Amabam amare 

Riflessioni d'Autore


“Lei è così giovane, così nuovo a ogni inizio, e io vorrei pregarla come posso, caro signore, di essere paziente verso tutto l'insoluto del suo cuore, e di tentare di amare le domande stesse come stanze chiuse, e come libri scritti in una lingua molto estranea. Non cerchi ora le risposte, che non possono esserle date perché non le potrebbe vivere. Mentre si tratta appunto di vivere tutto. Ora viva le domande. Forse così a poco a poco, insensibilmente, si troverà un giorno lontano a vivere la risposta”.
“Perciò, caro signore, ami la sua solitudine, e porti il dolore che essa le procura con melodioso lamento”.
“Se non vi è comunione tra gli uomini e lei, cerchi di stare vicino alle cose, ed esse non la abbandoneranno; ancora vi sono le notti e i venti, che soffiano tra gli alberi e su molti paesi; ancora, tra le cose e gli animali, tutto è pieno di eventi, ai quali le è concesso avere parte”.
“ Pericolose e cattive sono le tristezze che portiamo tra la gente, per sopraffarle; come malattie trattate in modo superficiale e sciocco, esse non fanno che arretrare per erompere, dopo una breve pausa, tanto più virulentemente; e si ammassano nell'intimo e sono vita, sono vita non vissuta, svilita, perduta, di cui si può morire”.
“Per questo è così importante essere solitari e attenti, quando si è tristi: perché l'istante in apparenza vuoto e fermo in cui il nostro futuro accede a noi, è tanto più vicino alla vita di quell'altro momento chiassoso e casuale in cui esso, come da fuori, sopravviene”.
“Perché vuole escludere dalla sua vita una qualche irrequietezza, una qualche pena, una malinconia, se ignora cosa tali stati d'animo stiano operando in lei?”.
“ Se qualcosa nei suoi stati d'animo le appare malato, rifletta che la malattia è il mezzo con cui un organismo caccia l'intruso. Dunque bisogna solo aiutarlo a essere malato, a vivere tutta la malattia e a farla erompere, poiché questo è il suo progresso”.
La sua crescita è dolorosa come quella dei fancuilli e malinconica come l'inizio delle primavere.
Non si lasci turbare da questo. E' necessaria una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sè e per ore non incontrare nessuno: questo bisogna saper ottenere.
Questo progresso trasformerà l'esperienza dell'amore, che adesso è piena d errore, la cambierà dalla radice, la muterà in una relazione che è intesa da uomo a uomo, non più da maschio a femmina. E questo amore più umano (che si compirà infinitamente attento e lieve, e buono e chiaro nel legare e sciogliere) somiglierà a quello che noi lottando e con fatica andiamo preparando. L'amore che consiste in questo:che due solitudini si proteggano,si limitino e si inchinino l'uno dinanzi all'altra.
(R.M. Rilke, Lettera a un giovane poeta)


Cos'è l'amore? La parola è talmente falsata e contaminata che non mi va granché di usarla. Tutti parlano di amore - ogni rivista e ogni giornale, ogni missionario parla incessantemente di amore. Amo il mio paese, il mio re, qualche libro, quella montagna, il piacere, mia moglie, Dio. L'amore è una idea? Se lo è può essere coltivata, nutrita, accarezzata, comandata a bacchetta, alterata come volete. Quando dite di amare Dio cosa significa? Significa che amate una proiezione della vostra immagine, una proiezione di voi stessi sotto certe spoglie di rispettabilità secondo quello che credete sia nobile e santo. (...) L'amore può essere l'ultima soluzione a tutte le difficoltà, i problemi e le pene dell'uomo, dunque come faremo a scoprire cos'è l'amore? Limitandoci a definirlo? La chiesa lo ha definito in un modo, la società in un altro, e c'è una gran quantità di deviazioni e di interpretazioni sbagliate. Adorare qualcuno, dormirci insieme, lo scambio emotivo, l'amicizia - è questo quello che intendiamo per amore? (…) L'amore può essere diviso in sacro e profano, umano e divino, o c'è solamente amore? L'amore appartiene a uno e non a molti? Se dico, "Ti amo", esclude forse ciò l'amore dell'altro? L'amore è personale o impersonale? Morale o immorale? E' qualcosa di intimo o no? Se amate l'umanità potete amare il particolare? L'amore e un sentimento? E' una emozione? E' piacere e desiderio? Tutte queste domande indicano - non è vero? - che abbiamo delle idee sull'amore, idee su ciò che dovrebbe e non dovrebbe essere; un modello o un codice maturato nella cultura in cui viviamo. Così per approfondire la questione di cosa sia l'amore dobbiamo come prima cosa liberarci dalle incrostazioni dei secoli, mettere da parte tutti gli ideali e le ideologie su ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere. Dividere qualsiasi cosa in quello che dovrebbe essere e in ciò che è, è il modo più ingannevole di vivere. Dunque, come farò a scoprire cos'è questa fiamma che chiamiamo amore - non per esprimerlo a qualcun altro ma per sapere cosa esso sia in se stesso? Come prima cosa devo respingere quello che la chiesa, la società, i miei genitori e amici, quello che ogni persona e ogni libro ha detto su di esso, perché voglio scoprire da solo cosa è. (…) Il governo dice: "Va' e uccidi per amore del tuo paese". È amore questo? La religione dice: “Dimentica il sesso per amore di Dio”. E' amore questo? L'amore è desiderio? Non dite di no. Per la maggior parte di noi lo è - desiderio e piacere, il piacere che è derivato dai sensi, dalla attrazione sessuale e dalla soddisfazione. Non sono contrario al sesso, ma cercate di vedere cosa in esso sia implicato. Quello che il sesso vi dà momentaneamente è il totale abbandono di voi stessi, poi finite per ritornate alla vostra confusione e così volete ripetere e ripetere quello stato in cui non c'è preoccupazione, problema, io. (…) L'appartenere a un altro, l'essere psicologicamente nutrito da un altro, dipendere da un altro - in tutto ciò deve esserci sempre ansietà, paura, gelosia, colpa, e finché c'è paura non c'è amore; una mente oppressa dal dolore non saprà mai cos'è l'amore; il sentimentalismo e l'emotività non hanno assolutamente niente a che fare con l'amore. E così l'amore non ha niente a che fare con il piacere e il desiderio. L'amore non è un prodotto del pensiero che è il passato. Il pensiero non può assolutamente coltivare l'amore. L'amore non è limitato o intrappolato dalla gelosia poiché la gelosia appartiene al passato. L'amore è sempre attivo presente. Non è "Amerò" oppure "Ho amato". Se conoscete l'amore non seguirete nessuno, l'amore non obbedisce. Quando amate non c'è rispetto né irriverenza. Non sapete cosa realmente vuol dire amare qualcuno – amare senza odio, senza gelosia, senza rabbia, senza volere interferire con quello che l'altro fa o pensa, senza condannare, senza far paragoni - non sapete cosa vuol dire? Dove c'è amore c'è paragone? Quando amate qualcuno con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutto il corpo con tutto il vostro essere c'è paragone? Quando vi abbandonate completamente a quell'amore allora non c'è l'altro. Forse che l'amore ha delle responsabilità e dei doveri e ne fa uso? Quando fate qualcosa al di fuori del dovere, c'è amore? Nel dovere non c'è amore. La struttura del dovere in cui l'essere umano è intrappolato lo va distruggendo. Finché sarete costretti a fare qualcosa perché è vostro dovere non amerete quello che fate. Quando c'è amore non c'è dovere o responsabilità. (…) Se ci fate caso potete vedere che tutto ciò accade dentro di voi, Potete vederlo con pienezza, completamente, in uno sguardo, senza sprecare tempo a farci su delle analisi. Potete vedere in un momento l'intera struttura e natura di questa piccola cosa senza valore chiamata "io", le mie lacrime, la mia famiglia, la mia nazione, la mia fede, la mia religione - tutte queste brutture sono dentro di voi. Quando ve ne renderete conto con il cuore non con la mente, quando ve ne renderete conto dal più profondo del cuore, allora avrete la chiave che potrà mettere fine al dolore. (...) Quando chiedete cos'è l'amore, potreste essere troppo spaventati per vedere la risposta. Essa potrebbe significare un cambiamento radicale; potrebbe frantumare la famiglia; potreste scoprire di non amare vostra moglie o vostro marito o i vostri bambini - no? - potreste dover distruggere la casa che avete costruito, potreste non tornare più al tempio. Ma se volete ancora scoprirlo, vedrete che la paura non è amore, che dipendere non è amore, la gelosia non è amore, la possessività e il desiderio di dominare non sono amore, la responsabilità e il dovere non sono amore, l'autocommiserazione non è amore, l'angoscia di non essere amato non è amore, amore non è l'opposto di odio più di quanto umiltà non sia l'opposto di vanità. (…) E così siamo arrivati al punto: può la mente incontrare l'amore senza bisogno di disciplina, pensiero, sforzo, senza alcun libro o maestro o guida - incontrarlo come si incontra un bel tramonto? (...) Una mente che ricerca non è una mente appassionata e incontrare l'amore senza cercare è l'unico modo per trovarlo – incontrarlo ignari, e non come risultato di uno sforzo o di una esperienza. Questo amore, scoprirete non appartiene al tempo; questo amore è sia personale che impersonale, appartiene sia ad uno che a molti. Come per un fiore profumato che voi potete odorare o trascurare. Quel fiore è lì per chiunque, anche per colui che si prende la pena di odorarlo profondamente e di guardarlo con piacere. Sia egli molto vicino nel giardino o molto lontano, per il fiore è la stessa cosa, essendo ricco di quel profumo lo distribuisce a tutti. L'amore è qualcosa di nuovo, fresco, vivo. Non ha ieri né domani. E' al di là della confusione del pensiero. Solo la mente innocente sa cosa sia l'amore, e la mente innocente può vivere nel mondo che innocente non è. E' possibile scoprire questa cosa straordinaria che l'uomo ha cercato eternamente, nel sacrificio, nell'adorazione, nel rapporto, nel sesso, in ogni forma di piacere e di dolore, solamente quando il pensiero arriva a comprendere se stesso e giunge naturalmente a fine. (...) Potete leggere queste parole ipnotizzati e incantati, ma andare al di là del pensiero e del tempo realmente - cioè andare al di là del dolore - vuol dire essere consapevoli che c'è un'altra dimensione chiamata amore. Ma non sapete come raggiungere questa straordinaria sorgente - cosa fate dunque? Se non sapete che fare, non fate niente, non è vero? Assolutamente niente. Allora intimamente voi siete nel più completo silenzio. Capite cosa vuoi dire? Vuol dire che non cercate non volete, non andate a caccia di qualcosa; non c'è assolutamente un centro. Allora c'è amore.
(J. Krishnamurti, filosofo e poeta indiano)


Ora che vi ho detto tutto sull'amore, non crediate che io ne sappia più di voi: il ragazzino, il bimbo appena nato ne sanno quanto me.L'unica differenza è che lui, che non ha anni e ancor meno esperienza, crede ancora a ciò che lo tormenta; mentre noi, che siamo carichi di anni e di esperienza, cerchiamo di affidarci ad essi per rendere meno dolorose le nostre illusioni. Eppure con tutto ciò, sappiamo forse amare meglio di lui?
(Malek Chebel, Il libro delle seduzioni)


L'odio mira a trovare una libertà senza limiti di fatto, cioè a sbarazzarsi del proprio impercettibile essere-oggetti-per-l'altro e abolire la propria dimensione di alienazione. Ciò equivale a proporsi di realizzare un mondo in cui l'altro non esiste.
Sono smarrito di fronte all'altro che vedo e tocco e del quale non so più che fare. E già molto se ho conservato il ricordo vago di un certo al di là di quello che vedo e tocco, un al di là di cui so precisamente che è ciò di cui voglio impadronirmi. E allora che mi faccio desiderio.
(Jean Paul Sartre, L'essere e il nulla)


La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale.In una relazione puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia. L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.
E' insito nella natura dell'amore il fatto che –come Lucano osservò duemila anni fa e Francio Bacon ripeté molti secoli dopo – esso non possa che significare il consegnarsi in ostaggio al destino.
Fino a quando le relazioni sono viste come investimenti redditizi, come garanzie di sicurezza e soluzioni ai tuoi problemi non c'è via di scampo: testa perdi, croce vince l'altro.
Per quanto abbia potuto imparare sull'amore e l'innamoramento, la tua sapienza può giungere solo, come il Messia di Kafka, un giorno dopo il suo arrivo
(Zygmunt Baumann, L'amore liquido)


Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un'idea; avere quell'indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell'utilità della sua conoscenza. (...) Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero. (...) No: niente legami, neppure con noi stessi! Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusioni, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei carnefici concedono alla nostra estasi da cortile.
Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. E' un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell'amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un'idea nostra. (...) Perfino l'arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente "ti amo", o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l'attività dell'anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell'illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. (...) Vivere è non pensare.
(...) La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto.
Amare è stancarsi di essere solo: è dunque una vigliaccheria e un tradimento verso noi stessi (e sovranamente importante non amare).
Tutte le lettere d'amore sono ridicole. Non sarebbero lettere d'amore se non fossero ridicole. Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore, come le altre, ridicole. Le lettere d'amore, se c'è l'amore, devono essere ridicole. Ma dopotutto solo coloro che non hanno mai scritto lettere d'amore sono ridicoli. Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo senza accorgermene lettere d'amore ridicole. La verità è che oggi sono i miei ricordi di quelle lettere a essere ridicoli. (Tutte le parole sdrucciole, come tutti i sentimenti sdruccioli, sono naturalmente ridicole)
(Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine)


Un giorno, finalmente, hai capito quel che dovevi fare e hai cominciato, anche se le voci intorno a te continuavano a gridare i loro cattivi consigli; anche se la casa intera si era messa a tremare e ti sentivi alle calcagna l'antico contrasto.
“Sistema la mia vita!”, gridava ogni voce. Ma non ti fermasti. Sapevi quel che andava fatto, anche se il vento frugava con le sue dita rigide giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia era terribile.
Era già piuttosto tardi, era una notte tempestosa, la strada era piena di sassi e rami spezzati.
Ma poco a poco, mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci, le stelle si sono messe a brillare attraverso gli strati di nubi e poi c'era una nuova voce che pian piano hai riconosciuto come la tua, che ti teneva compagnia mentre t'inoltravi sempre più, di buon passo, nel mondo, determinata a fare l'unica cosa che potevi fare; determinata a salvare l'unica vita che potevi salvare.
(Mary Oliver, Il viaggio)


L'amore inevitabilmete termina e, in verità, più rapidamente che la bellezza, dunque più rapidamente che la natura. La sua fine non si inquadra nel declino cosmologico universale, ma è condizionata da se stessa. L'amore dura solo per un breve periodo e la sua fine compensa la mancanza di ogni altro limite. L'essenza stessa dell'amore, l'eccesso, è il fondamento della sua fine.
Il pagamento della cambiale nel futuro diventa più costoso di quanto ci si fosse aspettato. Spese accessorie, alle quali non si era pensato, pesano molto e la passione ormai soddisfatta non può più compensarle. La discrepanza viene solo rafforzata ulteriormente dalla struttura riflessiva dell'aspettativa degli amanti. L'uguale inclinazione alla superinterpretazione, che ha fatto da sostegno alla costruzione del rapporto, così come il confronto tra speranza e realtà accelerano il disfacimento. Il rapporto non è cresciuto alla sua propria temporalità e si dissolve.
(Niklas Luhmann, Amore come passione)


Le persone “con i piedi per terra” dicono che l'amore è una follia. In realtà ciò che accade è che la fantasia violentemente distorta da immagini piacevolissime, dove ogni passo ti avvicina alla realtà, viene crudamente riportata alla dura realtà.
L'amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andarlo a cogliere sull'orlo di un abisso spaventoso.
Lasciate lavorare la testa di un innamorato per ventiquattr'ore, ecco che cosa vi troverete: nelle miniere di sale di Salisburgo si usa gettare nelle profondità abbandonate un ramo privato di foglie dal gelo: due o tre mesi dopo lo si ritrova coperto di fulgide cristallizzazioni: i più minuti ramoscelli, quelli che non sono più grossi dello zampino di una cincia, sono fioriti d'una infinità di diamanti nobili e scintillanti, è impossibile conoscere il ramo primitivo
(Stendhal, L'amore)


“Sedurre significa render fragile. Sedurre significa venir meno. Seduciamo con la nostra fragilità, e mai con poteri o segni forti. È questa fragilità che noi mettiamo in gioco nella seduzione, e che le conferisce la sua potenza. Seduciamo con la nostra morte, con la nostra vulnerabilità, con il vuoto che incombe su di noi. Il segreto è saper giocare questa morte in mancanza dello sguardo, in mancanza del gesto, in mancanza del sapere, in mancanza del senso.”
La seduzione non si basa sul desiderio o sull'attrazione: tutto questo è volgare meccanica fisica e carnale, nulla di interessante. Certo, il fascino della seduzione passa attraverso l'attrattiva del sesso. Ma, propriamente, vi passa attraverso, la trascende. Per la seduzione, infatti, il desiderio non è un fine, ma un'ipotetica posta in gioco. Anzi più precisamente, la posta in gioco è provocare e deludere il desiderio, la cui unica verità è brillare e restare deluso.
Attraverso lo specchio prismatico della seduzione si perviene a un alto spazio di rifrazione. Essa consiste non nell'apparenza semplice, non nell'assenza pura, ma nell'eclissi di una presenza. La sua unica strategia è esser là e non esser là, e assicurare così una sorta di ammiccamento intermittente, dispositivo ipnotico che cristallizza l'attenzione al di là di ogni effetto di senso. Qui l'assenza seduce la presenza.
(Jean Baudrillard, Il destino dei sessi e il declino dell'illusione sessuale)


Amare è volere. Se amiamo ciò che ha pregio e risponde all'idealizzazione è perché quell'ideale non c'è e con l'amore lo vogliamo realizzare… ora quello che noi vogliamo, appunto perché lo vogliamo, non c'è già al mondo. Noi non volgiamo la terra, ma il possesso della terra, ossia che la terra sia nostra, da noi posseduta, ed entrata a far parte della nostra vita. Allo stesso modo amiamo un essere spirituale o umano, una persona. La quale, amata da noi, è ricreata dal nostro amore.
La persona amata è quella ricreata dal nostro amore. E' ricreata immediatamente e mediatamente: essa, cioè, è un nuovo essere per noi fin da quando prendiamo ad amarla; ma si fa realmente un essere sempre nuovo, si trasforma, continuamente in conseguenza del nostro amore, che agisce su di essa, conformandola a grado a grado sempre più energicamente al nostro ideale. Insomma, l'oggetto dell'amore, qualunque esso sia, non preesiste all'amore, ma è da questo creato. Vano quindi cercarlo con l'intelligenza astratta, che presume di conoscere le cose come sono in se stesse. Su questa via non può trovarsi se non la mancanza di ciò che si ama ed è degno d'essere amato. Si trova il difetto, il male, il brutto: ciò che non si amerà mai, perché, per definizione, è ciò che invece si odia.
(Giovanni Gentile, Frammento di una gnoseologia dell'amore)


L'inizio è dolce, assurdo felice. L'intreccio pieno di buona volontà, forte e carico di tensioni. La fine una lacerazione.
(Nuria Barros)


Ogni amore è sempre nella sua profonda essenza una segreta tragedia, ma proprio per il fatto di esserlo, riesce ad avere effetti così profondamente produttivi.
È indicativo: la nostra prima esperienza è una perdita.
(Lou Andreas Salomè)


Eppure, ogni amore spezzato provoca una sensazione di perdita prematura, come se l'amore fosse eternamente un bel giovane a cui erano destinate felici promesse incompiute.
(Alicia-Gimenez Bartlett)


“Finché abbiamo bisogno dell'altro non abbiamo la capacità di stare soli e godere l'immensa ricchezza che lo stare soli fa scaturire. Il nostro centro è il luogo dove solo noi possiamo andare, luogo dove troviamo il nostro soddisfacimento. “Ma l'amore vero non è una fuga dalla solitudine, l‘amore vero è uno stare soli che trabocca. Uno è così felice nell'essere con se stesso che vorrebbe condividere. La felicità vuole sempre condividere. E' troppa, non può essere contenuta, come il fiore non può contenere la sua fragranza, deve essere emanata”.
(Osho)


Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare, di fronte ad esso siamo impotenti. E' come una finestra che si apre di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire. Ma ogni volta si apre sempre meno, finchè non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto
(Arthur Golden)


Un amore che se ne va è una dimostrazione filosofica così ricca che trasforma un parrucchiere in un emulo di Socrate.
Chi si uccide per una puttana fa un'esperienza più completa e più profonda dell'eroe che mette a soqquadro il mondo.
Di tutte le condizioni la meno desiderabile è quella di amante.
Presto le nostre relazioni con gli altri si ridurranno alla registrazione dei loro orgasmi veri o inventati… E' il destino della nostra razza, devastata dall'introspezione e dall'anemia, quello di riprodursi in parole, di mettere in mostra le sue notti e ingigantirne i fiaschi o i trionfi.
Dinanzi all'uomo e alla donna si aprono due strade: la crudeltà o l'indifferenza. Tutto lascia supporre che prenderanno la seconda, che tra loro non vi sarà né spiegazione né rottura, ma che continueranno ad allontanarsi l'uno dall'altra…
Noi amiamo sempre… malgrado tutto; e questo “malgrado tutto” copre un infinito.
(E.M. Cioran, Sillogismi dell'amarezza)

“L'uomo e la donna sono due flussi che devono lottare, che possono impadronirsi alternativamente l'uno dell'altro o separarsi dedicandosi alla castità, che è a sua volta una forza, un flusso. [...] Noi non dobbiamo giudicare gli altri esistenti, ma sentire se ci convengono o ci sconvengono, ossia se ci apportano delle forze oppure ci rimandano alle miserie della guerra, alle povertà del sogno, i rigori dell'organizzazione. Come aveva detto Spinoza, è un problema di amore e di odio, non di giudizio: ‘La mia anima e il mio corpo [...] sono una cosa sola [...]. Tutto quanto la mia anima ama, anch'io l'amo. Tutto quanto la mia anima odia, anch'io l'odio [...]. Sono tante le forma della simpatia: amore, odio o semplice vicinanza' ”.
L'amicizia può forse nutrirsi di osservazione e di conversazione, ma l'amore nasce e si nutre d'interpretazione silenziosa. L'essere amato appare come un segno, un ‘anima': esprime un mondo possibile a noi sconosciuto. L'amato implica, include, imprigiona un mondo che occorre decifrare, e cioè interpretare”
(Gilles Deleuze, Critica e clinica)


[...] Un incontro non avviene soltanto in un preciso momento della vita, ma è da sempre preparato negli anfratti dell'anima. Il trascorrere del tempo - il tempo della coscienza e della realtà esterna - può solo tradurre in eventi vissuti ciò che nell'anima esiste da sempre [...]
E' entrata nei miei sogni come l'immagine di qualcuno che ho molto amato. Conoscevo già la perturbante emozione che ho provato al risveglio. Lei era in me, da sempre, col suo sguardo penetrante, innocentemente crudele nel suo rivelarmi a me stesso. Dentro di me c'era un vuoto pronto ad accoglierla, un'assenza, una lacuna, un bisogno d'amore. Ecco: d'amore. [...]
(Aldo Carotenuto, Riti e miti della seduzione)


“Sedurre” significa riuscire a trasportare un'altra persona all'interno del nostro universo psicologico, attraendola con l'impeto di un'energia emotiva alla quale non potrà opporre alcuna resistenza.
… La seduzione è un'arte, è l'esercizio della fascinazione e, in quanto tale, è l'espressione delle caratteristiche psicologiche del seduttore, il risultato del suo bagaglio emotivo.
(Aldo Carotenuto Il gioco delle passioni)


... L'amore nella sua forma più piena è un susseguirsi di morte e rinascita. Muore la passione e rinasce... Amare significa abbracciare e nel contempo sopportare molte molte fini, e molti molti inizi - il tutto nella stessa relazione.
Il corpo è un essere multilingue. Parla con il suo colore e la sua temperatura, l'ebbrezza del riconoscimento, lo splendore dell'amore, le ceneri del dolore, il calore dell'eccitazione, la freddezza della mancanza di convincimento. Parla con la sua lieve danza, con il battito accelerato del cuore, con il crollo e la ripresa della speranza. Il corpo ricorda [...]
Talvolta, durante il sonno, una lacrima scivola giù dall'occhio di chi sogna; non sappiamo mai quale sorta di sogno la provoca, ma sappiamo che è un sogno di tristezza o di struggimento.
(Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi)


E questa è forse la più bella, la più profondamente rapinosa storia d'amore... Il destino, a quanto pare, volle che Emily Brontë, pur bella, ignorasse in modo assoluto l'amore, ma volle tuttavia che ella avesse della passione una conoscenza angosciosa: quella conoscenza che connette l'amore non soltanto alla chiarezza, ma anche alla violenza e alla morte - perché palesemente la morte è la verità dell'amore. Come l'amore è la verità della morte.
(Georges Bataille, La letteratura e il male)

Amare l'amore più dell'oggetto dell'amore, amare la passione per se stessa, dall'amabam amare di Agostino fino al Romanticismo moderno, significa amare e cercar la sofferenza. Amore-passione: desiderio di ciò che ci ferisce e ci annienta con il suo trionfo.
Perché a qualsiasi altro racconto preferiamo quello d'un amore impossibile? Proprio perché ci piace bruciare ed essere coscienti di ciò che brucia in noi.
Ciò che essi amano è l'amore, è il fatto stesso di amare. (…) Tristano ama di sentirsi amato ben più che non ami Isotta la bionda. E Isotta non fa nulla per trattenere Tristano presso di sé: le basta un sogno appassionato. Hanno bisogno l'uno dell'altro per bruciare, ma non dell'altro come è in realtà; e non della presenza dell'altro, ma piuttosto della sua assenza.
L'amore felice non ha storia. Romanzi ne ha dati solo l'amore mortale, cioè l'amore minacciato e condannato dalla vita stessa.
Così abbiamo visto che Tristano ama Isotta non già nella sua realtà, ma in quanto essa desta in lui l'arsura deliziosa del desiderio. L'amore-passione tende a confondersi con una esaltazione narcisistica
Chiamerò libero un uomo che possiede se stesso. Ma l'uomo della passione, al contrario, cerca di essere posseduto, spogliato, gettato fuori di sé medesimo, nell'estasi.
il fatto che il desiderio sia o non sia soddisfatto, non cambia niente. La passione, una volta dichiarata, pretende molto più che la soddisfazione, vuole tutto e soprattutto l'impossibile: l'infinito in un essere finito.
(Denis De Rougemont, L'amore in occidente)


A forza di vivere con l'idea fissa su un'unica cosa, bramandola ardentemente, non noti più il crimine dei tuoi desideri.
(Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo)


Io sono due donne: una desidera sperimentare tutte le gioie, tutte le passioni, tutte le avventure che la vita può darci, l'altra vuole essere schiava della routine, della vita familiare, delle cose che si possono pianificare e raggiungere. L'incontro di una donna con se stessa è un gioco che comporta dei rischi.E' una danza divina. Quando ci incontriamo siamo due energie sovrannaturali, due universi che si scontrano. Se nell'incontro non c'è il rispetto dovuto, allora un universo distrugge l'altro.
(Paulo Coelho, Undici minuti)


"Nell'amore la dissoluzione dell'Io nell'amato e' contemporaneamente la piu' forte affermazione di se', e' una nuova vita dell'Io nella persona dell'amato. Se nell'amore non c'e' la rappresentazione di una trasformazione dell'individuo psichico o fisico sotto l'influsso di un potere estraneo, come nell'atto sessuale, e' allora una rappresentazione di annientamento e di morte. L'istinto di conservazione e' un istinto semplice che consiste solo in un elemento positivo, l'istinto della conservazione della specie invece, che deve dissolvere cio' che e' vecchio affinche' il nuovo possa nascere, consiste in una componente positiva e in una negativa, l'istinto di conservazione della specie e' per sua natura ambivalente; perciò la stimolazione della componente positiva evoca anche quella negativa e viceversa"
(Sabina Spielrein, La distruzione come causa della nascita)


Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto. Come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via e potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Quando il segreto rimane chiuso dentro non è per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
(Stephen King)


Pensandoci bene, in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente, ascoltiamo e pensiamo non esiste una persona giusta per noi. Esiste una persona che, se ti fermi un attimo a pensare, è in realtà la persona sbagliata. Perchè la persona giusta fa tutto giusto, arriva puntuale, dice le cose giuste, ...fa le cose giuste... ...ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
La persona sbagliata ti fa perdere la testa, fare pazzie, scappare il tempo ...morire d'amore. Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero. La persona sbagliata è, in realtà, quello che la gente definisce una persona giusta. Quella persona ti farà piangere, ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime. Quella persona ti farà perdere il sonno, ma ti darà in cambio una notte d'amore indimenticabile. Quella persona forse ti ferisce e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono. Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco ma ti penserà in continuazione... E' bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi perché la vita non è sicura, niente qui è sicuro, quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere, ogni momento, ogni secondo, amando, sorridendo, piangendo, emozionando, pensando, agendo, desiderando, ottenendo. E' solo così è possibile che si arrivi a quel momento della giornata, in cui diciamo: "Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare" Quando in realtà, tutto ciò che lui vuole, è che noi incontriamo la persona sbagliata, in modo che le cose inizino veramente a funzionare per il verso giusto per noi...
(Luis Fernando Veríssimo)


“Da quando non si possono più cogliere fiori per l'ornamento dell'amata, come sacrificio che viene riconciliato in quanto l'eccesso per lei sola si fa spontaneamente carico del torto fatto a tutte, il coglier fiori diventato qualcosa di cattivo. Esso non ha più altra funzione che di eternare il caduco e il perituro, immobilizzandolo e mettendolo a portata di mano. Nulla però è più funesto: il mazzolino senza profumo, il ricordo organizzato e predisposto, uccidono quel che resta proprio in quanto viene imbalsamato e conservato. Può vivere solo l'attimo fuggevole nel flusso mormorante dell'oblio se cade su di esso, all'improvviso, il raggio che lo fa lampeggiare; la pretesa di possedere l'istante lo ha già perduto. Il mazzo rigoglioso che il bambino trascina a casa malvolentieri per ordine della madre potrebbe stare in mostra - dietro lo specchio - come quello artificiale di sessant'anni fa, e quello che ne risulta, alla fine, è l'istantanea di viaggio scattata con avida ingordigia, dove appaiono, sparsi come rifiuti, nel paesaggio, quelli che a suo tempo non ne hanno visto nulla, e credono di arraffare come ricordo ciò che è svanito e si è inabissato senza traccia. Chi, però, ammaliato, manda fiori, certamente, senza volerlo, sceglierà quelli che gli appaiono mortali”.
(Theodor W. Adorno, Minima Moralia, Aforisma 72)


Quando due anime infine si sono trovate, si sono scoperte compatibili e complementari, hanno compreso di essere fatte l'una per l'altra, di essere, dunque, simili, si stabilisce tra loro per sempre un legame, ardente e puro, proprio come loro, un legame che inizia sulla terra e continua per sempre nei cieli... È questo l'amore che tu ispiri in me...
E ora tu appartieni a me! Ti vedo come mia giovane moglie, e poi madre, ma sempre la stessa, dolce e adorata nella castità della vita matrimoniale come nella verginità del nostro primo amore. Dimmi se riesci a comprendere la felicità di un amore immortale, di un'unione eterna!
(Victor Hugo ad Adèle Foucher)


Tu vai piuttosto in cerca della felicità di quello di provarla, il tuo cuore agitato, sente sempre una gran mancanza, un non so che di meno di quello che sperava, un desiderio di qualche cosa, anzi di molto di più. I migliori momenti dell'amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che…
(Leopardi)


Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire che cosa vogliono l'uno dall'altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provano una passione così ardente a essere insieme. E' allora evidente che l'anima di ciascuno vuole altra cosa che non è capace di dire, e perciò la esprime con vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio
(Platone, Simposio)

 

 

Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.
(Gesù, in Giovanni 15,9-17)

 

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
(1 Giov 4, 7-21)

 

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
(San Paolo, 1 Cor 13, 4-13)