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    In ascolto della sua voce /2. Sara. La sterile


    Carmine Di Sante

     

    "C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore?"


    «Sara, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sara disse ad Abram: "Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli". Abram ascoltò la voce di Sara. Così al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sara, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava, e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta" » (Gn 16, 1-4).

    Con queste scarne parole il testo biblico adombra l'indicibile sofferenza di Sara che, sterile, consegna a suo marito la schiava Agar perché fosse lei, secondo il diritto mesopotamico di quell'epoca, a provvedergli una discendenza. Condannata alla sterilità, Sara incarna la sofferenza per la maternità mancata e, contemporaneamente, la volontà di non rassegnarsi ad essa, ricorrendo a tutti mezzi allora consentiti. Ancora oggi, è noto, quanto sia doloroso per una donna non avere figli e a quale calvario di sacrifici sia disponibile pur di adottare un bambino oppure curarsi sottoponendosi a ricerche e interventi medici prolungati.
    Ma un giorno alla sterile Sara accadde, secondo il racconto biblico, un fatto straordinario. Nell'ora più calda della giornata, mentre Abramo sedeva all'ingresso della sua tenda a Mamre, gli apparvero tre personaggi strani che, in cambio della ospitalità avuta, gli fecero una promessa inaudita: «Gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?" Rispose: "E' là nella tenda". Il Signore riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!". Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio". Allora Sara negò: "Non ho riso!", perché aveva paura; ma quegli disse: "Sì, hai proprio riso!"» (Gn 18, 9-15).
    Sara è testimone dell'annuncio della maternità imminente. Annuncio paradossale, perché sia lei che Abramo erano avanti negli anni e impossibilitati a generare per una ragione naturale. L'annuncio dei tre personaggi è inaudito perché sfida l'ordine naturale (è naturale che una donna anziana non possa più generare!) impossibile e ingiusto da modificare. L'in-credibile e l'in-audito di questo impossibile che si vuole possibile è quanto denuncia il commento ironico di Sara su di sé ("Avvizzita come sono dovrei provare il piacere") e su Abramo ("mentre il mio signore è vecchio!")
    Quante volte anche tu, come Sara, hai sentito la tua vita infeconda: come una terra arida senza acqua, come un deserto bruciato, come un vicolo cieco, come un orizzonte chiuso senza speranza, come un vuoto incolmabile senza attesa, come un grembo di donna incapace di generare. Quante volte! Ma la storia di Sara insegna che non esiste al mondo situazione disperata che Dio non sappia capovolgere e sovvertire: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Quando Dio irrompe nel tuo mondo, come il grembo di Sara esso si apre all'incredibile e all'inaudito del totalmente nuovo.

    Interrogarsi

    - Perché Sara si ribella alla sua condizione di sterile?
    - Per quale ragione Sara non si fida delle parole dei tre strani personaggi?
    - Quali situazioni di "infecondità" riscontri nella tua vita e nella società attuale?

    Preghiera

    Qualche volta
    Signore
    sento la vita
    come un tronco senza rami
    un albero senza frutti
    un grembo senza vita.
    Sento
    ma non è vero
    perché so
    Signore
    che tu sei il Dio della vita
    che non ti stanchi
    di sorprenderci
    e amarci.
    Amen.

    Ruminatio

    Getta sul Signore il tuo affanno (Sal 35, 23).


    SARA
    La sterile feconda

    "Il Signore visitò Sara"

    Che una donna sterile partorisca contraddicendo le leggi naturali, è impossibilità reale, che merita solo l'abbozzo del sorriso, come fa Sara, oppure è una possibilità altra dalle altre, come pensa il misterioso personaggio che, perentorio, sfida Abramo chiedendogli se ci sia "qualcosa di impossibile per il Signore" e promettendogli che sarebbe tornato da lui quando Sara gli avrebbe partorito veramente un figlio nonostante l'età avanzata di ambedue? Da che parte si trova la "ragione": da parte di Sara, che si prende gioco del misterioso personaggio, anche se nascostamente e non apertamente, oppure di quest'ultimo che la sfida?
    «Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece come aveva promesso. Sarà concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito... Abramo aveva cento anni quando gli nacque il figlio Isacco. Allora Sara disse: Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!". Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!" » (Gn 21, 1-7).
    Scoprendosi incinta contro la sua stessa aspettativa, Sara diviene la "sterile feconda", l'immagine stessa di un ossimoro (figura letteraria che consiste nel mantenere uniti due termini di per sé autoescludentisi, come ad esempio quando si dice di un "amaro" che è "dolce" o di un "intelligente" che è "stupido") dove la sterilità, lungi dall'opporsi alla fecondità, convive con una più profonda fecondità e dove questa, lungi dal negare la sterilità, la esige.
    Ma come è possibile questa strana metamorfosi o ossimoro che trasforma la sterilità in fecondità, sospendendo l'ordine naturale (appartiene infatti all'ordine naturale che una donna ad una certa età non sia più feconda) e rendendo possibile l'impossibile di una vita nuova?
    Per il racconto biblico questa metamorfosi non è dovuta ad un intervento immanente all'ordine naturale, come avviene quando una donna sterile per vincere la sterilità si sottopone a cure mediche, ma ad un intervento trascendente l'ordine naturale e avente come soggetto Dio: "Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece come aveva promesso. Sarà concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato". Ciò che trasforma Sara sterile in feconda ed istituisce nel suo grembo il passaggio dalla non vita alla vita non riguarda l'ordine naturale ma il trascendimento dell'ordine naturale e il dischiudersi di un nuovo ordine che, per la bibbia, è la "visitazione" di Dio a Sara.
    Con questa pagina la bibbia non vuole insegnare che Dio "è il Dio tappabuchi" che si sostituisce alla natura e alla progettualità umana ma che egli è il Dio incatturabile e che incontrarlo è incontrare la novità assoluta che, oltre la natura, dove la novità è riproduzione del già noto, e oltre il progetto, dove la novità è proiezione al futuro del già dato nel passato, è sguardo altro su di sé, sul mondo e sul reale.

    Interrogarsi

    - In che senso niente è impossibile a Dio?
    - Qual è la differenza tra il Dio "tappabuchi" e il Dio biblico?
    - Qual è il senso della visitazione di Dio a Sara?

    Preghiera

    Nulla per te
    Signore
    è impossibile:
    perché ogni mattina
    tu ricrei il mondo,
    riconsegnandolo
    alla bellezza dei colori
    e della forma,
    e perché, visitando Sara,
    le hai fatto dono
    di una vita nuova.
    Mi fido di te
    Signore
    e fa' che mai dubiti
    che nulla
    è impossibile
    al tuo amore.
    Amen.

    Ruminatio

    Crea in me, Signore, un cuore nuovo (Sal 51, 12).


    SARA
    Paradigma del gratuito

    "Sara concepì e partorì"

    Visitando una persona non si va mai a mani vuote. Bussando alla sua porta ed entrando nella sua casa, si va a mani piene, portando doni.
    Dio "visitando" Sara, le porta la vittoria della sterilità, il dono di generare, il miracolo della nascita, il passaggio dall'infecondo al fecondo. La vita, in una parola: "Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella sua vecchiaia" (Gn 21, 2). Dio per la bibbia è il Dio "visitatore" che, per sua libera iniziativa, senza essere richiesto né atteso, irrompe in una casa e vi porta la vita contro la morte. Dio per la bibbia è il Vivente che, dove passa, sconfigge la morte e fa fiorire la vita. Essere visitati da lui è incontrare la vita.
    Ma quale vita? Sembrerebbe che la vita donata a Sara sia la riattivazione della vita naturale, la capacità di generare bloccata dalla sterilità innata. Ma non è dalla sterilità innata che, con la sua visitazione, Dio guarisce Sara, bensì da una sterilità più radicale che non riguarda l'ordine oggettivo ma l'ordine soggettivo, non la logica della natura ma la logica del cuore. Per noi, figli della scoperta dell'io e del soggetto, non ci vuole molto per capire che non è l'ordine naturale a garantire la qualità del vivere e che una donna, anche se capace di generare figli e figlie, può vivere ugualmente una vita di inferno e di insensatezza. La vita dell'uomo non è definibile, per la bibbia, dall'ordine naturale ma da un di più che è la relazione con Dio riconosciuto e amato come Tu; un "di più" che non si sostituisce all'ordine naturale ma lo risignifica e trasfigura dischiudendovi un nuovo senso: la relazione e il gratuito al posto della totalità e della necessità.
    È a questo livello che si attinge il significato profondo dell'ossimoro biblico della sterile feconda di cui non solo Sara ma anche altre donne, come Rachele e Lia, costituiscono, nella bibbia, le figure esemplari. Mettendo in scena figure sterili che generano per l'intervento di Dio e non in forza del principio naturale la bibbia non intende sostituire Dio alla natura ma dischiudere nella natura la presenza di "un di più" che è il suo Amore personale. Alla luce di questo "di più" la parola ultima e fondante del reale non è più l'ordine naturale ma l'amore personale di Dio che in esso prende corpo, trasfigurandolo e rivelandolo come dono per l'uomo.
    Tutto è grazia perché tutto ci è dato dall'amore personale di Dio: questo è il messaggio dell'ossimoro biblico della sterile feconda. Attraverso la "messa in scena" della visitazione di Dio alla sterile Sara, la bibbia svela, con la potenza del racconto mitico, il senso ultimo del reale che è l'ordine della relazione personale con il divino: "Tu" che attende di essere riconosciuto e acconsentito dal "tu" umano. Generare, per la bibbia, non è l'espressione di una legge generale ma l'evento dell'amore di Dio personale. Allo stesso modo che mangiare non è obbedire ad un processo naturale ma, secondo il racconto di Israele nel deserto, essere invitati da Dio ad un banchetto dove si è nutriti gratuitamente dal suo amore. Il senso dell'ossimoro della sterile feconda è lo sfondamento dell'ordine naturale e l'apertura dell'ordine dialogico e personale dove Dio e l'uomo si incontrano e parlano da amici.

    Interrogarsi

    - Cosa intendi tu per vita?
    - In che senso per la bibbia il valore della vita va colto sul piano relazionale prima che naturale?
    - Perché Sara è il paradigma di un modo di porsi nel mondo dove ciò che conta è il gratuito: non ciò che l'io fa ma ciò che all'io viene fatto?

    Preghiera

    Signore
    do tutto per scontato:
    il sole che nasce
    l'albero che fa ombra
    le gambe che mi portano
    la mano dell'amico che mi stringe
    e il pane che papà e mamma
    non fanno mai mancare sulla mensa.
    Do tutto per scontato,
    Signore.
    E non penso
    che dietro ogni cosa
    c'è la tua Presenza
    silenziosa e personale
    che grida
    quanto tu ci ami.
    Amen.

    Ruminatio

    Aprimi gli occhi, perché il veda (Sal 119, 18).



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