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    Amicizia

    ebraico-cristiana "giovani"

    Giacomo Ghedini *

    Foto 1
    Mentre scrivo queste righe, leggo la terribile notizia che i bombardamenti russi in Ucraina hanno colpito anche il memoriale della Shoah e i civili nei paraggi, a Kyiv… Oggi come non mai, è davvero tempo di essere voci di pace; di “passare dal disprezzo alla stima” dell’altro. Queste parole, che è importante fare nostre, appartengono allo storico francese Jules Isaac (1877-1963), che si riferiva in particolare al rapporto tra ebrei e cristiani. Ebreo lui stesso, con il suo libro Gesù e Israele contribuì a dimostrare la totale infondatezza dei pregiudizi antigiudaici di matrice cristiana (pensiamo all’accusa di deicidio) e anzi lo strettissimo legame tra le due tradizioni religiose a partire dall’ebraicità stessa di Yeshua (Gesù). Quello di Isaac fu “il grido di una coscienza indignata, di un cuore lacerato”: tutta la sua famiglia (tranne una figlia) era stata assassinata nei campi di sterminio, durante la Shoah. Sopravvissuto per puro caso alla retata che lo privò dei suoi cari, Isaac dopo la guerra riuscì a trasformare il dolore e lo sdegno in una forza costruttiva e fondò le Amicizie Ebraico-Cristiane: associazioni sorte in vari paesi, tra cui l’Italia (la prima a Firenze, su impegno anche dell’allora sindaco Giorgio La Pira). Nel 1959 poi, grazie anche alla mediazione di Maria Vingiani (figura chiave del dialogo ecumenico), egli incontrò papa Giovanni XXIII all’alba del Concilio Vaticano II. Alla domanda di Isaac, che voleva sapere se potesse sperare finalmente in un superamento dei pregiudizi cristiani verso gli ebrei, il papa rispose: “lei ha diritto a ben più di una speranza!”. Da quell’incontro, l’avvio degli studi per arrivare alla dichiarazione Nostra Aetate sul dialogo interreligioso e, in Italia, il fiorire delle iniziative in tal senso, la più importante delle quali in ambito ebraico-cristiano sono i Colloqui che si svolgono annualmente da ormai oltre 40 anni presso il monastero di Camaldoli (Arezzo).
    È su questa falsariga che, domenica 11 luglio 2021, proprio presso Camaldoli, è nata la nostra Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani, prima associazione di dialogo ebraico-cristiano prettamente giovanile (18-35 anni). Ma c’era davvero bisogno di fondare un nuovo gruppo, composto da soli giovani? Io forse sarò di parte, visto che l’idea è stata inizialmente mia e del mio amico David Morselli (conosciuto proprio ai Colloqui Ebraico-Cristiani), ma sì: sono convinto che di questa iniziativa e di ciò che essa può smuovere ci fosse un grande bisogno! Per dirla in poche parole: il dialogo interreligioso è quanto mai importante per poter costruire una società presente e futura più aperta… e tuttavia da diversi anni l’aumento dell’età media dei partecipanti alle iniziative in questo senso era allarmante. Anche tra i più giovani, l’ignoranza (e talvolta l’indifferenza e il pregiudizio) vicendevole è ancora molta, c’è moltissimo bisogno di conoscersi!
    La nostra AECG (Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani) è pensata in maniera “smart”: due incontri in presenza all’anno (un weekend in estate e i Colloqui di Camaldoli a dicembre), più un percorso di approfondimento a cadenza mensile su Zoom. Il nostro obiettivo? Anzitutto fare amicizia tra giovani appartenenti a diverse tradizioni religiose, vivere autentici momenti di condivisione e di formazione… Al contempo, ci impegniamo a partecipare e suscitare iniziative un po’ per tutta Italia (noi soci siamo effettivamente sparsi per tutto il paese e non solo!) per sensibilizzare i nostri coetanei al tema del dialogo e per portare la voce della nostra generazione anche nel dibattito più ampio. Di cosa parliamo? Di come contrastare i mutui pregiudizi e in particolare l’antisemitismo (purtroppo crescente, anche in Italia), di Bibbia (patrimonio comune) e di come leggerla insieme… ma anche di argomenti più vicini alla nostra sensibilità generazionale!
    Ecco perché abbiamo scelto, come tema dell’anno, di indagare la trama di relazioni tra le religioni e alcuni classici della cultura pop contemporanea del mondo del cinema e delle serie TV. Abbiamo già approfondito la mini-serie di Netflix “Unorthodox”, sulla vita dei Chassidim di Brooklyn, e la popolare serie “Skam Italia”, che ha recentemente (per la prima volta, in Italia) avuto come protagonista della propria quarta stagione una ragazza musulmana di un liceo romano. Nei prossimi mesi continueremo a sbizzarrirci: un rabbino, una suora e un pastore possono commentare la saga di Star Wars? Perché no!
    Durante l’assemblea fondativa di luglio scorso, abbiamo anche approvato lo statuto ed eletto il nostro primo Consiglio Direttivo: siamo io (cattolico), David Morselli (ebreo), Gabriella Serra (cattolica); Cindy Genre (valdese); Elisa Ghiuzan (avventista del settimo giorno). Ciascuno di noi membri del Consiglio ha un suo percorso nelle rispettive tradizioni religiose e si impegna per portare lo spirito del dialogo nella sua comunità di appartenenza.
    Che cosa può suggerire la nostra esperienza di Amicizia a voi lettori di “Note di pastorale giovanile”, in vista del Sinodo della Chiesa cattolica indetto da Papa Francesco? Anzitutto ispirarvi a “camminare insieme” e a lasciarsi provocare dall’incontro con gli altri, anche perché spesso si scopre che non sono poi così diversi da noi! Poi, ad approfondire la nostra storia e la nostra fede e ad alzarci in piedi di fronte alle discriminazioni e ai pregiudizi, quelli apparenti ma anche quelli non subito evidenti. Un esempio? “Il Dio di Gesù nel Nuovo Testamento è un Dio d’amore, quello dell’Antico Testamento era un dio violento”: questa frase, che a volte si può ancora sentire persino in certe omelie, è falsa e antigiudaica! Il Dio di Gesù è lo stesso Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe… è lo stesso Dio del profeta Elia, che riconosce la presenza dell’Eterno non nel crepitio del fuoco o nel fragore della tempesta, ma in una “voce di silenzio sottile”, un “sussurro di brezza leggera” (1Re 19); lo stesso Dio che promette al popolo di Israele - e a noi tutti - che sarà sempre con noi, anche se dovessimo attraversare il deserto: perché è un Dio fedele nell’amore e noi siamo preziosi ai suoi occhi (Is 43).
    Grazie per questa possibilità di presentarci! Per qualsiasi informazione o richiesta, non esitate a contattarci, su Facebook (pagina “Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani”) o tramite la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    QUALCHE CONSIGLIO BIBLIOGRAFICO:
    - J. Isaac, Gesù e Israele.
    - Concilio Vaticano II, Nostra Aetate.
    - J. Sweeney (a cura di), Gesù non fu ucciso dagli ebrei.
    - M. Cassuto Morselli e G. Michelini (a cura di), La Bibbia dell’Amicizia.
    - M. Cassuto Morselli e G. Maestri, Nuovo Testamento. Una lettura ebraica.

    * Giacomo Ghedini, 29 anni, è dottore di ricerca in Storia, ricercatore a Sciences Po Paris. Cattolico originario di Padova, dove è stato anche membro attivo della FUCI e Vicepresidente diocesano di Azione Cattolica per il Settore Giovani, è ora presidente dell’AECG (Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani).


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