«A.A.A. Cercasi risposta di vita... vissuta»

Inserito in NPG annata 2001.

 

Giacomo Ruggeri

(NPG 2001-09-35)



Ti avviso che ho un dubbio! Fare della bacheca parrocchiale, del centro all’oratorio, dei pannelli all’ingresso e nei corridoi della scuola il luogo di confronto dei propri dubbi di fede, paure, incertezze, speranze, gioie. Giovani e adulti che si confrontano. Vuoi materiale per il confronto per i giovani? Presto fatto: appendi il dubbio e ricevi risposta. Un dialogo permanente. Lascia il nome del tuo gruppo, così sarai richiamato e cercato; oppure troverai un post-it accanto al tuo!…

Non vendere i tuoi dubbi per poco: in gioco c’è la tua felicità!

Non solo manifesti… a lutto!

Le bacheche parrocchiali, i pannelli appesi all’oratorio, nei corridoi delle scuole, i vari tabloid posti all’ingresso delle chiese sono il ricettacolo di una molteplicità di avvisi, potremmo dire di tutto e di più! Dall’avviso del parroco che ricorda … al bigliettino staccabile di disponibilità per le ripetizioni di inglese e matematica. La bacheca, potremmo dire, è la casa di tutti, ognuno la sente sua. È anonima e nel contempo ognuno può esprimersi, a meno che non vi sia un filtro da parte del parroco che seleziona i vari manifesti, volantini, pieghevoli.
Eppure, se ci fermiamo un istante, la bacheca, il pannello e il tabloid si possono trasformare (anche per un periodo determinato di tempo) in un luogo di dialogo sulla fede tra giovani e adulti e non solo. Vediamo di strutturare il progetto, che potremmo chiamare «AAA. Cercarsi risposta di vita».

Help! C’è qualcuno che mi risponde?

L’anno pastorale è già iniziato da qualche mese e le varie attività di settore hanno preso il via.
Ogni gruppo ha la sua stanza addobbata a rigore: quella per gli anziani con tante foto ricordo di un tempo quando «beltà splendea»; la stanza dei giovanissimi, che già dalla porta ti si annuncia come un luogo fresco, vivo e dinamico. All’ufficio del parroco. E qui si entra nel prontuario variegato, ovvero, dall’ufficio super preciso e perfetto con tanto di piantina grassa sul tavolo, a quello contenente di tutto, davvero tutto, dove per trovare il telefono che squilla si deve sollevare quintali di posta, carta, riviste, registri, ecc.... E lui ci si ritrova bene! La bacheca è sempre posta in un luogo di passaggio, giustamente, dove il passaggio delle persone è maggiore.
Soggetti da coinvolgere
* un falegname (al quale chiedere non il solito pannello, ma un qualcosa di originale!);
* équipe educatori;
* équipe catechisti;
* gruppo giovanissimi-giovani;
* il don;
* il prof di religione
* i bidelli (che sorvegliano che tutto fili liscio!).
Materiale occorrente
* pannello (dimensioni, materiale, colore a scelta dell’équipe coordinatrice);
* post-it a disposizione in quantità elevata;
* penne e pennarelli;
* biadesivo;
* foglietti di carta, di vario colore;
* un faro (se c’è poca luce e per dare più accentuazione).
Se il don della parrocchia, dell’oratorio e/o il preside della scuola accettano l’iniziativa di dedicare parte delle bacheche a disposizione al progetto «AAA. Cercasi risposta di vita» o di portare una bacheca originale, mobile e più attraente, il gioco è fatto. Se non fosse possibile un qualcosa di mobile, ricordatevi che la parte a voi dedicata della bacheca fissa dovrà essere attraente all’occhio del passante, deve attirare l’attenzione. Si deve vedere che lì, proprio in quel punto degli avvisi, c’è qualcosa di speciale.
Come speciale sono gli interrogativi e le domande che ogni persona, in modo particolare i giovani, si porta con sé.
Il progetto può aver durata variabile: una settimana, un mese, tutto l’anno. Si può approfittare dei tempi forti che l’anno liturgico propone (Avvento-Natale, Quaresima-Pasqua). In ambito scolastico si può pensare alla settimana, che ogni scuola decide autonomamente, per il recupero delle materie, attivando corsi aggiuntivi. È una settimana dove si attivano tanti altri corsi ed attività per gli studenti che non devono fare approfondimento. La bacheca può essere già essa stessa un laboratorio, un corso di approfondimento dove gli studenti, aiutati dai docenti che collaborano al progetto, possono discutere su tematiche di fede, ricerca interiore, la dimensione della spiritualità nell’uomo moderno, ecc…
Si può pensare ad una scatola recettiva dove gli studenti propongono delle tematiche per la discussione. L’équipe che lavorerà al progetto provvederà a vagliare le proposte più originali e di spessore.

Uno, nessuno, centomila dubbi!

Cosa scrivere nella bacheca?
Prima di tutto va preparata una spiegazione (né breve, né lunga), scritta direttamente dai giovani, che spieghi l’idea-base del progetto: poter dialogare su tematiche di fondo che la vita ci presenta. Che sia un linguaggio accessibile a tutti e né troppo giovanile o scherzoso. È una cosa seria, ma non seriosa. Il don stesso e gli stessi giovani presentano il progetto al termine dell’Eucaristia domenicale, consegnando semmai un foglietto che spieghi nel dettaglio i vari aspetti del progetto. La stessa cosa può essere presentata a scuola, classe per classe, da parte dei rappresentanti d’Istituto.
Per ben organizzare il lavoro, la bacheca può essere suddivisa per aree tematiche; esempio:
- l’angolo della fede (qui si potranno scrivere tutti i dubbi e le domande che i giovani hanno in merito al rapporto con Dio, i Sacramenti, la Scrittura);
- l’angolo della Chiesa (che cosa piace o meno della Chiesa come istituzione, ecc…);
- e via così…
Per ogni area tematica studiare un duplice spazio: uno per le domande, l’altro per le risposte. La fantasia saprà suscitare una molteplicità di variazioni!
È ovvio che a molte delle domande che verranno affisse non si potrà rispondere con una semplice risposta su di un foglietto.
Proposta: invitare la persona (sempre tramite un messaggio affisso) ad un colloquio personale per poter approfondire con più tempo e calma la domanda in questione. Che la persona non si presenti è da mettere nel conto; ma tentar non nuoce.
Con l’utilizzo di Internet si può rinviare la risposta tramite mail, segnalando il proprio indirizzo di posta elettronica.

Una bacheca per tracciare la rotta

Il progetto della bacheca «AAA. Cercasi una risposta di vita» può rappresentare per l’intera comunità educante, che sia la parrocchia e/o i docenti della scuola, una vera segnalazione di rotta per il futuro. Tante volte si elaborano dei progetti pastorali e programmi formativi scolastici studiati a tavolino o scaturiti dalla mente di pochi e, per di più, sempre gli stessi. Ascoltare la base, la voce dei diretti protagonisti può essere un modo per rendere la parrocchia e la scuola un vero laboratorio vitale.
Saranno i dubbi, le domande, le attese dei giovani stessi a dare vita al programma formativo del gruppo giovani della parrocchia. Non ci si accontenti di acquistare un sussidio (anche ben fatto) per poter dire: «quest’anno con i miei ragazzi parleremo di questo».
Domanda: ma loro sono stati ascoltati? Qualche lettore si potrà chiedere: ma oramai queste cose si sanno. Eppure non sempre e ovunque è così. Si dà per scontata una integrazione dei giovani stessi nella progettazione annuale, quando scontata non lo è.
La vita deve precedere sempre l’organizzazione. Devono essere le esigenze e le attese a dare vita ai programmi pastorali e non viceversa.
Come postilla al progetto, faccio notare una puntina (per usare il linguaggio dell’affiggere) che può pungere e frenare l’iniziativa: e se poi la cosa non va, non funziona, se scrivono delle volgarità, se non viene capita, se nessuno risponde, se…, se…
Caro amico lettore,
con i se i ma non si fa nulla e si frena la forza di amare. La chiesa, di persone paurose, non sa che farsene. Forza, alzati e mettiti a lavorare per il Regno di Dio, costruito anche da te.

PS. siamo all’ultimo articolo per l’anno 2001; mi farebbe piacere avere un riscontro dai lettori sugli articoli presentati in questa rubrica «Gmg e oltre». Potete scrivere a Giacomo Ruggeri: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.