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    I talenti: trafficare o sotterrare? Tre incontri di formazione missionaria



    (NPG 1974-01-46)

    Nel quadro della formazione vocazionale e missionaria all'interno e come sviluppo logico di un processo di maturazione cristiana, offriamo un sussidio di immediata utilizzazione: 3 incontri di animazione missionaria.
    Tali incontri si articolano lungo l'asse della parabola dei talenti (Mt. 25,14-30):
    • primo incontro: un signore, prima di partire, distribuisce i suoi beni, dando a ciascuno dei suoi amici secondo le sue possibilità;
    • secondo incontro: chi ha ricevuto i talenti va e pensa che cosa se ne può fare: trafficare o sotterrare?
    • terzo incontro: arriva il padrone e chiede conto dell'amministrazione dei beni. Ad una verifica con lui maturano ulteriori impegni (verso l'apostolato).
    Ogni incontro contiene una traccia di impostazione, spunti di riflessione personale e a gruppi e materiale per una preghiera comunitaria sul tema. Come sempre, il materiale ha bisogno di verifica e di adattamento a livello locale, anche se, grazie alla sua origine, ha carattere eminentemente pratico.

    L'elaborazione del sussidio è stata curata dal FOYER MISSIONARIO - ss. Consolata - SASSUOLO. Di questo centro di animazione missionaria la rivista ha già parlato in 1973 /2.
    Di questo stesso centro segnaliamo una filmina didattica sulla vocazione missionaria (74 diapositive con libretto e fonocassetta - L. 10.000), che presenta lo sviluppo, la costruzione e la realizzazione della vocazione.
    Il sussidio va richiesto direttamente al centro missionario di Sassuolo.

    PRIMO INCONTRO
    IL MONDO NELLE MIE MANI

    Linea di marcia

    Quanto più mi conosco, tanto più sono capace di dominare e servire. Dominare me stesso, le cose materiali, per servire gli altri.
    Solo così mi renderò libero (non schiavo) di me stesso, delle cose, per servire gli altri.
    Guardando noi stessi, le esigenze degli altri, quello che dice il Vangelo, cercheremo di scoprire meglio chi siamo e cosa abbiamo: conoscere noi stessi, le nostre doti, le nostre qualità, anche i nostri difetti.
    Come arriveremo a questo?
    Attraverso una riflessione personale sugli spunti offerti dalla traccia. Mettendo insieme la nostra riflessione, faremo una sintesi della conoscenza psicologica di noi stessi e del messaggio cristiano del Vangelo.
    Come impegno pratico, inizieremo una ricerca del nostro temperamento, attraverso l'aiuto di un test psicologico.

    La Parola di dio

    • Il Vangelo cosa dice?
    parabola dei talenti: Mt. 25,14-30;
    la Grazia di Dio: Gv. 3,3 ss.; Gv. 4,13 ss.
    • L'uomo è stato creato ad immagine di Dio. II peccato impedisce di vedere nell'uomo il volto di Dio.
    Gesù ci ha riportato l'immagine di Dio: Gv. 1,12-13; Gv. 15,1-11.
    Cosa vogliono dire concretamente questi passi della Bibbia?
    Cosa c'entra la conoscenza di se stesso con l'essere cristiani?

    Spunti per la riflessione

    Conoscere se stessi

    È un'esigenza della nostra maturazione personale:

    • Per sapere chi sono e cosa posso fare. Più mi conosco e più mi trovo in funzione di... di che cosa?
    • Non è maturo chi continua a sognare prescindendo dalla propria realtà!
    • La mia vita fallirebbe se fosse messa allo sbaraglio... non potrei mai avere nessuna base certa.
    • L'uomo è intelligente, libero, responsabile: anche nella costruzione di se stesso? (temperamento e carattere...).
    • Risponde ad una esigenza da parte degli altri:
    • Perché a volte ci presentiamo con facce diverse? (l'autenticità cos'è?).
    • Perché ci sono tanti che non riescono ad aprirsi agli altri? (chiusi o riservati? lo stesso?).
    • Perché tanti alti e bassi?
    • Perché il pessimismo, la sfiducia, la superficialità? (la superficialità rende felici? Come mai ci sono dei crolli?).
    • Compilazione del test (cfr. alla ricerca del mio temperamento, scheda per adolescenti, 15-18 anni - Elle Di Ci, Torino).
    • Ricerca del proprio temperamento (ognuno è irrepetibile!).

    Incontro di preghiera

    G La gioia di una grande scoperta invade tutto il mondo: c'è qualcuno che ci ama. Non possiamo tenerla per noi! Dobbiamo gridarla a tutti con il Salmo (99).

    1 Acclamate al Signore, o abitanti di tutta la terra!
    Servite il Signore con gioia.

    2 Sappiate che il Signore è Dio
    è stato Lui a crearci, e noi siamo suoi,
    suo popolo e gregge di cui Lui è pastore.

    1 Entrate nelle sue porte con canti di lode,
    e nei suoi cortili con canti di gioia.
    Ringraziatelo e benedite il suo nome.

    2 Sì, il Signore è buono;
    il suo amore è per sempre,
    per i secoli e secoli egli resta fedele.

    G II nostro compito è grande. Sulla nostra testimonianza e sulla nostra scoperta è basata la felicità del mondo. Per questo abbiamo bisogno dell'aiuto del Signore.

    T Aiutami, Signore, ad essere per tutti,
    colui che attende senza stancarsi,
    che ascolta senza fatica,
    che accoglie con bontà,
    che dà con amore,
    colui che si è sempre certi di trovare
    quando se ne ha bisogno;
    aiutami ad essere una presenza sicura
    a cui ci si può rivolgere quando si desidera,
    ad offrire questa amicizia,
    che arricchisce per te e con te,
    ad irradiare una pace gioiosa,
    la tua pace, Signore.
    E così,
    io possa aiutare gli altri a sentirti vicino,
    perché io ti ho scoperto Signore,

    e ti accolgo ad ogni istante.
    Amen.

    G Un incontro sconvolgente. Due persone di fronte a Cristo. E poi... sono già apostoli. Come il loro maestro, Giovanni Battista, lo dicono agli altri: «Abbiamo trovato il Messia».
    «Quello che abbiamo visto, quello che abbiamo udito, quello che abbiamo toccato, ve lo annunciamo...». Ecco che cos'è, in fondo, l'essere animatore.

    L Dal Vangelo di Giovanni (1,35-51).

    Preghiera

    Preghiamo perché ognuno di noi sia con la sua vita un vero testimone di Cristo.
    Preghiamo per tutti quei giovani che svolgono il compito di animatori, perché non si lascino scoraggiare dalle difficoltà, ma comunichino l'entusiasmo della loro scoperta.
    Preghiamo per tutti i cristiani perché siano luce del mondo e sale della terra con la loro testimonianza di vita.

    SECONDO INCONTRO
    VUOI ESSERE PROTAGONISTA?

    Linee di marcia

    Rifacciamoci al primo incontro: con la mia riflessione personale, con l'aiuto degli altri ho potuto scoprire quello che sono.
    Ho preso coscienza delle capacità fisiche e morali che possiedo io personalmente. Questi sono i talenti che il Signore ha dato a me. lo so che quello che ho, debbo trafficarlo per Lui a servizio degli altri (il talento della fede). Prendere coscienza del talento della fede e svilupparlo mi porta alla valorizzazione e allo sviluppo degli altri talenti.
    Scopo di questi incontri: andare a Dio insieme, ciascuno al suo posto: trovare allora il proprio posto nella Chiesa: ossia scoprire la propria Vocazione. Cosa vogliamo raggiungere con questo incontro?
    Riflettere partendo da quello che sono su quello che posso essere. Come arrivare a questo?
    Guardando la mia esperienza e l'esperienza degli altri mi accorgerò che la libertà di un uomo sta in questo: posso essere quello che voglio.

    Spunti per la riflessione

    Dio mi ha dato i talenti in amministrazione, lascia a me decidere come amministrarli: trafficare o sotterrare. Dalla mia scelta dipenderà il mio futuro.
    Riflettiamo sul significato di trafficare o sotterrare, guardando la nostra esperienza personale (a), l'esperienza degli altri (b) e la proposta del Vangelo (c). Dagli esempi pratici possiamo sapere a quali conclusioni arriveremo, scegliendo nella amministrazione dei talenti.

    Trafficare

    a) dalla mia esperienza personale:
    – qualità fisiche
    – qualità morali (intelligenza, volontà, capacità di amare...)
    – fede
    b) dalla esperienza di altri:
    – qualità fisiche
    – qualità morali
    – fede
    c) dal Vangelo

    Sotterrare 

    a) dalla mia esperienza personale:
    – qualità fisiche
    – qualità morali
    – fede
    b) dalla esperienza di altri:
    – qualità fisiche
    – qualità morali
    – fede
    c) dal Vangelo

    Approfondimento

    Il talento più importante che ho ricevuto è quello della fede (mettere i doni che ho a servizio degli altri per trafficarli per il Signore). Dio e gli altri. Riflettiamo su alcuni nostri atteggiamenti nei confronti di Dio e degli altri.

    Incontro

    – cosa non è
    – cosa è: avvertire la presenza di una persona che mi passa accanto e riconoscerla per quello che è.

    Dialogo 

    – cosa non è
    – cosa è: scambio fra due persone delle esperienze più profonde in modo tale che dal dialogo risulta una nuova personalità (io = io + tu).

    Confronto 

    – cosa non è
    – cosa è: verifica se nella mia attività agisco con la vecchia personalità (io) o con la nuova (io + tu) che è derivata dal dialogo.

    Donazione

    – cosa non è
    – cosa è: un atto spontaneo e conclusivo di un'amicizia.
    Il dono ha due caratteristiche fondamentali. Esso è:
    totale: in quanto esprime la totalità della persona che dona;
    nuovo: in quanto sempre attuale, «fresco», diverso, perché sempre diversa è la personalità di chi dona.
    Se farò fruttare il dono della fede concretamente (io + tu), io sarò quello che Dio ed io vorremmo essere giorno per giorno, sempre qualcosa di nuovo!
    «Bravo, servo buono e fedele; tu sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto: entra nel gaudio del tuo Signore».
    Due talenti + due talenti non fa quattro talenti, ma il Regno.
    Se mi accontenterò di conservare quello che sono (io), pian piano perderò l'amicizia e la collaborazione degli altri e mi troverò sempre più povero! «Servo malvagio ed infingardo! Sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso!... Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ne ha dieci».
    Un talento + zero talenti non fa un talento ma zero talenti.
    Come sarà il mio futuro?
    Come nasce, cresce, si sviluppa la mia vocazione?
    Sempre qualcosa di nuovo, di fresco... se giorno per giorno il mio Incontro, il mio Dialogo, il mio Confronto e la mia Donazione al Signore e agli altri saranno autentici (io + tu) senza preclusioni o riserve.
    «Perché a chiunque ha, sarà dato di più ed egli sovrabbonderà, ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

    Incontro di preghiera

    G Trafficare i propri talenti significa farli rendere. Ciò è possibile solo a condizione che quello che abbiamo lo mettiamo a disposizione del Padre in unione a Cristo. Così potremo portare molto frutto.

    L Dal Vangelo di Giovanni (Gv. 15,1-6).

    Preghiera

    Per tutti i nostri amici, perché si impegnino a trafficare i loro talenti nel solo modo possibile, cioè costruendo con Cristo.
    Perché siamo disponibili a tutto quello che il Signore ci chiede e con Lui, passo per passo, scopriamo ed attuiamo la nostra vocazione.
    Per quanti sono scoraggiati, perché attraverso la nostra testimonianza scoprano qual è il modo migliore per realizzare la propria vita: costruire con Cristo e servire gli altri.

    T Padre nostro,
    noi ci abbandoniamo a te.
    Fa' di noi
    ciò che ti piace.
    Qualunque cosa tu faccia di noi,
    ti ringraziamo.
    Siamo pronti a tutto,
    accettiamo tutto,
    purché la tua volontà
    si compia in noi
    e in tutte le tue creature.
    Noi non desideriamo altro, nostro Dio.
    Deponiamo noi stessi, con le nostre doti,
    nelle tue mani.

    TERZO INCONTRO
    UN PROGRAMMA PER LA VITA

    Linee di marcia

    Nell'ultimo incontro ci eravamo chiesti che cosa sarà il nostro futuro. Abbiamo concluso che il futuro è pienamente nelle» mie» mani, perché sarà quello che io e Dio insieme vorremmo costruircelo giorno per giorno: sempre qualcosa di nuovo... La vocazione ognuno se la costruisce nel dialogo continuo e progressivo con il Signore. Così abbiamo fatto un'altra scoperta: l'io non è più io, ma io + Dio. Riflettendo sulla parabola dei talenti, dopo l'approfondimento del termine ' trafficare» abbiamo scoperto che la logica di Dio è superiore a quella dell'uomo. In questo incontro ci mettiamo a fare i conti con il Signore. Se io traffico i miei talenti (2 + 2) alla fine che cosa mi trovo? Come prevedo sarà il mio futuro se, giorno per giorno, traffico i miei talenti per il Signore a servizio degli altri? Partendo dalla conclusione del precedente incontro: il mio futuro sarà quello che io e Dio costruiremo insieme giorno per giorno, arriverò alla scoperta che m'aspetta una missione da compiere, l'apostolato che mi dà la possibilità di realizzare me stesso in una apertura continua a Dio e agli altri.

    Spunti per la riflessione

    Chi amministra i talenti ha in consegna il Regno (2 + 2 = Regno) (cfr. Mt. 23,25). Non è una conclusione matematica, ma un dono (qualcosa di nuovo).
    Chiediamoci:
    • Che cosa intendo io per» Regno», di cui parla il Vangelo? (cfr. Mt. 13,1-52; 22,1-14; 25,1-13; Mc. 4,1-20; 26-34; Lc. 8,4-8).
    • Perché il Regno mi dà la possibilità di sentirmi pienamente realizzato? (Mt. 6,25-34).
    • Che cos'è per me l'apostolato? (Mt. 28,16-20; Mc. 6,12-13; Lc. 10,1-12; Gv. 20,24-29).
    • Che arricchimento porta l'apostolato a chi lo svolge?
    • Cosa vuol dire «concretamente» che ognuno di noi ha una missione da compiere?

    Approfondimento

    Il Regno di cui parla il Vangelo mi permette di valorizzare al massimo me stesso secondo Dio.
    Col Regno, Dio mi affida una missione...

    ♦L'apostolato mi permette la piena realizzazione di me stesso:
    • Sviluppa le mie capacità personali, il mio senso critico, obbligandomi ad un rapporto continuo con le persone; mi allena alla costanza; mi aiuta a superare le limitazioni del sentimento.
    • Dà un orientamento unitario alla mia azione.
    • Mi permette un dialogo continuo e autentico con gli altri (dialogo = io + tu).
    • Mi dà la possibilità di verificare concretamente la mia fede.
    • Risponde alle esigenze di '. andare insieme a Dio».
    • Sviluppa la mia creatività verso me stesso e verso gli altri.

    ♦ L'apostolato mi dà la possibilità di iniziare la mia missione:
    • Non agisco da solo, ma col Signore, per Lui, a nome suo.
    • Non devo aver paura, perché io sono un inviato.
    • Il mio impegno non è mai isolato, ho al mio fianco altri come me.
    • Inizio così a costruire il Regno di Dio fin da oggi, allenandomi giorno per giorno a costruire sempre qualcosa di più grande, con in me una nuova scoperta: vado verso Dio e in me, come componente essenziale di me stesso, ci sono gli altri (lo = Io + Altri Dio).

    ♦ L'apostolato è un dono che il Signore mi dà in base all'amministrazione dei talenti; mi permette la massima realizzazione di me stesso.
    Mi allena ad una missione (costruire il Regno di Dio) che già fin da ora comincio a realizzare in vista dello sviluppo graduale verso la missione eterna.
    lo non sono inutile, ma necessario, anzi complementare agli altri in un servizio di fede.

    Incontro di preghiera

    G A tutti il Signore fa un invito: «Vieni a lavorare nella mia vigna «. È un dono ed un impegno, che ci assumiamo.

    L Dal Vangelo di Matteo (20,1-7).

    Preghiera

    Per tutti quelli che si impegnano nell'apostolato, perché siano veramente strumenti vivi nelle mani del Signore.
    Per noi, perché il Signore ci dia forza e coraggio nell'impegno quotidiano.
    Perché il Signore ci confermi nella volontà di collaborare al suo progetto di salvezza e di spendere la nostra vita per il bene dei fratelli.

    T O Signore, fa di me uno strumento della tua pace.
    Ove regna l'odio, ch'io metta l'amore.
    Ove regna l'offesa, che io metta il perdono.
    Ove regna la discordia, ch'io metta l'unione.
    Ove regna l'errore, ch'io metta la verità.
    Ove regna il dubbio, ch'io metta la fede.
    Ove regna la disperazione, ch'io metta la speranza.
    Ove sono le tenebre, ch'io metta la luce.
    Ove regna la tristezza, ch'io metta la gioia.


    T e r z a
    p a g i n A


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