(NPG 1973-01-74)
Gli esercizi spirituali (e le giornate di ritiro) sono prima di tutto tempo di riflessione e di preghiera. Nella calma, alla luce della parola di Dio, nel calore dell'esperienza dei fratelli, si smontano gli ingranaggi della propria storia quotidiana, per una necessaria verifica. La vita, quella vera di tutti i giorni, ne ha bisogno per essere vissuta in pienezza.
A questo livello l'accordo è perfetto.
Il problema è un altro: come fare? dove trovare gli strumenti per questa opera di ripulitura e di lubrificazione?
Per molti gruppi, il silenzio e la riflessione sono diventati ormai il pane quotidiano. Non hanno bisogno di stimoli né di materiale da macinare.
Altri gruppi, invece, sono spesso in panne, proprio per carenza di mezzi adeguati. Per dare una mano a questi ultimi, le pagine che seguono. Hanno il pregio di essere nate non a tavolino: le ha elaborate un gruppo di giovani, in una tappa del cammino della propria storia. E sono allo stato grezzo, per costringere chiunque intende servirsene a «metterci le mani», per farle proprie attraverso un processo di reinterpretazione.
Si situano bene nel quadro ideologico della rivista, anche se è facile avvertire che l'accento è posto preferibilmente a livello personale.
La traduzione al ritmo comunitario è facile e spedita. D'altra parte, la verità dell'esperienza comunitaria richiede la capacità di ciascuno ad essere se stesso. E gli esercizi spirituali sono proprio finalizzati a questo obiettivo: dare una mano a ciascuno ad essere se stesso, nel progetto di amore del Padre, grazie all'aiuto degli amici del gruppo.
♦ Il materiale è raccolto secondo tre temi:
• la centralità della vocazione all'amore nella vita di un uomo;
• l'impegno a vivere la propria vita come servizio di amore verso gli altri;
• Cristo come novità di ogni progetto d'amore.
Il tutto è preceduto da una pagina che «descrive» il significato dell'esperienza e concluso da tre brani d'autore, preziosi per una riflessione personale.
♦ Ogni parte ha un ritmo interno identico:
• si apre con una proposta di preghiera che situa il tema nel piano di Dio;
• il cuore della parte è dato da stimoli alla riflessione: la parola di «grandi» uomini, quasi a voce dell'umanità (generalmente si tratta dí voci complementari: negative e positive); la parola di Dio; proposte per una riflessione personale o a gruppo, attraverso piste di discussione;
• una batteria di testimonianze spinge a prendere decisioni concrete attraverso la forza di persuasione del «modello di comportamento»;
• una nuova proposta di preghiera conclude il tema.
♦ L'utilizzazione del materiale è nelle mani dell'operatore pastorale e del gruppo. Se i temi sono avvertiti in sintonia con le esigenze del gruppo (ciò che il gruppo vive qui-ora e le sue attese) si può procedere a ciclostilare – con un certo gusto per favorire la freschezza e la novità – fino a creare un «quaderno» di appunti personali.
Se invece le attese sono diverse, è possibile saccheggiare qualcosa, ricucendo un proprio montaggio: molto materiale è sufficientemente duttile, per permettere impostazioni e tematiche differenti.
♦ Le tematiche, così come emergono dal nostro montaggio e il linguaggio utilizzato, rendono questo sussidio proporzionato soprattutto ad adolescenti. Qualche adattamento è perciò necessario per permettere una diversa destinazione.
(Redazione a cura di R. Tonelli).
QUESTI SONO I GIORNI CHE CERCAVI
Canzoni, voci, discorsi, parole, radio, televisori, suoni, rumori. E frastuono, tanto frastuono. Se ne resta storditi e disorientati, svuotati.
Gli uomini d'oggi, in particolare, sembra che temano il silenzio: e con i transistors l'hanno eliminato. Perché nel silenzio affiora l'anima, riecheggia la sua esile voce che ripropone i problemi eterni che l'uomo cerca di soffocare perché non sa rispondere: «Chi sei? Donde vieni? Dove vai? Perché agitarti tanto? Che senso ha la tua vita?».
Domande millenarie che hanno battuto alle porte dell'uomo al sorgere di ogni generazione. E che troppo spesso non hanno avuto risposta. O l'hanno avuta falsa e ingannatrice.
E anche l'uomo di oggi, che si crede tanto saggio e potente, non sa, troppe volte, rispondere. E dice che la vita è un assurdo, uno schifo, un caos, un'avventura senza senso, da godere minuto per minuto, senza chiedersi nessun «perché». Giorni di silenzio, questi tuoi Esercizi. Un silenzio anche esteriore, silenzio delle labbra e delle parole, per favorire il silenzio interiore: fa tacere le preoccupazioni di ogni giorno, frena le galoppate della fantasia, immergi la tua anima in questa solitudine senza voci e senza fantasmi, a contatto solo con l'eterno.
Proverai una sensazione nuova, fresca, come di rianimazione, di snebbiamento. Vedrai delinearsi chiaro il tuo passato, il futuro che ti attende. Comprenderai le grandi realtà della vita, dell'uomo, il senso vero del suo pellegrinare sulla terra. Su questa aiuola che ruota da millenni nel silenzio infinito di spazi immensi, dove tutto lo strepito dei piccoli uomini non è più del battito di un'ala d'uccello.
Primo tema:
L'AMORE, RAGIONE DELLA MIA VITA
Preghiera
L Dal libro della Genesi.
Dio disse: «Facciamo... (si propone di inserire tutti i nomi dei membri del gruppo) a nostra immagine e somiglianza. Dominate sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la sua superficie».
G O Dio,
come un padre difende il proprio figlio,
come un amico sa sacrificarsi per il proprio amico,
T Così tu fai per ciascuno di noi.
Ci ami tanto,
ti preoccupi tanto di noi
che nulla ci può separare dall'amore che ci porti.
G Ci fidiamo di te.
Contiamo su di te e ti attendiamo.
T Mantienici nella tua grazia, fedeli al tuo creato.
Fa' che sappiamo riconoscere, con gioia e gratitudine,
che tutto è buono
ciò che tu hai fatto.
Riflessione
♦ La parola dell'uomo
Ti sei creduto di poter vivere felice!
Ci voleva altra faccia che la tua. La partita è chiusa, il conto torna.
Le porte che si chiudono, la solitudine, il vuoto, il deserto, i muti singhiozzi che non udrà nessuno.
Eccoti in porto, stupido uomo, che ti credevi chissà che cosa! (Buzzati).
Quale chimera è dunque l'uomo!
Quale novità, quale mostro, quale caos, quale soggetto di contraddizione, quale prodigio!
Umiliati, ragione impotente; taci, natura debilitata; sappiate che l'uomo oltrepassa infinitamente l'uomo, e ascoltate dal vostro Signore la nostra autentica condizione che ignorate! (Pascal).
II problema della vita?
lo non ci penso che una volta all'anno. Ci ho pensato ieri.
Perciò ripassate tra un anno (Karr).
La maggior parte degli uomini apre gli occhi una volta sola: al momento della morte...
E ci si affretta a chiuderglieli (Bordeaux).
Tu ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto fino a quando non riposi in te (Agostino).
Tra gli uomini e nel tempo, da ieri ad oggi, dall'oggi al domani, riceviamo, portiamo, trasmettiamo la vita.
Ma non è soltanto carne e sangue che passa con le generazioni, non è il sordo ingranaggio dentato: è il divenire in Dio (Lelotte).
Il mondo è retto da una intelligenza infinita. Più osservo, più vedo questa intelligenza che risplende dietro il mistero delle cose.
So che qualcuno mi schernirà.
Ma poco importa.
Dio?
lo non lo credo, lo vedo! (Fabre).
Dio? È colui che veglia su di te.
Del resto ha per te un affetto meraviglioso (Platone).
Esistere è essere in rapporto con Dio.
Un mondo senza preghiera non solo è irreligioso, ma addirittura inumano (Danielou).
L'occhio e l'ala di una farfalla sono sufficienti per schiacciare un ateo (Diderot).
♦ La parola di Dio
Ma ora ascolta, Giacobbe, mio servo, Israele che io ho scelto.
Così parla il Signore che ti ha fatto e ti ha formato nel seno materno e ti ha soccorso:
«Non temere, mio servo Giacobbe, Israele, che ho eletto, poiché io verserò acqua sulla terra assetata e torrenti sui terreni arsi, diffonderò il mio spirito sulla tua posterità e la mia benedizione sui tuoi discendenti (Isaia).
Così parla il Signore:
«Non temere, perché io ti ho redento,
t'ho chiamato per nome, tu sei mio.
Se attraverserai le acque, io sarò con te e le onde non ti sommergeranno; se camminerai nel fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti scotterà.
Perché tu hai dei pregi ai miei occhi e sei prezioso e ti amo, consegno dei regni in cambio di te, e dei popoli in luogo della tua vita.
Ecco io ti tengo per mano» (Isaia).
Perciò io vi dico:
«Non siate troppo solleciti per la vostra vita, di quel che mangerete, né per il vostro corpo di che vestirete.
La vostra vita non vale forse più del vestito e il vostro corpo più del cibo? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il vostro Padre celeste li nutre.
Ora, non valete voi più di loro?
E perché darsi pena del vestire?
Guardate come crescono i gigli del campo: non lavorano, né filano; eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, in tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro.
Ora se Dio riveste in questa maniera l'erba del campo, che oggi è e domani viene gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede.
Non vogliate dunque angustiarvi dicendo:
Che mangeremo, di che vestiremo?
Di tutte queste cose si danno cura i pagani; ora il Padre vostro sa che avete bisogno di tutto questo»(Matteo).
♦ Questo brano ti aiuta a riflettere
Dio ci ha dato un mondo che solo la nostra follia ci impedisce di trasformare in paradiso.
Si ha l'impressione che al mondo non ci sia più niente di reale, di genuino, e che non ci siano più umanità, bontà, verità; eppure esse esistono e noi non vogliamo essere di quelli che le hanno dimenticate.
È impossibile desiderare veramente il bene e non ottenerlo. Chiunque si propone di fare del bene non deve attendersi che gli altri tolgano le pietre dalla sua strada, ma deve accettare tranquillamente il suo destino, anche se di pietre gliene fanno rotolare sulla strada.
Vi sono ostacoli, dubbi, delusioni, ma questo significa soltanto che nulla ti sarà donato, che devi conquistare lottando ogni minima inezia.
Abbiamo ali molto più forti di quanto crediamo: soltanto non osiamo spiegarle. La forza chiesta che sembra troppa è proprio la forza sufficiente che ci è data. Se impegni soltanto il dito mignolo sei perduto: non vi sono limiti verso l'alto.
♦ E tu che ne pensi?
(piste di riflessione personale)
1. Gli uomini dicono che la vita è senza senso. Che è una mischia in cui sopravvive chi sa essere più forte, chi lavora meglio di gomito.
Dio fa il discorso opposto: l'amore ha sconvolto la prospettiva della lotta. Dio ci ama. Mi ama. Ha un progetto meraviglioso su ciascuno di noi.
Come la mettiamo? Chi ha ragione? Che cosa dicono i fatti di tutti i giorni? E perché?
2. C'è un fatto che la storia e la fede mi attestano: Dio si è scomodato per me. Quindi sono importante, almeno per lui.
Davvero?
3. «Essere importante per Dio»: è un dono. Un privilegio da consumare tra me e lui o un impegno che mi proietta in una vita nuova, diversa, per i miei fratelli? C'è da scegliere. Non a parole. Ma con i fatti.
Che cosa vuoi scegliere? Che prospettiva hai scelto, fino ad oggi? Come è possibile, in concreto, operare una scelta radicale?
4. «Dio mi ama». Ho una fame di amore (di amare e di essere amato) che non finisce più. Dio mi ama.
Che senso ha questa affermazione nella mia vita?
Ci credo? La sperimento? O sono belle ma inutili, vuote parole?
Perché? Dove tocco con mano l'amore del Padre, del Figlio, nello Spirito Santo? Dove ogni giorno, perché un amore che non è quotidiano è una buffonata inutile?
5. Giovanni dice una cosa stranissima: Dio ci ha amato per primo; quindi dobbiamo amarci l'un l'altro.
Se Dio ci ama, noi dobbiamo amarci.
Che significa? Perché? Che fai per rendere questo «comando»vero nella vita di tutti i giorni?
Testimonianze
Ciao Gabriella, la tua lettera mi ha fatto pensare, perché anch'io mi son trovato e forse mi trovo nelle tue stesse posizioni, perciò tutto quello che ti dirò adesso lo dico in primis a me stesso (e forse scrivo questa lettera proprio per chiarirmi un po' le idee).
Frequento l'ultimo anno del liceo classico e ho 19 anni, e anch'io ho sentito l'esigenza di «ascoltare tutte le voci della storia, che urlano, che gridano». Ma adesso mi sto accorgendo che il metodo che ho usato fin qua e che tu stai usando è tutto sbagliato, proprio tutto. Tu dici «la vostra povertà è la mia unica realtà». Due aggettivi possessivi, uno in prima persona l'altro in seconda, ma pensaci un po' quale dei due aggettivi ha il sopravvento? (...)
Un altro appunto, Gabriella, che mi ha fatto balzare sulla sedia: «In questa strada non c'è posto per l'amore». È terrificante, Gabriella. A che serve un mondo dove non c'è guerra, non c'è sfruttamento, non ci sono discriminazioni, non ci sono pregiudizi, non c'è odio insomma, ma non c'è neppure l'amore? (mi viene in mente uno slogan della marcia di Mani Tese a Roma: il contrario dell'Amore non è l'Odio, è l'Indifferenza). Tu vuoi la giustizia, ma è possibile la giustizia senza l'amore? Anche se tu riuscissi a dare al sud-americano un mondo giusto, regolare, perfetto, crudelmente perfetto, tipo Scandinavia, con tutto ciò che è necessario a un uomo, inteso come lo senti tu materialmente, fisicamente, perché sia uomo, casa, lavoro, pane, ospedale, scuola, comforts, ecc. e solo questo, andresti incontro a una grande delusione, perché ti accorgeresti dì aver creato un uomo infelice, annoiato, sempre in cerca di sollecitazioni nuove. L'uomo è essenzialmente comunità, l'uomo è rapporto, l'uomo è amore. Togli l'amore, i sentimenti all'uomo, ed ecco che avrai un infelice che cerca nella delinquenza, nelle pillole, nei «viaggi»a base di LSD quello che gli viene rifiutato, quello che non trova nella società: il rapporto umano. lo preferisco vivere come un indio sudamericano che muore di fame che non come un boy nordamericano che muore di droga. Tu dici «la povertà è la mia unica realtà», io ti dico «l'amore è l'unica realtà e amore significa giustizia, e come puoi amare i sudamericani se non ami (e quindi lotti) per i tuoi amici romani di cui parli nella tua lettera, o forse credi che gli sfruttamenti siano solo in Brasile o in Bolivia? Lo sfruttamento a livello d'intelligenza, il lavaggio mentale a cui siamo sottoposti dalle nostre realtà, credimi, è peggiore. Vedere giovani (considerati validi e maturi dalla nostra società perché produttivi) che non pensano mai con la propria testa, che mancano assolutamente di critica oggettiva delle realtà, è uno spettacolo non meno raccapricciante di quello di giovani che muoiono di fame.
Tu sei troppo materialista, Gabriella, e rischi di cadere, come tanti altri, nell'errore capitale di considerare l'uomo come materia; ma l'uomo ha qualcosa dentro non decifrabile in numeri o in teorie scientifiche, qualcosa di estremamente importante, dí vitale, e tu ignorando questo ignori l'uomo almeno per metà: da qui il tuo idealismo, capisci?
Anch'io ero razionalista come te, ma ora sto cercando di sganciarmi, perché razionalismo vuol dire proprio inaridirsi e impoverirsi, e questo processo sai quando è cominciato? proprio in un campo di lavoro Mani Tese a Nuoro e c'erano sì sorrisi fino alle orecchie e gentilezze a fare insieme, ma non solo questo... E tu forse a torto sottovaluti queste esperienze.
Anch'io sono ateo (più che ateo, agnostico) e ormai da diverso tempo non vado in chiesa, ma materialista no, non lo sono. Credo nell'Uomo e nell'Amore, e questo credo mi porta necessariamente a scelte politiche, ideologiche, sociali, e così facendo sono sicuro di abbracciare l'Uomo nella sua totalità, nella sua essenza e penso di essere, così, più a sinistra di te.
Con amore, Linus.
(Da «Dimensioni nuove»)
Preghiera
Grazie, o mio Signore!
Grazie per tutti i regali che mi hai offerti oggi,
grazie per tutto quello che ho veduto, udito, ricevuto.
Grazie per l'acqua che mi ha svegliato, per il sapone profumato, per il dentifricio fresco.
Grazie per i vestiti che mi proteggono, per il loro colore e per il loro taglio.
Grazie della generosità con cui mi parli in questi giorni.
Grazie per l'amicizia sincera di ..., grazie per... che mi ha ceduto il posto migliore, e per... che mi ha prestato quell'oggetto.
Grazie per i saluti che mi hanno rivolto, per i sorrisi che mi hanno offerto! Grazie per questa casa così accogliente, per i servizi di pulizia e di cucina.
Grazie per il silenzio.
Grazie per il tempo che tu mi hai dato. Grazie per la vita.
Grazie d'essere qui a prendermi sul serio.
Secondo tema:
L'AMORE, PROGETTO DELLA MIA GIOVINEZZA
Preghiera
L Dal libro della Genesi.
Il Signore disse ad Abramo: «Parti dal tuo paese, dal tuo parentado, dalla casa di tuo padre e va' nella terra che ti mostrerò.
lo farò di te un popolo grande, ti benedirò, renderò glorioso il tuo nome e tu sarai una benedizione.
Benedirò quelli che benediranno te e maledirò quelli che ti malediranno: in te saranno benedetti tutti i popoli della terra».
G Signore, insegnaci a non amare noi stessi,
T A non amare soltanto i nostri amici
a non amare solo quelli che amiamo.
G Insegnaci a finirla di voler bene con egoismo.
T A rinunciare ai «nostri» per gli altri,
per amare quelli che nessuno ama.
G Signore facci soffrire con la sofferenza degli altri,
T Facci la grazia di capire
che ad ogni istante,
mentre noi viviamo una vita troppo felice,
ci sono milioni di esseri umani
che muoiono di fame
senza aver meritato di morire di fame,
che muoiono di freddo
senza aver meritato di morire di freddo.
G Non permettere più o Signore,
T Che noi viviamo felici da soli.
Facci sentire l'angoscia della miseria universale
e preservaci dal dimenticarla.
E liberaci da noi stessi.
Riflessione
♦ La parola dell'uomo
Ecco la bella estate: non più pensieri: non essere che un bell'animale che vive, si diverte e gode a sazietà.
Impegnare tutta l'intelligenza che si ha per dimenticare di essere intelligenti. Non più affaticarsi a rintuzzare i propri istinti o a ricercare il proprio dovere. Vivere animalescamente tutto per sé e niente per gli altri o usando degli altri come di pedine del nostro gioco.
Così l'uomo veramente vive (un giovane).
Gli altri sono l'inferno (Sartre).
Non c'è che una sofferenza: quella di essere soli (Marcel).
L'odio è l'espressione suprema della libertà umana, protesa alla affermazione assoluta di se stessa (Sartre).
♦ La parola di Dio
«Tu sei il mio servo, dice il Signore, io ti ho scelto e non ti ho rigettato; non temere: io sono con te; non ti smarrire: io sono il tuo Dio.
lo ti dò forza e sono il tuo aiuto: la mia destra vittoriosa ti sostiene» (Isaia).
«lo sono Iddio di tuo Padre, Iddio di Abramo, Iddio d'Isacco, Iddio di Giacobbe» (Genesi).
«Ho veduto, sì, ho veduto l'afflizione del mio popolo in Egitto, e ho udito i lamenti a causa degli oppressori: conosco i suoi affanni e sono sceso per liberarlo dalle mani degli Egiziani, per farlo salire in una terra buona e vasta» (Esodo).
«Ecco, io sarò con te» (Baruc).
♦ Questo brano ti aiuta a riflettere
Ci si sente terribilmente soli a non udire mai la voce di un altro: colui che si chiude e non vuole che se stesso, si tradisce e si perde.
Il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.
Nessuno può parlare a lungo da solo: un'altra voce deve sempre farsi sentire; presto o tardi ogni monologo diventa dialogo.
Quando si mescola la propria voce a quella degli altri, si rimane come presi ad un amo.
Nessuno di noi sa che effetto produca la sua vita e che cosa dia agli altri. La cosa essenziale è che ci si sforzi di avere una luce dentro di noi.
Sovente la nostra luce si spegne, e viene riaccesa per mezzo di una azione altrui. C'è un concerto fra le anime, sia che si odino, sia che si amino.
Perciò basta che un solo uomo odi un altro e a poco a poco l'odio contagia tutta l'umanità.
Basta che un uomo ami tutti i suoi simili, perché questo amore dilaghi per tutta l'umanità.
♦ E tu che ne pensi?
(piste di riflessione personale)
1. Prova a fare un confronto, per scoprire la tua identità. Prendendo il materiale dalla «realtà» o dall'«ideale», con spietata sincerità, costruisci il tuo identikit.
ESSERE GIOVANI OGGI

2. Essere generici e partire sparati senza un progetto serio... è la cosa peggiore che si possa pensare.
Quindi è necessario «programmare».
Quali sono le energie di cui sei dotato?
Che cosa sai fare per gli altri?
Dove puoi «spendere» ciò che sei, rendere felice qualcuno?
3. Ci sono dei giovani che dicono che la fede cristiana impegna in una lotta di liberazione dell'uomo dalle strutture alienanti.
Oggi si dice che il cristiano serio deve impegnarsi, per amore, in un «impegno politico».
Che significa tutto questo per te? Ci hai mai pensato?
Come è possibile conciliare l'amore che è la vocazione più grande per il cristiano e questa «lotta» per la liberazione dell'uomo?
Come è possibile mettere d'accordo la fede con l'impegno politico?
4. I modi in cui si gioca la propria fede per l'amore verso le persone... sono tanti: basta guardarsi attorno per convincersene.
Qualcuno fa la rivoluzione, per amore. Qualche altro difende a spada tratta l'ordine costituito, sempre per amore. Qualcuno preferisce limitarsi a pregare, per amore.
Che fare? Certo non hanno tutti ragione. Dove è la ragione?
Quale amore ti chiede il Signore «per gli altri»?
Bisogna decidersi. E impegnarsi.
5. È meglio incominciare ad impegnarsi nel proprio ambiente quotidiano (scuola, lavoro, famiglia, parrocchia...) o è meglio cercare delle cose straordinarie? O ci vogliono tutte e due le cose?
Come risolvere il dilemma?
Che cosa fai tu e che cosa fanno i tuoi amici, per essere «seri» anche a questo livello?
Che cosa ti chiede di fare il Signore?
6. Scegliere. È difficile. Lo provi tutti i giorni.
Il giovane non sempre riesce a leggere chiaramente in se stesso.
Certe scelte sbagliate hanno avuto origine nei conflitti coi genitori.
La timidezza impedisce di osare.
La situazione economica della famiglia è determinante.
II giovane deve scegliere quando non è ancora capace di una scelta responsabile.
Occorre sentire la responsabilità di scegliere personalmente dopo aver studiato le proprie attitudini e le caratteristiche della propria personalità. Ma, parliamoci chiaro: scegliere significa prima di tutto scegliere tra egoismo e amore.
Prova a pensarci. Brutalmente. Come sai fare quando ne hai voglia.
Professore, tecnico, politico, militare, tessile, falegname, grafico, medico, meccanico, ingegnere, prete, maestro, chimico, ragioniere, impiegato. Mi sposerò: avrò una famiglia tutta per me. D'accordo. Ma sempre: perché? Per quale progetto di vita?
Per essere importante, per avere soldi, per godersi la vita, per diventare qualcuno? Quindi per egoismo marcio!
O per servire, per rendere felici, per aiutare? Cioè... per amore.
La scelta si pone tra egoismo e amore,
Quindi preparati!
Testimonianze
E ora tocca a voi battervi, gioventù del mondo; siate intransigenti sul dovere di amare.
Ridete di coloro che vi parleranno di prudenza, di convenienza, che vi consiglieranno di mantenere il giusto equilibrio.
La più grande disgrazia che vi possa capitare è di non essere utili a nessuno, è che la vostra vita non serva a niente (Follereau).
Sono sempre con Juan. Juan Pinanzu Chiriap è un ragazzo che da un anno è con me, dovunque vado. L uno Shuara.
La prima volta che ci siamo conosciuti mi ha chiesto perché ero con la sua gente. lo gli risposi che volevo aiutarli, essere eguale a lui... condividere la sua realtà. Lui, molto serenamente, dopo che avevo finito, mi ha detto sorridendo: «Vedi, señor, può darsi che tu sei un bravo ragazzo, che vuoi e puoi aiutarci, però noi non potremo mai essere eguali, perché la tua realtà non è eguale alla mia e non la potrà mai essere».
lo gli chiesi perché.
Lui mi rispose:
«Tu il giorno che ti rompi le scatole e non ce la fai più puoi tornare in Italia, ma io il giorno che mi rompo le scatole, dove vado?».
lo gli risposi che non volevo tornare. E lui:
«Il fatto stesso di sapere che puoi, ti fa essere diverso. Tu hai un'alternativa. lo no!».
Ho capito che non basta essere convinti di aiutare i poveri per aiutarli veramente. La maggioranza degli Americani è convinta che la guerra è una porcheria, ma continua a fabbricar giocattoli a testata nucleare e ad andare in Viet-Nam. Molte volte mi domando fino a che punto credo nella strada che sto facendo e cerco di darmi una risposta che non so darmi.
Chiedo ad uno che crede fino a che punto ci crede.
Questo serve a complicare maggiormente le cose.
Vivere semplicemente, fare semplicemente, pensare semplicemente.
Quella semplicità, schiettezza, onestà e sincerità che noi evoluti, civilizzati, figli dello sviluppo... stiamo perdendo o abbiamo perso e che io sto imparando a scoprire in questa gente che non ha niente materialmente.
Giuro che molte volte in mezzo a tutti loro mi sento veramente il più povero. Forse «farsi povero» vuol dire questo e so che il giorno che lo farò veramente potrò capire, forse aiutare.
Non basta vivere con loro, mangiare quello che mangiano loro, raccogliere la carta, cantare «w la gente», andare in missione.
Non basta tutto questo. Ci vuole altro.
La rivoluzione. Quella rivoluzione che per me vuol dire lasciare un po' di noi stessi: accettare di morire ogni giorno, un po' alla volta (Desio - Da Sucua - OMG).
Voi sarete
la generazione più disgraziata
che mai sia esistita
se stupidamente entrate nella vita
con il desiderio mostruoso
che noi abbiamo avuto prima di voi:
io, io, io,
la mia carriera,
la mia ricchezza,
il mio confort.
Che mi importa degli altri?
Sarete infelici,
se metterete il vostro benessere
a vostro esclusivo servizio
indifferenti degli altri.
Sarete infelici
perché la brutalità,
la rapidità degli sconvolgimenti
vi sorprenderà come una valanga,
in modo che quelli che affronteranno la vita
con questa follia
si troveranno schiacciati,
spezzati,
su questa terra stessa,
in una dannazione della terra
prima di quella eterna.
Sarete invece la più felice generazione
che mai sia esistita nel mondo,
se avrete l'intelligenza di capire
che soltanto l'amore
è capace di mettere il benessere
al servizio di tutti.
Ma per fare questo
abbiate cura
di non vivere neppure un giorno
nella prosperità, nella comodità,
nel benessere, nei piaceri,
senza che il dolore degli altri
sia venuto fino a voi.
Lasciate qualche finestra aperta,
qualche porta aperta
di casa vostra.
Abbiate qualcosa per cui essere in comunione
con questa misteriosa fonte d'intelligenza
che è la partecipazione al dolore degli altri (Abbé Pierre).
Preghiera
Per imparare ad amare
Vorrei tanto amare,
Signore,
ho bisogno di amare.
Sono solo e vorrei essere in due;
parlo e nessuno mi ascolta;
vivo e nessuno coglie la mia vita.
Perché essere tanto ricco
e non avere nessuno da arricchire?
lo ti ho fatto per amare.
Lei sta cercando;
rassicurati, è sulla tua strada:
lei si avvicina, tu ti avvicini,
vi riconoscerete subito.
Ho fatto il tuo cuore per lei,
ho fatto il suo per te.
Conservati per lei.
E poiché hai fame di amore
ho posto sul tuo cammino
tutti i tuoi fratelli da amare.
Amare
è sempre lasciare se stessi
per andare verso gli altri.
Per vivere in un servizio d'amore
G Signore, nostro Dio,
in nome di tutti quelli
che vivono sulla terra
insieme con Cristo Gesù, tuo Figlio,
T Noi ti raccomandiamo:
il nostro mondo e tutte le nazioni,
tutte le razze come tutti i popoli
e gli uomini tutti,
sia giovani che vecchi, poveri e ricchi.
G E mentre ti preghiamo, ricordiamo:
T Tutti coloro che vissero prima di noi e tutti quelli
che ci hanno preceduto nella morte,
con quelli che ci hanno dato questo mondo di tesori e di rovine,
d'amore e di dolore.
G Ti ringraziamo:
T Per i nostri genitori
che ci hanno fatti e cresciuti, ci hanno dato un nome
e un linguaggio per esprimerci e un paese dove abitare.
Terzo tema:
CRISTO FA «NUOVO» IL MIO AMORE
Preghiera
L Dal vangelo secondo Giovanni.
Dice il Signore: «lo sono la vite vera e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che non porta frutto in me, lo toglie; e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché fruttifichi di più.
lo sono la vera vite, voi i tralci: chi rimane in me e io in lui, questi porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Se qualcuno non rimane in me, sarà gettato via come il tralcio e si disseccherà».
G Preghiamo!
T O Gesù,
Tu sei l'immagine del Dio invisibile,
Tu sei l'uomo perfetto.
Tu hai restituito a noi, figli di Adamo,
la somiglianza con Dio.
Tu, o Cristo, nascendo da Maria Vergine,
ti sei fatto veramente uno di noi,
in tutto come noi, fuorché nel peccato.
Hai lavorato con mani d'uomo,
hai pensato con mente d'uomo,
hai agito con volontà d'uomo,
hai amato con cuore d'uomo.
Cristo, Tu sei l'uomo,
Cristo, Tu sei la verità dell'uomo,
Cristo. Tu sei la salvezza dell'uomo.
Più conosceremo Te,
più conosceremo noi stessi.
Più vivremo come Te, più vivremo da uomini, più saremo uomini.
La fame di «umanità» che è in noi,
la potremo realizzare solo in Te.
Tu sei la segreta gravitazione ascendente
dei nostri cuori.
Cristo tu sei l'uomo per gli altri e per Dio.
Cristo tu sei l'uomo con gli altri e con Dio.
Cristo tu sei Amore: il Dio amore,
l'uomo amore.
Riflessione
♦ La parola dell'uomo
L'uomo è minacciato.
Bisogna salvarlo.
Ma Dio tace.
Ecco la radice vera della tragedia universale: Dio tace! (Unamuno).
Dio?
Che cosa è mai questa tremenda buffonata?
Eppure tutta la vita degli uomini di fronte a questo problema, è solo un tentativo di fuga, compromesso, commedia.
Eppure ho visto solo quei fragili ammassi di ossa, di sangue, di materia grigia disputarsi a vicenda piccole sofferenze o piccole gioie prima di morire (Sagan).
Il materialismo più ripugnante, non è quello che comunemente si crede, bensì quell'atteggiamento che vuol far passare delle idee morte per realtà viventi, e vuol in tal modo dirottare su miti sterili l'attenzione, lucida e ostinata, che noi dobbiamo avere per ciò che in noi deve morire per sempre (Camus).
La morte di Dio è condizione di vita per l'uomo.
Un essere non può considerarsi autonomo se non quando è padrone di se stesso, e non è padrone di se stesso se non quando deve a se stesso la propria esistenza (Marx).
Se ci fosse un Dio.
Penso che verrebbe a trovarmi nella mia solitudine.
Mi parlerebbe familiarmente, nel cuore della notte.
Non mi sentirei per niente imbarazzato a trovarmi, nella mia solitudine, con lui (Valéry).
Voglio che il mio essere si consumi per poter crescere in Cristo (Paolo di Tarso).
Dov'è andato Dio?
Ve lo dirò io!
Lo abbiamo ucciso noi! Voi e io! Noi tutti siamo i suoi assassini. Dio è morto. Dio resta morto.
Non dobbiamo forse divenire «dei» noi stessi per esserne degni? (Nietzsche).
♦ La parola di Dio
E Dio pronunciò queste parole:
«lo sono il Signore, tuo Dio.
Non avrai altro Dio fuori di me.
Non ti fare nessuna scultura, né immagine delle cose che splendono su nel cielo, o sono sulla terra o nelle acque.
Non adorare tali cose, perché io, il Signore Iddio tuo, sono un Dio geloso» (Esodo).
Il Signore rispose a Giobbe nella tempesta e disse:
«Chi sei tu che ottenebri il mio giudizio con parole prive di cognizione?
T'interrogherò e tu mi istruirai?
Dov'eri tu quando mettevo le basi alla terra? Chi fissò le sue dimensioni, che tu sappia? Hai tu forse insegnato le leggi al cielo?
Parla se possiedi tanta intelligenza!» (Giobbe).
.. Se voi e i vostri figli vi allontanerete da me ed andrete a servire gli dei stranieri e li adorerete, io sterminerò Israele dalla terra che gli ho dato. Questo tempio diverrà un mucchio di polvere.
Coloro che gli passeranno vicino si domanderanno: Come mai il Signore ha trattato in tal modo questo tempio e questo popolo?
E sarà risposto: Perché hanno abbandonato il Signore loro Dio, che trasse i loro padri dalla terra di Egitto, e sono andati dietro a dei stranieri, e li hanno adorati e serviti» (Libro dei re).
Gli empi che negavano di conoscerti, furono colpiti dalla forza del tuo braccio, flagellati da piogge eccezionali, da grandine e uragani a cui non potevano sottrarsi e consunti dal fuoco (Sapienza).
♦ Questo brano ti aiuta a riflettere
Quando ti conobbi, Signore,
ma quando, ma quando?
Dimmi, quando?
Quando da bimbo vedevo un Signore
con gli angeli tra le nubi?
Quando cantavo in Chiesa
le lodi dei santi? Quando pregavo,
pregavo per tanti favori, allora?
Quando ridevo, ridevo felice di gioia?
Allora?
Forse, forse...
Ma un giorno mi trovai solo,
senza nessuno, mi trovai solo:
tutto intorno sentivo il vuoto,
un freddo vuoto.
Poi d'improvviso mi ricordai di te,
l'unico vero, sincero amico.
Ti conobbi allora, soltanto allora.
♦ E tu che ne pensi?
Chi è Gesù per te?
Presto o tardi, nella vita, devi porti l'interrogativo «Cristo».
Non si può restare indifferenti davanti a lui, far finta che non c'entri con la tua vita...
Chi sei? «E voi chi dite che io sia?».
Ci sono tante risposte. Forse tutte vere, ma solo parzialmente vere.
Confrontati con queste risposte. E costruisci la tua. Non una risposta parziale. Ma quella che dà senso a tutte le altre, a tutta la tua vita.
Chi è Gesù per me?
– Un contestatore?
E nel suo insegnamento diceva:
«Guai a voi scribi e farisei ipocriti, che chiudete agli uomini il regno dei cieli: voi non ci entrate e non lasciate entrare quelli che lo vorrebbero.
Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno ha giurato per il Santuario, non vale; ma chi ha giurato per l'oro del Santuario resta obbligato! Stolti e ciechi! E cos'è maggiore, l'oro o il Santuario che santifica l'oro?
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, del finocchio e del cimino, e avete lasciato da parte le cose più importanti».
– Un pazzo?
Gesù disse loro:
«In verità, in verità vi dico: se non mangerete la carne del figlio dell'Uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Perché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda». Molti dei suoi discepoli, udito che l'ebbero, esclamarono:
«Questo linguaggio è duro. Chi lo può approvare?».
Da allora molti dei suoi discepoli si ritrassero e non andarono più con lui.
– Un esaltato?
«Ancora un poco, e non mi vedrete più.
E di nuovo un poco, e mi rivedrete».
Allora alcuni dei discepoli dissero fra loro:
«Che significa questo che ci dice? Non comprendiamo che cosa dice».
– Un mago?
Guarì molti, tanto che tutti coloro che avevano malanni si gettavano addosso a lui per toccarlo, perché una forza usciva da lui e risanava tutti.
E conducevano a lui tutti quanti avessero male, colpiti da diverse malattie e tormenti, e indemoniati e lunatici e paralitici, e li guariva.
– Un visionario?
«Quando poi vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è giunta.
Quei giorni saranno di grande tribolazione, quale non avvenne dal principio del mondo fino ad ora, né vi sarà mai».
– Un politicante?
«lo non ricevo gloria dagli uomini. lo sono venuto in nome del Padre mio e non mi ricevete: se un altro verrà in proprio nome lo riceverete.
Come potete credere voi che ricevete la gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene solo da Dio?
Non pensate che sia io ad accusarvi: vi è già chi vi accuserà: quel Mosè in cui sperate».
– Un farabutto?
Incominciarono ad accusarlo dicendo:
«Abbiamo trovato costui che incitava la nostra gente alla rivolta, proibiva di pagare il tributo a Cesare e affermava che egli era Cristo Re».
– Il Figlio di Dio?
Il pontefice gli disse ancora:
«Ti scongiuro, per il Dio Vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio!». Gesù gli rispose:
«Tu l'hai detto: sono io».
– Il nostro Salvatore?
In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio.
Tutto per mezzo di lui è stato fatto, e senza di lui non fu neppure una delle cose che sono state fatte.
In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini, e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno accolta.
A quanti lo ricevettero diede potere di divenire figli di Dio.
Testimonianze
Dovete pensare a Cristo come a un vivente – attualmente vivente – che si trova nel mondo e che, tra milioni di esseri, vi ha scelti, perché il riconoscerlo significa già essere suoi.
Dovete pensare al Cristo come al solo amico il cui sguardo penetra nella vostra vita più segreta, inaccessibile a ogni altra creatura, e forse ignorata anche da voi stessi.
Egli ha i suoi piani su di voi, così come siete. Conosce il santo, diverso da tutti gli altri santi, di cui portate il germe e che egli potrebbe creare con la parte migliore o peggiore di voi stessi, qualora non resistiate al suo amore.
Il dramma della vostra vita consisterà in questa resistenza alla paziente operazione del Cristo dentro di voi, sul vostro destino.
Nelle più minute circostanze della vostra vita, la sua amicizia determinerà il vostro atteggiamento. Non crediate di risolvere alcun problema anche futile, al di fuori di Lui.
Del resto nulla è futile per il cristiano, perché ogni cosa ci impegna per l'eternità. Egli vi darà la chiara coscienza di quel che siete: un'anima immortale, non isolata, ma circondata da altre anime sulle quali potete influire o in bene o in male. Per quanto meschini, se siete amici del Cristo, molti si riscalderanno a questa fiamma e avranno la loro parte di luce. E il giorno in cui non brucerete più d'amore, molti morranno di freddo (Mauriac).
Signore,
i chirurghi dicono che il mio cuore
è solo una pompa; quando è guasta
si cambia con un'altra nuova. Hanno ragione,
è una pompa magnifica quella che hai fatto. Non mi dispiace però continuare a pensare
che il tuo amore ha cambiato
il mio cuore di pietra, di servo
con un cuore di figlio. Non mi dispiace
continuare a pensare che potendo scegliere tra l'amore, l'odio, l'indifferenza
verso di te,
tra la vita e la morte, il mio cuore
questa pompa magnifica sceglie di amare te, sceglie la vita.
(Dal «Diario di un giovane d'oggi»)
Ho avuto una discussione con un ragazzo semplicissimo, intelligente, che ha riflettuto molto. È però un materialista che vuol essere libero.
Nell'analisi di questa società ci siamo trovati completamente d'accordo: le sue strutture sono oppressive.
Nel modo col quale agire non siamo d'accordo... Non è solo questione di violenza o non violenza. Abbiamo un concetto diverso della vita.
lo do un senso alla mia esistenza se la sacrifico per gli altri, per il bene comune, per il Regno di Dio, cioè quando prendo la mia croce.
Ma lui nell'aldilà non crede e per lui non ha senso sacrificare la propria vita, perché ha solo questa. E in questa vita vuoi stare il meglio che sia possibile. Non vuole rischiare per lottare.
Ciò mi ha fatto pensare molto.
Ho pensato che ogni materialista dovrebbe ragionare così. E allora perché tanti comunisti (Che Guevara, Gramsci...) hanno dato la loro vita per la giustizia? Perché tutt'oggi tanti giovani comunisti rischiano di persona, sono in galera, rinunciano a se stessi?
Chi glielo fa fare? Dato che hanno solo questa vita?
lo penso che qui ci sia la presenza di Dio. C'è qualcosa dentro di loro, e non
sanno che cos'è, che li spinge ad agire così. lo penso che sia Dio. Forse loro credono nell'aldilà senza rendersene conto.
Il vero rivoluzionario è allora il vero cristiano, perché è consapevole di ciò che fa, perché ha un vantaggio rispetto agli altri rivoluzionari: il confronto con la parola di Dio, la guida del Vangelo, la preghiera. La preghiera dà forza e coraggio: per questo è essenziale (Domenico - GiOC di Rimini).
Preghiera
G Ti ringraziamo, Signore,
Dio onnipotente,
perché sei un Dio di uomini,
T Che non ti sei vergognato
d'essere chiamato nostro Dio,
perché nelle tue mani tieni il mondo.
G Per questo ci hai creati
e ci hai chiamati a questa vita.
T Per essere uniti a te,
tuo popolo su questa terra.
G Sii benedetto, creatore di tutto ciò che esiste.
T Sii benedetto,
per averci fatto dono
dello spazio e del tempo per vivere.
G Sii benedetto,
per la luce degli occhi nostri,
come per l'aria che respiriamo.
T Ti ringraziamo per tutta la creazione,
per tutte le opere delle tue mani,
per tutto quello che tu hai fatto in mezzo a noi.
G Per Gesù Cristo, nostro Signore.
T Amen.
BRANI DI RIFLESSIONE
Signore, non so più stupirmi del tuo amore
C'è qualcosa di peggio che avere un'anima cattiva e anche di farsi un'anima cattiva: è avere un'anima bell'e fatta.
C'è qualche cosa di peggio che avere anche un'anima perversa, è avere un'anima di tutti i giorni.
Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto.
I suoi occhi sono spenti.
Ciò che maggiormente ostacola la nostra salvezza non è il peccato ma l'abitudine. Mi piacciono gli uomini che cercano, quelli che indagano, gli uomini che non si accontentano delle cose comuni, che gridano verso Dio.
Diffido di coloro che non hanno mai provato difficoltà a credere.
La maniera migliore per trovare la verità è andare fino in fondo al vero, a qualunque rischio.
Dappertutto c'è rischio: bisogna accettarlo umilmente.
Se non rischiamo mai nulla, non guadagneremo mai nulla.
II conservatore che desidera essere sempre al riparo, al sicuro, è un essere inaridito.
Se non sappiamo rinnovare ogni mattina la nostra fede, noi ci stancheremo nel calore della lotta e del tumulto.
Bisognerebbe tutti i giorni avere una fede stupefatta.
Ho paura, o Signore, di scomodarmi
Si ha due o tre volte nella vita l'occasione di essere bravi.
Quasi tutti i giorni quella di non essere vigliacchi.
È terribile la forza della mediocrità.
Di fronte ad essa le energie si logorano, i caratteri s'impoveriscono, le sincerità perdono la loro ricchezza.
La vita non è degna di essere vissuta se ci dobbiamo preoccupare delle comodità. La pace si raggiunge soltanto scuotendosi dalla tranquillità apparente, dalla vita casalinga e provinciale.
Occorre buttare una bomba; occorre suscitare uno scandalo; ci vuole uno di quegli uragani che rinfrescano l'aria.
Il senso comune dev'essere abbattuto a colpi di lancia dall'eroismo.
Una vita senza problemi può essere più letteralmente disperante della vita di uno che sta sempre sull'orlo della disperazione.
Credete che la vita significhi soltanto non essere morti e stecchiti?
Ogni minuto della vita ha in sé un valore miracoloso e un volto eternamente giovane.
Bisogna giocare la vita per sentirsi vivere: non si fallisce quando la si pone in piena luce.
Chiunque crede che la propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato, è non soltanto infelice ma appena capace di vivere.
Che ognuno usi delle proprie forze e del proprio potere senza lesinare. Si ha il dovere di compiere tutto ciò che non si ha il potere di respingere. È vero che facciamo molti errori, ma il più grande di tutti è di esserne sorpresi. Come se nutrissimo la speranza di non farne nessuno.
Dobbiamo compiere da soli i nostri sbagli e scoprire il nostro segreto. Si deve tentare l'impossibile molto tranquillamente.
Bisogna che l'uomo sia anche l'anima che lotta, che cerca la luce nell'oscurità delle cose.
L'uomo: questo pozzo di agitazioni: lui che da solo è più inquieto di tutto il creato.
Agire, amare e soffrire, significano vivere, solo in quanto vivere è essere trasparenti e accettare il proprio destino, come l'unico riflesso di un arcobaleno di gioia e di passioni.
La vita vi parrà piena di sapore e serietà.
ll mondo pieno di senso e di bellezza.
Non vi sono che due amori
Non vi sono che due amori, o Signore.
L'amore di me, e l'amore di te e degli altri.
E quando mi amo, è un po' meno di amore per te e per gli altri, una perdita d'amore, perché l'amore è fatto per uscire da me e volare verso gli altri. Ogni qualvolta ripiega su di me, intristisce, marcisce e muore.
L'amore di me è un veleno che sorbisco ogni giorno: l'amore di me sceglie la parte migliore e tiene il posto migliore; l'amore di me parla di me e mi rende sordo all'altrui parola; l'amore di me sceglie ed impone la scelta all'amico; l'amore di me mi compatisce e trascura la sofferenza altrui; l'amore di me diffonde le mie idee e disprezza quelle altrui; l'amore di me è soddisfatto di me e mi addormenta facilmente.
La cosa più grave, o Signore, è che l'amore di me è un amore rubato: era destinato agli altri, ne avevano tanto bisogno per vivere, per perfezionarsi, ed io l'ho distolto.
Così l'amore di me crea la sofferenza umana.
Così l'amore degli uomini per loro stessi crea la miseria umana.
Così gli uomini hanno edificato lentamente a forza di egoismi un mondo snaturato che schiaccia gli uomini; così gli uomini trascorrono sulla terra il loro tempo a rimpinzarsi del loro amore avvizzito.
Hanno rovinato l'amore.
Ti chiedo, o Signore, di aiutarmi ad amare.
Concedimi di spargere l'amore vero nel mondo.
Fa' che il tuo amore penetri nel cuore degli uomini.
Fa' che mai io dimentichi che la lotta per un mondo migliore è una lotta di amore, a servizio dell'amore.
Aiutami ad amare, a non sprecare le mie potenze di amore, ad amarmi sempre meno per sempre più amare gli altri, affinché attorno a me nessuno muoia o soffra, per aver io rubato l'amore che ad essi occorreva per vivere.

