(NPG 1969-01-83)
Un sussidio per la valutazione trimestrale dell'insegnamento religioso e per il controllo della «situazione» della classe nel corso dell'anno.
In aggiunta alle prove oggettive finali per la Scuola Media già presentate su «Note di Pastorale Giovanile» (n. 5, maggio 1968) sono ora pronte, presso l'editrice L.D.C., anche le prove oggettive trimestrali di religione per il 1°, 2° e 3° trimestre di ciascuna delle tre classi della Scuola Media.
Le prove sono state preparate da Don Roberto Giannatelli, dell'Istituto Superiore di Catechetica dell'ISP (PAS-Roma) in collaborazione con il Centro Catechistico Salesiano.
Ne facciamo qui una breve presentazione.
1. CHE COSA SONO LE PROVE OGGETTIVE DI RELIGIONE?
Nel lavoro del catechista vi sono due momenti che vanno considerati con particolare attenzione. Diremmo: due momenti «forti».
Il primo è quello che riguarda la riflessione sui fini della propria azione e la formulazione concreta degli obiettivi da raggiungere.
Il secondo concerne invece la verifica dei risultati conseguiti; una verifica che consenta di conoscere meglio i soggetti, ed eventualmente di iniziare un'azione di «ricupero», l'«aggiornamento» dei piani didattici ed educativi.
Le prove oggettive sono appunto dei «tests di profitto» costruiti in modo da poter «verificare» rapidamente e oggettivamente le conoscenze degli allievi (che sono uno dei risultati che la catechesi si propone).
♦ Rapidamente: gli allievi vengono interrogati per iscritto tutti insieme in poco più di mezz'ora.
♦ Oggettivamente:
a) a tutti gli allievi vengono rivolte le stesse domande; lo stimolo è quindi oggettivamente uguale per tutti, e non diverso per ciascun soggetto;
b) le domande costituiscono un «campione rappresentativo» del programma: lo
stimolo è anche sotto questo aspetto oggettivamente corrispondente al programma svolto;
c) la risposta dell'allievo alla domanda-stimolo è in genere breve e, con l'aiuto di una «chiave di correzione» per l'insegnante ne può essere fatta una valutazione oggettivamente uguale per tutti.
Le prove oggettive introducono quindi, nel processo
stimolo –> risposta –>valutazione,
oltre alla rapidità, anche molti elementi di «oggettività», utili per la verifica del profitto degli allievi.
2. STRUTTURA E CONTENUTI
DELLE PROVE OGGETTIVE TRIMESTRALI DI RELIGIONE
Le prove contengono tre tipi di domande:
– domande a risposta obbligata: Sì, No; Vero, Falso. Gli allievi rispondono mettendo un cerchietto intorno alla risposta esatta;
– domande a risposta libera: in genere essa è brevissima; quali risposte si possano accettare come buone, è detto nelle «chiavi di correzione»;
– domande sotto forma di confronti: il modo più semplice per risolverle è di leggere il primo membro alla colonna di sinistra e poi far scorrere tutti i membri della colonna di destra per vedere quale più si confà o si adatta ad esso; poi si passa al secondo membro, e così via. Far eseguire in questo modo la prova situata nella pagina iniziale. Così anche la soluzione di questo tipo di esercizi diventa molto più facile.
Le prove contengono ciascuna circa un terzo del programma dell'anno. Possono sorgere le seguenti difficoltà:
♦ Che fare se al termine di un trimestre non si è svolto ancora tutto il programma contenuto nella prova?
Risposta: – Fare la prova più tardi (e intanto accelerare un po' lo svolgimento del programma, perché si è indietro);
– fare ugualmente la prova, non tenendo conto delle domande che sono fuori del programma svolto; dire agli allievi di passar oltre; se però sanno rispondere, si può tener conto (ed è forse bene) di queste conoscenze effettivamente possedute.
♦ Che fare se il particolare testo adottato dalla classe e le lezioni dell'insegnante non hanno svolto l'argomento toccato da alcune domande?
Risposta: – Dire ai ragazzi che passino pure oltre; tener conto però se sanno rispondere ugualmente.
Ci sono a volte delle domande su punti non trattati dai testi: che cos'è la CEI; se Lodi e Vespri recitati da laici su testi approvati, ecc. sono preghiera ufficiale della Chiesa, ecc. Sembra che siano cose d'una certa importanza e che un cristiano medio le debba sapere: e se non le impara durante la scuola dell'obbligo, quando lo farà?
♦ Alcune domande sono troppo facili; altre troppo difficili.
Risposta: – In una prova oggettiva ben fatta la maggior parte delle domande è di difficoltà media (vi risponde dal 40 al 60 degli allievi). Ma si includono anche domande più facili (a cui rispondono il 75%) e più difficili (solo 25% di risposte esatte) per selezionare gli allievi migliori e i peggiori: se uno risponde anche a una domanda diffide è veramente bravo, e se nemmeno sa rispondere ad una facilissima.. poveri noi! Queste domande «affinano» la capacità di misura della prova oggettiva verso l'alto (i migliori) e verso il basso.
♦ Alcune domande sono un po' «nozionistiche» e «manualistiche» A volte (per es. nel settore liturgico, che è molto in movimento) un po' superate.
Risposta: – Una prova oggettiva deve tener conto di che cosa viene realmente insegnato agli allievi: non può andare molto avanti alla media dei testi e degli insegnanti esistenti; un po' sì, per stimolare;
– se una domanda (per es. su un rito liturgico) è superata da una riforma più recente, basta non tenerne più conto.
3. COME APPLICARE LE PROVE
Le prove trimestrali vanno normalmente applicate verso la fine del trimestre (per stimolare a un ripasso, per dare una valutazione). In una lezione successiva converrà chiarire gli errori e le lacune riscontrate mediante una interrogazione-colloquio che serva anche come ripasso del programma svolto.
La prova va «motivata», cioè si devono invogliare i ragazzi a farla volentieri. Questo si può fare suggerendo i motivi che vengono dati nella pagina iniziale o anche motivi superiori (se i ragazzi li sanno apprezzare): il rispondere a queste domande non è solo un gioco o un esame, ma un atto di «impegno cristiano», una «risposta a Dio», un atto di amore per lui, quasi una preghiera. Così anche una interrogazione acquista grande valore educativo.
4. LA CORREZIONE DELLE PROVE
E LA VALUTAZIONE DEI SOGGETTI
Per la correzione delle prove ci si attiene alle apposite «chiavi» contenute nella Guida per l'Insegnante. Si metta un trattino rosso accanto a ogni risposta «giusta», una crocetta (o altro segno) accanto alle risposte «sbagliate» e un cerchietto accanto alle omesse. Alla fine, si riporti nello spazio indicato in ciascuna pagina, il totale delle G., S. e O. (giuste, sbagliate, omesse). Infine, se ne farà la somma e la si riporterà in prima pagina.
Ogni risposta giusta viene valutata 1 punto; le sbagliate e le omesse non ottengono nessun punto.
Si mettano quindi le prove in ordine decrescente, e si avrà già una prima valutazione: la graduatoria discendente degli allievi.
Per altre «quantificazioni» possibili (Media, punti C, ecc.) si vedano le Guide per le prove finali, alle pp. 5-9.
Le prove oggettive trimestrali di religione sono dei pieghevoli a 4 pagine con domande per un «test» di Religione, al termine di ciascun trimestre della Scuola Media.
Prima Media
Prova 1 – primo trimestre: Dio si fa conoscere e inizia il suo piano di salvezza.
Prova 2 – secondo trimestre: Il Regno di Dio si attua in Gesù Cristo.
Prova 3 – terzo trimestre: Spirito Santo; Chiesa; escatologia.
Seconda Media
Prova 4 – primo trimestre: Presenza e azione di Cristo nella Chiesa; battesimo; cresima.
Prova 5 – secondo trimestre: Eucaristia; penitenza.
Prova 6 – terzo trimestre: Unzione dei malati; ordine; matrimonio.
Terza Media
Prova 7 – primo trimestre: Morale generale- primi tre comandamenti.
Prova 8 – secondo trimestre: IV, V, VI e IX comandamento.
Prova 9 – terzo trimestre: VII, VIII, X comandamento.
Ciascuna delle 9 prove è in vendita in blocchi contenenti ognuno 25 copie della prova (per 25 allievi).
Ogni blocco (specificare la classe e il trimestre) L. 300
Guida per l'insegnante (per le 9 prove) L. 100
Richiedere alle principali librerie, oppure a: L.D.C., 10096 Torino-Leumann.
(NPG 1969-01-83)
Un sussidio per la valutazione trimestrale dell'insegnamento religioso e per il controllo della «situazione» della classe nel corso dell'anno.
In aggiunta alle prove oggettive finali per la Scuola Media già presentate su «Note di Pastorale Giovanile» (n. 5, maggio 1968) sono ora pronte, presso l'editrice L.D.C., anche le prove oggettive trimestrali di religione per il 1°, 2° e 3° trimestre di ciascuna delle tre classi della Scuola Media.
Le prove sono state preparate da Don Roberto Giannatelli, dell'Istituto Superiore di Catechetica dell'ISP (PAS-Roma) in collaborazione con il Centro Catechistico Salesiano.
Ne facciamo qui una breve presentazione.
1. CHE COSA SONO LE PROVE OGGETTIVE DI RELIGIONE?
Nel lavoro del catechista vi sono due momenti che vanno considerati con particolare attenzione. Diremmo: due momenti «forti».
Il primo è quello che riguarda la riflessione sui fini della propria azione e la formulazione concreta degli obiettivi da raggiungere.
Il secondo concerne invece la verifica dei risultati conseguiti; una verifica che consenta di conoscere meglio i soggetti, ed eventualmente di iniziare un'azione di «ricupero», l'«aggiornamento» dei piani didattici ed educativi. -
Le prove oggettive sono appunto dei «tests di profitto» costruiti in modo da poter «verificare» rapidamente e oggettivamente le conoscenze degli allievi (che sono uno dei risultati che la catechesi si propone).
^ Rapidamente: gli allievi vengono interrogati per iscritto tutti insieme in poco più di mezz'ora.
^ Oggettivamente:
a) a tutti gli allievi vengono rivolte le stesse domande; lo stimolo è quindi oggettivamente uguale per tutti, e non diverso per ciascun soggetto;
b) le domande costituiscono un «campione rappresentativo» del programma: lo
stimolo è anche sotto questo aspetto oggettivamente corrispondente al programma svolto;
c) la risposta dell'allievo alla domanda-stimolo è in genere breve e, con l'aiuto di una «chiave di correzione» per l'insegnante ne può essere fatta una valutazione oggettivamente uguale per tutti.
Le prove oggettive introducono quindi, nel processo stimolo--->risposta–>valutazione,
oltre alla rapidità, anche molti elementi di «oggettività», utili per la verifica del profitto degli allievi.
2. STRUTTURA E CONTENUTI
DELLE PROVE OGGETTIVE TRIMESTRALI DI RELIGIONE
Le prove contengono tre tipi di domande:
– domande a risposta obbligata: Sì, No; Vero, Falso. Gli allievi rispondono mettendo un cerchietto intorno alla risposta esatta;
– domande a risposta libera: in genere essa è brevissima; quali risposte si possano accettare come buone, è detto nelle «chiavi di correzione»;
– domande sotto forma di confronti: il modo più semplice per risolverle è di leggere il primo membro alla colonna di sinistra e poi far scorrere tutti i membri della colonna di destra per vedere quale più si confà o si adatta ad esso; poi si passa al secondo membro, e così via. Far eseguire in questo modo la prova situata
nella pagina iniziale. Così anche la soluzione di questo tipo di esercizi diventa molto più facile.
Le prove contengono ciascuna circa un terzo del programma dell'anno. Possono sorgere le seguenti difficoltà:
^ Che fare se al termine di un trimestre non si è svolto ancora tutto il programma contenuto nella prova?
Risposta: – Fare la prova più tardi (e intanto accelerare un po' lo svolgimento del programma, perchè si è indietro);
– fare ugualmente la prova, non tenendo conto delle domande che sono fuori del programma svolto; dire agli allievi di passar oltre; se però sanno rispondere, si può tener conto (ed è forse bene) di queste conoscenze effettivamente possedute.
^ Che fare se il particolare testo adottato dalla classe e le lezioni dell'insegnante non hanno svolto l'argomento toccato da alcune domande?
Risposta: – Dire ai ragazzi che passino pure oltre; tener conto però se sanno rispondere ugualmente.
Ci sono a volte delle domande su punti non trattati dai testi: che cos'è la CEI; se Lodi e Vespri recitati da laici su testi approvati, ecc. sono preghiera ufficiale della Chiesa, ecc. Sembra che siano cose d'una certa importanza e che un cristiano medio le debba sapere: e se non le impara durante la scuola dell'obbligo, quando lo farà?
^ Alcune domande sono troppo facili; altre troppo difficili.
Risposta: – In una prova oggettiva ben fatta la maggior parte delle domande è di difficoltà media (vi risponde dal 40 al 60 degli allievi). Ma si includono anche domande più facili (a cui rispondono il 75%) e più difficili (solo 25% di risposte esatte) per selezionare gli allievi migliori e i peggiori: se uno risponde anche a una domanda diffide è veramente bravo, e se nemmeno sa rispondere ad una facilissima.. poveri noi! Queste domande «affinano» la capacità di misura della prova oggettiva verso l'alto (i migliori) e verso il basso.
^ Alcune domande sono un po' «nozionistiche» e «manualistiche» A volte (per es. nel settore liturgico, che è molto in movimento) un po' superate.
Risposta: – Una prova oggettiva deve tener conto di che cosa viene realmente insegnato agli allievi: non può andare molto avanti alla media dei testi e degli insegnanti esistenti; un po' sì, per stimolare;
– se una domanda (per es. su un rito liturgico) è superata da una riforma più recente, basta non tenerne più conto.
3. COME APPLICARE LE PROVE
Le prove trimestrali vanno normalmente applicate verso la fine del trimestre (per stimolare a un ripasso, per dare una valutazione). In una lezione successiva converrà chiarire gli errori e le lacune riscontrate mediante una interrogazione-colloquio che serva anche come ripasso del programma svolto.
La prova va «motivata», cioè si devono invogliare i ragazzi a farla volentieri. Questo si può fare suggerendo i motivi che vengono dati nella pagina iniziale o anche motivi superiori (se i ragazzi li sanno apprezzare) : il rispondere a queste domande non è solo un gioco o un esame, ma un atto di «impegno cristiano», una «risposta a Dio», un atto di amore per lui, quasi una preghiera. Così anche una interrogazione acquista grande valore educativo.
4. LA CORREZIONE DELLE PROVE
E LA VALUTAZIONE DEI SOGGETTI
Per la correzione delle prove ci si attiene alle apposite «chiavi» contenute nella Guida per l'Insegnante. Si metta un trattino rosso accanto a ogni risposta «giusta», una crocetta (o altro segno) accanto alle risposte «sbagliate» e un cerchietto accanto alle omesse. Alla fine, si riporti nello spazio indicato in ciascuna pagina, il totale delle G., S. e O. (giuste, sbagliate, omesse). Infine, se ne farà la somma e la si riporterà in prima pagina.
Ogni risposta giusta viene valutata 1 punto; le sbagliate e le omesse non ottengono nessun punto.
Si mettano quindi le prove in ordine decrescente, e si avrà già una prima valutazione: la graduatoria discendente degli allievi.
Per altre «quantificazioni» possibili (Media, punti C, ecc.) si vedano le Guide per le prove finali, alle pp. 5-9.
Le prove oggettive trimestrali di religione sono dei pieghevoli a 4 pagine con domande per un «test» di Religione, al termine di ciascun trimestre della Scuola Media.
Prima Media
Prova 1 – primo trimestre: Dio si fa conoscere e inizia il suo piano di salvezza.
Prova 2 – secondo trimestre: Il Regno di Dio si attua in Gesù Cristo.
Prova 3 – terzo trimestre: Spirito Santo; Chiesa; escatologia.
Seconda Media
Prova 4 – primo trimestre: Presenza e azione di Cristo nella Chiesa; battesimo; cresima.
Prova 5 – secondo trimestre: Eucaristia; penitenza.
Prova 6 – terzo trimestre: Unzione dei malati; ordine; matrimonio.
Terza Media
Prova 7 – primo trimestre: Morale generale- primi tre comandamenti.
Prova 8 – secondo trimestre: IV, V, VI e IX comandamento.
Prova 9 – terzo trimestre: VII, VIII, X comandamento.
Ciascuna delle 9 prove è in vendita in blocchi contenenti ognuno 25 copie della prova (per 25 allievi).
Ogni blocco (specificare la classe e il trimestre) L. 300 Guida per l'insegnante (per le 9 prove) L. 100
Richiedere alle principali librerie, oppure a: L.D.C., 10096 Torino-Leumann. 86

