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    Alcuni aspetti delle messe dei giovani



    Nota approvata dalle Commissioni episcopali francesi della liturgia, gioventù e insegnamento religioso

    (NPG 1968-12-37)

    Un po' dappertutto, in Francia e altrove, si organizzano attualmente messe per i giovani.
    Queste messe, generalmente concepite dai giovani, preparate e realizzate da loro, sono spesso legate alla ricerca di uno stile particolare di celebrazione.
    I giovani vi partecipano volentieri e vi intervengono numerosi. D'altro lato, genitori ed educatori, constatano che molti giovani sono in crisi di fede e tendono ad abbandonare la Chiesa e specialmente la pratica sacramentale, dicendo di sentirsi a disagio di fronte alle forme abituali della liturgia.
    È un problema complesso quello dell'espressione liturgica dei giovani e va situato all'interno del problema più vasto della fede dei giovani. Questa nota ha lo scopo di presentare qualche elemento parziale di riflessione sul metodo pastorale da intraprendere di fronte a questo problema, senza avere la pretesa di rispondere a tutte le questioni relative al rapporto giovani e liturgia.

    A. UN PROBLEMA PASTORALE

    1. I giovani si trovano spesso a disagio durante le celebrazioni

    Le difficoltà che provano molti giovani ad inserirsi nello stile tradizionale della liturgia sono un fatto che non può essere assolutamente eluso. Alcuni Vescovi se ne sono fatti interpreti durante il Sinodo e la Santa Sede ha dimostrato di essere attenta al problema.
    Ora, questa parte del popolo cristiano è numericamente assai importante, rappresenta l'avvenire della Chiesa e incontra grosse difficoltà a costruire la propria fede in un mondo in piena evoluzione.
    Ci troviamo quindi davanti ad un problema pastorale delicato e urgente. Per i giovani più ancora che per gli adulti, il volto che la Chiesa mostra di se stessa – e quindi di Cristo – nelle assemblee liturgiche, diventa un segno positivo o negativo.

    2. Invece partecipano volentieri a certe «messe dei giovani»

    Quando si osservano da vicino le più riuscite realizzazioni di messe dei giovani e il loro contesto pastorale, ci si accorge che il bilancio è assolutamente positivo.
    – I giovani vi partecipano con gioia e non soffrono più quel disagio che spesso traspare di fronte alla messa: anche i non-praticanti ci vengono e si sentono a loro agio.
    – Molti giovani praticanti che abitualmente sono passivi, vi scoprono una vitalità nuova: partecipano, si uniscono agli altri, e, a quanto pare, anche a Cristo: e questo nel loro ritmo di vita, restando pienamente loro stessi; mentre spesso, durante le messe abituali, essi si sentono disorientati e fuori dal loro mondo.
    – Più profondamente ancora, viene offerta loro la possibilità di costruire una messa, di farla sgorgare dai fatti della loro vita, di studiare la Parola di Dio, di riascoltarla, di acclamarla, di aiutare a stendere l'omelia, di preparare la Preghiera universale. Soprattutto per i più preparati (i militanti) tutto ciò favorisce un reale legame tra la messa e la loro vita d'impegno, un inserimento vivo nella preghiera della Chiesa: per molti, ne rimane segnato l'insieme della loro vita di fede.
    NB. È interessante notare che questo fenomeno interessa molti giovani e di ogni estrazione sociale.

    3. I giovani desiderano associare gli adulti alle loro celebrazioni

    Ordinariamente, i giovani comprendono e accettano che gli adulti preferiscano espressioni diverse di celebrazione e quindi anche lo stile delle messe parrocchiali non sia sempre come essi desidererebbero. Ma, durante le celebrazioni più adeguate alla loro mentalità, essi fanno una esperienza spirituale privilegiata suscettibile di valorizzare anche la loro partecipazione alle messe abituali.
    D'altra parte, desiderano sovente che gli adulti – soprattutto i loro genitori – partecipino alle messe preparate da loro: è un punto che merita di essere sottolineato, perché contribuisce ad una integrazione più spontanea dei giovani nella comunità adulta.
    Per quanto concerne gli adulti, nella maggioranza dei casi, le loro reazioni sono positive. Prendono coscienza della presenza dei giovani e della loro funzione in seno alla comunità. Indubbiamente non vorranno che tutte le messe si adeguino a questo stile, ma scopriranno, anch'essi, una gioia nuova nella espressione della preghiera, una comunione più semplice e più fraterna.
    Del resto ci si può chiedere se le esigenze giovanili in rapporto alla espressione non siano un segno attuale di quelle che saranno – almeno parzialmente – le esigenze degli adulti di domani.
    La preghiera della Chiesa non deve essere legata troppo strettamente a forme particolari di espressione. Queste possono cambiare, in base ai tempi, ai luoghi, ai fenomeni sociologici.
    Si incontrano anche opposizioni: alcuni gruppi si mostrano scandalizzati; spesso un clima di passione rende difficoltosa l'analisi dei motivi e la conciliazione delle diverse tendenze. Talvolta sarà necessario opporre resistenza ad alcune pressioni, in una prospettiva di educazione e nella ricerca di ciò che è pastoralmente più benefico.

    B. UN PROBLEMA LITURGICO

    1. Il problema dell'utilizzazione dei «ritmi moderni»...

    Ciò che colpisce maggiormente, nelle messe dei giovani, è il ritmo dei canti. Va sottolineato che non si tratta di un fenomeno nuovo: ogni popolo, ogni generazione sente il bisogno di una espressione cantata che si adegui alla propria profonda sensibilità: lo prova all'evidenza la storia degli inni, delle sequenze e dei cantici.
    L'instructio Musicam sacram (n. 61) lo considera come normale. Scopo essenziale della Costituzione liturgica è di permettere al popolo di Dio di partecipare attivamente alla liturgia. Del resto, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (n. 62 § 4) chiede di accettare nel santuario... le nuove forme di arte adatte ai nostri contemporanei.
    Se è in consonanza con le esigenze liturgiche, il linguaggio musicale che risponde ai bisogni estetici e religiosi dei giovani, non può diventare un mezzo espressivo accettabile? I giovani desiderano utilizzare le risorse del ritmo. È un fatto provato dalle celebrazioni di messe i cui canti sono scelti dai giovani.
    Le mode nuove di espressione chiedono che siano presi in considerazione i veri valori di cui sono pregnanti, sia dal punto di vista artistico che religioso.
    Si deve prendere coscienza del fatto che la qualità di una celebrazione è relativa ad una assemblea concreta e, almeno parzialmente, ai mezzi d'espressione della stessa.
    Quanto agli strumenti musicali utilizzati, i n. 62 e 63 della Instructio sopra citata, danno dei principi generali la cui applicazione è funzionale «all'indole e alle usanze di ogni popolo» (n. 63).
    Ora, molti educatori testimoniano che quando si dà fiducia ai giovani e li si sa con discrezione guidare a riflettere, sono essi stessi a fare spesso le distinzioni necessarie e utilizzano durante le celebrazioni le forme musicali che portano alla preghiera. Va anche notato che il repertorio in questo settore come in molti altri della liturgia, è ancora povero: si rende necessaria una ricerca in un impegno qualitativo per testo e melodia.

    2. ... si inserisce nel problema più fondamentale del ritmo della celebrazione...

    Tuttavia, pare che l'espressione musicale non sia che uno degli elementi per una celebrazione come i giovani la desiderano: un elemento che essi, rapidamente, valutano benefico, ma secondario.
    I giovani s'accorgono, nel loro sforzo di ricerca, che al di là dello stile musicale, è in gioco il ritmo stesso dell'insieme della celebrazione: questa deve assumere il tono di un'azione, con una sua unità e un suo proprio dinamismo.
    È un punto alla cui presa di coscienza vanno condotti sacerdoti e educatori.
    Uno dei problemi fondamentali consiste nell'equilibrio liturgico della messa: il modo con cui il celebrante compie il suo ruolo specifico, il tono della proclamazione delle letture, la predicazione, il comportamento dei ministri, la stessa cornice materiale, rischiano di essere in antitesi con
    l'espressione musicale e quindi di impedire alla stessa di assumere la sua esatta e discreta funzione, di servizio per la preghiera comune.
    In ultima analisi, si tratta di condurre veramente alla preghiera, di favorire un incontro con il Cristo, nella fede, di promuovere una certa qualità di interiorità non infastidita ma sostenuta e fatta fiorire dal ritmo moderno.

    3. ... che chiede un preciso impegno di preparazione e di realizzazione

    Queste realizzazioni postulano una preparazione accurata e una collaborazione tra sacerdoti e laici; il tutto a due livelli:
    – Prima di tutto preparazione tecnica; non solo del piccolo gruppo animatore, ma di tutta l'assemblea, ivi compresi gli adulti che partecipano alla celebrazione.
    Si richiede uno sforzo comunitario, con impegno di tutti, in vista di una partecipazione più autentica.
    – E soprattutto preparazione spirituale.
    Una messa di giovani può favorire – è stato affermato – un più vivo legame tra celebrazione e vita.
    Ma questo non sarà realizzabile se non è la conseguenza logica di una riflessione sulla vita e sulla messa; e se non è veramente il culmine espressivo – con Cristo e per mezzo di Cristo – di ciò che si è vissuto nella fede. Questa riflessione dovrà normalmente portare i giovani a desiderare di esprimersi nella messa non solo attraverso i canti, ma anche nelle monizioni, nelle intenzioni della preghiera universale, ecc.
    Può diventare assai fruttuosa se è guidata e animata da un sacerdote che ha penetrato lo spirito della liturgia ed è contemporaneamente un autentico educatore della fede.

    C. UN PROBLEMA DI EDUCAZIONE DI FEDE

    Tutti gli studi di pedagogia religiosa sottolineano che un elemento importante per l'assimilazione della fede è la sua espressione in un contesto vivo e comunitario. Questa funzione primordiale della liturgia deve realizzarsi nelle messe di «ritmo moderno» per i giovani.
    Non è quindi in causa la ricerca di una tecnica per attirare i giovani. Ma è in tutto un contesto pastorale che deve inscriversi l'impegno dell'educatore. Il sacramento cerca una educazione della fede e ne è a sua volta postulato.
    Da questo punto di vista, si può porre l'interrogativo sull'opportunità di una scelta sistematica della messa, in vista di tali tentativi. Celebrazioni d'altro tipo (celebrazioni della Parola, della Penitenza), veglie religiose, non sono forse momenti privilegiati per la ricerca di una espressione di preghiera più adeguabile, nel cui equilibrio troverà poi il suo posto di tempo forte anche la celebrazione eucaristica? Attraverso questo mezzo, sarà possibile presentare a giovani che sono attualmente ai margini (almeno ai margini della Chiesa visibile), l'occasione di incontrarsi con altri per esprimere ciò che essi incominciano a scoprire di Dio e del mistero di Cristo, nella loro vita quotidiana.

    D. UN PROBLEMA CHE RICHIAMA L'ATTENZIONE DELLA GERARCHIA

    (Seguono alcune proposte di intervento coordinato per gli organismi diocesani e l'invito ad una ricerca di studio sui giovani e la liturgia. Il documento non presenta alcuna disposizione pratica di carattere operativo, lasciando l'iniziativa di realizzazione alla responsabilità delle comunità).

    (La documentation catholique, 4-18 agosto 1968).


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