Dizionario del mistero

Inserito in NPG annata 2003.

Un vocabolario pronto all’uso

Cesare Bissoli

(NPG 2003-07-23)

Capita che...
* sulla religione ognuno crede di poter parlare in proprio senza collegamenti con altri;
* le idee dell’uno non sono quelle di un altro;
* stesse parole assumono significati diversi;
* in particolare si parla dei contenuti della fede cristiana senza saperne veramente il significato originale, quello delle fonti bibliche e del Credo della Chiesa.
Perché…
* si è dimenticato progressivamente, per analfabetismo religioso, il senso cristiano preciso di parole e di concetti;
* ci si trova confrontati con termini e idee cristiane usati in modo diverso e talora opposto nella cultura e nella comunicazione di ambiente.
Per cui...
* si arriva ad una confusione di termini e di idee che penalizza la comprensione della fede;
* viene deformata una corretta comunicazione.
E dunque è importante...
* cercare di chiarirsi il senso dei grandi contenuti della fede partendo da termini e categorie usate;
* rendersi capaci di cogliere significati in altri contesti culturali e nel discorrere quotidiano.
Facciamo un esercizio pratico a riguardo del senso cristiano di MISTERO in corrispondenza ai temi trattati in questo dossier.

MISTERO E DINTORNI

Mistero
Deriva dal greco mysterion (= cosa segreta).

* Nel mondo antico:
– indica globalmente una verità nascosta;
– dal punto di vista religioso, il mistero si applica a Dio, l’invisibile e nascosto per eccellenza; i misteri al plurale sono chiamati i riti di iniziazione al “mistero di Dio”, tramite i quali l’iniziato condivide l’amicizia e la protezione della divinità;
– alle origini del cristianesimo (I sec. d.C.) la pratica dei misteri era molto diffusa nel bacino del Mediterraneo e a Roma (misteri di Iside, di Esculapio…).

* Nel Nuovo Testamento:
– indica il progetto amoroso di Dio per la salvezza dell’umanità, che ora è rivelato per mezzo di Gesù (Rom 16,25; Ef 1,9);
– per connessione indica pure gli avvenimenti della vita di Gesù Cristo che realizzano e rivelano tale progetto (= misteri di Cristo);
– grazie al processo dell’iniziazione cristiana, Dio introduce al mistero della sua salvezza in Cristo e in questo modo egli genera i cristiani;
– la vita cristiana è la partecipazione continuata – tramite i sacramenti – ai misteri di Cristo, in particolare al suo mistero di morte e di risurrezione (mistero di Pasqua).

* Nella riflessione teologica:
– significa anzitutto la comunicazione di amore che Dio – nella persona di Gesù – fa di se stesso all’uomo che si apre a Lui con la fiducia della fede;
– donandosi liberamente all’uomo, Dio fa conoscere qualcosa di sé che nessuno potrebbe da solo sapere. Qui mistero significa le verità divine che trascendono la capacità intellettuale dell’uomo di riconoscerle con la sola ragione e di pretenderle per sé come diritto, e perciò si conoscono solo per rivelazione di Dio e nell’accoglienza delle fede.
NB. Vi sono verità divine o misteri in senso stretto, totalmente imprevedibili dalla ragione (es. la SS. Trinità), ed altri parzialmente conoscibili (ad esempio l’esistenza di Dio).

* Nel Credo cristiano:
– si afferma che due sono i misteri principali della fede cristiana: Unità e Trinità di Dio; Incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo;
– in connessione di questi si parla del mistero di Gesù nell’Eucarestia, il mistero della risurrezione dei morti, il mistero di Dio e della sua Provvidenza, il mistero del peccato originale, il mistero di Maria, vergine e madre di Dio;
– per antitesi al mistero di Dio, il NT parla del mistero del male (Mysterium iniquitatis) (2 Tess 2,7) Va inteso come il controprogetto di Satana, che è di perdizione, rispetto a quello di salvezza, rivelato da Gesù Cristo. A tale mistero, che si manifesta nelle passioni della carne e nelle seduzioni dell’orgoglio, il cristiano non può assolutamente partecipare.

Nella prospettiva cristiana, il mistero cristiano non è una astrazione concettuale, non sottolinea anzitutto ciò che è oscuro o inaccessibile, ma un dono certamente del tutto trascendente e imprevedibile di Dio all’uomo, ma anche altrettanto storico e concreto: l’incontro e la partecipazione vitale con la vita stessa della Trinità mediante l’azione del Figlio di Dio Gesù Cristo.
Dal mistero cristiano vanno tenuti distinti altri termini usati come fossero sinomini o quasi.

Assurdo...

“Mancanza di qualsiasi fondamento o giustificazione sul piano logico o pratico, ciò che è contraddittorio (come 2+2 eguale a 5), incomprensibile” (Devoto-Oli, Dizionario della lingua italiana).

... e Mistero

Capita di sentire dire, o quanto meno pensare, che accettare i misteri cristiani significa credere che Dio sia uno e tre insieme, che la fede contraddice la ragione, che la libertà non viene rispettata…
La differenza con il mistero in senso cristiano è netta: quanto Dio rivela ha fondamento nella stessa verità di Dio che non mentisce e non può mentire, ha giustificazione nell’ineffabile amore di Dio per l’uomo, non porta a nessuna contraddizione, giacché l’uomo che accoglie la rivelazione dei misteri di Dio, si trova donato e confrontato con fatti e verità, come il mistero di Gesù vero Dio e vero uomo, che non soltanto non sono in se stessi contraddittori, ma appaiono del tutto rispettosi della dignità umana ed anzi aprono orizzonti inauditi di grandezza, di libertà e di responsabilità.

Enigma

“Fatto di cui non giungiamo a intendere la ragione o il fine, a scoprire l’origine e le circostanze” (Devoto-Oli, o.c.). Di conseguenza oltre ad essere inspiegabile, l’enigma è ambiguo.

... e Mistero

Più che assurdo, si dice talora, il cristianesimo è enigmatico, sfuggente, senza chiara linea teorica e pratica, senza prove certe se non l’autoaffermazione di essere vero.
La differenza con il mistero in senso cristiano è chiara: questo porta a conoscere e partecipare a realtà e significati umanamente inconoscibili, ma che per intervento gratuito di Dio sono rivelati, se ne conosce l’origine e il fine, ed anzi sono proposti per farne nella fede una vera esperienza. Sul piano storico poi esistono testimonianze credibili sull’autenticità di fatti e parole dette da Gesù. Come, è stato detto, il mistero cristiano è eccedenza di luce, enigma è in se stesso buio e incomprensibile.

Impossibile

“Condizione che esclude il compimento o l’attuazione di qualcosa, in quanto procede da ostacoli contro cui nulla può la volontà, difficoltà non superabili” (Devoto-Oli, o.c.).
L’impossibilità può essere relativa o assoluta.

... e Mistero

Si dice che è impossibile l’incarnazione del Figlio di Dio, il paradiso ed inferno eterno… Qui le difficoltà più che a livello teorico, nascono da una particolare sensibilità, magari da esperienze religiose non riuscite… Capita anzi che si dica impossibile perché si vorrebbe il contrario, ma non si riesce a raggiungerlo (“troppo bello per essere vero”). Ebbene la proposto cristiana non solo è possibile, ma Dio ne fa dono a chiunque voglia riceverla.
Infatti il mistero in senso cristiano denuncia certamente l’impossibilità dell’uomo di arrivare a capire – e tanto meno di averne la pretesa – i pensieri di Dio e il suo progetto di salvezza (mistero, appunto). Ma una volta che Dio ne abbia fatto rivelazione nei fatti e nelle parole (come testimonia la Bibbia), l’impossibilità umana è annullata, anzi l’accoglienza del “mistero” rivelato porta all’intimità con Dio. Certo, rimane tutto sempre nella categoria del puro dono trascendente e chiede all’uomo di affidarsi totalmente con umiltà e fiducia, a verità ed esperienze che all’uomo non sono possibili, nemmeno per altre vie (ragione, intuizione, sentimento...).

Inconoscibile

È ciò che è irraggiungibile mediante le umane capacità di conoscenza. Può essere parziale (per un bambino è tale il calcolo infinitesimale) e totale, cioè per sempre e per tutti.

... e Mistero

Il cristianesimo sarebbe una religione dove sono facili i misteri, per evitare il rigore della logica e il rigore della verifica. In realtà sarebbe un sistema di fantasie condite di verità, e quello che afferma per vero non è mai controllabile dalle risorse umane.
Il mistero cristiano è indubbiamente superiore radicalmente alle possibilità della conoscenza umana, e quindi si può conoscere soltanto per rivelazione, che Dio ha storicamente compiuto tramite gli uomini da lui inviati e ultimamente Gesù Cristo. Quindi la religione cristiana è inconoscibile di diritto (o con le sole proprie forze), ma è conoscibile e conosciuta di fatto (grazie alla rivelazione). Dobbiamo anzi precisare che la superiorità invalicabile del mistero cristiano non pregiudica che, una volta rivelato, sia avvertito come del tutto conveniente all’uomo, stimoli anzi la ragione alla riflessione (la ragione penetra nel mondo della fede), provochi il dialogo con la ricerca filosofica e si possa avere sempre una conoscenza più profonda e gioiosa dei misteri (Concilio Vaticano I).

Inconscio

Per sé significa ciò che si compie al di fuori del controllo della coscienza. Nel linguaggio psicanalitico (C.G. Jung) assume il significato dell’“apparato psichico individuale originato dalla rimozione di contenuti (inconscio individuale); oppure, il patrimonio psichico comune originato dalla stratificazione delle esperienze primordiali dell’umanità (inconscio collettivo)” (Devoto-Oli, o.c.).

... e Mistero

La categoria mistero viene tendenzialmente interpretata come elemento dell’inconscio, individuale o collettivo, che per quanto possa essere oltre le risorse umane, in realtà è radicato sul terreno dell’humanum, ne è una proiezione, quindi non ha una oggettiva consistenza in una azione rivelatrice libera di Dio.
Per quanto possa aver ripercussioni sulla soggettività umana e interpretato in tale direzione, il mistero di cristiano si presenta come un dato oggettivo, strettamente soprannaturale, non identificabile con nessun segno umano, né conscio né inconscio, in quanto si può riconoscere ed accogliere soltanto con la fede, intesa come gesto razionale e libero di affidamento a Dio e alle certezze che Lui mi comunica. L’accettazione e l’esperienza del mistero, come ogni esperienza, tanto più se importante e profondamente vissuta (e che cosa vi è di più grande dell’amore di Dio che si rivela?), può avere ripercussione nell’ordine emotivo, ma senza che ciò, pur analizzabile, costituisca la causa o la verifica del mistero stesso.

Miracolo

“Fatto che si ritiene dovuto ad un intervento soprannaturale, in quanto supera i limiti delle normali prevedibilità dell’accadere o va oltre le possibilità dell’azione umana” (Devoto-Oli, o.c.).
Spesso miracolo viene scambiato come qualcosa di tanto sorprendente quanto inatteso, non per sé superiore alle forze umane.

... e Mistero

In verità non si può dire che oggi si scambi miracolo e mistero, anche perché del miracolo vi è un interesse quasi da affamati, mente al mistero si dà una accoglienza quasi forzata come di qualcosa che c’è, ma di cui non si sa che cosa serva. Vi è però anche la tendenza di scambiare i misteri cristiani come miracoli che Dio fa per l’uomo.
In verità il mistero cristiano ha in sé del miracoloso in quanto è rivelazione di una verità ed offerta di un dono che Dio solo sa fare.
E il miracolo ha in sé del mistero, in quanto tramite il gesto materiale, come una guarigione, Dio rivela qualcosa del suo ineffabile amore, Gesù ne fa un segno del Regno di Dio.
Ma vi è una sostanziale differenza con il miracolo, in quanto questo ha una faccia del tutto visibile e umanamente verificabile almeno negli effetti (il cieco nato guarito da Gesù, Gv 9), mentre in sé e per sé il mistero di Dio, come la Trinità, non ha nessuna visibilità e controllo.
Vi sono però eventi misterici, come la risurrezione di Gesù, che sporgono anche sul versante del miracolo, e come tali vanno esaminati, senza dimenticare lo spessore del loro mistero di grazia e di salvezza.

Mito

“Si può definire il racconto di avvenimenti fittizi attribuiti a dei, eroi umani, esseri soprannaturali.
Si tratta di avvenimenti che spiegano l’origine e il destino del mondo, dell’umanità, della società, delle forze divine. Costituisce l’oggetto di una credenza collettiva e contribuisce così a strutturare il legame e l’organizzazione sociale” (J. Jalley).

... e Mistero

È facile trasferire certi contenuti dei misteri cristiani in miti, utili per comprendere l’attuale situazione umana (si parla quindi del mistero del peccato originale come mito utile per capire il male nel mondo, della stessa persona di Gesù come mito dell’uomo riuscito...).
La stessa rivelazione cristiana è concepita come un raffinato e articolato mito che l’uomo si è costruito per darsi una spiegazione universale e sensata della realtà. Simili, anche se in grado inferiore, sono i miti della religione greca.
È fondamentale notare che il mito prima di essere discusso sulla eventuale verità che può esprimere, va nettamente riportato nella categoria del non storico.
Il mito può essere vero, ma non è storico, è frutto di riflessione umana, magari su esperienze storiche, ma il cui riferimento ad esse è totalmente dissolto.
Per riuscire efficace si lascia però dire sotto forma di racconto “simil-storico”.
Il mistero cristiano invece ci viene donato da una rivelazione che si fa nella storia, è veicolata da eventi storici, nel suo senso profondo va oltre il dato storico, ma non è in contraddizione con esso.
In particolare la rivelazione dei misteri rispetta il gioco di cause prime e seconde e soprattutto non ha nessuna traccia di politeismo come avviene nelle mitologie di ambiente.

Problema

Quesito (matematico, intellettuale, esistenziale) che chiede una soluzione, una situazione che crea difficoltà e va superata, un dato che non può essere accettato senza discussione, ma che va chiarito, provato (Devoti-Oli, o.c.).

... e Mistero

Sovente i misteri cristiani, in quanto superiori alla capacità umana e in particolare perché giudicati non corrispondenti alle attese umane ed anche in contrasto con le umane passioni, sono pensati come problema che fa questione, di cui si fa fatica dare una spiegazione, di cui ci si vorrebbe liberare, o comunque da accettare previa discussione radicale.
I misteri cristiani in quanto rivelati da Dio fanno problema perché sono superiori alle risorse puramente umane di comprensione e di accoglienza sicura. Ma a loro fondamento sta un dato non problematico, che è la stessa verità di Dio che è assoluta e piena. Ad ogni uomo che crede sinceramente, Dio dona la grazia di accogliere i misteri senza angoscia e con la capacità di superare le difficoltà intellettuali e morali che insorgessero, per cui non solo avviene che l’intelletto è sollecitato ad indagare sulla fede (intellectus quaerens fidem), ma la stessa fede, gli stessi misteri, cercano l’intelligenza (fides quaerens intellectum), vogliono un leale dibattito nel rispetto dei limiti umani (vedi Fides et ratio di Giovanni Paolo II).

Segreto

È tutto ciò che è nascosto, riservato, più o meno precluso alla conoscenza altrui, sovente perché è esclusivo di un ambito ristretto di persone (cf Devoto-Oli, o.c.).

... e Mistero

Capita che si riconosca, correttamente, che il mistero cristiano è qualcosa di arcano, ma si tende a farne una dottrina segreta di cui sono capaci solo pochi privilegiati (gnosi)). Od anche si ritiene che il mistero cristiano è talmente elevato da sfuggire alla comprensibilità dei semplici fedeli. Oppure che sia una esperienza intima, privata e non dicibile pubblicamente.
Certamente il mistero cristiano è in sé qualcosa di segreto, di nascosto non soltanto nel senso che solo Dio lo può rivelare, ma anche perché rivelato rimane oscuro, anzi controproducente per quanti non vi corrispondono con la fede (lo ha detto Gesù stesso parlando in parabole, Mt 13,10-17). Ma detto questo, il mistero è un dono di Dio che vuol essere annunciato a tutti, come fa Paolo, che si sente missionario di esso (Rom 16,25). E quindi non vi sono cristiani di serie A (coloro che sanno) e di serie B (i semplici, gli ignoranti), ma buoni o cattivi cristiani.

NELL'UOMO, TRACCE DEL MISTERO DI DIO

Motivazioni teologiche

* Se è vero che il mistero di Dio nella visione cristiana supera le capacità di intelligenza e di accoglienza dell’uomo nella sua pura natura umana, rimane vero che tale superiorità Dio la vuole a favore dell’uomo, essa non schiaccia la persona umana, non atrofizza la volontà di “vederci chiaro”, non toglie la libertà di un scelta personale convinta.
* Ciò è dovuto al fatto che l’uomo, ogni uomo come tale è creato ad immagine e somiglianza dello stesso Dio che può quindi rivelare a lui i suoi misteri (cosa che non potrebbe assolutamente fare ad una… scimmia).
* Natura e soprannatura fanno storicamente una unità per cui è umana, umanissima la rivelazione dei misteri di Dio, che pure restano sempre dono, e d’altra parte l’uomo come tale avverte in sé un desiderio di Assoluto, anzi porta con sé un presagio di Dio, si potrebbe dire una traccia dei misteri divini, stimoli che si traducono giustamente in un invocazione.
* Sicché ciò che è superiore in quanto mistero, non è estraneo alle attese e bisogni dell’uomo; e gli interrogativi ed aspirazioni profonde dell’uomo (“da dove vengo, dove vado, come essere felici…”) sono come linee di avvicinamento e di preparazione provvidenziale all’accoglienza e alla partecipazione del mistero.

Una segnaletica preziosa

I Padri della Chiesa (come Agostino), i grandi teologi (come Tommaso), gli uomini spirituali (come Caterina, Giovanni della Croce), mossi dal mistero di grazia che li permeava, hanno cercato di cogliere gli echi, le risonanze, i presagi, le tracce dei misteri cristiani cui partecipavano intensamente con la fede, i sacramenti, la preghiera.
– Così la tripartizione dell’uomo, come corpo, anima, spirito nell’unità dell’essere uomo e donna è stato avvertito come un “vestigium Trinitatis” (una impronta della Trinità).
La stessa annotazione sull’unità della trinità, Agostino la compie partendo dall’esperienza dell’amore, dove vi è uno che ama, uno che è amato, il vincolo di amore fra entrambi. Egli vi vede un signum del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
– La preziosità della vita ma anche la sua fragilità, la fecondità ma anche la fatica di vivere… vengono facilmente interpretate nella categoria di “mistero della vita”, una grandezza cioè che uno non fa da sé, ma si viene a ricevere come dono da altri, la si vive intensamente senza poterla vivere tutta, la si ha, ma si desidera averla sempre più… ebbene ciò viene visto come presagio di un puro dono che solo Dio può fare, e che Dio d’altra parte desidera fare al suo amico uomo, e glielo fa veramente.
– Possono avere valore di presagio tutti quelli che si chiamano “misteri della natura”, ossia quel mondo di non conoscenze, di imprevedibilità, di indeterminazione apparentemente insuperabile, nel macrocosmo e microcosmo, ma anche di fatica a conoscere, di conquista lenta, di percezione di sempre nuovi problemi… Possono essere presagio del mistero assoluto di Dio, cui affidarsi con l’invocazione e da cui accogliere la luce delle verità che egli propone, cui credere saldamente e da ricercare incessantemente.