«Sarete miei testimoni». Un nuovo catechismo per i preadolescenti?


Maria Luisa Mazzarello

(NPG 1991-08-73)


Con la revisione dei catechismi, il testo «Sarete miei testimoni» è diventato il terzo volume del Catechismo per l'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, insieme a «Io sono con voi», 1° vol.; «Venite con me», 2° vol.; «Vi ho chiamato amici», 4° vol. E, più precisamente, da un testo per i fanciulli è diventato un testo per i ragazzi di 11-13 anni. Concentreremo la nostra attenzione attorno a questo testo, e per comprendere meglio gli apporti della revisione non è superfluo ricordare, se pure brevemente, fatti, proposte e realizzazioni che scandiscono il maturare di una ipotesi e il suo evolversi. È questo un modo per contestualizzare «Sarete miei testimoni» e dare spessore alle opzioni che lo sostengono mediante una lettura che lo pone tra memoria e profezia. Più puntualmente:
- in un primo punto si farà memoria del rinnovamento della catechesi in Italia fin dalla sua fase iniziale, per collocare il Catechismo nel quadro del movimento catechistico italiano postconciliare. È un andare alle radici;
- in un secondo punto si prenderà atto delle opzioni sottese alla revisione del CdF3 in gran parte rinnovato, per cogliere le prospettive catechistico- educative e pastorali. È l'evolversi di «Sarete miei testimoni»;
- in un terzo momento verranno enucleati alcuni punti nodali sulle svolte pastorali impresse dal Catechismo. È l'apertura verso nuove prospettive di catechesi.
Di questi momenti richiameremo alcune notizie essenziali, lasciandone peraltro intravedere la complessità. Si tratterà di input direttamente ordinati al nostro intento: presentare «Sarete miei testimoni» e suscitare interesse per una catechesi e una pastorale che vanno oltre il testo, verso la contestualità richiesta dall'apprendistato dei ragazzi al diventare cristiani oggi.

ALLE RADICI DI UNA SCELTA

Punto di riferimento costante del rinnovamento della Chiesa in Italia è stato, e continua a essere, il Concilio Vaticano II, quale fonte generatrice di stimoli innovativi per il nostro tempo caratterizzato da numerosi cambi culturali di cui tutti siamo testimoni.
Sullo sfondo stimolante del Vaticano II, riconsideriamo dunque alcuni tratti significativi del rinnovamento della catechesi e del suo evolversi.

Unità e pluralismo

In conformità con le esigenze della svolta antropologica assunta dal Vaticano II, l'ipotesi del «Catechismo per la vita cristiana» prevedeva, come è noto, insieme alla compilazione di un «Documento di base», anche catechismi per le diverse età.
La scelta di redigere catechismi diversificati veniva motivata fin dall'inizio di questi termini. «poiché il catechismo è strumento di mediazione tra la parola di Dio e la vita cristiana del fedele, non si ritiene possibile un catechismo unico e, quindi indifferenziato, quasi che da esso si possano trarre i diversi catechismi attraverso una semplice riduzione quantitativa».[1]
In ultima analisi, la scelta di impegnarsi in una pluralità di testi ha trovato il suo significato più radicale nella convinzione espressa dal Documento di Base, ossia che «ogni età dell'uomo ha il suo proprio significato in se stessa e la sua propria funzione per il raggiungimento della maturità [...]. Pertanto, in ogni arco di età i cristiani devono potersi accostare a tutto il messaggio rivelato, secondo forme e prospettive appropriate» (RdC 134).
Al di sotto di questa proposta c'è, dunque, l'apertura della Chiesa verso l'uomo. Apertura che si traduce in un concetto di catechesi quale comunicazione della Parola di Dio per una graduale introduzione alla fede che tenga conto della psicologia delle persone, dei loro problemi, del loro contesto di vita.

I tre momenti del catechismo dei fanciulli

Le équipe di redazione dei Catechismi si impegnarono con coraggio nella «fedeltà a Dio» e nella «fedeltà al soggetto». Non si tratta infatti di due fedeltà diverse, «bensì di un unico atteggiamento spirituale, che porta la Chiesa a scegliere le vie più adatte, per esercitare la sua mediazione tra Dio e gli uomini. È l'atteggiamento della carità di Cristo, Verbo di Dio fatto carne» (RdC 160).
Questo principio orientò l'articolazione del CdF in tre volumi. Una scel ta, appunto, motivata da criteri psicologico, socio-culturali ed ecclesiali.[2]
Si ebbe così un Catechismo dei fanciulli corrispondente a tre momenti dell'età della fanciullezza a cui si addice un annuncio specifico e diversificato. Visti, pertanto, dall'angolatura delle mete, i tre volumi si specificavano come:
- scoperta del Cristo risorto nella vita, nella Parola, nella comunità cristiana: Io sono con voi (6-8 anni);
- risposta alla chiamata di Cristo che invita alla sua sequela: Venite con me (8-10 anni);
- impegno di testimonianza nella Chiesa e nel territorio: Sarete miei testimoni (10-11/12 anni).
Pubblicati con la data di Pasqua del 1974, 1975, 1976 si voleva, in questo modo, sottolineare la centralità di Cristo risorto, la sua parola viva incarnata nei testi. È la scelta kerigmatica che risulta dalle stesse mete catechistiche.

Dai catechismi ai catechisti

Le diverse attenzioni - antropologica, kerigmatica e pedagogica - hanno trovato, nel Catechismo dei fanciulli, una via di attuazione nella proposta di un vero e proprio catechismo che, quale «libro autorevole della fede», si sarebbe posto in diretta continuità con la tradizione della Chiesa.
Il linguaggio che si voleva sobrio, evocativo, essenziale doveva infatti favorire condivisione a livello nazionale coniugando, dall'angolatura pedagogica, le scelte antropologiche e kerigmatiche. E ciò per favorire adattamenti pastorali rispettosi dei diversi ambienti e delle diverse condizioni di vita dei destinatari.
L'opzione di elaborare Catechismi per le diverse età ha inaugurato, come è stato rilevato dalla verifica (autunno 1983-primavera 1986),[3] una nuova mentalità:
- la catechesi non termina con la fanciullezza;
- la pastorale catechistica conosce le vie del rinnovamento per tradurre il Catechismo in catechesi per la vita cristiana;
- i catechisti sono chiamati, all'interno della comunità ecclesiale, ad attuare nuove forme di catechesi. Subito dopo i «nuovi» Catechismi si è infatti parlato della stagione dei «nuovi» catechisti, del «movimento» dei catechisti, del «ministero» dei catechisti.[4]
«Catechismi», «catechesi», «catechisti», «pastorale» catechistica: aspetti inseparabili, questi, dell'unica realtà dell'annuncio di Cristo. È quanto è stato ribadito nel Seminario nazionale del gennaio 1987 per studiare contenuti, modalità e tempi per la revisione dei Catechismi.[5] Dal seminario il rinnovamento catechistico ricevette nuovo impulso. E questo attraverso:
- la condivisione del progetto CEI;
- la riaffermata volontà di assunzione del Catechismo degli adulti come polo di riferimento portante dell'intero lavoro di revisione dei testi;
- l'impegno di avviare nelle comunità ecclesiali una pastorale catechistica giovanile;
- l'esigenza di un ripensamento della catechesi dei fanciulli e dei ragazzi.
Idee queste che sono rimbazate nel primo Convegno nazionale dei catechisti (Roma 23-25 aprile 1988), da cui ha preso slancio una nuova tappa del movimento catechistico italiano, riletto nel quadro più ampio della pastorale ecclesiale concentrata sulla missionarietà della Chiesa nella società italiana sempre più scristianizzata.

UN PROGETTO DI INIZIAZIONE CRISTIANA CHE RAGGIUNGE LA PREADOLESCENZA

Nella revisione dei Catechismi un'attenzione particolare è stata posta all'istanza veritativa per un annuncio integro e globale del messaggio cristiano, e alle istanze pedagogiche e pastorali nell'attenzione alle grandi scelte che scandiscono il cammino di fede dei minori, in un contesto di scristianizzazione e quindi di prima evangelizzazione. Istanze che, in ultima analisi, accolgono le esigenze proprie dell'iniziazione cristiana. Esse sono:
- il personalismo cristiano, che informa una proposta educativa attenta ad un cammino di fede continuato nell'arco della fanciullezza e della preadolescenza attorno a Gesù Cristo, centro vivo della salvezza e reso presente nelle situazioni di vita (dimensione antropologica e kerigmatica);
- la gerarchizzazione delle esperienze ecclesiali attorno alla prima evangelizzazione e alla catechesi, alla celebrazione e all'impegno di carità (dimensione catecumenale);
- il riferimento costante alla Chiesa locale, nei suoi spazi e nelle persone, considerata soggetto di catechesi, «luogo» di esperienza di fede in cui vengono esercitati i diversi ministeri catechistici (dimensione ecclesiale);
- la contestualità educativa come orizzonte da cui la catechesi dei minori non può prescindere. Da ciò consegue il coinvolgimento degli educatori, ritenuta condizione indispensbile per l'iniziazione cristiana, intesa come globale fatto educativo in cui prende consistenza la pedagogia della traditio-redditio (dimensione pedagogica).
L'attenzione a queste istanze ha portato ad articolare appunto in quattro volumi il Catechismo, quale servizio a un processo globale di iniziazione cristiana, estendendo, ufficialmente, il cammino di iniziazione oltre la fanciullezza. Questo ha richiesto la collocazione del CdRI in continuità con il CdF all'interno dell'unico Catechismo per l'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, come risulta dall'impianto globale.

I CATECHISMI PER L'INIZIAZIONE CRISTIANA

1° Volume: Io sono con voi (6-8 anni).
Itinerario catechistico particolarmente attento (ma non esclusivamente) all'esperienza di fede in famiglia, realizzata attorno alle mete proprie di un primo annuncio aperto alla presa di coscienza del battesimo. Le mete sono:
- scoperta di Cristo che fa conoscere il Padre e lo Spirito Santo;
- apertura alla preghiera;
- presa di coscienza del proprio battesimo;
- risveglio della coscienza morale;
- iniziazione alla celebrazione comunitaria del sacramento della penitenza.

2° Volume: Venite con me (8-10/11 anni).
Itinerario catechistico attento in particolare all'esperienza di fede nella comunità parrocchiale, realizzata attorno alle seguenti mete:
- disponibilità ad accogliere l'invito di Gesù a seguirlo;
- impegno ad approfondire la formazione della coscienza morale;
- presa di coscienza che la - vita cristiana è vita battesimale;
- graduale partecipazione alla celebrazione eucaristica;
- prima esperienza di appartenenza ecclesiale nella comunità.

3° Volume: Sarete miei testimoni (11-12/13 anni).
Itinerario catechistico nella prospettiva crismale che promuove l'esperienza di fede come testimonianza e servizio vissuti nel gruppo, secondo alcune mete specifiche:
- conoscenza più sistematica del mistero cristiano;
- presa di coscienza della missione della Chiesa come popolo di Dio;
- iniziazione al sacramento della confermazione all'interno dell'unità dell'iniziazione cristiana;
- partecipazione attiva alla vita della comunità ecclesiale;
- vita cristiana improntata a una più consapevole coerenza, fedeltà e coraggio.

4° Volume: Vi ho chiamato amici (13-14/15 anni).
Itinerario catechistico attento alla personalizzazione della fede attorno alle mete proprie di una catechesi mistagogica, quali:
- l'approfondimento del messaggio cristiano;
- la presa di coscienza dei propri doni per il servizio agli altri;
- l'attenzione ad una chiamata personale (vocazione);
- lo sviluppo di un nuovo senso ecclesiale con la partecipazione attiva alla preghiera e alla vita della comunità;
- l'apertura alla missionarietà e all'ecumenismo.


IL CAMMINO DI CRESCITA DI «SARETE MIEI TESTIMONI»

«Sarete miei testimoni» si colloca nella terza tappa dell'iter dell'iniziazione cristiana e si rivolge a ragazzi di 11-12/13 anni È questa l'età in cui educatori preparati possono dare, anche con l'aiuto del terzo volume, un nuovo orientamento alla personalità dei soggetti in crescita nella direzione della proposta cristiana. E ciò con l'attenzione ad offrire loro anche modelli di comportamento attraverso la testimonianza di vita che incarna i valori evangelici.
I ragazzi allargano ora conoscenze e interessi, si interrogano sul senso della vita e vogliono decidere indipendentemente dal mondo degli adulti; si orientano verso un personale progetto di vita. «Sarete miei testimoni» offre, pertanto, proposte che mentre impegnano i soggetti a livello individuale, comportano pure, necessariamente, un coinvolgimento comunitario per l'inserimento dei ragazzi nella Chiesa, quali membri attivi e responsabili.
Così i ragazzi stessi saranno testimoni del Cristo che li chiama alla sua «sequela» per farsi collaboratori del piano di salvezza. Viene così rispettata la religiosità dei ragazzi ancora legata alla fattualità, ma aperta alla progettualità.

Una tappa del cammino globale: collaborazione

Questo momento della tappa dell'iniziazione cristiana passa allora da una fase di recezione passiva, che caratterizza di più il tempo della fanciullezza, a quella attiva e più consapevole propria della preadolescenza. Ciò giustifica la finalità del terzo volume che si articola, appunto, attorno all'esperienza ecclesiale fondamentale della confermazione, sorretta da atteggiamenti di impegno espressi nella categoria esperienziale del «collaborare». Collaborazione che consiste nell'assunzione del progetto del Dio dell'alleanza, progetto da scoprire prima, da scegliere poi e quindi da realizzare, manifestare, vivere, celebrare.
Così i ragazzi, alla ricerca di un iniziale progetto di vita, che dà senso all'esistenza, troveranno la via per riesprimerlo nella lingua dello stesso progetto di Dio. Il «loro progetto» sarà un «progetto con Dio dentro».[6]
Si tratta, dunque, nell'intenzione della proposta che sottostà a questo volume, di un coinvolgimento dinamico dei ragazzi che si esprime anche nell'accostamento ai grandi temi della vocazione, dell'impegno, della corresponsabilità nel mondo e nella Chiesa.
La categoria «progetto», categoria portante di tutto il terzo volume, viene infatti operazionalizzata in obiettivi specifici ordinati al coinvolgimento del ragazzo per assumere, nella Chiesa e nella società, le proprie responsabilità secondo gli impegni che gli derivano, propriamente, dal sacramento della confermazione (cf pagine introduttive di ogni capitolo). Si tratta di una operazionalizzazione che coinvolge le varie dimensioni della personalità del ragazzo, intervenendo sulla crescita fin dalle radici.
Pertanto:
- gli obiettivi di conoscenza esprimono la maturazione nella crescita attorno alla scoperta di sé, del mondo, degli altri; esprimono, inoltre, l'allargamento degli orizzonti intellettuali attorno a una visione più sistematica del messaggio religioso incentrato in Cristo Gesù; esprimono, infine, gli interessi per la ricerca attorno a un corretto accostamento alle fonti della vita cristiana;
- gli obiettivi di atteggiamento esprimono la personalizzazione della vita cristiana attorno alla realtà della preghiera e della celebrazione liturgica, nonché attorno al senso di appartenenza ecclesiale e all'espressione di un pro- tagonismo cercato nel proprio ambiente di vita;
- gli obiettivi operativi esprimono il nuovo stile di vita del preadolescente, ossia la capacità di operare scelte positive, di impegnarsi in un comportamento coerente e responsabile, di assumere una posizione critica attorno ai valori inconsapevolmente assunti nelle età dell'infanzia e della fanciullezza. E questo per riassumerli nella linea della nuova personalizzazione cristiana.

UN ITINERARIO PER LA PROFESSIONE DI FEDE?

L'articolazione dei contenuti vuole favorire il protagonismo ecclesiale. In particolare, i ragazzi imparano a leggere nella storia il farsi del piano della salvezza, a scoprirne i segni in loro stessi (vocazione) e a corrispondervi impegnandosi a collaborare con tutti gli uomini di buona volontà, nella disponibilità e nel servizio. È quanto richiesto in vista dell'iniziazione al sacramento della confermazione quale prontezza ad accogliere i doni dello Spirito Santo espressi nell'assunzione di un più cosciente senso di appartenenza ecclesiale.

I contenuti attorno alla categoria del «progetto»

Lo stesso titolo, «Sarete miei testimoni», indica la prospettiva dei contenuti della fede, che non sono intesi asettici dalla vita. Questi, infatti, calati nella categoria esperienziale della «progettualità», accolgono le aspirazioni del soggetto e ne cristianizzano l'esigenza stessa orientandolo verso il raggiungimento di un «bene» che dà senso alla sua stessa vita. Bene che si esprime nell'assumere, in modo personalizzato, l'annuncio e la testimonianza di Cristo, per collaborare a fare di tutti gli uomini un popolo di fratelli uniti riconciliati nello Spirito, e per collaborare a fare del mondo una realtà nuova nella giustizia, nell'amore e nella pace.
L'annuncio, all'interno dei sei capitoli, viene enucleato attorno a un processo che va dalla traditio, la consegna dei segni della fede della comunità ecclesiale, alla redditio, la professione di fede personale espressa nel sacramento della confermazione.
Indichiamo ora i temi racchiusi nei sei nuclei portanti.
- «Il Dio della promessa»: l'alleanza di Dio rivolta nell'Antico Testamento a figure paradigmatiche (Abramo, Mosè, Davide, i profeti) viene proposta come invito ai ragazzi quale «progetto da scoprire».
Prima tappa del cammino crismale: la consegna del segno della fede nella Parola di Dio così come viene espresso nella Sacra Scrittura.
- «Sulla via di Gesù»: Gesù realizza per primo il progetto dell'alleanza divina con Dio e con l'uomo. Mediante il battesimo siamo stati introdotti in questo grande «progetto» e siamo chiamati a realizzarlo ogni giorno sul modello che è Gesù.
Seconda tappa del cammino crismale: la consegna del segno della fede in Gesù Cristo Figlio di Dio viene realizzata con la consegna di una icona di Gesù.
- «Con la forza dello Spirito Santo»: dopo la risurrezione, Gesù dona lo Spirito ai suoi discepoli: nasce la Chiesa. Nella Chiesa «realizziamo insieme il progetto di Dio».
Terza tappa del cammino crismale: il segno dell'accoglienza dei cresimandi da parte della comunità.
- «Il volto della Chiesa»: la Chiesa inviata nel mondo è in ogni tempo chiamata ad essere una, santa, cattolica, apostolica in costante atteggiamento di condivisione, perdono, accoglienza, universalità. Anche i ragazzi sono chiamati a «manifestare al mondo il progetto di Dio», e questo nella conversione e nella santità.
Quarta tappa del cammino crismale: il segno della penitenza e del perdono, della fraternità e della pace, viene espresso nel sacramento della riconciliazione.
- «La Chiesa vive nel mondo», presente dove gli uomini vivono, la Chiesa manifesta l'amore di Dio Padre, Figlio, Spirito Santo. Tutti nella Chiesa hanno una missione da compiere. È il modo con cui ciascuno, anche i ragazzi, sono chiamati a «vivere il progetto di Dio».
Quinta tappa del cammino crismale: il segno della vocazione e del servizio nella comunità ecclesiale.
- «Confermati dal dono dello Spirito»: con la confermazione i cristiani sono resi capaci di vivere più intensamente il proprio battesimo, di «testimoniare e celebrare il progetto di Dio» anche per la vitalità che viene loro dalla partecipazione più consapevole all'eucaristia.
Sesta tappa del cammino crismale: il segno dell'unzione per una missione viene espresso nel sacramento della confermazione.

Le aree tematiche dei contenuti della fede

Dalle indicazioni schematiche appena date risulta che i contenuti dell'annuncio possono essere tematizzati at torno a quattro principali aree:
- l'area antropologica esprime il ricorso all'esperienza personale e relazionale unificata attorno alla categoria «progetto», che richiama altre categorie quali: la «via», la «scelta», l'«identità» (volto), la «fedeltà», la «testimonianza», il «dono», ecc.;
- l'area ecclesiologica fa riferimento alla Chiesa degli «Atti degli Apostoli».
Essa esprime un'attenzione costante alle situazioni, agli avvenimenti, alla vita interna, ecc.
È l'attenzione propria delle comunità cristiane della Chiesa delle origini: Gerusalemme, Antiochia, Corinto, Efeso.
Inoltre, quest'area rileva pure l'insegnamento apostolico delle lettere degli apostoli, in particolare di Paolo, in stretto collegamento con le situazioni delle diverse Chiese.
Con ciò si vuole aiutare i ragazzi non tanto a scoprire nel libro degli Atti dei fatti storici della vita della Chiesa primitiva, quanto piuttosto di offrire un paradigma a cui la Chiesa di oggi deve rifarsi per riscoprire il vero volto di Cristo;
- l'area cristologica scaturisce e si sviluppa nel contesto ecclesiale e spirituale della vita delle prime comunità cristiane descritte dagli «Atti degli Apostoli». Il terzo volume offre la possibilità di cogliere ad ogni capitolo la persona e la vita di Cristo nella vita stessa della Chiesa. Infatti, in Cristo è nata la fede della Chiesa, a lui la Chiesa deve continuamente riferirsi per capire se stessa, la sua storia e l'azione sempre nuova dello Spirito;
- l'area pneumatologica considera l'azione dello Spirito che rende la Chiesa segno della presenza di Cristo nel mondo. È lo Spirito che aiuta la Chiesa a fare «memoria» di Cristo e l'aiuta a ritrovare in lui la forza e il motivo della sua speranza e del suo rinnovamento continuo. Lo Spirito che guida la Chiesa è guida dei cristiani che trovano in lui forza, luce, consolazione.

Un aiuto per fare «memoria» della salvezza

Un'attenzione rinnovata è stata posta alle formule della fede così come viene dimostrato dalla rubrica «Questa è la nostra fede», posta al termine di ogni capitolo. La rubrica sta ad indicare una nuova mentalità circa le formule. Esse vanno lette nella scelta pedagogico-ecclesiale della traditio-redditio. Pertanto, le formule sono non solo dottrinali (i simboli della fede), ma anche bibliche e liturgiche, quali sintesi della fede e proposte stimolanti per la vita.
Esse costituiscono quell'aspetto dell'educazione alla fede che, oltre al «sapere» la fede attraverso l'interiorizzazione di un sistema di significati, comprende anche l'iniziazione a una «esperienza spirituale», e vogliono anche favorire il senso di appartenenza alla comunità ecclesiale.
Le formule, infatti, in forza del loro ruolo di «fare memoria», oltre che facilitare un approfondimento, hanno il valore di introdurre nel solco della vivente tradizione della Chiesa.
Con «Sarete miei testimoni» viene dunque consegnata la «memoria» di avvenimenti salvifici quali testimonianza di una fede vissuta e narrata dalla comunità.
La comunicazione di questa memoria dovrà essere molto di più che parole dette e ascoltate. Dovrà farsi itinerario di fede personale e coinvolgente che attraversa momenti celebrativi che scandiscono l'iter catecumenale, quali la riscoperta del battesimo come presa di coscienza del nostro essere figli di Dio in Cristo Gesù e parte viva della comunità ecclesiale; la confermazione come pienezza dello Spirito Santo e dei suoi doni; l'eucaristia come consapevolezza di una continua e rinnovata configurazione a Cristo morto e risorto per vivere e testimoniare con gioia e coraggio la propria fede.

QUALE SCELTA DI METODO?

«Sarete miei testimoni» accoglie i procedimenti ritenuti attualmente i più adeguati a influenzare i processi del cammino di fede, come risulta dalle piste ricorrenti della comunicazione dell'annuncio all'interno di ogni tema di catechesi:
- provocazioni e stimoli tratti dall'esperienza del ragazzo (metodo esperienziale);
- ricorso alle fonti della rivelazione (approccio ai documenti e metodo della narrazione);
- partecipazione ecclesiale ai momenti celebrativi (accostamento al linguaggio dei segni);
- riferimento a testimoni significativi (metodo dei modelli);
- ricorso alle formule come momenti di sintesi dottrinale (metodo dell'induzione che non esclude la deduzione).
Si può affermare che il processo dell'educazione alla fede, sotteso a «Sarete miei testimoni», indica scelte di metodo ordinate a influenzare la comprensione e l'accoglienza del messaggio cristiano e, quindi, a strutturare adeguatamente l'insegnamento e l'educazione.
La varietà di procedimenti metodologici all'interno del Catechismo fa sì che questo si presti all'uso creativo e differenziato da parte degli animatori- catechisti chiamati a gestire, appunto, le vie per operare sul cognitivo e sull'educativo.
Circa la dimensione cognitiva della catechesi, il Catechismo accoglie il metodo curricolare, la pedagogia degli obiettivi e la didattica dei documenti.
Circa la dimensione educativa della catechesi, il Catechismo favorisce il metodo dell'animazione e la dinamica del piccolo gruppo in vista di attuare relazioni positive tra catechisti, animatori e ragazzi, e dei ragazzi tra loro. In questo senso il gruppo aiuta la catechesi a superare l'intellettualismo scolastico, mentre offre l'ambiente (il luogo) di una esperienza coinvolgente tutta la persona. Un ambiente in cui si vivono relazioni con i coetani assecondando il bisogno psicologico e sociale di stare con i «pari» quale occasione di espansione, di gratificazione, di conoscenza personale anche a favore del maturarsi di una religiosità che stimola ragazzi e ragazze a un comportamento dinamico e aperto al nuovo.
In altri termini, la scelta metodologica del piccolo gruppo, per i dinamismi che suscita, se ben diretti dagli animatori-catechisti affiancati da altri adulti, costituisce il luogo del superamento del divario tra fede e vita quotidiana. Inoltre, il piccolo gruppo è anche il luogo per una reale esperienza di Chiesa, e questo, mediante la messa in atto di itinerari diversificati per l'iniziazione cristiana dei ragazzi.

PUNTI NODALI ATTORNO ALLE SCELTE OPERATE

In quanto «libro della fede», «Sarete miei testimoni» è un punto di riferimento importante per itinerari di fede diversificati.
La pedagogia degli itinerari è oggi quanto mai urgente per rispondere alla varietà delle situazioni emergenti rispetto all'iniziazione cristiana dei minori. Una tale pedagogia, ordinata ad assicurare la prima opzione per Cristo, costituisce un impegno che va oltre il Catechismo, e richiede uno stretto rapporto tra catechismo, catechesi viva all'interno della pastorale ecclesiale, e catechisti.
Ma quante sono le remore per l'attuazione di questo rapporto da parte della comunità cristiana? da parte dei catechisti? da parte degli stessi strumenti didattici?
Come fare per superarle?

Il «libro della fede» per il cammino del divenire cristiani

Comunque, questo ridimensionamento dei compiti del Catechismo è insito nel genere letterario scelto e, soprattutto, nelle scelte metodologiche ad esso sottese. Tutto ciò, mentre da un lato evita il rischio di un arresto della creatività del movimento catechistico italiano, dall'altro stimola la genialità pedagogica propria di quanti si trovano alle prese con una pastorale catechistica ordinata a promuovere l'apprendistato dei ragazzi alla vita cristiana in una società che non promuove la fede per semplice socializzazione spontanea.
In altri termini, il Catechismo, consegnato alla comunità ecclesiale e a tutti coloro che si occupano della pastorale dei ragazzi, richiede di essere «vissuto», «celebrato», «riproposto».
A questo riguardo va ricordato che un Catechismo è sempre datato, esprime cioè la cultura e la storia di un popolo ed è quindi punto di arrivo di un cammino che viene condiviso (anche se spesso troppo lentamente), ma anche punto di partenza per un ulteriore cammino che urge a ogni svolta della storia. E sappiamo bene cosa questo significhi oggi per un Catechismo dei ragazzi dopo gli stimoli offerti da significativi studi e ricerche condotti per conoscere, capire ed evangelizzare i preadolescenti.
Più concretamente, va detto che il modello che sottostà al Catechismo per l'iniziazione cristiana, espresso come antropologico-kerigmatico, è quanto poteva essere da tutti condiviso oggi in Italia.
Nulla vieta tuttavia che questo modello possa evolvere. Ma allora verso quale modello?
La genialità pedagogica potrà indicarlo, ma soprattutto la ricerca in comune di strategie potrà far battere strade nuove per la catechesi dell'iniziazione cristiana. E ciò è più che mai urgente per le sfide poste dal cambio culturale in atto.

La scelta dell'iniziazione cristiana

I nodi problematici di questa scelta non sono stati elusi.
Perché un Catechismo per l'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi? È il significato di una scelta.
Un Catechismo per l'iniziazione cristiana è uno stimolo alla pastorale catechistica del divenire cristiani oggi. In questo senso il Catechismo si pone a sostegno della prassi pastorale che considera la fanciullezza e la preadolescenza il tempo della recezione di due importanti sacramenti dell'iniziazione cristiana: l'eucaristia e la confermazione.
Quale il rapporto tra catechesi dell'iniziazione cristiana e iniziazione sacramentale? È il problema connesso con l'allargamento del concetto di iniziazione alla vita cristiana.
Considerare la catechesi dei ragazzi nell'orizzonte dell'iniziazione cristiana significa sottolineare il ruolo della catechesi, della pastorale e del catechismo nell'iter del divenire cristiani. In questo senso il processo richiesto per l'inserimento nella vita cristiana indica l'iniziazione in termini più ampi di quelli legati ai sacramenti. Questo perché l'iniziazione cristiana riguarda l'introduzione alla globalità della vita cristiana che si esprime in una prima opzione per Cristo proporzionata all'età. Ciò comporta la riproposta aggiornata del metodo catecumenale (annuncio, celebrazione, vita cristiana). Metodo realizzabile mediante tutti quegli apporti richiesti per il raggiungimento della meta globale della stessa iniziazione cristiana che possiamo, per questi soggetti precisare così: favorire un processo di formazione cristiana per introdurre gradualmente il fanciullo battezzato e il ragazzo a una prima cosciente opzione per Cristo articolata lungo il tempo e alimentata dall'ascolto della parola, dalla celebrazione liturgica e dall'accostamento ai testimoni del Cristo.

Iniziazione cristiana: cammino mai completato?

La scelta non condiziona la ricerca che vuole estesa l'iniziazione cristiana oltre la preadolescenza? È la questione dell'età dell'iniziazione cristiana.
L'iniziazione cristiana è un processo sufficientemente ampio nel tempo,[7] in quanto comprende un'opera formativa articolata in vista di maturare una decisione personale per Cristo simile a quella del catecumenato antico. Acquista sempre più consenso l'idea che si dovrà trattare di «una specie di `catecumenato post-battesimale' [...] per le nuove generazioni».[8] Un tale cammino, proprio perché richiede una decisione personale, non esclude che l'iniziazione si protragga oltre la preadolescenza. Questo implica allora che si punti su itinerari di fede diversificati che appellano gli educatori a programmare adeguati itinerari di fede rispondenti alle esigenze diversificate dei destinatari. Come giustificare la scelta che «avvicina» due età tanto diverse? È quanto riguarda i soggetti dell'iniziazione cristiana.
Parlare di catechismo dei fanciulli e dei ragazzi non significa annullare le differenze tra le età, ma piuttosto si tratta di coniugare due elementi all'interno di un'ampia accezione di iniziazione cristiana: un momento oggettivo che riguarda la recezione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana, e un momento soggettivo che considera le esigenze inerenti allo sviluppo psicologico della crescita umana. Pertanto, il catechismo per l'iniziazione cristiana risulta comprensivo dell'istanza «per la vita» che, al suo interno, si connota con una funzione di «iniziazione» dei fanciulli e dei ragazzi salvaguardando lo specifico della fanciullezza e della preadolescenza.

UN POSTO PER I RAGAZZI NELLA COMUNITÀ

È importante prima di tutto interrogarsi sulla realtà vitale della comunità ecclesiale all'interno della quale prende corpo un'autentica pastorale catechistica. Non è possibile infatti una catechesi di iniziazione cristiana senza l'influsso determinante della comunità ecclesiale quale soggetto responsabile, spazio educativo e gruppo di riferimento in ordine alla globalità del processo di crescita nella fede. È un'istanza, ineludibile per prevenire situazioni incresciose quali l'isolamento della catechesi dei fanciulli e dei ragazzi, l'esodo del dopocresima (il punto nero del dopocresima), ecc.
Una comunità ecclesiale, dunque, che esercita una azione coinvolgente i ragazzi in un impegno attivo e responsabile.
La pedagogia della traditio-redditio, che caratterizza la scelta dell'iniziazione cristiana come cammino catecumenale e mistagogico, implica che la comunità esprima la fede (traditio). Si tratta di una trasmissione che passa attraverso la componente esperienziale per aiutare i ragazzi a riformulare la verità proposta.
Verità che restituiranno (redditio) carica di implicanze personali e di gruppo. Ridire la fede significa essere consapevoli che la verità cristiana ha sempre bisogno di un continuo rinnovamento, di una continua incarnazione della parola nella storia nella cultura; in altri termini, la parola ha bisogno di inculturarsi.


NOTE

[1] Ufficio Catechistico Nazionale, Ipotesi per il nuovo Catechismo italiano (Roma 1967) [dattiloscritto].
[2] Cf Ufficio Catechistico Nazionale, I nuovi catechismi per l'Italia. Ipotesi di Catechismo per i fanciulli, (Roma 24 maggio 1972), 50 pp. [dattiloscritto).
[3] Cf Conferenza Episcopale Italiana, La verifica dei catechismi, una proposta di corresponsabilità ecclesiale, Elle Di Ci, Leumann 1984.
[4] Cf Conferenza Episcopale Italiana, La formazione dei catechisti nella comunità cristiana, Roma 1982.
[5] Cf Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi, Seminario di studio sulla revisione dei catechismi (Roma 7-9 gennaio 1987), in «Notiziario dell'Ufficio Catechistico Nazionale» 16,1 (1987).
[6] Cf Giannatelli Roberto, Catechesi dei preadolescenti, in Gevaert Joseph [ed], Dizionario di Catechetica, Elle Di Ci, Leumann 1986, p. 503.
[7] Cf Gevaert Joseph, Divenire cristiani oggi. Quadro dei problemi e chiarificazioni terminologiche, in «Catechesi» 51,15 (1982), pp. 3-17; Id., Prima evangelizzazione. Aspetti catechistici, Elle Di Ci, Leumann 1990.
[8] Gianetto Ubaldo, Iniziazione cristiana, in Gevaert Joseph [ed.], Dizionario di Catechetica, Elle Di Ci, Leumann 1986, p. 346.