(NPG 1968-01-73)
DIMENSIONI: GENNAIO 1968
«Grazie, grazie, grazie! Ho ricevuto circa 150 risposte alla mia lettera». Chi scrive così è Maria Conti, una ragazza di cui Dimensioni aveva pubblicato una lettera nella Posta del Direttore. Ho avuto tra mano il grosso plico, inviatomi dalla ragazza stessa, ed è molto interessante seguire le reazioni dei giovani, constatare il senso di solidarietà che li lega fra loro, i motivi di fondo dei loro interventi.
Dimensioni entra nel suo sesto anno di vita col gennaio 1968. La rivista ha polarizzato l'attenzione dei giovani più sensibili e impegnati, particolarmente studenti, e degli Insegnanti di religione di Scuole Statali che vi hanno trovato un utile sussidio al loro insegnamento. La partecipazione dei giovani è viva e sentita: prova ne sia la rubrica di posta che, iniziata per suggerimento stesso dei giovani, è passata dalle due pagine iniziali alle sei attuali nel giro di pochi mesi, e costituisce per i lettori un elemento di vivissimo interesse insieme ai dibattiti.
Il dibattito sulla fede
L'Anno della Fede vede i giovani di Dimensioni interessati a un vasto dibattito sulla fede stessa. Dimensioni di gennaio porterà un terzo gruppo di interventi, scelti fra i molti che continuano a pervenire alla rivista. Sono tre lettere di giovani che dimostrano quanto sia sentita vitalmente e in forma esistenziale la fede dei giovani, al di fuori di impalcature razionaleggianti e speculative care a una certa mentalità apologetica ormai superata presso gli stessi teologi. «Hanno visto il Signore solo di spalle » è il titolo dell'articolo nel quale Joseph Aubry, proseguendo la serie programmata per quest'anno, si riallaccia ai risultati del dibattito sulla fede per illustrare una verità fondamentale: non c'è vera maturità di fede per un giovane battezzato se non c'è autentica «conversione». E di tale «conversione» analizza contenuto e forme.
Politica: Inizia una serie di articoli sui partiti politici italiani
Le elezioni politiche che accenderanno l'atmosfera italiana nella primavera del '68 hanno indotto vari lettori a chiedere alla rivista di entrare in argomento. Dimensioni ha programmato una serie di tre articoli che illustreranno lo schieramento politico italiano e appariranno in gennaio, febbraio e marzo, a cura di Giuseppe Mattai.
Gennaio sarà dedicato alla presentazione dei partiti della Destra Italiana: liberali, missini, monarchici. Sono esaminate rapidamente di ogni partito le vicende storiche, l'ispirazione dottrinale, le opzioni politiche, l'apporto dato al Paese, gli eventuali limiti. Seguirà in febbraio la presentazione dei partiti di sinistra e, in marzo, l'esame dei partiti di centro. Gli articoli offrono così un ottimo stimolo alla discussione con i giovani per aprire loro le idee sul panorama politico italiano chiarendo posi-zione e situazioni, per aiutarli a uscire dalla sterile protesta e dall'emotività acritica nei confronti dei vari partiti.
Figure contemporanee, cinema, TV
Molti giovani considerano oggi Allen Ginsberg, il poeta americano capofila dei beat, come il maestro della nuova generazione. Per questo Dimensioni ha affidato a un nuovo collaboratore, Giampaolo Martelli, la presentazione della figura di Ginsberg nel suo significato, nei suoi addentellati con la letteratura del decadentismo europeo, sottolineando gli elementi validi che ritroviamo nel suo disperato messaggio e gli elementi negativi che impediscono assolutamente di farne un maestro. Un articolo che deve essere conosciuto da tutti gli educatori per avere chiara la fisionomia di un personaggio oggi tanto discusso e del quale pochissimi hanno letto qualcosa.
Enzo Natta, nella rubrica cinema, presenta la figura di Antonioni, venuto di nuovo alla ribalta con Blow-up. Lo studio di Natta è rivolto all'intero messaggio del regista filtrato attraverso le varie opere, un messaggio di sostanziale disperato nihilismo morale.
Enni De Robertis inizia con questo numero la collaborazione a Dimensioni come esperto televisivo. Ci offre un'analisi interessante del «romanzo sceneggiato», questo sacro mostro della domenica sera che conclude l'intera settimana televisiva. L'articolo analizza l'impianto e lo stile narrativo dei romanzi sceneggiati, fornendo ai giovani la chiave per un giudizio su una delle trasmissioni più popolari e seguite dal pubblico italiano. Completano il numero le rubriche di umorismo (Cavallo e i suoi 33 frati e mezzo), di costume (Virgilio Lilli ci parla del «divertisesso»), presentazioni di film, ecc...
Di particolare interesse un'iniziativa di Dimensioni: Il Lancio dei quaderni di Dimensioni, agili volumetti concepiti apposta per i giovani. Il primo, che uscirà in gennaio, raccoglie gli articoli di Joseph Aubry sull'ateismo contemporaneo apparsi su Dimensioni in una precedente campagna. Il secondo sarà scritto dai giovani stessi: Io e Dio, e cioè come i giovani d'oggi, credenti o non credenti, vedono Dio: un tema di estremo interesse per capire cosa pensano questi nostri ragazzi sul tema più grave e pressante dell'uomo contemporaneo.
RAGAZZI DUEMILA: GENNAIO 1968
Il centro educativo del numero di gennaio di Duemila ' è rappresentato soprattutto da tre servizi.
IL CAMPIONE del mese è Raul Follereaux. L'occasione è offerta dal lancio imminente di una giornata del lebbroso. L'uomo che ha scosso il mondo con la testimonianza della sua fede al servizio dei poveri e degli abbandonati vuole ormai lasciare la sua eredità a braccia più giovani.
Di Follereaux viene presentata un'ampia biografia in cui è sottolineata specialmente il sorgere ed il maturare della sua vocazione a favore del terzo mondo. II servizio, usato con mano sapiente, può diventare una presa forte per scuotere l'animo spesso intorpidito di molti ragazzi verso i grossi problemi del mondo.
L'inserto MINI DUE presenta la storia del cinema, raccontata in chiave educativa da don Fiore. L'analisi dei generi dei film conduce alla loro valutazione estetica e morale ed induce un atteggiamento di serena difesa nel giovane pubblico.
Viene ripreso il problema delle classifiche cinematografiche, per guidare a delle scelte responsabili.
Il servizio OBLÒ SUL MONDO ci parla della «Frontiera della Paura» che corre tra le due Coree.
Non si combatte più, ma la paura di una guerra sempre imminente paralizza la vita. In un paese in cui sono in primissimo piano problemi affannosi come la fame, la lebbra, la disoccupazione, 1/3 del reddito totale dello stato è speso per gli armamenti.
L'anticomunismo, portato alla esasperazione, ha soffocato la vita.
Ne è facile concludere che la vita esige un clima di distensione per poter essere vissuta in termini umani.
L'offerta speciale, il fascicolo sulla GUERRA MONDIALE ci presenta l'aspetto umano della guerra: la rettorica è abbandonata per lasciar posto alle idee, allo sviluppo storico e soprattutto alla constatazione di una continua presenza dell'uomo – con tutto il peso della sua personalità – nell'infernale macchina bellica.

