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    Un cineclub che fa i primi passi



    P. Ransenigo - R. Tonelli

    (NPG 1969-11-68)

    Un cineclub che fa i primi passi, se non desidera costruire sul nulla, si chiede di certo: da che parte incominciamo e dove vogliamo arrivare?
    Le risposte possibili sono un sacco. Dipendono da tanti fattori: scelta ideologica di fondo, età dei partecipanti, cultura e preparazione di base, disponibilità di tempo, di tecnici, di soldi...
    Questi appunti, nella loro semplicità, hanno per oggetto soprattutto i più giovani (anche a livello scuola media) e i meno preparati (chi fa i primi passi) con una prospettiva educativa prescelta (il film è considerato non solo come fenomeno culturale-tecnico, valutabile in astratto solo su di un piano formale, ma come vero fatto umano, in cui la tecnica e l'arte sfociano in una tematica che può essere condivisa o rifiutata, e in una estrinsecazione visuale e sonora da sottoporre a valutazione morale). Alla domanda d'inizio si danno qui due risposte:
    • punto di partenza: una certa conoscenza almeno embrionale del fenomeno «cinema», in tutti i suoi risvolti (per questo è presentata una bibliografia, accessibile e sufficientemente completa);
    • punto di arrivo: una valutazione piena di ogni opera: dall'aspetto narrativo e estetico a quello tematico e morale (per questo è indicato un certo movimento che ogni dibattito dovrebbe assumere; i problemi sottolineati ci paiono quelli da prendere assolutamente in esame: tutti, anche se con brevità e superficialità. Solo così il dibattito diventa educativo: non è una semplice analisi formale, distorta fuori dai binari dell'uomo che ci vive dentro, sempre; né è una moralizzazione estrinseca di un fenomeno che rimane sconosciuto, perché non letto nelle sue dimensioni oggettive di «fatto»).

    SCHEDA-GUIDA PER DIBATTITO

    Pur non escludendo la possibilità di condurre la conversazione su linee anche diverse in rapporto alla originalità del film appena visto, di norma colui che guiderà il dibattito rivolgerà al pubblico cinque domande nell'ordine seguente:
    1. Qual è il racconto o la storia narrata dal film?
    2. In che modo il regista ha raccontato la storia?
    3. Qual è la tesi o messaggio del film?
    4. È giusta la tesi che il film propone?
    5. E io che c'entro in tutto questo?
    Con parole tecnicamente precise si dovrebbe dire che si passa da una analisi narrativa (prima dom.) a una valutazione estetica (seconda dom.) per giungere attraverso l'analisi tematica (terza dom.) alla valutazione morale del film (quarta e quinta dom.).
    Presentiamo ora, una per una, le cinque domande, con qualche chiarificazione sul loro senso per meglio comprendere la logica del discorso che si vuol fare su ogni singolo film.

    ♦ Prima domanda: Qual è il racconto o la storia narrata dal film?
    Il dibattito inizia quindi con una domanda che ci porta alla analisi narrativa del film, cioè all'esame della sua composizione come racconto, mettendo a fuoco la vicenda, i personaggi che la animano, i loro conflitti... Il film infatti, normalmente, è, prima di tutto, un racconto che parte da una premessa, si sviluppa organicamente e arriva a una conclusione.
    Siccome tutti, con intensità più o meno grande, ci lasciamo trascinare dalla vicenda, è necessario che si prenda coscienza delle scene e dei personaggi d'urto per risalire al filo del racconto.
    Allora ci si domanda:
    • Come si snoda questo racconto filmico?
    • Ha delle linee chiare? ordinate? Quali sono le principali? quali le secondarie?
    • Tale racconto ha una coerenza logica?
    • I personaggi sono ben delineati? hanno coerenza psicologica?
    Di qui anche un giudizio sul soggetto e sulla sceneggiatura e sulla struttura unitaria del film.

    ♦ Seconda domanda: In che modo il regista ha raccontato questa storia?
    Siamo alla valutazione estetica del film, cioè alla analisi dei mezzi che compongono l'espressione cinematografica.
    Innanzi tutto devono essere valutati nel loro complesso: sono essi in vera e armonica coerenza con il racconto affrontato?
    In particolare si può ricercare il valore dei mezzi filmici usati prendendo in considerazione:
    • Messa-in-scena: scenografia, costumi, trucco sono efficaci?
    • Ripresa fotografica: inquadrature significative? angolazioni e distanze (campi e piani)? composizione dei quadri? illuminazione (uso del chiaroscuro, del grigio, dello sfocato) ? colore funzionale o semplici colori?
    • Recitazione: scelta degli attori indovinata? adesione dei singoli (dal protagonista alle comparse) in modo efficace ai personaggi?
    • Colonna sonora: il dialogo è ben condotto? la musica aderente? gli effetti sonori
    • i silenzi?
    • Montaggio: con quale ritmo è montato il film? su quali movimenti (degli attori - della cinepresa - delle sequenze - dei motivi ideali) ? risulta a ritmo rapido, lento, alternato, monotono?
    Percorrendo questo cammino si ricava un giudizio documentato sull'opera filmica secondo le leggi dell'unità e dell'armonia; e si concluderà affermando che il film in esame apparirà esteticamente ottimo, o valido, o discreto, o appena sufficiente, o scarso... nel quadro di una sua coerenza stilistica.

    ♦ Terza domanda: Qual è la tesi o il messaggio del film?
    Si perviene allora all'analisi tematica del film, cioè alla tesi, al messaggio, all'idea che sostiene e determina l'intera successione del racconto filmico. Lo spettatore si trova a dover compiere il cammino inverso a quello compiuto dal regista, il quale è partito da un'idea, vi ha costruito intorno una vicenda e l'ha espressa in un linguaggio fatto essenzialmente di immagini.
    Di qui la nostra ricerca è giustificata:
    • Quali idee percorrono il film?
    • In quale tema centrale si possono coordinare?
    • Il tema principale riesce a fondere e a comporre in unità i temi secondari?
    • Si può esprimere il tema con una definizione completa, chiara, sintetica? Presenta esso le note di una sicura verosimiglianza e di una viva umanità?
    Si è perciò alla presenza della penultima domanda.

    ♦ Quarta domanda: È giusta la tesi che il film propone?
    Il dibattito si conclude così con la valutazione morale. L'analisi estetica e quella tematica per essere veramente complete non possono non portare a un giudizio morale, in quanto l'arte abbraccia tutto l'uomo, in tutte le sue dimensioni. Nell'analisi dei valori morali del film si dovrà necessariamente distinguere un duplice giudizio:

    • Giudizio sulla moralità «interna» del film:
    La tematica centrale del film risulta positiva o no, moralmente? I personaggi si adeguano in tutto e sempre alla norma morale? Nel conflitto tra bene e male che posizione ha preso il regista? condanna o no il male? lo descrive però con compiacenza? La parte rappresentata del bene è prevalente su quella del male? o viceversa? Il regista si è mostrato incerto, scettico, evasivo, ambiguo? I rapporti umani individuali, sociali, religiosi come vengono intesi dal regista? 

    • Giudizio sulla moralità «esterna» del film:
    Alcuni personaggi, e quali, denunciano delle carenze morali? L'immoralità di alcune scene è tale da danneggiare, nel complesso, la tematica moralmente positiva del film? E viceversa certe scene positive lo salvano?
    Il giudizio morale complessivo dovrebbe, infine, saper indicare a quale tipo di pubblico sarebbe adatto il film preso in considerazione (di qui il riferimento alle classificazioni del C.C.C.: I, II, III, IV).

    ♦ Quinta domanda: E io che c'entro in tutto questo?
    Ogni problema umano (la 4a domanda ha cercato di giungere alla scoperta della «moralità» del messaggio del regista, quindi all'uomo, nelle sue dimensioni più profonde) diventa un problema «personale», in cui ci sono dentro io (che quindi mi riguarda fino in fondo e di fronte al quale non posso restare indifferente), quando viene condotto nei suoi movimenti più profondi e più veri.
    Perché ogni incontro con un film sia educativo (costruisca cioè qualcosa in me, mediante il mio contributo) è necessario giungere a questa soglia.

    • La soluzione del regista è tutta negativa o tutta positiva? Che cosa condivido di quanto mi è stato proposto? Che soluzione avrei invece prospettato io? E che soluzione avrebbe prospettato il Signore? Ci sono altri fatti tipici, nella storia dell'uomo, in cui i problemi assomigliano a quelli del regista? Come sono stati risolti? Chi ha aiutato gli uomini a costruire soluzioni positive? Chi li ha spinti a soluzioni negative? Che parte ho io in tutto questo? Che cosa dovrò dunque cambiare in me stesso, perché le cose vadano veramente come è stato indicato, oppure perché le cose non vadano più così?

    NOTA BIBLIOGRAFICA SUL CINEMA

    Non si intende presentare qui un elenco completo ed esauriente di opere sull'argomento «cinema», tanto vasto e impegnativo, ma solo indicare, ad informazione di giovani impegnati, qualche opera abbastanza accessibile e significativa per la conoscenza delle caratteristiche e dei problemi relativi al cinema.

    1. Opere di carattere generale

    G. Sadoul, Storia del cinema mondiale, Feltrinelli
    G. Sadoul, Cinema - I film (2 voll.), Sansoni
    G. Sadoul, Cinema - I cineasti, Sansoni
    G. Solmi, Cinema specchio del tempo, La Scuola
    N. Taddei, Lettura strutturale del film, Ed. I 7
    N. Taddei, Giudizio critico del film, Ed. I 7
    AA. VV., Criticare un film, Ed. Cineforum, Venezia
    AA. VV., Discutere un film, Ed. Cineforum, Venezia
    Ghilardini, Storia generale del cinema, Marzorati
    R. May, Il cinema italiano contemporaneo, Fossano
    D. Eusebietti, Piccola storia del cinema, SEI G.
    Bettetini, Cinema: lingua e struttura, Bompiani

    2. Educazione al cinema

    I. L. Peters, L'educazione al cinema, Ed. Paoline
    M. Gamba, Il mondo delle immagini, Centro Studi Cinematografici
    AA. VV., Tecnica ed estetica del film, La Scuola
    M. Bongioanni, Il linguaggio delle immagini, LDC
    R. May, Cinema e tecnica, La Scuola
    L. Gamba, Educare al cinema, Ente dello Spettacolo, Roma
    AA. VV., Quaderni di cinematografia, collana La Scuola
    M. Verdone, Come si realizza un film, La Scuola
    G. Fossati, Il dibattito cinematografico, Centro Studi Como
    G. Gambetti, Come si guarda un filmGaleati
    Ist. M. Ausil., Il cinema, appunti scuola media, Brescia

    E. Tarroni, Cinema e gioventù, Ed. Malipiero

    3. Cinema e problemi educativi

    Cinema, cosa ne pensa la Chiesa, Ed. Paoline
    E. Cappellini, Genitori, educhiamo al cinema, Ancora
    M. Bongioanni, Cinema, caso di coscienza, LDC
    E. Canale, La Chiesa e il cinema, Ente dello Spettacolo
    G. Fossati, Il cinema e l'uomo, Vita e Pensiero
    M. Sola, Gli strumenti della comunicazione sociale, Paoline

    4. Riviste cattoliche cinematografiche

    Rivista del cinematografo, mensile, Ente dello Spettacolo, Roma
    Cineforum, mensile, Ed. Cineforum, Venezia
    Cineschedario, mensile, Centro Spettacolo Educativo, Torino
    Schedario cinematografico, a schede, Centro dello Spettacolo e della Comunicazione Sociale, Roma
    Letture, mensile, Ed. Letture, Milano


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