Antonio Sartori
(NPG 1972-02-69)
SIGNIFCATO DEL SUSSIDIO
È abbastanza recente la notizia che la convenzione di Firenze dell'Unesco, riguardante la circolazione del materiale educativo scientifico e culturale sarà prossimamente ritoccata in modo da equiparare definitivamente ai libri le registrazioni muore che abbiano un minimo culturale. Provvedimento opportuno che tiene unto delle più aggiornate statistiche discografiche e delle possibili utilizzazioni le campo internazionale della cenerentola dei mass-media che è il disco. Nel mondo discografico si sta assistendo al declino del «45 giri» e la musica leggera dimostra di avere una vita sempre più aleatoria ed effimera. Le dovute eccezioni non fanno che confermare la regola. Nello stesso tempo però si nota che il consumo musicale, come fatto di cultura, sta prendendo quota ed estendendosi. Per fermarci all'Italia si registra un'affluenza crescente alle serate concertistiche, ma entusiasmo nuovo tra i membri di Gioventù Musicale e un aumento di vendita
dischi classici e impegnati. In questo revival discografico s'inserisce con prepotenza anche la gioventù.
E una realtà incontestabile che i giovani fanno grande uso dei dischi e conseguentemente è compito degli animatori di gruppi giovanili aiutarli nelle scelte. Per poter fare un servizio che fosse di qualche utilità ho seguito tre tracce. Ho fatto il lavoro di ricerca con diverse équipes di giovani studenti e operai, musicisti o meno, meridionali e settentrionali.
Ho riletto le cronache di vari convegni giovanili tenutisi in Italia e all'estero dove si è trattato della musica (soprattutto liturgica) dei giovani.
Infine ho cercato di delimitare il campo della ricerca limitandomi a parlare di dischi italiani facilmente reperibili e di contenuto soprattutto liturgico e paraliturgico.
Queste tre premesse sono necessarie per spiegare i limiti della ricerca e lasciano spazio per ulteriori segnalazioni che allargano e completano il campo della ricerca.
DOVE VANNO I GIOVANI?
Nella scelta dei dischi per la loro discoteca religiosa e per la preparazione delle loro liturgie e paraliturgie i vari giovani interrogati si sono dimostrati generalmente pluralistici. È passato il momento in cui soprattutto i piccoli gruppi cantavano e ascoltavano solo motivi marcatamente ritmici. Ad esempio alcuni giovani che conoscevano Perosi solo di nome o per le Messe in latino che cantavano i loro padri, hanno gustato e apprezzato alcune melodie sacre e brani d'oratorio. Alcuni motivi di Casimiri sono stati ritenuti adatti a repertori giovanili. Questa loro disponibilità ad usare musiche di stili diversi in chiesa e fuori non significa però l'accettazione di qualsiasi disco. Sono giustamente esigenti sia per quanto riguarda l'incisione sia per quanto riguarda l'esecuzione. Alcuni canti moderni sulla Passione di Cristo incisi recentemente da un complesso giovanile sono stati scartati per l'infelice esecuzione e la registrazione imprecisa.
Un ottimo canto di Stefano Varnavà esaminato in due interpretazioni diverse è stato accettato nella versione più ritmica e viva ed è stato scartato nella versione corale giudicata fredda e trionfalistica.
Gli esempi si potrebbero moltiplicare. Un disco quindi ben accetto a un certo pubblico adulto non è necessariamente il miglior disco per un'assemblea giovanile. Volendo limitare la scelta a dischi «religiosi» (in senso lato) non bisogna dimenticare i numerosi e ottimi dischi di musica leggera che sia per il valore musicale sia per il valore letterario possono aiutare a sottolineare una tematica di attualità sia nelle scuole come nei discoforum. Volendo indicare alcuni autori che ho trovato particolarmente utili in varie occasioni citerei Fabrizio De André, Francesco Guccini, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Mikis Theodorakis, Eddie Hawkins, Don Powell e i Beatles (generalmente in edizione italiana) e qualche altro. Nella breve rassegna presenterò solo a vol d'uccello quegli autori dimenticati dalle riviste giovanili e dalle trasmissioni discografiche quotidiane.
Ignorerò volutamente quei dischi di musica «religiosa» che per la loro qualità di materiale non meritano di stare in una discoteca o di essere usati come aiuto didattico anche se includono motivi buoni.
I vari convegni giovanili in cui si discutono e si mettono a confronto esperienze e repertori locali si sono andati moltiplicando in questi ultimi anni. Di particolare interesse quelli organizzati dalla sezione italiana di Universa Laus e presentati da una rivista unica nel suo genere «Il Canto dell'Assemblea» (LDC Torino-Leumann), che ritengo molto utile per ogni animatore di gruppi giovanili. Non vi è quasi mai trattato di proposito il problema-disco, ma le segnalazioni e l'analisi critica delle musiche liturgiche italiane insieme ad articoli per la maturazione di una mentalità postconciliare la indicano come una rivista con un ruolo critico a diversi livelli. Uno dei collaboratori, Beppe Cerino, in diverse occasioni ha fatto delle osservazioni pertinenti sull'esigenza delle diverse assemblee, sul pluralismo dei gusti giovanili, sull'importanza dei testi, sulle caratteristiche di una musica perché sia corale. Nel lavorare con qualche équipe nella discoteca della Cittadella Cristiana d'Assisi ho avuto modo di esperimentare la validità di queste osservazioni che vanno tenute contemporaneamente presenti.
Una prima serie di dischi qui presentati sotto il titolo generico dischi liturgici includerà soprattutto dei 33 giri con motivi adatti a qualche genere di liturgia. Chiameremo dischi extraliturgici una seconda serie di motivi adatti soprattutto a recitals, paraliturgie, dibattiti, lezioni di religione e incontri.
DISCHI LITURGICI
Quando si parla di canti liturgici si pensa immediatamente (e giustamente) in Olmo luogo al repertorio necessario per la celebrazione eucaristica. L'introduzione della lingua italiana nella Messa ha acuito il problema e il rinnovamento ~o soprattutto dai giovani ha impegnato molti musicisti sensibili alle esigenze
un canto comunitario a presentare un repertorio nuovo. Pensando alle realizzazioni più comuni che si eseguono durante la Messa, in Italia, si nota come alcuni musicisti partono da un'esperienza di musica di chiesa e da una precisa formazione liturgica, altri nuovi al genere di musica liturgica e meno addentro al problema liturgico esercitano di più la creatività nel preparare canti validi per assemblee che vogliono pregare comunitariamente. Nelle comunità giovanili o si eseguono canti nati nella comunità stessa (11) oppure si ricorre agli autori più conosciuti come Domenico Machetta, Marcello Giombini, Giovanni Maria Mossi, Nicola Vitone, Luciano Migliavacca, Terenzio Zardini e pochi altri. Alcuni di questi autori hanno proposto quasi contemporaneamente canti in stili molto diversi (5-6); altri nel preparare i loro dischi hanno voluto aiutare le comunità più sprovviste incidendo anche il play-back (8-9), altri ancora hanno alternato negli accompagnamenti l'uso dell'organo e l'uso di altri strumenti (1-2-3-12). In questi canti segnalati, che non sono gli unici che circolano in Italia, si è data molta importanza anche ai testi e alla distribuzione delle parti. Nella rassegna si è voluto segnalare il canto nato da una comunità di fede (11) per poterne valutare i pregi e i limiti. Inoltre si è voluto sottolineare lo sforzo e l'esempio di una regione che nel suggerire il proprio repertorio ha tenuto presenti le esigenze giovanili (10).
È sempre problematico trovare canti adatti ai più giovani. In un disco di Machetta (9) vi sono alcuni motivi adatti.
Un discorso a parte (tra l'elenco dei canti liturgici e quelli extraliturgici nel senso spiegato) va fatto per i Salmi per il nostro tempo di Marcello Giombini Per la precisione non si tratta di salmi veri e propri, anche se l'ispirazione e il numero è davidico. Molte volte non vi si trovano quegli elementi contenutistici te e di forma del genere salmodico tradizionale e liturgico. Sono un'altra cosa, un nuovo genere di canzone spirituale. La molteplice varietà di forme e di stili permettono alle varie riunioni di preghiera di scegliere il loro salmo. Le note tecniche che introducono i fascicoli e una lettura anche veloce delle partiture per rassicurare chiunque crede nel pluralismo d'espressione e nella varietà iena strumentazione. Oramai la testimonianza e la vita di molte assemblee liturgiche hanno fatto le loro scelte: tra i 120 canti ci sono motivi adatti alla liturgia eucaristica, canti che si usano per riunioni di preghiere, canti che si ascoltano soltanto. La scelta va fatta da chi cura la regia sonora della celebrazione e ha presente una ben precisa assemblea. Questa precisazione ci porta a qualche nota su quei dischi che ripropongono un genere di canti meno adatto alle liturgie soprattutto di chiesa.
DISCHI EXTRALITURGICI
In questi ultimi tempi si sono moltiplicati i dischi che hanno Gesù come protagonista. Il fatto si spiega se si segue anche superficialmente i gruppi numerosi che si rifanno a lui e che pullulano soprattutto in America. Questa fioritura discografica può aiutare gli animatori che nella scuola e in riunioni varie voglio. no avviare un discorso sulla figura del Cristo. Accanto a «La buona novella di Fabrizio De André, (24) in lingua italiana, ho voluto segnalare altri dischi in lingua inglese che fornissero e traduzioni e intermezzi in italiano in modo che il discoforum non si fermasse al discorso musicale ma scendesse nei contenuti. Si può allora citare il bestseller del momento: «Jesus Christ Superstar», due dischi rock molto discutibili per le musiche di Andrew Lloyd Webber e per il contenuto delle liriche di Tim Rice.
Per esperienza personale di discoforum e per la notorietà degli artisti che li interpretano non vanno dimenticati due dischi dei Folkstudio Singers. «Un uomo chiamato Gesù» e «Betlemme città di luce» (14-15) perché oltre gli intermezzi in italiano contengono sulla copertina tutti i testi tradotti degli spiritual cantati, e «Fiume profondo» (16) che presenta la figura di Gesù liberatore nella cornice di tutto il messaggio di salvezza biblico e dell'attualità razziale. Su questo tema sempre ricorrente e attuale la novità «Anch'io sono l'America» presenta molti spirituals tradotti in italiano e in parte musicati da Mario Nascimbene (26). Chi vuole ricorrere alla ricchezza degli spirituals negri in italiano per recitals sui più variati soggetti trova nei 5 o 6 dischi preparati dalla Eco di Milano un'antologia molto ricca (13). Chi poi desidera una interpretazione attualissima di motivi nuovi spesso ispirati al folklore negro trova ie un complesso (17) o in solisti milanesi di Gioventù Studentesca (23) dei documenti vivi. Le Mariapoli focolarine e le esperienze Gen hanno fatto conoscere altri canti di derivazione soprattutto sudamericana utilissimi per riunioni giovanili (20), come pure interessanti per il numero (21) e per l'interpretazione (22) altri canti nati tra i giovani e per i giovani italiani. Tra le prime esperienze di Marcello Giombini sono sempre validi una serie di canti mariani «giovani.» (18) e otto canzoni di fede e di protesta che commentano alcuni brani delle Populorum Progressio (19).
La citazione di dischi potrebbe continuare. Resta sempre vero però che osai animatore che si interessa in modo particolare dell'uso del disco nella liturgia e fuori della liturgia non può fare a meno di tenersi al corrente di tutta produzione nazionale e di lavorare in équipe con i propri giovani perché scelga il disco giusto per ogni assemblea.
SUGGERIMENTI PER UN REPERTORIO
Canti liturgici
1) Messa dei giovani di Giombini, Federici, Gasbarri, Scoponi, disco RRC LNF 202
2) Messa alleluia di Giombini, Scoponi, disco PCC MS 061 30 cm
3) Camminiamo nella speranza di Giombini, disco PCC MS 061 30 cm
4) Salmi per il nostro tempo di Giombini, dischi PCC CS 0155-0156-0157-01580159-0160
5) Cantiamo con gioia di G. M. Rossi, disco MS 0062
6) Messa Paolo VI di G. M. Rossi, disco Carrara 3217
7) Grazie, Signore di Domenico Machetta, disco PCC 0063
8) Canti per la preghiera dei giovani di D. Machetta, disco LDC 33-2
9) Prendo le ali di Domenico Machetta, disco LDC 33-3
10) Canti ritmici (repertorio regionale piemontese), disco LDC 33-0057
10) La gioia di cantarti (C. dei Martiri Canadesi), 2 dischi EP 45-39 e 45-40
11) Cantiamo al Signore un canto nuovo, 4 dischi di Armonia di voci LDC 33-0065/66/67/68
Canti extraliturgici
13) I negro spirituals in italiano (Eco), 5 dischi 512-514-521-528-537, esistono partiture, partine e libretti con sole parole
14) A man called Jesus (Un uomo chiamato Gesù), disco PCC CS 0150
15) Bethlehem city of light (Betlemme città di luce), disco PCC CS 0152 151
16) Deep river - Recital di Don Powell, disco PCC CS 0153
17) Canti della gloria di S. Varnavà, disco Rusty Record 30332 stereo
18) Cantata dei giovani per la Vergine Maria di Giombini-Scoponi, disco RCA SDG 1002
19) Cantata del Terzo Mondo di Giombini-Scoponi, disco PCC CS 0154 30 cm
20) Canzoni e musiche dei complessi Gen (rosso e verde), 20 dischi a 45 giri ed. GEN
21) Dischi ed. Paoline serie ritmica, oltre 20 dischi serie EPF-SC
22) I canti spirituali di Camaldoli, dischi Rusty Record 1041, 1042, 1043, 1044
23) Proposta, disco Agape Rusty Record ARR 30333
24) La buona novella di Fabrizio De André, disco Produttori Associati PA/LP 34
25) Jesus Christ Superstar, 2 dischi MCA-MAPS 2075/6
26) Anch'io sono l'America, disco PCC 0076 LP
(i numeri tra parentesi nel corpo dell'articolo si riferiscono a questo repertorio).

