STORIA DELL’ESSERE
    Esperienza, domanda, tesi: tre narrazioni su ciò che c’è

    Montagne Sainte Victoire par Paul Cézanne 110

    Di Paul Cézanne - The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=149080

     

    Una dichiarazione, prima di cominciare

    Questo lavoro ha una sua storia, un pensiero fisso e un metodo attraente.
    Il pensiero fisso è la domanda che sorge da bambini, si acuisce da adolescenti, cerca risposte pratiche nell’età adulta e si ripropone al tramonto della vita, dopo averla declinata in varie forme: che cosa siamo, su che cosa siamo «poggiati» nell’esistenza, come l’uomo ha colto e coglie il mistero dell’esistere, che cos’è questo «essere» che siamo.
    Il metodo, una ricerca sempre parziale e sempre ripresa, lo abbiamo trovato in un romanzo, Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder, che accompagna una ragazza curiosa nel suo percorso e le fa scoprire che cosa si nasconde, e che cosa si rivela, dietro tanto indagare. Poi ci siamo imbattuti in Heidegger, e il problema si è riproposto nella sua forma semplice e drammatica: «a questo ente, nel suo essere, ne va di questo essere stesso». Una frase che mette voglia di scavare.
    Questo scavare ha preso la forma di tre narrazioni, che si richiamano a vicenda: l’esperienza dell’esistere, con lo stupore e le sue domande radicali; la storia della domanda, cioè il modo in cui il pensiero umano l’ha posta e riposta; la tesi finale di Heidegger, secondo cui l’essere stesso avrebbe una storia, esposta e messa alla prova.

    Come è stato fatto. I testi sono stati redatti con l’aiuto di un assistente di intelligenza artificiale (Claude, di Anthropic), che abbiamo interrogato, messo alla prova e contraddetto lungo molti mesi di lavoro. L’impianto, le scelte di metodo, il tono, le correzioni e la responsabilità finale sono nostri. Un docente di filosofia con una lunga esperienza avrebbe potuto svolgere un compito simile; l’IA offre in più una grande rapidità nel mettere in relazione autori, temi e prospettive, e una paziente disponibilità al dialogo. Ogni paragrafo è stato letto, riletto e corretto secondo un criterio semplice: aiuta o no a capire l’enigma dell’essere e la sua storia? Aiuta un ragazzo a capire qualcosa in più delle domande che si pone?

    Che cosa il lettore deve sapere. Un’IA può sbagliare, anche con sicurezza. Per questo segnaliamo alcune cautele. Le scene della prima narrazione sono composte per il racconto e non sono casi reali; le scene storiche della seconda e della terza sono ricostruite e abbreviate. Le traduzioni dei testi antichi e moderni sono dell’IA e non sostituiscono le traduzioni ufficiali. Le note indicano le fonti, ma non garantiscono che ogni passo sia riportato alla lettera: molte citazioni sono parafrasi e non tutte le citazioni sono state controllate sulle fonti. Chi riscontrasse errori, imprecisioni o passaggi poco chiari è pregato di segnalarli, e li correggeremo volentieri.
    Senza troppa pubblicità, lo mettiamo nel sito, a disposizione di chi ne avrà bisogno: ragazzi, giovani, educatori, genitori, animatori. Se è utile, ne saremo contenti.


    «È» è la più usata e la meno interrogata di tutte le parole. Diciamo che il cielo è sereno, che un amico è tornato, e non ci chiediamo che cosa intendiamo. Eppure su quella piccola parola poggia ogni cosa, e noi stessi. Che cosa significa che qualcosa c’è, invece di non esserci? È la questione dell’essere, e la domanda di chiunque, un giorno, si fermi a guardare il mondo come se lo vedesse per la prima volta. 
    Questo lavoro la racconta in tre narrazioni, da leggere in ordine come i tratti di una stessa salita. La prima segue l’esperienza: lo stupore, la fragilità, il dono, l’angoscia, l’incontro, la perdita, l’oggi. La seconda ripercorre la storia della domanda, dai Greci a oggi, in Occidente e fuori. La terza espone e mette alla prova la tesi di Martin Heidegger secondo cui l’essere stesso ha una storia.
    Il tono è quello del racconto: scene concrete, linguaggio piano, note per chi voglia verificare, e sempre chiaro chi parla, se l’autore, il narratore o i suoi critici. Non si promettono conclusioni, ma un filo, come quello di Arianna nel labirinto, per addentrarsi nella questione senza perdere la strada.


    Introduzione: il filo di Arianna (PDF)

    Prima narrazione: l’esperienza (PDF)
    Parte prima. Lo stupore, dove tutto comincia
    Parte seconda. La contingenza, ovvero la fragilità di ciò che c’è
    Parte terza. Il dono, ovvero l’esistere che si riceve
    Parte quarta. L’angoscia e la nausea, ovvero quando l’essere si fa opaco
    Parte quinta. L’incontro, ovvero essere riconosciuti
    Parte sesta. La perdita e la veglia, ovvero l’essere nel suo punto più fragile
    Parte settima. L’oggi, ovvero esistere nell’epoca dello schermo

    Seconda narrazione: la domanda (PDF)
    Soglia
    Parte prima. L’aurora greca: Mileto, Efeso, Elea
    Parte seconda. Il dito e la mano: Platone e Aristotele
    Parte terza. Un nome sul monte: l’incontro con la Rivelazione
    Parte quarta. Il Medioevo: l’essere tra atto, nome e individuo
    Parte quinta. L’età moderna: l’essere davanti al soggetto
    Parte sesta. La crisi e la ripresa: la domanda ritorna
    Parte settima. La domanda messa in questione: l’ontologia nell’età dell’analisi
    Parte ottava. Oltre l’Occidente: l’essere in altre lingue

    Terza narrazione: la tesi (PDF)
    Soglia
    Parte prima. Il sentiero nel bosco
    Parte seconda. Che cosa vuol dire che l’essere ha una storia
    Parte terza. L’alba e la prima trasformazione
    Parte quarta. Dal creato al rappresentato
    Parte quinta. Il dispositivo e il pericolo
    Parte sesta. L’ombra
    Parte settima. L’altro inizio
    Parte ottava. Verifiche e obiezioni
    Movimento conclusivo. Tre sguardi su una montagna