Riccardo Tonelli

Itinerari per l'educazione dei giovani alla fede

Elledici 1989



INDICE

PRIMA PARTE
ITINERARI: PERCHÉ

Cap. 1: Educazione e pastorale
1. Il difficile rapporto tra educazione e educazione alla fede
1.1. Superamento dell'uso strumentale delle scienze
1.2. Le difficoltà sul piano operativo
2. Criteri teologici per definire il rapporto
2.1. La prospettiva della sacramentalità
2.2. Educazione e annuncio nel processo evangelizzatore
3. Verso una soluzione: l'educabilità indiretta della fede
3.1. Non c'è educazione «diretta» della fede
3.2. L'educazione alla fede è indiretta
3.3. La potenza di Dio investe anche gli interventi educativi
4. Lo sguardo di fede
4.1. La competenza «scientifica»
4.2. Il mistero di Dio come lettura profonda di ogni realtà
4.3. Alla ricerca di «sfide»
5. La «scommessa» dell'educazione

Cap. 2: Dimensioni e modalità di un piano di azione
1. Gli elementi di ogni progettazione pastorale
1.1. Obiettivo
1.2. Situazione di partenza
1.3. Metodo
1.4. Valutazione
2. Sequenze programmatiche
2.1. Superare il modello induttivo e quello deduttivo
2.2. Verso un modello ermeneutico
3. Ideario, progetto, programmazione
3.1. Ideario
3.2. Progetto
3.3. Programmazione
4. Itinerario
4.1. Una definizione di itinerario
4.2. Perché preferisco itinerario a progetto
4.3. Unità e differenziazione negli itinerari

Cap. 3: La comunità come soggetto nella costruzione e nella realizzazione di un itinerario
1. Quale comunità
1.1. «Comunità» contro «società»?
1.2. Una nuova immagine di comunità: diversità e convergenze
2. Un progetto condiviso per collaborare
2.1. Ciascuno ha il suo progetto
2.2. Due soluzioni che non risolvono
2.3. Dai singoli progetti verso un nuovo progetto
2.4. Livelli diversi di collaborazione
2.4.1. Nel momento della elaborazione
2.4.2. Nel momento della esecuzione
2.4.3. Nel momento della verifica
3. Condizioni operative
3.1. Verifica delle relazioni interpersonali e istituzionali
3.2. Relazione comunicativa e cambio di atteggiamenti

SECONDA PARTE
ITINERARI: VERSO

Cap. 4: Qualità della vita e vita cristiana
1. Uno sguardo al vissuto ecclesiale: i modelli
1.1. Il modello delle forti proposte
1.1.1. Quale uomo
1.1.2. Chi è il cristiano
1.1.3. Itinerario metodologico
1.2. Il modello dell'oggettività
1.2.1. Quale uomo
1.2.2. Chi è il cristiano
1.2.3. Itinerario metodologico
1.3. Il modello della pastorale di «liberazione»
1.3.1. Quale uomo
1.3.2. Chi è il cristiano
1.3.3. Itinerario metodologico
1.4. I modelli a prevalenza educativa
1.4.1. Quale uomo
1.4.2. Chi è il cristiano
1.4.3. Itinerario metodologico
1.5. Modelli a prevalenza kerigmatica
1.5.1. Quale uomo
1.5.2. Chi è il cristiano
1.5.3. Itinerario metodologico
2. Una proposta
2.1. Un modo per comprendere la maturità: integrazione fede-vita
2.2. Maturità umana come stabilizzazione dell'identità personale
2.3. La fede come proposta di fondamento e di senso o nel mistero di Dio
3. Costruire itinerari da questa prospettiva
3.1. Attenzione alla dimensione educativa
3.1.1. Gli atteggiamenti fondamentali della vita cristiana
3.1.2. Educare ad atteggiamenti «corrispondenti»
3.1.3. Gli itinerari per la maturazione cristiana
3.2. Gradualità e dinamicità nella logica del seme
3.3. Gli atteggiamenti in primo piano
3.3.1. I comportamenti
3.3.2. Atteggiamenti e conoscenze
3.4. Gruppo e persona
3.5. Logiche diverse per un unico itinerario
3.5.1. La proposta dei modelli
3.5.2. La logica di ogni area

Cap. 5: Verso l'uomo invocante
1. Ricostruire l'identità dell'esperienza della finitudine
1.1. La definizione dell'identità in una situazione di complessità
1.2. L'esperienza della finitudine
1.2.1. Cosa è l'esperienza della finitudine
1.2.2. Finitudine e vita quotidiana
1 2 3. Finitudine e identità
1.2.3.1. La finitudine come alternativa
1.2.3.2. La vita come valore di fondamento
1.2.3.3. Un primo iniziale decentramento
2. Movimenti progressivi verso il «sì» alla vita
2.1. Da un sì alla vita soffocato e distorto ad un sì riconquistato e motivato
2.1.1. Restituire a tutti i giovani il «sì alla vita»
2.1.2. Un modo maturo di dire «sì alla vita»
2.2. Dalla soggettività alla scoperta della responsabilità
2.2.1. La solidarietà
2.2.2. La responsabilità
2.3. Dalla riconquista della soggettività all'esperienza della finitudine
2.4. Dall'esperienza della finitudine alla invocazione

Cap. 6: Verso l'incontro con Gesù Cristo
1. Quale incontro con Gesù il Cristo?
1.1. Un incontro «diverso» dagli altri incontri
1.1.1. L'incontro con Gesù è l'incontro con Dio-che-salva
1.1.2. Per verificare l'autenticità dell'incontro
1.2. Alla radice dell'incontro
1.2.1. La memoria storica di Gesù di Nazaret
1.2.2. La fede della Chiesa apostolica
1.2.3. La testimonianza ecclesiale
2. Movimenti progressivi verso l'incontro
2.1. Dall'invocazione all'esperienza di trascendenza: il «sì alla vita» come fiducia in Dio creatore
2.1.1. Il senso del movimento
2.1.2. L'esperienza di creaturalità
2.1.3. L'apologetica
2.2. Il Dio invocato è il Dio vicino: l'incontro con Gesù, il volto di Dio, narrato da una comunità di gente che lo riconosce il Signore della vita
2.2.1. Gesù rivela Dio e l'uomo
2.2.2. L'incontro con Gesù, il Cristo
2.2.3. La testimonianza: una prova per connaturalità
2.3. Dall'incontro con Gesù Cristo all'accoglienza del suo messaggio su Dio: vivere di fede
2.3.1. La fede: un vissuto
2.3.2. Le condizioni per vivere di fede
2.3.3. Dire la fede
2.4. Dall'esperienza di fede, suscitata nell'incontro con Gesù Cristo alla condivisione appassionata della sua causa: dalla parte del Regno di Dio
2.5. Imparare a vivere da cristiani

Cap. 7: La compagnia dei credenti: la Chiesa
1. Verso quale Chiesa
1.1. Si può educare al senso di appartenenza ecclesiale?
1.1.1. Educare all'appartenenza sostenendo l'identificazione
1.1.2. Condizioni per l'identificazione alla comunità
1.2. Tre sentieri per riscoprire una immagine di Chiesa
1.3. La dimensione della sacramentalità
1.3.1. La salvezza cristiana
1.3.2. Il sacramento tra dono di Dio e decisione personale
1.3.3. La funzione sacramentale della Chiesa
1.4. La «difficile» comunione nella diversità
1.4.1. La dimensione comunitaria
1.4.2. Unità e diversità nella comunione
1.5. Il linguaggio oggettivo della fede
1.5.1. La confessione personale di fede e la confessione ecclesiale
1.5.2. L'oggettività del Regno di Dio
1.6. Quale Chiesa per l'appartenenza
2. Movimenti per un itinerario
2.1. La prima esperienza di aggregazione
2.1.1. Lavorare per costruire aggregazione
2.1.2. L'attenzione a «tutti» i gruppi
2.1.3. L'attenzione verso i giovani «isolati»
2.2. La sintonia tra lo stare assieme e la causa di Gesù
2.2.1. Un luogo di intensa esperienza di comunione
2.2.2. La persona al centro
2.3. Chiamiamo per nome la Chiesa
2.3.1. Dal gruppo alla Chiesa
2.3.2. I criteri di ecclesialità
2.4. Verso la Chiesa
2.5. Nella Chiesa per il Regno

Cap. 8: La vita come vocazione
1. La vocazione tra festa e servizio
1.1. Dalla parte del Regno di Dio
1.2. Festa e servizio
1.2.1. Festa
1.2.2. Servizio
2. Movimenti per un itinerario di maturazione vocazionale
2.1. Dall'amore alla vita alla compassione per la vita di tutti
2.1.1. La compassione di Gesù per la vita
2.1.2. Cosa è vita
2.1.3. Vocazioni al servizio della vita
2.2. La passione per la vita di tutti riconoscendo la grande compassione di Dio
2.3. Dalla compassione all'azione: un'unica vocazione in mille sentieri
2.3.1. Sentieri diversi sulla misura dei doni personali
2.3.2. Sentieri diversi per rispondere a esigenze diverse
2.3.2.1. Quando le responsabilità sono chiare
2.3.2.2. Quando ci vuole il coraggio di progettare l'inedito
2.3.2.3. La festa della vita contro il regno della morte
2.4. Il sentiero della radicalità
2.5. Dare la propria vita come espressione totale di amore alla vita

Cap. 9: Diventare uomini di profonda interiorità
1. Dire interiorità con la parabola del deserto
1.1. La provocazione che viene dal «deserto»
1.2. Dal deserto come «fatto» al deserto come «parabola»
1.2.1. Trasformazione e contemplazione nello stesso gesto
1.2.2. La «parabola» del deserto
1.3. Interiorità come capacità di conversione
2. Movimenti verso l'interiorità
2.1. Dalla seduzione del quotidiano alla capacità di prenderne le distanze
2.2. Dal frastuono che produce isolamento al silenzio che favorisce la solitudine
2.2.1. Elogio del silenzio
2.2.2. Il silenzio per la «solitudine»
2.2.3. Programmare tempi di silenzio per sopravvivere
2.3. Contemplativi del quotidiano per leggere la realtà dalla parte del mistero che si porta dentro
2.4. Celebrare il quotidiano nel mistero di Dio