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    Una proposta educativa: le esperienze di Slotomob nelle scuole e nei centro di aggregazione


    Maria Chiara Cefaloni, con il contributo di Maria Elena Simoncelli

    (NPG 2018-07-47)


     

    “Dai un pesce ad un uomo e lo nutrirai per un giorno.
    Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.”
    (Proverbio cinese)


    La pervasività del sistema dell’azzardo e la differenziazione dell’offerta, sempre più capillare e diffusa, ha determinato negli ultimi anni una impennata del consumo di azzardo da parte dei giovani, anche minorenni. L’accesso sempre più facilitato, specialmente per quanto riguarda l’azzardo online, ha determinato una maggiore difficoltà nel controllo degli utenti da parte delle autorità competenti. Inoltre, la pubblicità martellante che ha come protagonisti le grandi icone del calcio italiano, sta contribuendo a normalizzare un sistema che ha creato nuove vittime, povertà e dipendenze. Si delinea pertanto un profilo emergenziale che vede la fascia giovanile particolarmente a rischio, in quanto si tratta di una generazione nata e cresciuta in un contesto sociale in cui l’azzardo entra a far parte delle nostre vite quotidianamente, un mondo in cui non si può scommettere su se stessi e quindi si preferisce affidarsi irrazionalmente alla “dea fortuna”, alimentando un sistema che rovina le famiglie, portando all’arricchimento delle multinazionali del gioco d’azzardo e creando un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata.
    Negli ultimi anni si è quindi palesata la necessità di sensibilizzare e prevenire i rischi del dilagare dell’azzardo, necessità che ha condotto ad una moltiplicazione di percorsi informativi e formativi nelle scuole di tutta Italia, da parte di numerosi movimenti e associazioni.
    Il movimento Slotmob che opera da ormai più di quattro anni in tutto il territorio nazionale, pone come uno degli obiettivi fondamentali della propria campagna proprio la promozione di momenti di formazione, informazione e dibattito sul mondo dell’azzardo, con tutte le sue criticità. Fondamentale quindi partire dai contesti educativi, scuole e centri di aggregazione, per promuovere percorsi formativi in linea con gli obiettivi del movimento stesso.
    Dopo aver dato vita a numerosi laboratori sull’azzardo, che si sono rapidamente diffusi in tutta Italia e che hanno visto come promotori proprio i volontari Slotmob, abbiamo deciso di elaborare un prodotto che potesse essere di supporto alle tante esperienze educative che sono nate e continuano a nascere su tutto il territorio nazionale.
    Il movimento Slotmob infatti, mantenendo sempre uno sguardo alla situazione nazionale, opera nelle singole città a partire dai numerosi cittadini che si sono impegnati per promuovere percorsi generativi sui propri territori, immergendosi nella profonda ferita generata dal sistema dell’azzardo oggi. Dalla volontà di unire le diverse esperienze avviate, riconoscendo una matrice filosofica e antropologica comune, pur mantenendo la poliedricità espressiva delle singole realtà locali, nasce il Pacchetto Slotmob, redatto dal Coordinamento Nazionale del Movimento.
    Il Pacchetto ha un taglio prettamente socio-economico, in quanto parte da una analisi del mondo dell’azzardo per poi ampliare il focus sul sistema economico riduzionista di cui l’azzardo è un sintomo molto grave e rappresentativo. Il percorso formativo pertanto propone un approfondimento su:
    - il fenomeno dell’azzardo come espressione di un’economia dell’esclusione;
    - la riscoperta del legame sociale come antidoto ad un sistema che porta inevitabilmente al
    riduzionismo antropologico.
    La sfida sta nel presentare temi complessi dell’economia dando riferimenti teorici all’interno di esempi concreti, animando tra i ragazzi stessi riflessioni e dibattiti.
    I contenuti sono così articolati:

    L’azzardo non è un gioco: la patologia sociale

    In questa sezione viene proposta una riflessione sull’azzardo, sulla definizione di gioco, sui dati relativi ai numeri di questo mercato in Italia, proposti tramite un quiz che anima un dibattito tra i ragazzi. Infine si analizzano le ricadute dell’azzardo sulle nostre città a partire da esempi concreti condivisi dai ragazzi stessi.
    Laboratorio 1. Analisi della pubblicità dell’azzardo

    Capiamo la nostra città: luoghi d’incontro e pervasività dell’azzardo

    In questo incontro si propone una mappatura della città, invitando i ragazzi a rivolgere uno sguardo critico al territorio, analizzando i luoghi che vendono azzardo, i luoghi sensibili e i luoghi virtuosi.
    Laboratorio 2. Analisi urbanistica e offerta dell’azzardo. Cosa dice la legge a riguardo?

    Il ruolo della società civile: il consumo critico e la logica premiale della gratuità

    Dall’esempio concreto dell’azzardo si allarga l’approfondimento al sistema economico, alle misure della ricchezza, al riduzionismo economico e antropologico dominante. Si propone una visione nuova di economia, massimizzatrice di valore, portando esempi concreti.
    Si riflette quindi sul ruolo dei cittadini che diventano consumatori attivi, votando col portafoglio possiamo indirizzare l’offerta (l’esperienza del cash mob).
    Laboratorio 3. L’economia alternativa nella mia città

    Slotmob: la riscoperta del legame sociale

    Torniamo come cittadini attivi nel mondo dell’azzardo e votiamo col portafoglio, proponendo l’esperienza Slotmob come una occasione per ricostruire il legame sociale a partire dalle nostre scelte e premiando chi fa economia in maniera virtuosa anche nelle nostre città.
    Laboratorio 4. Organizzazione di un evento Slotmob

    Il Pacchetto vuole essere uno strumento accessibile a tutti coloro che vogliono farsi promotori di percorsi di formazione nei contesti più disparati. I destinatari del percorso sono prevalentemente i ragazzi delle scuole superiori, ma il Pacchetto può essere adattato anche a ragazzi più giovani o essere rivolto a fasce di età più adulta.
    La proposta formativa di Slotmob consta di slide, schede di attività, materiale operativo e un vademecum, ovvero delle dispense destinate ai formatori, così il percorso diventa anche una occasione di formazione dei promotori stessi.
    La struttura modulare del materiale proposto consente poi di articolare la formazione dilatando o restringendo le tematiche affrontate e suddividendo gli incontri a seconda del tempo a disposizione e del taglio necessario.
    L’obiettivo del percorso è attivare un processo metacognitivo nei destinatari della formazione, che porti ad una interiorizzazione del problema e degli strumenti per una soluzione dello stesso, diventando cittadini attivi e catalizzatori di processi virtuosi nelle proprie città.
    Infatti, l’articolazione di lezioni frontali e laboratori pratici destinati ad un ampliamento dello sguardo critico sul territorio, consente ai ragazzi di diventare loro stessi promotori di iniziative pubbliche ed eventi formativi nella città.
    La potenzialità del lavoro con i ragazzi sta nel lasciare libera espressione alla loro fantasia e al pensiero trasparente che gli fa gridare senza remore “il re è nudo”, individuando senza sovrastrutture le falle di un sistema ormai fuori controllo.

    Tante le esperienze in questi anni, tanti i frutti raccolti nei numerosi progetti educativi avviati da Slotmob insieme a numerose altre realtà che da anni sono impegnate in questo settore.
    Una fra tante è la più duratura e forse la più articolata. Ci troviamo a Grosseto dove il Liceo Economico-Sociale “Rosmini” ha scelto nel Maggio 2014 di aderire alla campagna Slotmob, con il pieno sostegno della Dirigenza e l’entusiasmo dei ragazzi. Allora gli studenti e i docenti sono stati animatori di un evento pubblico, in rete con altre associazioni di volontariato, andando a premiare un bar libero da azzardo: una vera e propria festa per tutti, con giochi dedicati a bambini e ragazzi, flashmob di tango e tanta tanta allegria per dire tutti insieme:
    “Un bar senza slot ha più spazio per le persone ".
    I ragazzi, entusiasti, hanno partecipato all’iniziativa in massa (non per saltare le lezioni dato che di sabato non ne hanno); qualcuno degli studenti alla fine dell’evento ha detto: “non pensavo di divertirmi così tanto con i giochi da tavolo, ho riscoperto il piacere del gioco, quello sano, il piacere di stare insieme a tante persone!”
    Un fare scuola che sposa appieno un progetto educativo a tutto tondo, in quanto diviene un dovere sensibilizzare i ragazzi alla prevenzione di tali forme di disagio e dipendenza, anche attraverso iniziative come Slotmob, in cui i ragazzi possano ritrovare il gusto di stare insieme e di interagire l’uno con l’altro e per questo, offrendo piena collaborazione.
    L’impegno è andato avanti e nel 2015 i ragazzi del liceo hanno approfondito il fenomeno sia a livello locale sia nazionale, e sono diventati a loro volta animatori di un progetto rivolto alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado. Tra conferenze e Slotmob nei bar, è partito anche il concorso “Azzardo uno slogan” e con la frase vincitrice è stata fatta una targa che i ragazzi hanno consegnato ai bar virtuosi. Tanti gli echi positivi nella città anche nella diffusione mediatica.
    Tutti sono rimasti colpiti dall’impegno dei ragazzi, dalla profondità delle loro riflessioni e dalla creatività dei loro messaggi. Si sono preparati, si sono confrontati e con forza hanno detto insieme “I giovani di Grosseto dicono NO al gioco d’azzardo”.
    Fino ad oggi il percorso è continuato e si è evoluto, coinvolgendo anche altre scuole di Grosseto e animando numerosi progetti ed eventi nella città. Un laboratorio educativo che continua ad essere generativo e a tessere legami sociali sul territorio.
    Come Grosseto ci sono centinaia di esperienze che in tutta Italia hanno consentito ai ragazzi di riscoprire la propria città con uno sguardo nuovo, diventando cittadini attivi, con la consapevolezza di avere la possibilità e la responsabilità di incidere a partire dalle scelte quotidiane.
    In questi anni, andando in numerose scuole e centri di aggregazione giovanile, abbiamo raccolto tanti stimoli interessanti e abbiamo animato discussioni che vedono posizioni significativamente contrastanti tra i ragazzi stessi. Il dialogo col mondo giovanile ci ha consentito infatti di registrare direttamente la pervasività dell’azzardo tra queste fasce di età, con una esposizione pericolosamente precoce. Questa realtà esprime spesso una visione del mondo riduzionista espressa dai ragazzi stessi, dove l’individualismo domina e il legame sociale viene meno, dove è assente la possibilità di un cambiamento.
    Ancora di più quindi ci sentiamo responsabili di essere promotori di percorsi educativi che possano rianimare tra i giovani quello spirito autenticamente rivoluzionario nei confronti di un mondo spesso ingiusto.


    T e r z a
    p a g i n A


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