Attesi dal suo amore
    Proposta pastorale 2024-25 

    Materiali di approfondimento


    Letti 
    & apprezzati


    Il numero di NPG
    luglio-agosto 2024


    Il numero di NPG
    speciale sussidio 2024


    Newsletter
    luglio-agosto 2024


    Newsletter
    SPECIALE 2024


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Pensieri, parole
    ed emozioni


    Post it

    • On line il numero di LUGLIO-AGOSTO di NPG sul tema degli IRC, e quello SPECIALE con gli approfondimenti della proposta pastorale.  E qui le corrispondenti NEWSLETTER: luglio-agostospeciale.
    • Attivate nel sito (colonna di destra "Terza paginA") varie nuove rubriche per il 2024.
    • Linkati tutti i DOSSIER del 2020 col corrispettivo PDF.
    • Messa on line l'ANNATA 2020: 118 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).
    • Due nuove rubriche on line: RECENSIONI E SEGNALAZIONI. I libri recenti più interessanti e utili per l'operatore pastorale, e PENSIERI, PAROLE

    Le ANNATE di NPG 
    1967-2024 


    I DOSSIER di NPG 
    (dall'ultimo ai primi) 


    Le RUBRICHE NPG 
    (in ordine alfabetico
    e cronologico)
     


    Gli AUTORI di NPG
    ieri e oggi


    Gli EDITORIALI NPG 
    1967-2024 


    VOCI TEMATICHE 
    di NPG
    (in ordine alfabetico) 


    I LIBRI di NPG 
    Giovani e ragazzi,
    educazione, pastorale

     


    I SEMPREVERDI
    I migliori DOSSIER NPG
    fino al 2000 


    Animazione,
    animatori, sussidi


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV




    Traccia di conferenze sulla messa



    Luigi Zulian

    (NPG 1969-10-73)

    9 - CI HA AMATI FINO IN FONDO

    Quando si cerca di andare un po' più a fondo nel comprendere il dono che ha voluto farci Dio con la Messa, si ha quasi l'impressione che Egli non si ritenga mai soddisfatto e che voglia darci sempre di più, spinto da quell'amore che abbiamo chiamato addirittura assurdo.
    Ci ha comunicato la sua Parola, superando la distanza infinita che ci separa da Lui, assumendo i nostri termini, le nostre espressioni, coartando la sovrabbondante ricchezza di questa Parola nei nostri piccoli schemi. Poi ha voluto venirci incontro donandoci una Vittima che potesse veramente espiare il nostro peccato commesso contro di Lui, visto che noi non avremmo mai potuto trovarne una degna. E questa Vittima è addirittura suo Figlio, il quale condivide in pieno l'assurdo amore del Padre per gli uomini peccatori: si è fatto uno come loro, è morto per loro ed ora si mette a loro disposizione perché lo offrano al Padre.
    Ed ecco finalmente l'ultimo passo di Dio: ogni uomo si unirà con la Vittima, non in maniera simbolica, ma reale. Ne farà cioè suo cibo, farà un tutt'uno con Lui. L'ideale, umanamente irraggiungibile, di due che si amano – compenetrarsi, entrare l'uno nell'altro, divenire una cosa sola – qui si realizza pienamente.
    Ogni membro dell'assemblea che si comunica diviene una cosa sola con la Vittima, cioè diviene vittima lui pure, e come tale si offre al Padre: la Comunione suggella definitivamente il ritorno al Padre.
    L'Alleanza che il Padre aveva voluto ricostituire va molto al di là di quanto mente umana potesse pensare e sperare: non è più solo un «andare nuovamente d'accordo», un essere riconciliati, perdonati, un rinsaldare l'amicizia; è un'unione completa: «Che essi siano una cosa sola con noi!» (Giov.).
    C'è un altro aspetto però da considerare.
    La Messa è un fatto comunitario.
    Il Padre non aveva invitato dei singoli individui, ma la sua famiglia. Tutta l'assemblea, insieme, aveva pregato, offerto la Vittima. Ora, mediante la Comunione, il Cristo-Vittima si unisce, sì, a ognuno singolarmente, ma In quanto membri dell'assemblea e membra sue. Non ha senso quindi il chiudersi in se stessi, col proprio Gesù, dimenticando gli altri.
    La Comunione costituisce realmente il Corpo Mistico di Cristo: «Noi, che siamo molti, formiamo un solo corpo, perché noi tutti siamo partecipi di questo unico pane» (1 Cor., 10,17).
    Cerchiamo di tirare un po' di conseguenze da questa doppia unificazione: uniti con Dio, uniti tutti tra di noi!
    Per quanto riguarda l'unione con Dio, penso che ognuno di noi si senta incapace di approfondire maggiormente. Si rimane quasi sgomenti; si balbetterà qualche cosa, ma poi ci si perde in questo insondabile mistero divino; si riesce solo ad esprimere una riconoscenza infinita per quanto Dio «ha operato in noi». La vendetta di Dio contro colui che l'ha offeso: darglisi in cibo perché diventi una cosa sola con Lui!
    Circa le conseguenze operative dell'unione coi nostri fratelli, ci ritorneremo sopra. Vorremmo qui ricordare invece la tremenda illogicità di gran parte del popolo cristiano, dei cosiddetti «praticanti» che vanno a Messa alla domenica, ma non si comunicano.
    Ci si riunisce tutti insieme, si prega, si accoglie il Cristo che viene, si offre la Vittima, e poi... ci si arresta bruscamente, si rinuncia alla naturale conclusione del tutto, conclusione voluta dal Padre, dalla Vittima stessa, il Cristo, e dalla Chiesa. Non si vuole certo affermare che tutto il resto, senza la Comunione, non valga niente; ma sta di fatto che rendiamo monca l'iniziativa di Dio.
    Una cosa simile sarebbe apparsa semplicemente inspiegabile per i primi cristiani che si radunavano per la fractio panis e per mangiare la cena del Signore. Non vi è mai venuto il dubbio che la mancanza di vita cristiana possa dipendere (se non del tutto certo in buona parte) dalla mancanza di Eucaristia? Ogni vita deve essere sostentata!
    Il rinnovamento liturgico in atto porterà certamente a convincere tutti i cristiani che il dono di Dio si accetta fino in fondo. E altrettanto certamente questo porterà a un rifiorire di vita cristiana, perché si irrobustirà il Corpo Mistico di Cristo.

    10 - NON MANGIAMO LA NOSTRA CONDANNA!

    S. Paolo quando vuole mettere in guardia i cristiani perché non mangino il Corpo del Signore indegnamente, bolla soprattutto la mancanza di carità: le vostre assemblee tornano a vostro danno perché «tra voi vi sono delle scissioni»; in questo modo voi mangiate la vostra condanna!
    È inconcepibile che coloro che si radunano per partecipare al dono d'amore del Padre, siano poi tra di loro come degli estranei o peggio ancora divisi da antipatie, malvagità, contrasti, maldicenze, rivalità, odio.
    È un unico Pane che è spartito fra tutti. Come ci si troverà lo stesso Cristo in questi cuori divisi?
    Acquista allora ancora più forza, per la Comunione, il comando di Cristo: «Va' prima a riconciliarti con ll tuo fratello»,
    Tutti I riti preparatori, a cominciare dal Padre nostro, hanno come leit-motiv: unità nella carità.
    Nel Padre nostro, recitato insieme, preghiamo Dio che ci rimetta i nostri debiti, «come noi li rimettiamo ai nostri debitori».
    Segue la supplica per la pace: «Concedi benigno la pace ai nostri giorni». Pace esteriore, pace con Dio, mediante il perdono dei peccati, pace nella Chiesa, pace tra noi.
    Ed ecco il rito significativo (che speriamo venga messo maggiormente in risalto, riportandolo alla sua originalità) dello spezzettamento del Pane: si spartisce l'unico Pane, se ne fa parte a tutti. Poi lo mangeremo, lo stesso Pane, tutti.
    Come si inserisce bene quindi, a questo punto (dopo la richiesta di pace a Dio e i propositi di pace coi nostri fratelli, e prima di mangiare il Pane unificante) il bacio di pace.
    L'abbraccio di pace dovrà ritornare uso universale, come nei primi secoli, perché è troppo legato alla logica di tutta la celebrazione eucaristica.
    Ne verrà di conseguenza un'intensificazione dell'amore fraterno. Ci si era radunati in assemblea chiamati, invitati dall'amore del Padre. La comune preghiera, l'ascoltare insieme la Parola, il comune sacrificio, avevano già creato tutto un clima di fraternità. Ma ora, all'atto di comunicarsi, il sentimento d'amore è divenuto elemento assolutamente essenziale. Non solo, ma si determina un imprescindibile impegno di tradurre questo amore in opera.
    «Chi dice di amare Dio e poi non ama i suoi fratelli è un bugiardo», ci dice S. Giovanni (1,4,20). Noi possiamo aggiungere: chi si è cibato di Dio-Amore e non sente il dovere di riversare sui fratelli in opere concrete, nella vita di ogni giorno, l'Amore ricevuto, è ancora più bugiardo, egoista e incosciente.
    Ecco il frutto primo della Comunione: l'amore per i fratelli.
    Così il cristiano diventerà veramente (come dev'essere!) un «segno», una testimonianza viva della presenza di Dio nel mondo.
    Gli effetti della Messa travalicano allora la cerchia ristretta di questa piccola assemblea dove essa è stata celebrata; anzi, travalicano la Chiesa stessa, per raggiungere il mondo intero. La corrente di carità partita da Cristo passa attraverso i partecipanti alla Messa e penetra in tutta l'umanità.
    Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini, non solo di questo sparuto gruppo che è andato a Messa e neanche solo dei battezzati: tutti gli uomini sono chiamati al banchetto. E sono i singoli cristiani, nutrìti del Pane, che vanno per i crocicchi delle strade per invitare tutti. «Andate!»...
    Il loro invito non è formulato di parole, ma di fatti, concretizzato nell'amore operante, in tutti i campi: del lavoro, del divertimento, della politica, della scuola, della vita sociale...
    E così il Corpo del Signore cresce, lentamente ma inesorabilmente, fino alla parusia, alla conclusione cosmica.
    Ogni tradimento dell'amore, da parte di un cristiano, è un ritardare la crescita di Cristo. Ecco perché il vero peccato è sempre un peccato contro l'amore, ed ecco perché ogni peccato non è mal qualche cosa dl privato, ma è sempre un peccato sociale.
    Ma ognuno di noi, purtroppo, è portato al tradimento. È duro amare sempre. Se poi pensiamo che la coerenza di essere cristiani dovrebbe portare a impegnarci nell'amore fino a dare la vita, se necessario, come Cristo, vien proprio voglia di sotterrare il nostro cristianesimo come il talento del Vangelo, per poter «vivere in pace». Ed è proprio perché i cristiani vogliono «vivere in pace», anziché «operare fattivamente per la pace», che il mondo non è cristiano.
    Sarà la nostra Messa, capita e vissuta, che ci aiuterà a essere meno traditori e più cristiani, per la forza e il coraggio che ci comunica il Pane.

    PER LA DISCUSSIONE DI GRUPPO

    1) Perché la logica di tutta la celebrazione eucaristica porta necessariamente a «fare la Comunione»?
    2) L'unirsi con Cristo nella Comunione è qualche cosa di ripugnante (ricordare lo «scandalo» dei Giudei alla frase di Gesù «Chi non mangia la mia carne...») o non soddisfa invece una profonda esigenza umana?
    3) Nel comunicarsi è preminente l'aspetto personale o comunitario?
    4) Perché la Comunione postula necessariamente un'unità di amore?
    5) Esaminiamo la parte della Messa che va dal Padre nostro alla Comunione, per rilevarne tutti gli accenni alla carità, alla pace, all'unione.
    6) Perché e in che misura la Messa raggiunge nei suoi effetti anche i non credenti?
    7) Nella nostra situazione concreta, oggi, come individui e come gruppo, come possiamo attuare l'impegno di amore assunto nella Messa?


    T e r z a
    p a g i n A


    NOVITÀ 2024


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano
    nella letteratura


    I sogni dei giovani x
    una Chiesa sinodale


    Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una
    "buona" politica


    Sport e
    vita cristiana
    rubrica sport


    PROSEGUE DAL 2023


    Assetati d'eterno 
    Nostalgia di Dio e arte


    Abitare la Parola
    Incontrare Gesù


    Dove incontrare
    oggi il Signore


    PG: apprendistato
    alla vita cristiana


    Passeggiate nel
    mondo contemporaneo
     


    NOVITÀ ON LINE


    Di felicità, d'amore,
    di morte e altro
    (Dio compreso)
    Chiara e don Massimo


    Vent'anni di vantaggio
    Universitari in ricerca
    rubrica studio


    Storie di volontari
    A cura del SxS


    Voci dal
    mondo interiore
    A cura dei giovani MGS

    MGS-interiore


    Quello in cui crediamo
    Giovani e ricerca

    Rivista "Testimonianze"


    Universitari in ricerca
    Riflessioni e testimonianze FUCI


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi


    Sguardi in sala
    Tra cinema e teatro

    A cura del CGS


    Recensioni  
    e SEGNALAZIONI

    invetrina2

    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani Etty


    Semi e cammini 
    di spiritualità
    Il senso nei frammenti
    spighe


    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono
    06 4940442

    Email

    Main Menu