Materiali di lavoro per gruppi giovanili
(NPG 1983-07-39)
Presentiamo dei «materiali» per la sensibilizzazione ed educazione alla pace preparati dalla Branca Rovers/ Scolte della Regione Friuli-Venezia Giulia. Il testo è stato preparato in vista di un «capitolo sulla pace». Lo riportiamo per intero, compresi i riferimenti alla vita dei gruppi scout. Sarà facile adattarlo per altri ambienti.
PERCHÉ E COME UN CAPITOLO SULLA PACE
La pace non può rimanere un bene di consumo, rapidamente risolto con dibattiti sentiti qua e là o forse neppure ascoltati e superficialmente affrontato. Come educatori non possiamo permetterci di consumarlo: questo tema che ci vede impegnati a concretizzarlo nei rapporti all'interno delle comunità, nei rapporti esterne ad esse (con il servizio), nei rapporti con la natura, può e quindi deve essere affrontato in modo serio e approfondito.
La pace deve acquistare soprattutto coscienza, consapevolezza, cioè deve diventare per ciascuno di noi una mentalità, un modo di pensare e di agire.
Siamo convinti che per fare questo non è sufficiente la buona volontà, la generosità e che è indispensabile invece la preparazione, la conoscenza, la ricerca di tutti i significati di questa parola perché possiamo poi concretizzarla nel modo che ci è più vicino.
Davanti a un tema così grosso, davanti a una sfida per tutti noi così precisa, ma così grande, davanti a questa utopia sorretta dalla razionalità dobbiamo rimboccarci le maniche, che in questo caso vuol dire leggere, capire, conoscere, far proprie alcune idee, rifiutarne altre e dibatterne altre ancora; non possiamo rimaner nel generico.
Il Capitolo è nella metodologia scout lo strumento perché questo tema venga affrontato in termini teorici in modo serio, globale, è cioè lo strumento della preparazione, della sensibilizzazione su un tema sentito a volte con le orecchie ma noi sempre capito con il cuore.
Il dibattere gli argomenti che il Capitolo affronta in Clan permetterà di far diventare sempre più, dentro di noi, la pace la nostra utopia.
Come è fatto questo Capitolo e come usarlo?
Il tentativo di questa proposta, fatta a tutti i Clan della Regione Friuli-Venezia Giulia, è quello di essere organica da una parte ma soprattutto di fornire strumenti concreti per aiutare la riflessione.
Vuole essere un'idea che, di per sé completa può trovare, nella concretizzazione altri elementi di approfondimento, altre idee, che può essere affrontata solo in al cune sue parti e che in questo caso può meglio sviscerare i problemi. Sono compresi tre argomenti, ciascuno dei quali ha alcuni sottopunti corredati il commenti e da una bibliografia. Vediamo i singoli argomenti.
1. La pace come non guerra
- Le ideologie della guerra
- Le caratteristiche dell'era atomica
- Gli euromissili
- L'industria della guerra
- Le proposte contro la guerra a favore del disarmo.
2. La pace come giustizia
- Rapporto Nord-Sud
- Pace e libertà
- Le minoranze.
3. Pace come non violenza
- Cos'è la violenza
- La violenza non è l'aggressività
- I profeti della non violenza
- Le tecniche della non violenza.
Note metodologiche
Il Capitolo in Branca R/S è lo strumento principale che hanno i Clan-Fuoco per sviluppare un itinerario di crescita intellettuale dei Rover e delle Scolte. Crescere nell'intelletto e nella conoscenza non è una cosa difficile, è piuttosto una cosa un po' faticosa che richiede impegno e costanza.
Il Capitolo è uno strumento educativo che si propone proprio di evitare che energie ed interessi intellettuali rimangano senza un ambito di impegno e che la sete d conoscenza rimanga senza risposta.
Il Capitolo è strutturato in una serie di fasi logiche che usate correttamente sonc una buona metodologia di lavoro e aiutano i capi a capire come muoversi per dare sbocco al discorso, e per gestire il suo sviluppo.
^ La prima è la fase della sensibilizzazione culturale. È il momento di stimolo, d lancio del problema o del discorso che si vuole approfondire. Può essere fatto ir vari modi: sviluppando una discussione spontanea del Clan/Fuoco, o andando tutti a vedere un film sul tema e poi discutendo i vari aspetti, oppure (ed è l'ipotesi più in stile R/S) proponendo una veglia di riflessione.
Questa fase può essere gestita sia dai capi che vogliano proporre un tema, sia da alcuni dei R/S che vogliano coinvolgere tutto il Clan/Fuoco: l'importante è che sia fatta bene, cioè che lo stimolo ed il lancio siano ricchi ed appassionanti! In
questa fase infatti bisogna riuscire a far sì che tutti i R/S mettano a disposizione le loro energie per la riuscita del Capitolo e questo lo si ottiene motivando in profondità l'impegno per il tema in questione.
^ A questo punto parte la fase della divisione dei compiti. Ci sono molte cose da fare: dalla ricerca dei testi, al contattare persone che possano in qualche modo aiutare il Clan/Fuoco a riflettere sull'argomento, a preparare relazioni sul tema. Il modo migliore però per affrontare questa fase è quello di suddividere l'argomento nei suoi vari aspetti, e attribuirne uno per pattuglia. In questo modo ciascuna pattuglia avrà un tema da approfondire, un aspetto da sviluppare e una relazione, una serata, un incontro da organizzare e gestire per tutto il Clan/Fuoco. Da un punto di vista educativo è una fase piuttosto delicata. I capi devono fare attenzione a come vengono suddivisi i compiti; da un lato bisogna dare spazio agli interessi dei singoli R/S, dall'altro bisogna aiutarli a cimentarsi in attività che altrimenti non sceglierebbero. Per esempio, può essere opportuno, in certe situazioni, mettere i R/S più «intellettuali» a organizzare una veglia o qualcosa di pratico, e mettere invece i più «pratici» a leggere con pazienza alcuni testi e far fare loro una relazione al Clan.
^ Fatto questo si comincia la fase di approfondimento e ricerca. È il momento in cui si comincia a girare per le biblioteche, si studia, si incontrano persone, si seguono conferenze, si visionano films, si preparano cartelloni e tutto ciò che serve ad animare i momenti da proporre al Clan/Fuoco. Si lavora soprattutto per pattuglie a meno che non ci sia qualcosa di importante da far vedere o sentire a tutto il Clan (per esempio una conferenza, o un film...) e si lavora sodo! Per questo è una fase faticosa ed è la fase in cui maggiormente si presentano defezioni, abbandoni.
Al capo qui spetta di tener duro; di aiutare a portare a termine i compiti di ciascuno anche se cala l'interesse. Questa è infatti la fase che più qualifica il Capitolo, che permette di fare un salto di qualità nella conoscenza dell'argomento; se non la si fa bene si rischia di ripetere sotto altra forma la fase di sensibilizzazione culturale senza aver acquisito nuovi elementi e aver fatto passi avanti.
^ Si arriva così alla fase della condivisione delle esperienze. Si raccolgono i frutti. Ogni pattuglia porta il suo contributo, propone la sua veglia, la sua relazione, ecc..., e tutto il Clan/Fuoco ne discute, ne trae insegnamento, cresce insieme nella coscienza. È consigliabile vivere questi momenti in forte stile R/S: in uscita, in veglia, all'aperto o in posti significativi, con tempi abbastanza comodi, senza la fretta della cena a casa o dell'impegno successivo. È importante che ci siano tutti per non deludere chi ha lavorato e per fare un cammino comune. I capi in questa fase devono aiutare il dibattito se non ce n'è e indirizzarlo affinché porti a conclusioni significative per ciascun R/S e per il Clan/Fuoco.
^ É la fase di sintesi: il momento cioè in cui si legano le cose studiate alla propria vita, in cui sorgono proposte di attività personali e comunitarie, in cui si prende posizione sulle questioni, in cui ci si fa idee e ci si crea una coscienza.
^ L'ultima è la fase dell'azione (l'impegno per il futuro). Ci si prende degli impegni sia personali che comunitari, si pongono le basi per delle scelte personali, si scelgono ambiti di servizio extra associativo. Il Clan può anche scegliere di portare ad altri il frutto della propria riflessione, organizzando incontri, audiovisivi, conferenze... È questo un modo molto utile di testimoniare le proprie idee e di migliorare la coscienza degli altri.
Queste ultime fasi sono molto mescolate tra loro, e non è il caso di viverle separatamente. È importante però che siano vissute in un clima positivo e fantasioso, così usciranno idee e proposte più affascinanti.
Gli obiettivi educativi
Molti sono gli obiettivi educativi che vengono interessati da questa attività. Innanzitutto la capacità di parlare a ragion veduta, cioè diventare persone che si preparano, che tengono conto di ciò che hanno detto agli altri, che sanno farsi un'idea propria, e che riflettono prima di parlare.
Viene sviluppata anche la capacità di approfondimento; un R/S non può accontentarsi della crosta dei problemi, deve sviluppare la capacità di interiorizzare e di dare profondità alle sue scelte.
Il Capitolo poi aiuta l'interdipendenza tra pensiero e azione; dalla riflessione si passa nell'ultima fase all'azione e così si collegano le idee con il cambiamento della propria vita, con l'azione concreta.
Abitua anche a lavorare in gruppo, a confrontarsi con gli altri per non rimanere sempre sulle proprie posizioni, per non fare sempre tutto da soli credendo di essere i migliori o gli indispensabili.
Ma la cosa più importante a cui abitua il Capitolo è ad avere un metodo di lavoro. Molti dei R/S non ne hanno, la scuola infatti non aiuta molto in questo. Coordinare le proprie idee, capire dove c'è bisogno di approfondimento, studiare con metodo, distinguere i nessi dei contenuti, sono qualità che si trovano raramente in giro, e che poi invece si rivelano essenziali nella formazione di una persona adulta che vuole essere al servizio degli altri.
1. LA PACE COME ASSENZA DI GUERRA
1.1. Le ideologie della guerra
La storia dell'uomo è piena di guerre. Riflettendo su questo, filosofi e teologi si sono chiesti:
- Le guerre ci saranno sempre? O un mondo senza guerre è possibile?
- Le guerre servono a qualcosa (all'evoluzione della specie, al progresso tecnico, ecc.)?
- Esistono guerre giuste? O le guerre sono sempre doppiamente ingiuste: tanto da una parte quanto dall'altra?
Rispondendo a queste domande si sono costruite ideologie o dottrine che giustificano le guerre o addirittura le auspicano.
Cosa pensiamo di queste teorie e che validità hanno dopo Hiroshima?
Possibili attività
Si può svolgere un'inchiesta ponendo alla gente le stesse domande.
Testi
- N. Bobbio, II problema della guerra e le vie della pace, Ed. Il Mulino, 1981; in particolare il capitolo primo.
- E. Chiavacci, Etica della pace e legge del dominio, in Bozze '82, numero 2.
1.2. Le caratteristiche dell'era atomica
Dopo Hiroshima è divenuta in ogni momento possibile una guerra nucleare.
- Che cosa provocherebbe una guerra nucleare?
- Quali paesi hanno bombe atomiche, quante ne hanno e da quanto tempo?
- Che cosa è l'equilibrio del terrore e perché oggi sarebbe superato?
Questi dati conducono a due domande:
La gente e noi stessi abbiamo coscienza di questa situazione?
- Come il nostro modo di pensare e di agire ne risulta modificato?
Possibili attività
- Si possono vedere gli interessanti filmati sul sistema di difesa americano, prodotti dalla CBS.
Testi
- A. Buzzati-Traverso, Morte nucleare in Italia, Laterza 1982; in particolare la prima parte.
- Antonino Drago, La strategia nucleare militare: il massimo della follia, nella rivista Rocca, numero 1, 1982.
- Aa. Vv., Armamenti e strategia, Rizzoli B.U.R. (è un piccolo dizionario).
1.3. Gli euromissili
La decisione di fare dell'Italia una base di partenza per oltre 100 missili che in meno di 10 minuti possono raggiungere e distruggere intere regioni, ci interroga.
- La presenza dei missili a Comiso, ci rende più sicuri? Ma che cosa intendiamo per sicurezza?
- La sicurezza viene prima di tutto?
- Si vis pacem para bellum dicevano i romani. Paolo VI ha invece detto: «Se vuoi la pace prepara la Pace».
- Per i cristiani l'uso, la costruzione e il possesso delle armi nucleari è da considerarsi immorale?
- Che cosa è la guerra nucleare limitata che gli euromissili rendono possibile?
Possibili attività
È possibile indagare le posizioni dei diversi partiti in proposito.
Testi
- Manifesto di Pax Christi sul disarmo, in Il regno, n. 466, luglio 1982.
- Il disarmo e la pace, Ed. Dehoniane Bologna. È una raccolta di documenti del magistero e di riflessioni teologiche.
1.4. L'industria della guerra
Quando ci chiediamo: ma nel mondo ci vuole la guerra? Il primo pensiero corre ai fabbricanti e commercianti di armi, e ai generali che desiderano finalmente entrare in azione.
- Qual è la consistenza degli eserciti e degli armamenti nel mondo? Quanto si spende in armamenti nel mondo?
- Chi produce, chi vende e chi compera armi? Quante persone lavorano alla loro produzione, quanti scienziati ne studiano di nuove?
- In Italia l'industria degli armamenti è una delle poche che non sono in crisi: è giusto limitarne la produzione e le esportazioni? Ha senso la riconversione dell'industria bellica?
- Infine chiediamoci se è morale produrre, propagandare e vendere armi come se fossero innocue saponette.
Possibili attività
Il gruppo Pax Christi di Brescia ha fatto una ricerca e un audiovisivo sull'industria delle armi: organizzate una proiezione aperta a tutti.
Testi
- F. Battistelli, Armi: nuovo modello di sviluppo?, Ed. Einaudi. È il libro più completo e aggiornato sull'industria delle armi in Italia.
- Eroi delle Falkland siete morti per questo, in Famiglia Cristiana, 10 ottobre 1982.
1.5. Le proposte e le lotte contro la guerra e a favore del disarmo
La coscienza dei pericoli per l'umanità intera di una nuova guerra ha fatto nascere movimenti ed associazioni che si battono contro le armi (nucleari e non):
- in molti paesi europei (e anche nel nostro) sono nati comitati per la pace, ci sono state manifestazioni, ecc.;
- sono state avanzate proposte molto concrete (da parte di personalità del mondo scientifico, da parte di associazioni, ecc.) per favorire il disarmo. La conoscenza dei movimenti di lotta per la pace e delle proposte per il disarmo è molto utile per orientare il nostro impegno per la pace.
Possibili attività
Prendere contatti con alcuni movimenti ed associazioni impegnati sul tema della pace: Pax Christi, Lega per il disarmo, Comitato per la pace, il partito radicale, ecc.
Testi
- La proposta di Pax Christi.
- La proposta del movimento Pugwash, in Il regno, I febbraio, 1982.
- C. Cassola, Disarmo unilaterale, in Azione non-violenta, n. 3, marzo 1982.
- Alcune proposte sono esaminate nel libro citato Morte nucleare in Italia nella seconda parte.
- Il documento dell'ONU sul disarmo, in Azione non-violenta n. 3, 1982.
2. LA PACE COME GIUSTIZIA
Un mondo senza guerre ma in cui mancasse la giustizia non vivrebbe la pienezza della pace. Abbiamo articolato il significato di giustizia in due livelli:
- il primo indica come per una effettiva giustizia sia necessario assicurare a tutti gli uomini il diritto a condizioni materiali di vita che permettano di vivere e di esplicare la propria personalità;
- il secondo indica come accanto alle condizioni materiali per l'esistenza, la giustizia debba essere intesa come la possibilità di esprimere la propria autonomia di pensiero e di azione (libertà) e la propria diversità in modo che questa diventi ricchezza per tutti (rispetto e tutela di tutte le culture).
L'invito è a sviluppare l'analisi sia in riferimento al singolo individuo sia in riferimento ad un popolo (nazione).
2.1. Il rapporto Nord-Sud
Senza che i cannoni sparino, 50 milioni di persone muoiono ogni anno di fame.
- Quali sono le cifre del divario ricchi/poveri?
- Quanto spendiamo in armi e quanto in aiuto allo sviluppo?
- Siamo convinti che fame e sottosviluppo esisteranno sempre?
- Il conflitto Est-Ovest non diventa un modo per mascherare e non risolvere il conflitto Nord-Sud?
- Gli aiuti concessi ad un paese povero servono ad aiutarlo nello sviluppo o ad attrarlo nell'orbita d'influenza di una delle superpotenze?
Testi
- E. Chiavacci, Rapporto Nord! Sud: noi oppressori, in Rocca, n. 4/5, 1982.
- La fame altrui con cui ci nutriamo: il meccanismo dello sfruttamento, in Bozze '80, n. 10. È un documento chiaro e con casi particolari elaborato dalla CEE.
- Per chi volesse tutti i dati: Il rapporto Brandt, Ed. Mondadori Est.
- Nord Sud / armi e fame. Atti del convegno nazionale di Testimonianze. Raccolti nei nn. 253-255 della rivista.
2.2. Pace e libertà
Una società in cui l'ordine e il consenso sono frutto della paura e della minaccia vive una pace fittizia e solo apparente.
- La dichiarazione dei diritti dell'uomo di Helsinki non è rispettata in molte parti del mondo: in quali paesi? Anche nel nostro?
- L'autonomia e l'indipendenza dei popoli quali limitazioni risentono dalla presenza delle due superpotenze?
- Vi sono organismi internazionali ed associazioni che si battono per la difesa dei diritti dell'uomo. Quali sono e su quali obiettivi si muovono?
Attività
Un modo per lavorare su questo tema può essere quello di ricostruire le vicende recenti di un singolo paese (EI Salvador, Cile, Polonia, Etiopia, Vietnam, ecc.) seguendo, ad esempio, diversi organi di stampa per un certo periodo.
Testi
- I rapporti di Amnesty International.
- Il patto atlantico e la sovranità popolare, in Azione non violenta, n. 8/9, 1982.
- F. Houtart, Rapporti mondiali e sistemi di guerra, in Bozze '81, n. 1/2.
2.3. Le minoranze
Non esiste una cultura o una civiltà che sia superiore ad altre. Nessuno ha quindi il diritto di imporre ad altri il proprio modo di pensare e di vivere.
- Le crociate contro chi la pensava diversamente o il colonialismo per portare a mondo la nostra civiltà sono solo un ricordo di altri tempi?
- Quale rapporto tra pace e rispetto delle culture?
- Le differenze etniche, religiose, ideologiche, ecc., possono diventare ricchezze comune?
- Le minoranze (ad esempio nel nostro paese) sono destinate ad essere assorba( o è necessario adottare strumenti per la loro tutela?
Attività
Provate ad analizzare dei conflitti vissuti in clan, o in famiglia, o altrove alla luce del binomio pace-rispetto delle idee altrui (e del modo di vivere altrui).
Testi
- Salvi, Le lingue tagliate, Ed. Rizzoli; dello stesso autore Le nazioni proibite.
3. LA PACE COME NON-VIOLENZA
3.1. Che cosa è la violenza
Tutti oggi ne parliamo come del peggiore dei mali: è la parola che accompagni molte notizie dei telegiornali e dei discorsi della gente. Siamo talmente abituati sentirne parlare che questo vocabolo sta perdendo il suo significato per raccoglierne molti altri: tutti legati al male.
Per altri però la violenza è soltanto «un mezzo per raggiungere dei fini». Quest fini hanno quasi sempre come punto di riferimento l'io, il mio: se ho bisogno d qualcosa la prendo, se devo difendermi uccido, ecc.
Attenzione però a non confondere la violenza con l'aggressività. Questa è infatt una caratteristica della psicologia umana che può essere «riconvertita» per diventare capacità di andare verso gli altri, capacità di donarsi. Vale la pena di ricorda. re quale carica «aggressiva» avessero Gesù e i Santi nel combattere il male.
Attività
- Conoscere i vari tipi di violenza ed i modi in cui si manifesta (violenza diretta, psicologica, economica, giovanile, gratuita, ecc.). Per farlo si possono vagliare gli: articoli di riviste e quotidiani.
- Se ne possono approfondire degli aspetti intervistando degli «esperti»: psicologo, sociologo, politico, ecc.
- Si possono rileggere in gruppo alcuni conflitti vissuti assieme.
Testi
- R. Bosc, Vangelo, violenza e pace, Ed. Borla, 1976; in particolare il primo capitolo.
- Gli atti del convegno sulla non-violenza in R/S Servire, n. 4, 1980; in particolare l'articolo di L. Del Vasto.
3.2. I profeti della non-violenza
Nella storia incontriamo uomini che hanno saputo scavare a fondo nel proprio io e piano piano, con lavoro meticoloso, hanno capito dove in loro si nascondeva la violenza e sono riusciti ad escluderla in modo definitivo dal loro modo di essere e di agire. Eppure sono state persone che hanno lottato in modo strenuo, dimostrando una eccezionale .forza d'animo nell'inventare e nell'applicare metodi di lotta e uno stile di vita non-violenti.
Conoscere la loro vita e il loro modo di pensare è quindi indipensabile per capire e tradurre nella realtà di oggi il metodo non-violento.
Testi
- La LDC ha pubblicato una serie di brevi biografie di alcuni profeti non-violenti: Gandhi, M.L. King, ecc.
- Una bibliografia dei loro scritti (anche dei profeti più recenti: Lanza del Vasto, don Milani, Danilo Dolci, ecc.) è in R/S Servire, n. 3, 1979.
3.3. Le tecniche della non-violenza
Uno dei cardini della non-violenza è l'impossibilità di attuare un cammino verso il bene con mezzi violenti. Questo significa la sconfitta e il superamento del principio: «il fine giustifica i mezzi». A questo punto non bastano più i metodi tradizionali per poter sostenere le proprie idee, per far trionfare la giustizia.
La fantasia dei fondatori della non-violenza ha utilizzato mille metodi di lotta non-violenta: riscoprendone di antichi e inventandone di nuovi.
Queste tecniche di lotta non-violenta sono diventate contemporaneamente un modo per sostenere le proprie istanze e un modo per autoeducarsi di continuo alla pace.
Attività
Ipotizzare alcune variazioni della vita di gruppo che tengano conto di alcune tecniche della non-violenza e di alcuni principi (la persuasione, il dialogo, il digiuno, l'obiezione di coscienza, «l'atto del tu», il vegetarianesimo, ecc.).
Testi
- Aldo Capitini, Le tecniche della non-violenza, Ed. Feltrinelli, 1967.
- Lanza del Vasto, Che cosa è la non-violenza, Jaca-Book.
- Lanza del Vasto, Le regole della comunità dell'Arca, in R/S Servire, n. 4, 1980 47
INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE ULTERIORI
Sulla pace, soprattutto in questi ultimi tempi, si è scritto e discusso molto: la ricerca di articoli, libri, dossier, ecc., non è quindi difficile. Quella che segue ha un significato solo orientativo.
Testi di fondazione e di riferimento
L. Milani, L'obbedienza non è più una virtù, LEF 1978.
L. Milani, Lettera ad una professoressa, LEF 1976.
L. Milani, Lettere, Mondadori, 1975.
P. Freire, La pedagogia degli oppressi, Mondadori 1971 (e le opere successive).
Gandhi, Antiche come le montagne, Ed. di Comunità 1978 (spec., pp. 203-213).
Gandhi, La forza della non-violenza, EMI 1969.
D. Dolci, Inventare il futuro, Laterza 1972 (e tutte le opere successive).
M.L. King, La forza di amare, SEI 1967.
Lanza del Vasto, Ritorno alle sorgenti, Bompiani 1949.
A. Capitini, La non violenza oggi. La civiltà occidentale alla luce della non-violenza, Ed. di Comunità 1962.
G. La Pira, Unità, disarmo, pace, Cultura 1971.
H. Camara, La violenza dei pacifici, Massimo 1973.
Aa. Vv., La pace, Centro Studi Ecumenici Sotto il Monte 1982 (richiedere a CENS, Liscate-Milano - Via S. D'Aquisto (SP14 Rivoltana).
L'obiezione di coscienza
- Caritas Italiana, Obiezione alla violenza, servizio all'uomo, pro manuscripto, 1979. È il «vademecum» dell'obiettore. Vi si trova pure l'informazione essenziale sul Servizio Civile Internazionale.
- Esiste pure una Guida all'obiezione di coscienza, a cura della Lega Obiettori Coscienza - LOC, Savelli 1974.
- P.Mazzolari, Tu non ucciderai, La locusta 1955. Il primo libro cattolico a favore dell'obiezione di coscienza.
- Aa. Vv., La coscienza dice di no, Gribaudi 1958 (Pinna, Fabbrini, Dossetti...: valori e coscienza civile nelle motivazioni all'obiezione di coscienza).
- L.Rosadoni, La violenza dei disarmati, Borla 1966.
- U. Mattioli (a cura di), Tu non ucciderai, Paoline 1975 (testi non violenti di Tolstoj, Gandhi, King).
- G. Crescenti, Obiezione di coscienza e martiri militari nei primi cinque secoli del Cristianesimo, Flacconio.
- Aa. Vv., Obiezione di coscienza e disarmo (Speciale Pax Christi, estratto da La piccola Città, n. 108 - ristampa marzo 1980). È un fascicolo semplice, ma chiaro ed efficace sull'argomento quanto poche altre opere.
- Si può vedere la voce Obiezione di coscienza nel Dizionario Enc. di Teologia Morale, Ed. Paoline, e la voce Disobbedienza civile di N. Bobbio, in N. Bobbio-N. Matteucci, Dizionario di politica.
- A. Coletti, L'obiezione di coscienza, Feltrinelli 1973. (Cronaca e storia dell'obiezione di coscienza in Italia, con documenti).
- J.P. Cattelain, Obiezione di coscienza all'esercito e allo stato, CELUC Libri 1973. (Analisi provocatoria di un militante fino all'attuazione del servizio sostitutivo internazionale, difesa popolare non-violenta).
- G. Rochat, Antimilitarismo oggi, Claudiana 1973 (Panorama storico dei diversi .tipi di antimilitarismo, dall'obiezione di coscienza alla lotta nelle caserme).
Sul binomio pace-guerra
- Armi, strategie e disarmo: raccolta di letture tratte dalla rivista Le scienze. Sebbene alcuni degli articoli siano un po' vecchi, contiene molti dati ed informazioni tecniche su armi e strategie e alcune rassegne di dibattiti internazionali sul disarmo.
- Nigel Calder, Le guerre possibili, Editori Riuniti. Zeppo di interessanti notizie, esamina quattro modi in cui potrebbe scoppiare una guerra nucleare.
- Jonathan Schell, La bomba è uguale per tutti, sulla nuova rivista PM, n. 1, 1982. Analizza a fondo l'equilibrio del terrore mettendone in evidenza l'assurdità.
- Aa. Vv., Il problema degli armamenti: aspetti economici e aspetti etico-morali, Ed. Vita e Pensiero, 1980. Gli effetti economici delle spese militari e due stimolanti interventi teologico-morali (uno è di E. Chiavacci).
- Aa. Vv., Il complesso militare-industriale in Italia, Ed. Rosenberg e Sellier, Torino 1979.
- Labour Party, Corsa agli armamenti e uso alternativo delle risorse, Nuove edizioni operaie, Roma 1980. Come è noto il Partito Laborista Inglese si è dichiarato a favore del disarmo nucleare unilaterale.
- La rivista Sapere ha dedicato il numero 1 del 1982 alla corsa agli armamenti: è molto ricca di dati.
- Libro bianco dell'ONU sulle armi nucleari, pubblicato a cura delle ACLI e di Azione Sociale.
Riviste
- Il regno. Contiene moltissimo materiale. Pressoché in ogni numero vi sono notizie, documenti e interviste provenienti da tutto il mondo sul tema della pace.
- Bozze. Le analisi e le riflessioni che contiene sono sempre molto interessanti (vi scrivono tra gli altri: E. Bianchi, E. Balducci, I. Mancini). Sulla pace in particolare i numeri: 1/2 1981, n. 4 1982.
- Rocca. Ogni numero contiene degli interventi sul tema. Segnaliamo in particolare il n. 4/5 del 1982 che contiene gli atti di un convegno su La paura della pace.
- Dimensioni Nuove. Riporta di frequente articoli sulla guerra e la pace. Interessanti le lettere dei giovani alla redazione.
- Testimonianze. Il numero 241/243 del 1982 contiene gli atti del convegno tenutosi l'anno scorso a Firenze: Se vuoi la pace prepara la pace.
- Pace e guerra. Diretta da esponenti della sinistra affronta il tema della pace con taglio politico.
- Politica internazionale. Studia con serietà i problemi internazionali nei loro aspetti politici-economici-sociali. Vi si trovano documentate analisi sulla situazione di paesi di tutto il mondo. Il n. 6 del giugno 1982 è dedicato a Minacce di guerra e cultura della pace.
- Pax Cristi pubblica un bollettino ricco di notizie e di appuntamenti sulla pace.
- Azione non-violenta è il mensile edito dal «Movimento non-violento».

