Numero speciale NPG sulla proposta pastorale 2026-2027
(NPG 2026-04-2)
Questo dossier prosegue la ultradecennale tradizione per cui il numero estivo della rivista assume, accompagna e rilancia il tema della proposta educativo-pastorale progettata per il mondo salesiano ad ogni ripresa dell'anno pastorale (settembre-ottobre).
Il tema non è casuale o frutto di qualche estemporanea intuizione, bensì parte di un progetto più ampio in genere di tre anni, in cui si riprendono e rilanciano temi di particolare rilevanza educativa in genere collegata con la spiritualità giovanile salesiana: temi di vita e di assunzione delle esigenze del Vangelo, sempre attraverso il filtro del carisma di don Bosco. Tale tema è in genere collegato a qualche speciale anniversario della storia salesiana (ad esempio, la spedizione missionaria, la Lettera da Roma, il sistema preventivo, …), e riporta anche la memoria di qualche grande salesiano o salesiana. Il tema non risulta così scollegato né dalla vita del giovane, né dal carisma a cui si ispira, né dalla testimonianza di persone vicine e concrete.
Posto questo, quale il tema di quest'anno?
È l'ultimo di un triennio che ha avuto come riferimento fondamentale le tre virtù teologali: gioiosi nella speranza, saldi nella fede, operosi nella carità.
Nella proposta pastorale 2024-25 ("Attesi dal suo amore"), focalizzando l’esperienza giubilare, si è proposto di diventare “pellegrini di speranza”, con speciale concentrazione sulle grandi esperienze dell’Anno Santo. In quella del 2025-26 ("Alzati e vai") si è messo a tema la fede, che invita a concentrarsi nella relazione con il Signore e insieme a uscire come autentici missionari del Vangelo.
Entrambe le proposte pastorali davano orientamenti chiari sui temi indicati: l’annuncio del Signore Gesù come fonte di vita e di speranza, la vicinanza speciale verso coloro che sono più piccoli, poveri e abbandonati, l’esigenza di crescere nell’arte dell’accompagnamento e infine il compito di qualificare la nostra corresponsabilità apostolica.
La proposta pastorale di quest'anno è in piena continuità con le due precedenti e per molti aspetti le porta a pienezza: essa chiede di essere "Operosi nella carità". L’amore infatti è la fonte e il culmine della vita cristiana e quindi ricapitola in sé ogni virtù e chiede azioni concrete a beneficio del prossimo.
Salesianamente, il dono dell'amore che viene dalla generosità di Dio sollecita ad essere “segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani”, come affermano le Costituzioni Salesiane dando un senso preciso alla vocazione religiosa dell'educatore.
Ecco dunque il senso e l’ordine della sua vita e missione: al centro l’amore di Dio, quello che si è concretizzato nell’invio da parte del Padre del suo Figlio Gesù in mezzo a noi. È il suo amore quello che conta, quello che occorre ricevere e donare.
Ciò segnala la strada: essere consapevoli della fatica di consegnare e donare questo amore. Soprattutto ai giovani: l’amore di Dio, non altre cose. Le giovani generazioni, specialmente coloro che paiono più mancanti di questo amore, ne sono i destinatari privilegiati.
Detto in sintesi, essere "Segni del suo amore", come indica il titolo del dossier che riprende, motiva, fonda e rilancia la proposta. Esso ha come focus generale la carità, e in specifico la sua coniugazione in ambito educativo, che è l’espressione principale della carità nell’ambito carismatico salesiano (qui lo spunto di riferimento sarà il fascicolo di don Bosco del 1877 "Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù", che opportunamente colora di "educatività" il tema ampio della carità: l'educazione frutto della carità; l'educazione che educa alla carità come donazione di sé).















































