Un invito a riflettere sulle responsabilità di tutti nei confronti dei ragazzi



    (NPG 1968-01-48)

    I cattolici, che operano a servizio dell'infanzia e collaborano con il BICE, lanciano un appello a tutti i partecipanti al 3° Congresso Mondiale dell'apostolato dei laici affinché la comunità cristiana prenda meglio coscienza:
    che il Popolo di Dio è formato per il 35% da ragazzi al di sotto di 15 anni, di cui i tre quarti vivono nei paesi in via di sviluppo;
    che i ragazzi sono capaci, come tante volte hanno dimostrato, di essere testimoni autentici del messaggio rivelato e della vita di grazia;
    che i ragazzi sono le vittime prime dei peccati, dei vizi, delle colpe degli adulti, come la guerra e la dissoluzione della morale familiare; che proprio per queste colpe vi sono decine di migliaia di ragazzi abbandonati, che vivono senza un ambiente familiare normale, e soffrono la fame e le malattie.
    Di conseguenza, una riunione universale dei laicato cattolico non può perdere di vista i doveri che tutti i battezzati hanno nei confronti dei ragazzi. Tra questi doveri bisogna ricordare soprattutto:

    – la necessità di una educazione religiosa fin dalla prima infanzia, che preveda un'iniziazione liturgica attraverso la vita familiare e la creazione di forme nuove d'educazione adeguate alle dimensioni delle nuove esigenze;
    – la necessità d'una catechesi adatta all'infanzia, rispettosa delle condizioni particolari dell'infanzia derelitta, disadattata e privata dell'ambiente familiare normale, sia nei paesi in via di sviluppo che nei paesi ricchi, e in quelli della Chiesa del silenzio;
    – la presa di coscienza più viva degli obblighi che i cristiani hanno nei campi pedagogico, sociale e materiale nei confronti dell'infanzia sfortunata, disadattata e abbandonata;
    – la necessità di creare per il benessere di tutti i ragazzi un habitat più adatto che preveda spazio ed aria libera, rispettando e salvaguardando i luoghi naturali;
    – il dovere per gli editori cattolici di produrre una stampa ed una letteratura per l'infanzia più sana e più adeguata;
    – il dovere per tutte le autorità responsabili di far sì che la radio, la televisione, il cinema e i mezzi di comunicazione sociale in genere, bandiscano i servizi e le scene non adatte ai ragazzi, in particolare quelle che spingono alla violenza, e diffondano invece più ampiamente tutto ciò che s'ispira alla pace, alla giustizia, alla carità e alla fraternità mondiale. I n conclusione, si richiede a ciascuno di assumere le proprie responsabilità affinché i ragazzi siano trattati nella comunità ecclesiale ed umana come persone e non come oggetti, e si accordi loro il posto che gli spetta di membri a pieno diritto.