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    NPG 25. Un impegno per il futuro



    Giovanni Battista Bosco *

    (NPG 1992-01-03)

    Un editoriale su «Note di pastorale giovanile» per i suoi 25 anni di esistenza mette in imbarazzo. Il tono celebrativo è di certo stucchevole, e oggi si addice meno che mai. Lo sbrigativo di contro mi appare, nel caso, perlomeno disdicevole o sgarbato, se non del tutto ingiusto.
    Un dignitoso cammino è stato percorso, con la sollecitudine di chi intende rendere un sincero servizio. E la pastorale giovanile è così cresciuta non poco, grazie all'impegno tenace della rivista, unica nel campo in Italia.
    I suoi 25 anni li può portare con compiacimento: mostra i lineamenti di un giovane vivace e problematico, critico e propositivo, proiettato in avanti e senza dubbio pensoso. Comunque si porta dentro, com'è dei giovani, inesausta vitalità, voglia di ricerca, impegno di crescere, nel proposito di espandere vita e «vita nuova» in ogni giovane e per tutti i giovani.
    La sua proposta è nota. Viene tracciata nel solco di un'esperienza significativa, quella del «sistema preventivo» di don Bosco, che è insieme «pedagogia, pastorale e spiritualità». Scaturisce da un'ispirazione singolare, carismatica, della pastorale giovanile, ma si pone all'interno della Chiesa come fruibile da tutti. La sua attenzione infatti va sull'universo giovanile, partendo in esso dagli ultimi, «i ragazzi poveri, abbandonati, pericolanti». Si rivolge al giovane comune, «storico, quotidiano, concreto», per aprirne il cuore e la mente al Signore della vita, per impegnare i suoi gesti più ordinari alla causa del Regno delle beatitudini.
    Il cammino di NPG è quello della Chiesa. Le grandi scelte ecclesiali hanno giocato un indiscusso punto di riferimento. E non poteva essere diversamente, anzi si intendeva procedere così: nella accoglienza, nell'approfondimento, nello stimolo ulteriore.
    Ultimamente ci siamo compiaciuti per la scelta dei Vescovi di richiamare all'attenzione comune la «questione» dell'educazione giovanile.. Fra le tre vie privilegiate, attraverso cui il Vangelo della carità può «farsi storia» tra la nostra gente, si enumera appunto, e come prima via, l'educazione dei giovani (OP '90, n. 43). Urgeva un simile appello. In una società sempre più distratta nei confronti delle nuove generazioni, anche se ufficialmente apprensiva e apertamente implosiva, pure le comunità cristiane rischiano la disattenzione, se non addirittura un disinteresse pratico. Di rilievo è l'orientamento indicato dalla CEI: la pastorale giovanile è «una essenziale priorità della pastorale». «Le nostre Chiese corrono il rischio di mostrarsi talvolta incerte e in ritardo. La pastorale giovanile, da realtà pacifica... è diventata oggi una realtà in profondo mutamento», capace di «evangelizzare tutta l'esperienza giovanile» e di «valorizzare gli ambienti educativi e i luoghi dove i giovani vivono, operano, crescono e si incontrano»: occorre dunque «un'organica, intelligente e coraggiosa pastorale giovanile» (n. 45).
    L'istanza pressante di Papa Giovanni Paolo II di «operare un grande passo in avanti» nel modo di evangelizzare, di «entrare in una nuova tappa storica del dinamismo missionario» della Chiesa (ChL 35), coinvolge da tempo NPG. La «nuova evangelizzazione» rimarrà un suo orizzonte preciso e determinante.
    La rivista continuerà e intensificherà la sua proposta di educazione dei giovani alla fede nel rendersi interprete della loro voglia di significati quotidiani e della esigenza di senso ultimo; nel presentare Gesù Cristo come il Signore della vita e come il Realizzatore del Regno tra gli uomini; nell'accogliere la emergente domanda di riferimenti morali nel quadro delle beatitudini del Regno, che attendono di essere vissute in novità di vita e in valori concreti. Le istanze sono molteplici, ricorrenti e inedite.
    Slancio missionario e spiritualità giovanile, protagonismo dei giovani e comunità pastorale, esperienza quotidiana e relazione educativa, ricerca di stile di vita e nuovi valori, cultura giovanile e proposta di fede, impegno di servizio e nuove frontiere d'azione, ripensare la fede e lavorare per il Regno... sono temi che segnano i passi del nostro impegno in un rinnovato e ulteriore cammino di pastorale giovanile.
    NPG accetta in toto la sfida della vita, che è «sintesi e matrice di tutte le altre e tutte le attraversa» (Capitolo Generale 23 dei Salesiani, n. 87). Promuove come risposta il superamento del drammatico dissidio odierno tra Vangelo e cultura (EN 29) in una sintesi organica tra fede e vita (RdC).
    Un tale rilancio della missione evangelizzatrice postula nuovi compiti pedagogici e inesplorati percorsi educativi per le comunità e per gli stessi giovani. Si impone «una nuova educazione» che sappia far fronte alle esigenze emergenti e ne accolga le provocazioni. La centralità dell'uomo nel cosmo e nella storia sta come punto fermo per un'educazione integrale: l'uomo è la via della Chiesa e Cristo, l'uomo nuovo, ne è il traguardo. Si tratta allora di fermentare l'attuale cultura con una fede viva. Ma altresì bisogna proclamare che compito essenziale e fondamentale di ogni cultura è formare l'uomo «pienamente educato, spiritualmente maturo» (Juvenum Patris, n. 2).
    NPG non può essere che all'avanguardia su questo fronte: nell'evangelizzare educando ed educare evangelizzando sta la sua peculiarità. L'educazione non può né deve essere estranea all'educazione alla fede a sua volta interpella e provoca l'educazione dell'uomo. L'esperienza educativa di don Bosco è paradigmatica a tale riguardo e ispira a rinnovati progetti.
    Concludo queste righe con un'icona: lo faccio per il suo significato illuminante verso la rivista NPG.
    È l'icona di Gesù sulla via di Emmaus (Lc 24, 13-36): il Signore prende l'iniziativa dell'incontro e si accompagna ai giovani discepoli; con loro percorre la strada ascoltando, condividendo le loro ansie e attese; narra con pazienza quanto è accaduto a quel Gesù e ne spiega l'esigente messaggio; si ferma tra loro per ripetere il gesto dello spezzare il pane; misteriosamente presente, viene riconosciuto nell'ardore della fede che trasforma i due discepoli in testimoni e annunciatori credibili.
    In questa direzione va il mio augurio. Che NPG divenga compagno di viaggio dei lettori con la forza del Risorto per svelare loro «le ragioni della speranza che è in noi» (q Pt 3,15)!

    direttore del Centro Salesiano Pastorale Giovanile



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