Introduzione al dossier: Quali celebrazioni liturgiche per giovani?

Inserito in NPG annata 1994.

Un'esperienza-proposta

(NPG 1994-06-5)

Quello che presentiamo è un dossier particolare.
Non è nato come frutto della redazione della rivista, né come studio articolato su qualche punto fermo o problematico della pastorale giovanile, come di solito avviene ed è nella struttura di questa rubrica.
Avremmo anche potuto mettere tutti i contributi che seguono nella rubrica Esperienze o in quella dei Materiali (perché di fatto questo essi sono), ma ciò non avrebbe sottolineato sufficientemente la loro importanza.

Un po' di storia

Nell'ambiente salesiano, convocati dalla struttura nazionale di pastorale giovanile, gli incaricati «regionali» per la PG (sia salesiani che suore) si incontrano una volta l'anno per un corso di formazione su alcune delle tematiche chiave di ogni progetto educativo e pastorale, e che possa formare come la piattaforma per la proposta pastorale dell'anno per tutte le comunità educative SDB e FMA in Italia.
Il medesimo incontro viene riprogettato qualche mese più tardi con la partecipazione di giovani provenienti dalle realtà di base, perché la proposta possa venire calibrata e verificata sulle attese e sulle reali esigenze dei giovani, e anche per trovare adeguati linguaggi per la comunicazione. In genere, almeno per questi ultimi anni, il tema svilupato è stato attorno alla spiritualità giovanile salesiana (SGS), come anima di quel grande movimento che, col carisma del fondatore don Bosco, entra in dialogo con i giovani per permettere loro l'incontro con Cristo nella Chiesa, in una dimensione di vocazione e di servizio.
Da questi incontri sono nate intuizioni e approfondimenti che hanno
poi trovato spazio anche sulla rivista (ad esempio, la strutturazione degli itinerari di educazione alla fede, ricalibrati per età).
Il tema di quest'anno (e sarà anche quello dell'anno prossimo, con un leggero spostamento quanto ai contenuti) è stato quello delle celebrazioni giovanili. Insomma, quale è il modo di celebrare, di pregare per coloro che hanno fatto della vita quotidiana il luogo di incontro con Dio, che intendono vivere il loro cristianesimo in clima di festa e servizio, e che hanno a cuore soprattutto che i più «poveri» possano trovare la gioia e la felicità di un incontro autentico con Cristo, nella mediazione della comunità, del gruppo?
Ci si rendeva conto infatti che molte volte le preghiere o le celebrazioni che si incontrano, già «fatte», magari che provengono da una lunga tradizione popolare o che sono proposte da certi movimenti, possono produrre una sorta di schizofrenia: non sono tanto celebrazioni della vita, della gioia, aperte all'impegno e alla speranza, ma vanno in altre direzioni.
Si trattava di verificare questo, e di trovare criteri per corrette celebrazioni nello stile della medesima spiritualità, capaci di creare quell'unità indispensabile tra modo di credere e di agire, e modo di pregare.
Dall'insieme di questi due incontri abbiamo raccolto il materiale che ora presentiamo. Esso manca di quella sistematicità tipica di un discorso pensato ad hoc; possiede però una sua innegabile unità interiore, una sua logica. È per questo motivo che lo presentiamo ai nostri lettori, perché punto fermo è il richiamo al controllo e alla verifica delle celebrazioni liturgiche e non che di solito vengono offerte ai giovani (sappiamo infatti che mentre di solito si prepara a puntino l'incontro, il tema, il lavoro di gruppo, quando poi si arriva alla preghiera, alla celebrazione, si usano modelli già fatti che in maniera poco critica si affiancano o si sostituiscono magari, contraddicendo, quanto si è venuto elaborando nel gruppo a proposito di fede e di vita).
L'impianto del dossier è abbastanza chiaro: dall'insieme dei linguaggi giovanili e delle celebrazioni «laiche», si passa all'esame delle caratteristiche delle celebrazioni liturgiche, alla verifica della capacità di comprensione e uso del linguaggio simbolico, e ai contenuti della preghiera cristiana, per offrire dei criteri con cui valutare e verificare le celebrazioni che di solito utilizziamo. Manca in questa presentazione il materiale riguardante le varie celebrazioni esaminate; ma se l'animatore ci vuole provare, troverà quante cose possono venire fuori se si prende sul serio la verifica critica di quanto di solito viene pochissimo esaminato criticamente.
Per arrivare poi velocemente al concreto, una scheda finale aiuta a «costruire» celebrazioni giovanili nella direzione della spiritualità del quotidiano e con un uso di simboli nuovi e davvero significativi.
L'anno prossimo si passerà all'esame delle celebrazioni attorno all'Eucaristia e alla Riconciliazione.
Naturalmente contiamo di offrire anche quelle proposte.