Giovanni Battista Bosco
PROMEMORIA
DI UN'ESPERIENZA
La tipica esperienza educativa, pastorale
e spirituale di Don Bosco
Elledici 1988
0. INTRODUZIONE
«Praticando la verità nella carità, crescendo sotto ogni aspetto fino a lui che è il Capo, Cristo»
(Efesini 4,15).
Don Bosco
- «l'esemplare di un amore preferenziale per i giovani»,
- «il maestro di un'efficace e geniale prassi pedagogica»,
- «l'iniziatore di una vera scuola di nuova e attraente spiritualità apostolica» (Juvenum Patris, 5),
- «maestro di spiritualità giovanile» (ivi, 16).
Introduzione
Un pro-memoria!
Sono alcune annotazioni per non dimenticare, appunti che svolgono il compito di richiamare alla mente, di ricordare, di far memoria.
Si tratta invero di richiamare un'esperienza, anzi di rievocarla, o forse ancor più, di rivivere in memoria, ossia di interrogare l'esperienza carismatica di Don Bosco, di chiamarla in causa per noi oggi. Il nostro agire educativo, pastorale, spirituale, ha bisogno di acquisire punti di riferimento sapienti e saggi, che cioè scaturiscono da un'esperienza vissuta nella vigorosa ricerca della «perfezione della carità», della pienezza di vita e della valorizzazione della saggezza pedagogica.
Ora «l'esperienza spirituale ed educativa» di Don Bosco tra i giovani è tipica ed emblematica nella Chiesa, e suscita attenzione di uomini cui sta a cuore l'educazione della gioventù e la sua rigenerazione. Si intende dunque fare memoria di Don Bosco e della sua esperienza: una memoria che non è solo rievocazione di un'esperienza, ma anche e soprattutto stimolo a rendere visibile e attuale nel presente quanto di essa sa vincere il tempo.
Di Don Bosco, come di ogni vita, si possono dare differenti letture. Ciascuna presenta angolature molteplici e pluralità di approcci. Ognuna però si impone spesso per una sua peculiare fisionomia, senza per questo annebbiare o svigorire i vari aspetti della ricchezza di una storia, di una vita.
La mia rievocazione si colloca in tale prospettiva, di presentare cioè un aspetto tipico, non oso dire l'aspetto tipico, dell'esperienza di Don Bosco. È certo però una delle note massimamente rappresentative della originalità di questo santo.
Talune iniziative di questi tempi mi mettono sulla strada.
Anzitutto la lettera di Giovanni Paolo II su Don Bosco, indirizzata alla Famiglia salesiana, e pure destinata ai giovani, ai genitori e a tutti gli educatori. Essa viene designata con l'indicazione Juvenum Patris (JP) e tuttavia può essere assai opportunamente titolata: «Don Bosco, un maestro per l'educazione».
In secondo luogo v'è un'idea audace: la richiesta di dichiarare Don Bosco «dottore della Chiesa per l'educazione cristiana». Essa trova le sue origini nelle espressioni del Rettor Maggiore dei Salesiani che scrive: «Le linee portanti del sistema preventivo possono essere considerate una specie di lezione profetica per i tempi nuovi, così da additare Don Bosco come un dottore della Chiesa (Padre e Maestro) nell'arte cristiana dell'educazione» (ACS 290, p. 8).
E infine la Lettera Decretale per la canonizzazione di Don Bosco, ripresa e riscoperta in occasione del centenario. Vi si afferma che Don Bosco fu «massimo educatore (educator princeps) della gioventù nuova, avendo indicato, con un metodo veramente originale, un cammino assai eccellente e molto sicuro nella prassi educativa» (LD, 1.4.1934).
La strada che mi viene indicata è dunque l'esperienza di Don Bosco sotto il profilo educativo, e di educazione alla fede.
Il tema educativo è tema di attualità e urgente. Una qualificata metodologia pedagogica è oggi indispensabile nella costruzione di «forti personalità cristiane» (Paolo VI).
E tuttavia non è da dare per scontata l'attenzione all'educativo. Anche oggi ci si trova di fronte a riduzionismi vecchi e nuovi, a forme di prassi educativa dal respiro corto (ansia di esiti), da insufficienza cardiaca (carenza di cuore), da ipotensione arteriosa (lentezza di propositività).
Inoltre non meno attuale è il tema prassi. Il Concilio ha dato ad essa dignità, pur non intendendo per nulla elevarla a fonte di rivelazione (GS 62). Del resto il magistero dei Pastori vi si sente continuamente interpellato, se vuol rendere accessibile il Vangelo per il tempo presente e promuovere una prassi cristiana.
Don Bosco è uomo d'azione, di prassi educativa. Egli non appare come investigatore del pensiero pedagogico, ma quale originale artista del metodo; non è un pensatore- studioso, è un geniale educatore e pastore, un maestro di carità educativa. Soprattutto egli emerge come un Santo educatore della gioventù, che lascia in eredità alla Chiesa e alla comunità degli uomini un singolare metodo educativo, il sistema preventivo, chiamato per antonomasia il metodo di Don Bosco.
















































