanto l'esperienza da loro stessi vissuta nella vita matrimoniale e familiare.

     Centro cattolico di preparazione al matrimonio, via dei Prefetti 26, Roma Il C.C.M.P. di Roma si ispira invece all'esperienza canadese ed è stato iniziato nel 1966 da p. Cupia. Lo scopo è di mettersi al servizio delle diocesi e delle parrocchie per una sistematica preparazione dei giovani al matrimonio. Organizza corsi per fidanzati (30 corsi annuali nella sola diocesi di Roma) e cura la formazione di quei fidanzati che non possono partecipare ai corsi orali, attraverso speciali corsi per corrispondenza. Si preoccupa di formare anche équipes di persone che svolgono la loro attività come docenti in questi corsi, attraverso corsi particolari di formazione. Svolge attività di consulenza nel proprio consultorio «La famiglia». Ha pubblicato alcune «Guide «per la formazione dei fidanzati e per la formazione delle équipes educatrici per la preparazione dei fidanzati al matrimonio (*).

     Centro di preparazione alla famiglia, via Piave 14, Torino
    Questo «Centro» di Torino ha una particolare fisionomia.
    Nella sua forma attuale risale al 1963, quando sono stati organizzati dei corsi per fidanzati concepiti in modo organico e con una scelta di argomenti che abbracciassero la vasta problematica familiare. Il corso dura quattro mesi, con frequenza trisettimanale (lunedì, mercoledì. venerdì, dalle 21 alle 23) e dà la possibilità di svolgere in modo sufficiente tutti i problemi che i fidanzati incontrano nel tempo del fidanzamento e incontreranno nella vita coniugale (etica, psicologia, ginecologia, nozioni di sociologia e di diritto, pronto soccorso familiare, puericoltura e psicologia infantile, cucina e dietetica, arredamento, convenienze sociali...).
    I corsi sono impostati in modo da accogliere tutti i giovani a qualunque ideologia appartengano. La formula ha incontrato e continua a incontrare il favore di molti giovani che vogliono prepararsi con serietà alla vita matrimoniale. L'équipe dei docenti è formata da circa 40 esperti nelle varie discipline, scelti col criterio della competenza, della capacità comunicativa e dell'esperienza. I responsabili sono un domenicano: il p. Giordano Muraro e una suora: suor Germana Consolaro del «Famulato cristiano» (una Congregazione che ha tra gli scopi principali l'apostolato familiare). Il C.P.F. di Torino si è diffuso nella regione piemontese e si è esteso anche ad altre città italiane, che ne han ripreso organizzazione e programmi. Oltre i corsi per fidanzati, svolge attività varie a favore della famiglia e dei problemi educativi in genere: corsi per genitori, corsi per insegnanti sul problema dell'educazione sessuale (più di mille insegnanti in due anni di attività); giornate di studio e di ricerca sui problemi familiari; dibattiti pubblici sui problemi attuali; consulenza matrimoniale e prematrimoniale.
    Il C.P.F. di Torino è fornito di una biblioteca specializzata sui problemi della famiglia e sull'educazione sessuale. Pubblica un mensile: «Costruire in due»; e ha creato, in collaborazione col C.I.S. (Centro italiano di Sessuologia) di Roma delle tavole anatomofisiologiche che saranno completate da un originale corso di educazione sessuale rivolto agli educatori.

     Altri centri e movimenti
    Esistono molti altri centri a carattere locale, organizzati seriamente con esperti che assicurano una continuità nello svolgimento dei corsi e prestano la loro opera anche per l'attività di consulenza.
    Tra questi ricordiamo: Centro attività familiari, Cuneo, corso Marconi 1; Centro «la famiglia», Napoli, S. Sebastiano 48; Scuola dì formazione al matrimonio, Vicenza, via Lampertico 16; Centro di preparazione alla famiglia, Bologna, via Garibaldi 3; Centro matrimoniale, Trento, via Mantova 21; «Pro familia», Trieste, via Ananian 5.
    E inoltre i «Centri famiglia» di Bari, viale Ennio 6; Pescara (viale G. d'Annunzio 60); Messina (via Aurelio Saffi 11); Palermo (via Ugdulena 9); il «Centro studi pavese di Sessuologia» (via D. Sacchi 13, Pavia) che pubblica la rivista bimestrale «La Coppia» per la «soluzione dei problemi della sessualità coniugale». Si sta inoltre diffondendo il costume di organizzare nelle diverse parrocchie e diocesi dei corsi per fidanzati (tre o più sere) che spesso vengono resi obbligatori per chi si presenta per celebrare il matrimonio-sacramento.
    Un discorso particolare merita la Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali (U.C.I.P.E.M.), costituito legalmente in Bologna il 24-3-1968, che riunisce la maggior parte dei consultori di ispirazione cattolica (più di trenta diffusi in tutta Italia).
    Si propone non solo di svolgere una attività di consulenza matrimoniale e prematrimoniale, ma vuole anche promuovere í valori del matrimonio e della famiglia, e approfondire gli studi e le ricerche in questo settore.

    ALCUNE RIFLESSIONI E OSSERVAZIONI

    Alla fine di questo lungo elenco di attività si potrebbe avere l'impressione che in Italia, la Chiesa stia svolgendo un'azione che raggiunge la maggior parte dei fidanzati. Infatti in Italia più del 97% dei giovani celebra il matrimonio religioso; per cui si potrebbe arrivare alla quasi totalità dei giovani attraverso una efficiente organizzazione a livello parrocchiale e diocesano.
    In realtà le cose non sono così ottimistiche come l'apparenza potrebbe far sembrare. Molte diocesi e moltissime parrocchie non fanno nulla o quasi nulla. In molti luoghi i corsi vengono svolti in modo insufficiente, con persone non adeguatamente preparate a questo compito. Esiste una grande disparità nella scelta dei contenuti e nel metodo.
    All'interno dei movimenti cattolici esiste un pluralismo di impostazione, dettato da un concetto diverso dell'intervento della Chiesa nella preparazione dei fidanzati, o da una diversa impostazione metodologica.

     Per alcuni la Chiesa dovrebbe limitare la sua azione alla iniziazione al sacramento del matrimonio, e quindi dovrebbe interessarsi di quei giovani che coscientemente e liberamente scelgono il matrimonio cristiano. Ogni altro intervento avrebbe un carattere di «supplenza» alle carenze attuali dello Stato. Per altri, il discorso è diverso. La Chiesa deve mirare alla «salvezza» dell'uomo. Il suo carattere di sacramento di salvezza universale non può farle ignorare la situazione attuale. Moltissimi giovani hanno un atteggiamento di indifferenza o di insensibilità al discorso cristiano dell'amore, ma per questo non devono essere esclusi dalla preoccupazione e dall'azione della Chiesa. Al contrario: la Chiesa, partendo dalla situazione concreta, deve promuovere i valori autentici della vita di amore, sapendo che l'amore vissuto con serietà e impegno ha una naturale apertura a Dio e una forte disposizione al soprannaturale, che – se convenientemente esplicati al giovane – possono lentamente portare ad una sufficiente visione e impostazione cristiana della vita matrimoniale.

     Esiste anche un discorso diverso per quel che riguarda i contenuti. Alcuni pensano che la Chiesa debba fare un discorso solo religioso-sacramentale, e concepiscono la preparazione al matrimonio come una pura catechesi. Altri ritengono che la preparazione debba comprendere anche gli aspetti naturali, psicologici e fisiologici, proprio per la particolare natura del sacramento del matrimonio, che assume ed eleva l'amore inteso globalmente in tutti i suoi aspetti.

     Anche per quel che concerne il metodo troviamo delle diversità di impostazione.
    C'è chi punta maggiormente sulla «testimonianza» delle coppie che trasmettono un messaggio di vita.
    Altri ritengono insufficiente questo metodo, perché particolaristico; e puntano maggiormente sulla figura dell'esperto che propone dei contenuti e dei valori validi per tutti e che ogni coppia farà propri e vivrà in modo personale. Tanto più che se la preparazione non si limita ad essere la comunicazione di valori religiosi, dovrà necessariamente avvalersi di «esperti «(medici, psicologi...), per comunicare informazioni, nozioni, soluzioni di problemi.
    La difficoltà maggiore, però non è costituita da questo pluralismo. Anzi: il modo diverso di concepire l'azione della Chiesa, di scegliere i contenuti e le persone, può essere un'ottima occasione per un dialogo che approfondisca questa problematica.
    Il vero ostacolo è costituito da una certa insensibilità che tuttora esiste in pastori di anime, quasi completamente inattivi in questo settore.
    Ed è costituito ancor più dalla mancanza di persone preparate per svolgere questa attività. Spesso si ricorre a persone «qualunque»; oppure si invitano degli esperti che conoscono bene la loro professione, ma mancano di conoscenza dei problemi dei fidanzati e ignorano come si deve parlare a dei giovani che stanno vivendo l'amore e non vogliono essere «indottrinati».
    Non si può ignorare che nella maggior parte dei casi queste persone dedicano (quasi sempre gratuitamente) i ritagli di una giornata impiegata nell'attività professionale, sottraendoli al riposo della propria famiglia.
    Manca ancora in Italia la figura di chi può fare della attività rivolta alla famiglia una professione che gli permetta di vivere svolgendo questa opera in Centri, Consultori, movimenti organizzati. E finché non sì giungerà a questo, le opere rivolte ai fidanzati e alla famiglia dovranno vivere sulla generosità di volontari che dovranno prepararsi a dare la loro opera, impiegando tempo e fatica.

    (*) Un sussidio di particolare interesse:
    L'AMORE SI COSTRUISCE - CORSO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO pp. 252 - 9 fascicoli con schede di lavoro - L. 3.000
    Testo redatto con la collaborazione di sposi, specialisti, sacerdoti e di fidanzati.


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