Guido Gatti, LIBERTÀ E LEGGE, Elledici 1995

 

 

 

Al lettore


Questo libro è rivolto a chi, come te, ha fatto una scelta chiara e netta per Cristo, ed è pienamente consapevole che non si tratta di una scelta qualunque.
Quando è stata pienamente consapevole e liberamente decisa, la scelta per Cristo tende ad avere nella vita di una persona un peso decisivo; contribuisce in modo determinante a definire la sua identità, decide chi essa è: appunto un «cristiano».
La parola è presto detta, ma che cosa implichi e significhi veramente non è così facile da spiegare.
Questo libro vorrebbe aiutarti a comprenderlo; quindi a comprenderti.
L'uomo resta sempre un mistero a se stesso. Milioni di persone, in tutto il mondo, ricorrono quotidianamente a psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti per essere aiutati a sondare e decifrare il mistero di cui sono fatti. Con questo aiuto scoprono in sé, nelle profondità nascoste della loro psiche, pulsioni, bisogni, motivazioni, fantasie di cui non avevano coscienza, ma che operavano potentemente nella loro vita, determinandone le scelte, i comportamenti, i drammi, le sofferenze, le ansietà e le lotte, ben al di là di quanto essi potessero supporre.
C'è non raramente qualcosa di gratuito e perfino di ciarlatanesco in questa presunta decifrazione del profondo. Ed essa si limita comunque a una interpretazione discutibile dei dinamismi del vissuto psichico umano, arrestandosi alla soglia della verità profonda dell'uomo, quella riguardante il senso e il destino ultimo della nostra esistenza.
Essa testimonia comunque un bisogno di autocomprensione che spinge ogni uomo a guardare dentro di sé, al di sotto della superficie delle impressioni immediate e del complesso andirivieni della quotidianità, per decifrare tutto ciò che di questo vissuto rimane misterioso, contraddittorio, sconcertante.
Questo bisogno è universale; anche se non tutti l'avvertono con la stessa chiarezza e urgenza; non tutti ne accolgono l'appello; non tutti riescono a vincere la pigrizia che li tiene inchiodati alla superficie di se stessi, per intraprendere l'avventura di una esplorazione che si preannuncia difficile e inquietante.
D'altronde nulla e nessuno, nella nostra cultura, spingono a intraprendere questa avventura e aiutano a portarla avanti.
La società complessa in cui viviamo ci assorbe in mille appartenenze diverse che rinfrangono la nostra personalità in altrettante identità parziali distinte e perfino contraddittorie: ciò che siamo in famiglia è diverso da ciò che siamo nella scuola, nel gruppo, sul posto di lavoro, in discoteca...
Ci lasciamo plasmare dall'ambiente in cui ci troviamo; viviamo la nostra vita momento dopo momento, senza preoccuparci di darle una identità unitaria, di raccordare le diverse appartenenze e le diverse identità parziali in cui si frammenta.
Ma il bisogno inappagato rimane comunque dentro di noi e si fa tanto più fonte di insoddisfazione e di disagio, quanto più lo si disattende e lo si rimuove.
Questa disagio è particolarmente vivo in chi, come te, vive in prima persona una forma impegnativa di volontariato sociale o educativo.
Comprendere il significato della propria identità di credente, le esigenze interne, le promesse di auto-realizzazione e di pienezza di vita, avanzate da questa identità, è una questione di autenticità e di coerenza con se stesso.
Del resto, a differenza di tanti altri uomini, e in particolare di tanti giovani, come credente hai la fortuna di non dover affrontare l'impegnativa avventura della scoperta di te stesso da solo e senza una guida: ti accompagna e ti illumina la strada la parola e la presenza interiore di Cristo, cui hai affidato il timone della tua vita.
Molti, intorno a te, hanno optato per altri maestri, per altre forme di fede religiosa o profana; più spesso ancora non hanno fatto nessuna scelta di questo genere e vivono alla giornata, trascinati di qua e di là dalle diverse incombenze, appartenenze, interessi particolari che di momento in momento monopolizzano la loro attenzione, mantenendoli prigionieri della molteplicità e della frammentazione.
La scelta per Cristo invece non è una scelta accanto ad altre, in coabitazione più o meno pacifica con altre: scegliere Cristo non significa soltanto lasciarsi convincere da un maestro di vita, aderire a un insegnamento, fare a questo insegnamento un posto, magari privilegiato ma non esclusivo, nella propria vita.
Scegliere Cristo è impegnarsi a unificare, sia pure faticosamente e gradualmente, intorno a questa scelta tutta la propria vita.
Cristo non si è mai proposto ai suoi discepoli soltanto come maestro di una dottrina di morale, ma anche e soprattutto come annunciatore e instauratore di una realtà assolutamente nuova: il Regno di Dio. Egli ha avanzato nei confronti dei suoi ascoltatori una richiesta urgente e impellente di conversione, cioè di cambiamento radicale di vita e di mentalità; e l'ha motivata con il fatto che nella sua persona si stava realizzando un evento assolutamente decisivo, per la salvezza o la perdizione ultima degli ascoltatori: l'avvento del Regno di Dio. Da allora questa richiesta incombe sulla vita di ogni uomo: in Cristo il Regno di Dio è giunto e ogni uomo è chiamato a fare nei suoi confronti una scelta improrogabile dalle conseguenze drammatiche, apportatrice di salvezza o di perdizione: nessuno può sperare di restare neutrale nei confronti della sua persona, e di ciò che essa rappresenta per la storia dell'umanità.
A chi accoglie il suo annuncio, Cristo chiede, ancora oggi come allora, di impostare la propria vita non soltanto sulla sua dottrina, ma anche sulla sua persona; egli non ha insegnato una via, una qualche forma di verità o una qualche idea sul senso della vita, ha detto di essere la via, la verità e la vita. Ha chiesto ai suoi discepoli di «restare nel suo amore»; e ha promesso che sarebbe rimasto con loro fino alla fine dei secoli.
La scelta per Cristo è dunque una «scelta pilota»; essa comporta un rapporto personale con Gesù, molto più profondo di quello del discepolo con un maestro; tale rapporto costituisce la dimensione centrale e unificante di tutta la personalità credente.
Questo libro vuole aiutarti a leggere, nella luce di questa «scelta pilota», la verità ultima del tuo essere, a progettare l'orientamento e lo sviluppo di tutta la tua esistenza; a scoprire chi sei per poterlo essere fino in fondo.
Si è infatti cristiani solo per diventarlo.
Essere cristiani e diventarlo sempre di più non è anzitutto un compito di natura morale: si diventa cristiani acconsentendo liberamente all'azione con cui lo Spirito fa vivere in noi Cristo, scolpisce in noi i suoi lineamenti interiori.
Tuttavia questo consenso ha una sua insopprimibile dimensione etica.
Il cristianesimo comporta anche l'assunzione seria di un impegno morale esigente: il Vangelo contiene anche un messaggio morale. Vivere in Cristo è anche dedicarsi seriamente a una certa forma di impegno morale, l'impegno morale cristiano.
Di tutto ciò che comporta per il credente il vivere la sua scelta di base per Cristo, questo libro privilegerà appunto questa dimensione morale, pur senza separarla dal tutto della vita cristiana in cui questa dimensione è organicamente inserita.
Esso parlerà dunque di morale e di morale cristiana, illuminando le sue linee generali e fondanti. Il tutto mantenendo sempre rivolta l'attenzione di fondo a quell'essere che fonda l'agire cristiano, e che è la vita del Cristo in cui, per dono gratuito di Dio, siamo stati impiantati in forza della nostra fede.