Attesi dal suo amore
    Proposta pastorale 2024-25 

    Materiali di approfondimento


    Letti 
    & apprezzati


    Il numero di NPG
    luglio-agosto 2024


    Il numero di NPG
    speciale sussidio 2024


    Newsletter
    luglio-agosto 2024


    Newsletter
    SPECIALE 2024


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Pensieri, parole
    ed emozioni


    Post it

    • On line il numero di LUGLIO-AGOSTO di NPG sul tema degli IRC, e quello SPECIALE con gli approfondimenti della proposta pastorale.  E qui le corrispondenti NEWSLETTER: luglio-agostospeciale.
    • Attivate nel sito (colonna di destra "Terza paginA") varie nuove rubriche per il 2024.
    • Linkati tutti i DOSSIER del 2020 col corrispettivo PDF.
    • Messa on line l'ANNATA 2020: 118 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).
    • Due nuove rubriche on line: RECENSIONI E SEGNALAZIONI. I libri recenti più interessanti e utili per l'operatore pastorale, e PENSIERI, PAROLE

    Le ANNATE di NPG 
    1967-2024 


    I DOSSIER di NPG 
    (dall'ultimo ai primi) 


    Le RUBRICHE NPG 
    (in ordine alfabetico
    e cronologico)
     


    Gli AUTORI di NPG
    ieri e oggi


    Gli EDITORIALI NPG 
    1967-2024 


    VOCI TEMATICHE 
    di NPG
    (in ordine alfabetico) 


    I LIBRI di NPG 
    Giovani e ragazzi,
    educazione, pastorale

     


    I SEMPREVERDI
    I migliori DOSSIER NPG
    fino al 2000 


    Animazione,
    animatori, sussidi


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV




    I numeri del fenomeno dell'azzardo in Italia


    Vittorio Pelligra - Gabriele Mandolesi

    (NPG 2018-07-10)


     

    Gli ultimi 10 anni della storia italiana sono stati segnati da grandi cambiamenti sociali ed economici; l’esplosione del fenomeno dell’azzardo legalizzato rappresenta sicuramente uno degli eventi di maggiore impatto e rilevanza sulla dimensione sociale ed economica della vita dei cittadini italiani e, in casi estremi ma sempre più frequenti, anche sulla loro salute.
    I dati ufficiali forniti dai Monopoli di Stato lo dimostrano: se nel 2006 la raccolta (il totale delle puntante effettuate) ammontava a circa 35 miliardi di euro con una spesa (o la “perdita netta”, ossia le giocate meno le vincite) per gli italiani di 12 miliardi nel 2016 la raccolta raggiunge i 96 miliardi di Euro, le vincite 77 miliardi, la spesa 19.5 miliardi di cui 10.5 all’erario e 9 alla filiera. Numeri esorbitanti, + 174% di puntate e un aumento delle perdite pari al 63%, che ci collocano quarti nella triste classifica mondiale dei paesi con le perdite maggiori, preceduti solamente da Stati Uniti (117 miliardi), Cina (62 miliardi) e Giappone (24 miliardi), e noni per spesa pro capite, con 385 euro all’anno considerando l’intera popolazione maggiorenne al 2016 1.
    Circa 50 miliardi sono finiti nelle (Slot machine), 17 nel gioco on line e 9 nelle Lotterie (Gratta e Vinci e Lotteria Italia).
    Cioè che maggiormente colpisce di questi dati è la loro controtendenza rispetto all’andamento generale del paese: la disoccupazione cresceva, le aziende chiudevano, l’economia rallentava, le famiglie risparmiavano sui beni essenziali ma la spesa in azzardo aumentava in maniera esponenziale.
    Com’è stato possibile tutto questo? Perché nel periodo di maggiore crisi dal dopoguerra ad oggi, i risparmi delle famiglie, preziosi per affrontare un periodo di difficoltà, sono finiti nell’azzardo in maniera così massiccia?
    Sono diversi i fattori che possono spiegare questo fenomeno, ma certamente un ruolo primario lo hanno giocato la diffusione della pubblicità, la capillarità dell’offerta e l’aver fatto leva su meccanismi che i due premi Nobel per l’Economia, George Akerlof e Robert Shiller, ascrivono all’“economia della manipolazione e dell’inganno” (Phishing Economy) (Akerlof e Shiller, 2016) [1].
    Relativamente al tema della pubblicità, la sua efficacia nell’incentivare al gioco è indirettamente attestata dal livello di investimenti delle Società concessionarie che nel 2016 hanno speso complessivamente in advertising 71,6 milioni di Euro con un aumento del 40% rispetto all’anno precedente, concentrata prevalentemente (61 milioni) sul canale televisivo. Viene prodotta, facendo leva sulla parte più emotiva e irrazionale del consumatore, la percezione di una vincita facile risolutiva dei problemi economici e di prospettive future, l’idea di un gioco divertente dove non esiste nessuna componente di rischio.
    Ad oggi è in vigore un blando divieto di pubblicità sulle reti generaliste dalle 7 alle 22, ma mancano ancora leggi sull’on-line, dove si registra una spesa in pubblicità nel 2016 pari a 4,5 milioni di Euro. Esporre i consumatori a numerosi messaggi di questo tipo genera un grande rischio, soprattutto per i minori.
    Relativamente alla capillarità dell’offerta dell’azzardo sui territori, i dati pubblicati dai Monopoli di Stato [2] per il 2016 ci danno una fotografia molto chiara del fenomeno: circa 34 mila punti vendita per giochi numerici a totalizzatore (Superenalotto, Win for life ecc..), altrettanti punti vendita per il Lotto, circa 6 mila punti scommesse, 90 mila tra esercizi con AWP e sale VLT per un totale di circa 460.000 Slot machine e oltre 300 siti per le scommesse on-line.
    Poiché quello dell’azzardo è uno dei settori dove meglio funziona la cosiddetta “legge di Say” secondo cui l’offerta di un bene o un servizio crea la sua domanda, un numero sempre maggiore di Enti Locali (Regioni e Comuni) hanno deciso di introdurre misure restrittive attraverso, per esempio, l’introduzione di una distanza minima dei punti di azzardo da luoghi sensibili, quali scuole, chiese, sportelli bancomat, etc.) e a limitare l’orario di funzionamento delle varie tipologie di slot-machine.
    Riguardo ai meccanismi cognitivi su cui si è fatto leva, è importante partire dal presupposto che l’azzardo è architettato per minimizzare l’impatto del pensiero razionale sulle nostre decisioni: sebbene qualche giocatore ogni tanto vinca, il sistema, globalmente, è pensato per far perdere i singoli e generare un utile per lo Stato e per le aziende private del settore. Essendo quindi, il valore monetario atteso di tutti i giochi, negativo, l’unico modo razionale per giocare sarebbe quello di non giocare. Per indurci a scommettere, quindi, si fa leva sulla “fallacia” del nostro sistema cognitivo che ci porta a fare scelte che sono in contrasto con il nostro interesse.
    La scienze comportamentali hanno studiato a fondo tali meccanismi, come l’avversione alla perdita che ci induce a continuare a giocare per cercare di recuperare le somme perdute; la nostra incapacità ad esprimere giudizi probabilistici ben calibrati, la “fallacia dello scommettitore” che ci induce a credere che i numeri ritardatari del Lotto abbiano maggiori probabilità di essere estratti rispetto agli altri, o l’illusione del controllo, che ci fa credere di poter esercitare, attraverso particolari gesti (soffiare sui dadi, schiacciare in un certo modo il pulsante della slot machine, scegliere personalmente il gratta e vinci o selezionare in numero del biglietto della lotteria, etc.) un certo grado di controllo circa esiti che in realtà sono del tutto determinati dal caso.
    È evidente quindi come siamo arrivati a questa situazione in cui puntiamo 96 miliardi di Euro nonostante la crisi: siamo bombardati da pubblicità che ci illudono di poter risolvere i nostri problemi tentando la sorte, le nostre città sono state invase da luoghi dell’azzardo e persone sicuramente ben edotte sui nostri meccanismi comportamentali hanno sfruttato tali conoscenze per progettare un sistema che fa leva sulle nostre debolezze.
    La domanda è perché? Come spesso accade, purtroppo, la risposta a questa domanda si trova solo ponendone un’altra. Chi ci guadagna? La risposta è immediata: lo Stato e la filiera delle aziende private del settore, che in regime di concessione gestiscono il mercato dell’azzardo con fatturati e utili che altri comparti del tessuto produttivo industriale si sognano data la crisi. È quindi evidente, a nostro avviso, che la scelta di dare nelle mani di multinazionali private la gestione di un settore così delicato come questo ha creato un forte interesse ad incentivare l’azzardo e il suo consumo in maniera selvaggia, senza tentare fin dall’inizio di controbilanciare gli interessi privati con la tutela della salute e della dignità della persone prevista dalla nostra Costituzione.
    Tutto ciò genera inoltre una serie di problemi che hanno a che fare con la giustizia sociale. In primo luogo il far cassa sui soggetti fragili: l’aumento delle dipendenze da azzardo e i casi di suicidi dovuti a sovra indebitamento e depressione, di per sé inaccettabili, risultano ancora più gravi se pensiamo che sono il frutto di un’attività di business pianificata. C’è poi un aspetto più strettamente economico, ma egualmente ingiusto: lo schema purtroppo sempre più consolidato dei profitti privati e costi pubblici. L’industria dell’azzardo genera costi sociali altissimi a causa delle malattie per dipendenze, del rafforzamento delle mafie che, come afferma la Direzione Nazionale Antimafia, utilizza il business dell’azzardo legale per riciclare grandi quantità di denaro in breve tempo e con pochi rischi, dell’incremento dell’indebitamento delle famiglie, senza contare l’impatto non economico sulla felicità e sul benessere di quanti finiscono in questa spirale negativa. Tutti questi costi sono sostenuti dalla collettività, mentre le multinazionali portano a casa i profitti a differenza di quanto accade in Inghilterra dove già due volte alcune società di scommesse sono state condannate a risarcire un giocatore d’azzardo patologico a causa delle loro politiche di marketing troppo aggressive.
    C’è urgente bisogno di invertire la rotta, rimettendo al centro la tutela delle persone rispetto agli interessi economici come già stabilito dalla Corte Costituzionale nel 2011, che ha ribadito che gli interessi economici del settore dell’azzardo devono essere subordinati alla tutela della salute, della dignità della persona e dell’ordine pubblico, e pertanto ogni legge o delibera che limiti l’espansione del settore è da ritenersi legittima laddove si dimostri che necessaria per la tutela di valori più alti rispetto agli interessi di multinazionali private.
    Un primo importante passo è stato fatto con l’introduzione del divieto di pubblicità e di sponsorizzazione dell’azzardo contenuto nel Decreto Dignità, una misura che eviterà l’esposizione di minori e soggetti fragili agli spot ingannevoli dell’industria dell’azzardo, ma è importante non fermarsi e rimettere in discussione il sistema di concessioni che affida la gestione del settore a privati generando un incentivo economico alla diffusione dell’azzardo.

    NOTE

    1 H2 Gambling Capital report 2016.
    2 Libro Blu dei Monopoli di Stato 2016, pp.76-78.


    T e r z a
    p a g i n A


    NOVITÀ 2024


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano
    nella letteratura


    I sogni dei giovani x
    una Chiesa sinodale


    Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una
    "buona" politica


    Sport e
    vita cristiana
    rubrica sport


    PROSEGUE DAL 2023


    Assetati d'eterno 
    Nostalgia di Dio e arte


    Abitare la Parola
    Incontrare Gesù


    Dove incontrare
    oggi il Signore


    PG: apprendistato
    alla vita cristiana


    Passeggiate nel
    mondo contemporaneo
     


    NOVITÀ ON LINE


    Di felicità, d'amore,
    di morte e altro
    (Dio compreso)
    Chiara e don Massimo


    Vent'anni di vantaggio
    Universitari in ricerca
    rubrica studio


    Storie di volontari
    A cura del SxS


    Voci dal
    mondo interiore
    A cura dei giovani MGS

    MGS-interiore


    Quello in cui crediamo
    Giovani e ricerca

    Rivista "Testimonianze"


    Universitari in ricerca
    Riflessioni e testimonianze FUCI


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi


    Sguardi in sala
    Tra cinema e teatro

    A cura del CGS


    Recensioni  
    e SEGNALAZIONI

    invetrina2

    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani Etty


    Semi e cammini 
    di spiritualità
    Il senso nei frammenti
    spighe


    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono
    06 4940442

    Email

    Main Menu