Se non ora quando? Un manifesto


    Mauro Berruto *

    (NPG 2021-04-33)


    «Se ti concentri sul problema, non vedrai la soluzione». È una frase tratta dal film Patch Adams, ma che si adatta perfettamente, alla riflessione sul presente e sul futuro dello sport, in particolare dello sport di base. Un vecchio modello, che durava da settanta anni, è letteralmente andato in frantumi con la pandemia. Mai come oggi, nell’epicentro del problema e con migliaia di società sportive sull’orlo del collasso, occorre alzare lo sguardo e costruire un modello nuovo. Questo è lo scopo del Manifesto SPORTIVI, l’Italia che si muove, firmato da campioni, stakeholders e soprattutto, a oggi, da oltre 14.000 sottoscrittori. Non un appello, ma una proposta di costruzione di un futuro sostenibile. Si tratta di cinque premesse e tredici azioni a disposizione di tutti coloro che hanno a cuore lo sport.

    Le cinque premesse

    1. Lo sport, la cultura del movimento, come dimostrato dalla letteratura scientifica è uno dei principali generatori di risparmio al Servizio Sanitario Nazionale, in termini di prevenzione e di controllo di patologie pandemiche, come la sedentarietà, l’obesità (un terzo delle persone fortemente sovrappeso/obese sono minori), il diabete, la depressione, le patologie cardiovascolari.
    2. Lo sport, la cultura del movimento, è un’agenzia educativa di enorme portata, capace di insegnare sul campo valori come l’inclusione, la solidarietà, il rispetto. Lo sport è in grado di creare cittadini migliori e più consapevoli, educandoli alla logica del merito.
    3. Lo sport, la cultura del movimento, è un luogo di investimenti: in ricerca, in tecnologia, in trasformazione stessa del paesaggio delle nostre città.
    4. Lo sport, la cultura del movimento, ha un proprio impatto sull’economia che si affianca a quella dello sport professionistico.
    5. Lo sport, la cultura del movimento, è lo strumento che permette a migliaia di persone diversamente abili di trovare la propria dimensione attiva nella nostra società. I benefici in termini di salute, inclusione e socializzazione sono evidenti.

    Il mondo dello sport è un generatore di salute, di risparmio, di economia, di senso civico, di identità, di benessere e di felicità. È essenziale alla qualità della vita, allo sviluppo, all’economia, alla difesa del diritto costituzionale alla salute, ma si è retto sul supporto di volontari e famiglie che hanno oggi una ridotta disponibilità di tempo e di spesa. Il momento è epocale, nulla è più come prima. Serve agire.

    Le tredici azioni

    1. Un intervento di sostegno economico alle famiglie, un assegno da spendere per l’attività sportiva dei propri figli (proporzionale al loro numero nel nucleo famigliare) in modo da immettere immediata liquidità nel ciclo economico delle società sportive.
    2. Un intervento a fondo perduto, consistente, rapido e duraturo, per le associazioni sportive, semplicemente per permettere loro di resistere, di pensare di poter superare questo momento e per riprogrammare il loro futuro.
    3. Un intervento a supporto degli operatori dello sport dilettantistico per riconoscere tanto il loro diritto di lavoratori quanto l’importanza e la fondamentale centralità del loro ruolo di educatori e, insieme, un intervento di rafforzamento della dimensione del volontariato sportivo per contrastare la frustrazione di chi sta combattendo dal basso per la sopravvivenza delle proprie associazioni e le sorregge in un momento in cui, grazie alle limitazioni, si è diventati ancora più consapevoli dell’importanza dello sport per la sopravvivenza civica della nostra società.
    4. Un intervento per favorire l’uso delle palestre scolastiche e la frequentazione dei corsi pomeridiani, attraverso anche una rivisitazione dell’autonomia scolastica che permetta di liberare i dirigenti scolastici dalla responsabilità diretta di assegnazione delle palestre scolastiche riaffidandola agli enti locali.
    5. Un intervento di ristoro per i gestori di quei 100 mila luoghi dello sport del nostro Paese, che sono gli impianti sportivi pubblici in gestione o privati. Luoghi dove, insieme alle palestre scolastiche, si creano le condizioni affinché lo sport possa essere praticato e diventare patrimonio della collettività. Questi presidi sul territorio vanno tenuti in vita, in questo momento.
    6. Un intervento di mappatura di aree dismesse, sotto-utilizzate o potenzialmente utilizzabili, con una possibile destinazione d’uso, anche temporanea, per effettuare attività fisica. Rigenerazione urbana attraverso lo sport (e nel rispetto delle norme) di luoghi ampi, riscaldabili, areati e luminosi e destinabili in emergenza a chi, pur in mancanza di impianti specifici disponibili e quando sarà possibile tornare a farlo, potrà effettuare un’attività sportiva indoor/outdoor con i propri tesserati.
    7. Un intervento sul territorio per coinvolgere la capillare rete di associazioni, attraverso bandi di concessione temporanea a titolo gratuito di aree (per esempio parchi cittadini) all’interno dei quali poter proporre attività sportiva e creare presidi di salute. L’emergenza è stata (ed è tutt’ora) un fattore di accelerazione enorme a fare attività fisica, come la camminata sportiva e il footing, sfruttando il paesaggio cittadino.
    8. Un intervento a protezione delle persone anziane e più fragili per supportare iniziative di riconversione delle società sportive rispetto ad attività necessarie al prendersi cura di sé. L’inattività fisica è una delle cause del peggiorare delle condizioni di salute e quindi dell’aumento del rischio di impatto Covid su persone di età avanzata, con patologie pregresse o disabilità. I luoghi dello sport sono spesso inattivi o poco utilizzati al mattino, proprio quando queste persone avrebbero più possibilità di prendersi cura di sé.
    9. Un intervento di attrazione degli investimenti con la creazione di un ecosistema di condizioni che permettano ai privati di tornare ad investire sul mondo dello sport di base (credito d’imposta e defiscalizzazione) e al mondo dello sport dilettantistico di offrire un servizio senza limiti di età, genere, etnia e a costi ragionevoli che diventi un diritto e, insieme, un dovere: quello della difesa del diritto costituzionale alla salute come tutelato dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Mai come in questo caso, questi contributi e questo innesco fra pubblico e privato, saranno, letteralmente, investimenti sul futuro.
    10. Un intervento a sostegno dell’importanza della pratica sportiva a livello medico-sanitario per garantire il benessere di tutti, con una particolare attenzione alle fasce più deboli e soprattutto ai soggetti in difficoltà, indirizzando a stili di vita virtuosi e alla più complessiva salvaguardia della salute dei cittadini. Liberando l’energia rigeneratrice della prescrizione medica dell’attività fisica, si può sviluppare la pratica sportiva in aree di disagio, anche socio-economico, e a sostegno di famiglie e gruppi vulnerabili.
    11. Promuovere la sensibilizzazione sui temi legati allo sviluppo ed alla promozione della cultura sportiva attenta all’ambiente, al benessere, alla salute, al territorio ed al turismo, sostenendo il progresso del mondo sportivo sotto il profilo socio-ambientale, culturale e della capacità di essere un volano di crescita.
    12. Un intervento a favore dell’educazione fisica nelle scuole e per i nostri figli, attraverso l’impiego del patrimonio culturale e umano proveniente anche dalle scienze motorie. L’attività sportiva di ragazze e ragazzi, fra le più limitate in questo periodo emergenziale, potrà rifiorire solo se fortemente supportata dal mondo scolastico per favorire la divulgazione, l’approfondimento e lo sviluppo della cultura sportiva attraverso la trasmissione dei suoi valori e la diffusione di sane pratiche: integrazione razziale, applicazione delle regole, rispetto e meritocrazia.
    13. Un intervento di sostegno per favorire l’insegnamento della storia e della cultura dello sport. Esistono letteratura, saggi storici, spettacoli, opere cinematografiche che si occupano di sport e che diventano uno strumento immediatamente disponibile per realizzare una delle due grandi funzioni dello sport, oltre a quello di generare spettacolo: ispirare le persone. Attraverso la narrazione e lo studio dello sport si possano insegnare storia, educazione civica, geografia, sociologia, letteratura, perfino lingue straniere e matematica. Questo è oggi il grande compito a cui il mondo della scuola è chiamato, ma anche una possibilità di riconversione, nell’emergenza, delle stesse società sportive che possono trovare in questo tipo di attività un modo di mantenere il rapporto e la relazione con i propri tesserati.

    Rilancio

    Hanno sottoscritto questo Manifesto, che si trova in rete all’indirizzo www.culturaitaliae.it/sportivi, un numero impressionante di campioni le cui medaglie, messe insieme, sarebbero ai primi posti di un medagliere olimpico.
    Grandi campioni o semplici amatori sono, insieme, pronti a testimoniare che lo sport e la cultura del movimento sono beni essenziali il cui impatto si può misurare in termini di qualità della vita, inclusione, impulso all’economia e risparmio. Lo sport è un bene essenziale, un diritto da tutelare e, soprattutto, un grande investimento sul futuro. Occorre oggi tenere in vita questo motore virtuoso e, ancor prima che di destinare risorse economiche, si tratta di riconoscere un valore, che è pronto a mettersi a disposizione del Paese. Si tratta di riconoscere identità e dignità ai milioni di donne e uomini che mettono lo sport al centro della propria vita ogni giorno. E di avere una visione.

    * Head Coach Nazionale Italiana maschile pallavolo (2010/15), Bronzo ai Giochi Olimpici Londra 2012 - Inspirational Speaker Scuola Holden.