RACCONTARE FATTI DI CARITÀ
Storie di persone che hanno amato davvero
Prima di qualsiasi struttura, prima di qualsiasi metodo, prima di qualsiasi stazione – c'è una frase. Tre parole in greco, quattro in italiano, pronunciate nella Prima lettera di Giovanni con la semplicità assoluta di chi ha capito qualcosa che non si può dire in modo più complicato di così: Dio è amore (1 Gv 4,8).
Non Dio ama. Non Dio è amorevole. Non Dio, tra le altre cose, ha anche questa caratteristica. Dio è amore – nel senso che l'amore non è una qualità che Dio possiede tra le altre, ma la struttura stessa di ciò che Dio è. Se si vuole capire cos'è Dio, si guarda all'amore. Se si vuole capire cos'è l'amore nella sua forma più piena, si guarda a Dio.
Questa frase è il fondamento teologico dell'intero progetto. Non è un punto di partenza tra gli altri: è il punto di partenza assoluto, quello da cui tutto il resto riceve il proprio senso.
La carità cristiana non è una virtù umana nobile – un ideale etico a cui tendere, un dovere morale da compiere, una pratica sociale utile per la coesione della comunità. È la partecipazione dell'essere umano a ciò che Dio stesso è. È il modo in cui la vita divina si riversa nel mondo attraverso le mani, le scelte, la presenza concreta di persone che hanno deciso di amare. E la conferma di questo fondamento – la sua manifestazione storica, corporea, verificabile – è Gesù di Nazaret.
Articolazione del Progetto
STAZIONE I
«L'amore che precede»
STAZIONE II
«Il volto»
STAZIONE III
«La gratuità»
STAZIONE IV
«I poveri che insegnano»
STAZIONE V
«La giustizia»
STAZIONE VI
«Il perdono»
STAZIONE VII
«La carità nel buio»
STAZIONE VIII
«L'amore che trasfigura»
CONCLUSIONE METODOLOGICA PER L'EDUCATORE
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA COMPLESSIVA





















































