NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Campagna abbonamenti
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    gennaio-febbraio 2026
    cover 600 1 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    Newsletter
    gennaio-febbraio 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email


    Corpi come armi,

    così si alimenta

    il mito fascistoide

    Massimo Recalcati

    Si dice “violenza bestiale”, si pensa infatti che nella violenza cieca l’umano regredisca alla bruta istintualità dell’animale. Ma è veramente così?
    Non dovremmo invece, anche di fronte a questo ultimo tragico fatto di cronaca a Colleferro, che ha visto la morte del giovane Willy, provare a ribaltare scabrosamente il nostro modo di vedere le cose? Non dovremmo provare a pensare che nessun animale sarebbe capace di raggiungere la ferocia alla quale può giungere la violenza umana? L’animale agisce mosso dalla legge dell’istinto che prevede la sopravvivenza della specie, dunque la difesa del territorio, la necessità di procurarsi cibo, ecc. Ma l’essere umano? Il suo esercizio della violenza non riflette affatto una legge istintuale, ma un godimento pulsionale. É questo godimento che può sprigionare la sua violenza sanguinaria. Un ragazzo leale e altruista interviene per difendere un amico provocato da un gruppo di giovani uomini minacciosi.
    Quale è stata la sua colpa che ha meritato una punizione così atroce? La sua colpa imperdonabile è stata probabilmente quella di aver provato a portare la pace, di avere introdotto al posto della Legge dei pugni quella della parola. La sua colpa è stato il suo tentativo di evitare lo spargimento del sangue. Ma per l’umano, quando è preda al godimento della violenza, la parola suona sempre come un’offesa. Nel duello mortale, nella lotta spietata dei corpi, nello scontro fisico, nell’esercizio della violenza la parola è costretta a tacere. Anzi, si potrebbe dire che è proprio l’assenza della parola che fa sorgere la violenza. Il giovane Willy ha probabilmente provato a ricordare ai suoi assassini che l’umano è innanzitutto parola e dialogo. Costoro, invece, gli hanno voluto dire che la parola non conta nulla, che è nulla, che è nulla come era nulla la sua stessa vita.
    La violenza non accetta la pazienza del dialogo e gli equivoci della parola. Mira drasticamente a raggiungere il suo obbiettivo il più direttamente possibile. Quale? Annientare l’avversario, distruggerlo, sopprimerlo senza lasciargli scampo. Questi giovani criminali, riportano i giornali, sono dediti alle arti marziali e a sport violenti.
    Ma la prospettiva dello sport anche quando è violento - un incontro di pugilato o di lotta non sono forse violenti? – non educa necessariamente alla violenza.
    Anzi, conosciamo molte storie che raccontano di come lo sport violento sia stato un modo per canalizzare un’inclinazione alla violenza che sarebbe stata altrimenti distruttiva. Il rispetto dell’avversario e la disciplina severa dell’allenamento non sono di per sé incubatrici della ferocia. Anzi, si dovrebbe dire probabilmente il contrario. Sono modi per simbolizzare una violenza che altrimenti potrebbe trovare espressioni apertamente criminogene. Ricordiamo che Platone – il filosofo della teoria delle idee - fu pugile e lottatore e dovette il suo nome alle sue “spalle grosse” da atleta. Diverso è l’episodio che ha coinvolto il povero Willy. In questo caso nessun rispetto per l’avversario se non il probabile disprezzo per la sua pelle scura e per la sua credenza ingenua nella legge della parola. I suoi carnefici lo hanno colpito senza essere fermati da nessun arbitro e da nessuna regola.
    Semplicemente nessun rispetto è dovuto per quelli che non appartengono al loro mondo. In questo senso l’uso della violenza è sempre razzista. Rifiuta la differenza, il pluralismo, l’esistenza difforme dell’altro. A fondamento di questo episodio non c’è alcuna educazione sportiva, ma solo l’uso criminogeno e militarizzato di tecniche letali scorporate dalla loro finalità agonistica. Allora il corpo diventa un’arma di combattimento priva di etica e pietas. È quello che tutti i regimi fascisti hanno enfatizzato colpevolmente condividendo il disprezzo della cultura e della parola.
    In questa esaltazione paramilitare e fascistoide del corpo forte e vigoroso lo sport non appare come esperienza del superamento dei propri limiti, della cura del proprio corpo, del rispetto del rivale, del controllo di se stessi, ma viene subordinato ad un’altra logica: quella della sopraffazione razzista e del rigetto della parola. Anche in questo caso il problema non sono le arti marziali o gli sport di combattimento in sé, ma l’uso che se ne fa, dunque la cultura che li sostiene e li sponsorizza. Questa può essere una cultura del rispetto dell’avversario e del confronto con i propri limiti e con le proprie paure, oppure una cultura che alimenta il culto dissennato per la propria potenza e per la propria capacità di distruzione, dunque il godimento della violenza fine a se stesso.

    (La Stampa - 8 settembre 2020)



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi