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    Discernimento e vita universitaria


    Temi di pastorale universitaria /5

    Stefano Del Bove *

    (NPG 2018-03-68)


    La stagione di vita trascorsa negli studi universitari è di grande importanza in quanto, idealmente, proprio in questi anni si dovrebbero consolidare le strutture della personalità adulta e si dovrebbero compiere alcune delle grandi scelte della vita.
    In altre parole, si tratta di un percorso esistenziale che più di altri richiede discernimento per raggiungere i suoi obiettivi ed essere portato - più che a semplice conclusione - … a compimento! D’altro canto è il discernimento stesso a trovare le condizioni del suo pieno esercizio grazie al rigore e alla passione maturata anche grazie allo studio e alla ricerca, attività dominanti del tempo passato all’università.
    A questo punto, è necessario sottolineare che la nostra cultura occidentale ha dato al discernimento una connotazione prevalentemente intellettuale, a scapito quindi di una sua migliore interpretazione che ne colga il coinvolgimento di tutte le potenze dell’anima (memoria, intelletto e volontà), anzi dell’intera persona. Si tratta di una considerazione che può essere fatta in maniera analoga proprio per l’abitudine allo studio e per l’attitudine alla ricerca: infatti, la ricchezza dei desideri e delle passioni, dei sentimenti, degli affetti ordinati sono soprattutto in questo ambito un efficace antidoto ad una potenziale aridità, e sono potenti strumenti di umanizzazione della conoscenza scientifica e di elevazione della vita personale e collettiva.
    Veniamo ora a questa breve e specifica riflessione su studio e ricerca come ingredienti della spiritualità di chi frequenta l’università, e il discernimento. Non è possibile una trattazione di questo tema che sia sistematica e offra una anche minima prospettiva storica e illustrazione storiografica: i soli riferimenti necessari in termini di antropologia delle culture giovanili e di riflessione sulle pratiche del quotidiano occuperebbero tutto lo spazio che intendiamo invece destinare all’individuazione di sette aree o ambiti di esercizio del discernimento rilevanti per la vita degli studenti universitari e di sette frutti di un’autentica attitudine a discernere. L’auspicio è che questa materia sia di aiuto non solo agli studenti, ma anche a chi esercita una qualche cura pastorale e che sia quindi messo in grado di meglio verificare i percorsi di vita accademica, di crescita spirituale, di dedizione agli altri nel servizio della vita comune e dei poveri.
    Ecco, come avvio, alcune indicazioni utili ad una definizione della nozione di discernimento (per un eventuale approfondimento vedi il box collegato all’articolo). Il discernimento degli spiriti è un termine che incontriamo nella Sacra Scrittura e in particolare in alcuni brani del Nuovo Testamento (1 Cor. 12, 10; Rm 8, 5-13; 1 Gv 4,1) per poi ritornare negli scritti dei padri della Chiesa e di numerosi scrittori ecclesiastici, fra i quali è d’obbligo citare Sant’Ignazio di Loyola. È lui che in piena età moderna offre, soprattutto nel suo testo degli Esercizi Spirituali, una trattazione ampia e organica di questo tema.
    Una tentazione frequente è quella di sopravvalutare il valore, per così dire metodico e prescrittivo, delle indicazioni di Sant’Ignazio a scapito di un approccio più autentico e fecondo che consideri il discernimento non tanto una pura tecnica della vita spirituale, quanto un’attitudine e un habitus di vita credente adulta. In fondo e in sintesi, il discernimento caratterizza un’efficace maniera di tradurre ciò che osserviamo, sperimentiamo, riflettiamo in una responsabile promozione del bene maggiore e della giustizia. Per questo il discernimento è anche uno dei fondamenti del metodo pedagogico che ispira e regola l’educazione che i Gesuiti provvedono da più di cinque secoli, in almeno un centinaio di Paesi, attraverso una pluralità di scuole, università, e agenzie educative le più varie.

    Rivolgiamo ora lo sguardo alla vita degli studenti, e vediamo come il discernimento tocca una serie di ambiti che brevemente descriveremo.

    Triplice missione dell’università
    Lo studio e la ricerca nel loro equilibrio con le altre attività devono essere orientati (pena la impropria perdita di tempo, risorse, energie e motivazione) a scegliere con prudenza e coltivare con fortezza le informazioni e conoscenze che strutturano una futura professione, permettono a ciascuno di contribuire all’avanzamento della propria materia, creano ponti fra saperi, impresa e impegno civile.

    Modelli di intelligenza
    È bene affrontare gli studi progressivamente sempre più consapevoli delle potenzialità del proprio profilo d’intelligenza (da ormai tanti anni è noto il modello di Howard Gardner dei nove tipi fondamentali di intelligenza): in questo senso il discernimento aiuta a non fare valutazioni improprie sulle proprie possibilità e risultati di apprendimento, a verificare la scelta universitaria fatta e a programmare eventuali cambiamenti in itinere.

    Integrazione dei saperi e recupero dell’universalità della conoscenza
    Studio e ricerca devono dare corpo ad una prospettiva universale, di integrazione dei saperi, ed è importante discernere con attenzione quegli elementi tanto interni alla propria materia di studio (per esempio, studiando in ingegneria la costruzione di una nave, chiedersi e informarsi sulle questioni di giustizia relative a chi lavora su di essa, o a questioni che toccano la storia navale, l’estetica, il design) quanto offerti da attività culturali non incluse nel programma di studio, che permettano di tenere presente l’intero arco della conoscenza e quindi gli ambiti delle scienze naturali, umanistiche e sociali.

    Vastità degli interessi
    La nostra società con la sua frenetica circolazione di informazioni, le esigenze del mercato, l’evolversi dei contesti metropolitani in cui generalmente si collocano in Italia le sitituzioni universitarie, facilitano lo stimolo di una pluralità di interessi che non devono disperdere, ma arricchire la vita dello studente, potenziare il raggiungimento degli obiettivi e non distrarre: da qui la necessità e in alcuni casi l’urgenza di discernere con attenzione quali beni sono davvero utili… Fra bene e male, è bene ricordarlo, non si da mai discernimento!

    Qualità della curiosità
    La curiosità è un importante motore della conoscenza e cresce man mano che essa si amplia e approfondisce; negli anni dell’università è necessario affinare questa caratteristica dell’intelletto umano, dandogli forma e qualità etica, discernendo passo dopo passo i mezzi opportuni per farlo.

    Modelli di erudizione
    Oggi si moltiplicano le forme di collezione di notizie e informazioni; per dare un modello personale e ordinato all’autonomia intellettuale è necessario un paziente lavoro di selezione e custodia, che distingua ciò che è solido, fondato, costitutivo di un’autentica erudizione da ciò che è solo apparentemente utile.

    Il cammino di virtù fra magnanimità e grazia
    L’ambito che forse rappresenta meglio il valore del discernimento è quello del cammino che porta un ragazzo appena maggiorenne a sviluppare con coraggio (la sintesi delle virtù) un animo grande, aperto alle questioni che animano il mondo e all’amore che è dono principale che viene da Dio.
    In ordine ad una precisazione del profilo dello studente (in entrata e in uscita dagli studi universitari di vario grado) è utile enumerare almeno sette frutti del discernimento, ciascuno dei quali meriterebbe una trattazione specifica: saper affrontare con determinazione e sapienza un ambiente istituzionale segnato da relazioni sempre più liquide; saper cogliere il bene maggiore; saper essere principio di opportuno rinnovamento; essere in grado di semplificare e chiarificare le situazioni più confuse; saper individuare le soluzioni giuste a problemi e conflitti di varia natura e indicare alle persone la maniera di associarsi in maniera costruttiva alle soluzioni proposte.
    In conclusione, il discernimento dà accesso ad un livello di vita adulta e molte delle indicazioni date e considerazioni fatte intervengono nel delicato e centrale processo di conversione intellettuale, obiettivo e dono primario di un tempo della vita, come quello universitario, dedicato e ritmato da studio e ricerca… è l’esempio di molti grandi che ci hanno preceduto, uno per tutti il cardinal John Henry Newman che del discernimento nella cultura e università del suo tempo è stato maestro.

    * Gesuita, PhD (Fordham, NYC, 2008) - Assistente Spirituale, Villa Ara, Trieste

    BOX
    Sant’Ignazio di Loyola approfondisce, soprattutto negli Esercizi Spirituali, la natura, l’origine, la forma, le diverse caratteristiche e qualità della pratica spirituale del discernimento degli spiriti, collegandola all’attenta osservazione dei progressi della persona (o delle sue regressioni) e dell’alternanza fra i momenti di desolazione e consolazione che sperimentiamo in diversi momenti della nostra vita. L’ultima parte degli Esercizi Spirituali contiene a questo proposito due serie di regole deputate alla lucida e chiaroveggente lettura dei moti dell’animo e alla loro sapiente valutazione in ordine all’individuazione del bene autentico e maggiore, nonché alla fortificazione dei processi di donazione, dedizione, consacrazione ed elezione di vita per e nel Signore. Le due serie di regole sono studiate e adatte al cammino di purificazione e conversione (regole della cosiddetta prima settimana) e quindi a coloro che intraprendono la vita illuminativa di sequela del Signore Gesù (regole della seconda settimana). L’opera di Sant’Ignazio ha ispirato su questo tema una vasta letteratura della quale mi limito a segnalare quattro autori in lingua italiana: Achille Gagliardi, autore tardo rinascimentale che ha dedicato un saggio sul discernimento tradotto e ripreso e commentato alla fine degli anni Novanta; Maurizio Costa che ha affrontato il discernimento in connessione alla direzione spirituale; Carlo Maria Martini che ne ha fatto il filo rosso dei suoi scritti di pastore e vescovo; Pietro Schiavone che ha circa dieci anni fa ha riunito una vasta riflessione in materia in un utile compendio.


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