Una musica può fare...

Giustina Colella

  

L’attualità di una canzone non è data dal tempo in cui questa viene scritta, ma dalla sua capacità di raccontare abitudini e problematiche, successi e fallimenti, sogni e realtà di un mondo osservato e vissuto con lo sguardo dell’interiorità, che non è segnato dallo scorrere delle ore, bensì dalla qualità con cui quelle stesse ore vivono.

Educare alla speranza significa pertanto educare alla vita ed alla gioia, che non vuol dire ignorare le difficoltà che il tempo storico evidenzia, ma accoglierle e trasformarle in dimensione prospettica.

La gioia deve affermarsi come “legge della giovinezza” come espansione dialogica, che partendo dall’ascolto dell’altro, dalla relazione, promuove la vita.

L’educazione alla felicità si esprime come “luce che illumina la strada da percorrere”, di cui la musica ne è musa ispiratrice.

Fondere i sogni con i colori è ciò che permette all’educazione di incontrare la musica, ed insieme diventare spazio fecondo di ricerca e possibilità.

 

FELICITÁ (Lucio Dalla, In Europa 1988/Tiromancino, Illusioni parallele 2004)

Video (Dalla): http://www.youtube.com/watch?v=AJuKYqtf3Vo&;feature=related

Video (Tiro Mancino): http://www.youtube.com/watch?v=C7X23q_pVUU

Testo: http://angolotesti.leonardo.it/L/testi_canzoni_lucio_dalla_1542/testo_canzone_felicita_42421.html

La nostra vita è metafora del cammino: il desiderio di costruire, di dar senso ai legami autentici, il bisogno di sbagliare, di cadere per poi ricominciare.

E, ogni nodo vitale, ogni vissuto, si sposa con un’emozione: la speranza di progettare, la paura di cadere, la rabbia per l’errore, la felicità di vivere.

Felicità è adrenalina, è la scommessa vinta, è la spinta a proseguire, è la capacità di assaporare ogni singolo istante del cammino.

È una sfumatura la felicità, non è quella che si insegue affannosamente e che rende ciechi.

“Se tutte le stelle del mondo ad un certo momento venissero giù tutta una serie di astri e di polvere bianca scaricata dal cielo il cielo senza i suoi occhi, non brillerebbe più”: la felicità non è ricerca dell’assoluto; è un movimento interiore la felicità.

“Ah felicità su quale treno della notte viaggerà so che passerai ma come sempre in fretta non ti fermerai”.

Non chiede alle stelle di cadere, perché ci lascerebbe al buio tanto da non poterne scorgere la sua aurora; non vuole farci scalare grattacieli per metterci alla prova.

La felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, è costellata di piccole, semplici conquiste di cui sai accoglierne il valore.

Felice è dunque l’essere che si dispiega nell’esistere: non richiede grandi cose, ma fragili e preziose occasioni.

Preziose nell’esperienza, fragili nell’essenza, perché è proprio di qui che inizia il viaggio di colui che sceglie la vita.

  • Da dove pensi derivi la felicità nella tua vita?
  • Cosa senti di fare per essere felice?

 

MERAVIGLIOSO (Negramaro, San Siro Live 2008 – 2008)

Video: http://www.youtube.com/watch?v=VVAu4fCuflk

Testo: http://angolotesti.leonardo.it/N/testi_canzoni_negramaro_1958/testo_canzone_meraviglioso_876590.html

La meraviglia del narrare la vita, della sua moltitudine sfaccettata, delle contraddizioni e della sua arte, delle sue tonalità che rispecchiano un frangente, una scelta, un inizio o un traguardo, è sicuramente un aspetto fecondo della forza educativa che si ha poi nel viverla.

E spesso è proprio lo smarrimento a darne vigore e tenacia, a farne riscoprire la valorialità, i significati più profondi.

“Meraviglioso ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso” perché, presi dall’ansia dei pensieri, dal vortice delle ambizioni, dalla ricerca affannosa di ciò che crediamo di non avere e di voler ottenere ad ogni costo, dimentichiamo l’opera di cui facciamo parte: il mondo!

Meraviglioso è il sole, meravigliosi i doni che abbiamo intorno, di cui purtroppo però non ne scorgiamo la forza generativa.

Meraviglioso è “la luce di un mattino l'abbraccio di un amico il viso di un bambino” , meravigliosa è la capacità di apprezzare le piccole cose che abbiamo, perché queste sono la premessa e l’epilogo per la vita, gli indumenti da indossare in un viaggio verso la felicità, verso la gioia vera, fatta di ciò che ha senso per sempre.

La società spesso pone un cono d’ombra sulla dimensione valoriale, perché è molto più complesso porre l’accento sull’interiorità. L’attraversamento del mondo emotivo invece deve farsi da slancio interpretativo verso la saggezza e la sapienza dell’intenzionalità.

“La notte era finita e ti sentivo ancora sapore della vita”, credo sia proprio questo il punto d’inizio verso la ricerca della felicità: fare della vita un inno!

  1. vCosa vedi di “meraviglioso” nella tua vita?
  2. vAttraversare il proprio mondo emotivo per cercare ciò che fa della vita un inno alla gioia. Secondo te ,quali sono gli attrezzi giusti per compiere questo viaggio?

 

CHE RUMORE FA LA FELICITÁ (Negrita, HELLdorado 2008)

Videro: http://www.youtube.com/watch?v=Za0MWILUQcM

Testo: http://angolotesti.leonardo.it/N/testi_canzoni__238/testo_canzone_che_rumore_fa_la_felicita_858898.html

La felicità fa rumore! È questo il punto di partenza di ogni incontro, di ogni ricerca feconda e propositiva.

La felicità fa rumore perché riecheggia nel cuore, e si manifesta con lo splendore di uno sguardo generoso, con la perfezione di un abbraccio sincero, di una stretta di mano autentica.

La felicità è il terreno fertile su cui si muove la relazione, su cui si costruisce il progetto.

La felicità fa rumore perché è dinamica, coinvolgente, è fragorosa nel suo danzare dal cuore alla mente, “come opposti che si attraggono, come amanti che si abbracciano”.

Ma la felicità chiede l’impegno, chiede la fatica, perché è un cammino fatto insieme “sopra il male e sopra il bene” . Non si può essere felici da soli, perché perderebbe di senso ciò che in questo stato emotivo vive alla base: la circolarità, il continuo movimento del dare e del ricevere, non in cambio ma sempre in dono, perchè “viverla insieme è un brivido è una cura serenità e paura coraggio ed avventura”.

Spesso però ci accontentiamo di strade facili per raggiungere la felicità, dimenticandoci del cammino che, sicuramente può logorare, ma con altrettanto certezza permette di scoprire, in quanto epilogo del cercare.

Sicuramente la felicità non è uno stato di appagamento finito. La felicità è continua ricerca di equilibri, di condizione, gioca con le sue contraddizioni e con gli smarrimenti.

Della felicità bisogna prendersi cura con passione, perché essa risiede nella nostra interiorità fra il già detto ed il non ancora.

È questo il giusto slancio intenzionale di cui sentiremo il rumore mentre la conquistiamo.

  • Cosa significa essere felici e come la esprimi ?
  • Mentre il senso delle cose muta”  cosa ci permette di cogliere ancora il giusto senso del vivere?

 

ASSENZA DI GIOIA (Niccolò Fabi, Niccolò Fabi 1998)

Video: http://www.youtube.com/watch?v=Y9AX0V1WHjM

Testo: http://angolotesti.leonardo.it/N/testi_canzoni_niccolo_fabi_243/testo_canzone_assenza_di_gioia_13635.html

In un mondo caotico, spesso disordinato ed altrettanto superficiale,  la ricerca del benessere interiore sicuramente è la conquista più alta da raggiungere, quella più faticosa, fatta di inquietudini, di sofferenze, eppur di forti altisonanze.

Spendere la propria vita in tale conquista fa dell’erranza un’opportunità, la giusta occasione per dar senso al mistero, per dar forma all’emozione.

Vivere di gioia ci rende generosi, propositivi, intenzionati a rischiare pur di cogliere ciò che ha valore autentico.

Ma, in assenza di gioia, cambia la prospettiva dell’attesa, perché “così intanto io ti guardo da lontano gioia io ti sto aspettando vivo bene solo mentre dormo sono giorni che sento l'assenza di te”.

Vedi non mi manca niente ma vivo senza di te”, l’abitudine si fa assuefazione se, in assenza di gioia ci riduciamo a contarli i giorni, rinunciando a viverli.

Ma, se dall’assenza nasce la ricerca, allora tutto cambia, perché ecco qui il seme gettato che vuole alimentarsi di nuova luce, di una nuova intenzionalità con cui vivere, stanco della sua ombra.

Vivere una condizione emotiva e relazionale complessa, conflittuale, fragile, non è una sconfitta, ma può diventare lo slancio verso orizzonti significativi diversi, fenomeni a cui possiamo dare l’accento per farne storia, “perché questo è il segreto del dolore: sa dove si nasconde la vita e se ne nutre per farle crescere le ali." (Alessandro D'Avenia)

  • C’è un aspetto della tua vita assente, vuoto di gioia?
  • Vivere di assuefazione – vivere in ricerca: e tu, quale strada scegli di intraprendere?

 

DENTRO DI TE, FUORI DAL MONDO (Marco Masini, Marco Masini  1990)

Video: http://www.youtube.com/watch?v=6xnX2RYQyYs

Testo: http://www.metrolyrics.com/dentro-di-te-fuori-dal-mondo-lyrics-marco-masini.html

Nella società attuale, dove i sogni stridono con la dura legge della realtà, fatta di fatiche, di affanni, di “Storie di giovani nelle città angeli senza lavoro debiti debiti con la realtà cosa faremo io e te? E il mondo gira intorno al mondo degli affari ai finanzieri ai nuovi re io voglio vivere di sogni e di colori e questa vita che non c'è”, trovare la propria progettualità diventa impresa ardua. La logica di un’economia anaffettiva, in cui le emozioni ed i sentimenti vengono relegati al margine, ed i sogni soffocati, non deve però sopraffare un’educazione capace di futuro, dove il tempo non è visto solo come “tempo produttivo”, e dove la felicità non è mercificazione emotiva, sterile e transitoria, ma è ricerca di un’interiorità dotata di una prospettiva lungimirante.

In una società disorientata dalla sua disarmante vulnerabilità, dove “il mondo gira intorno a femmine e motori un Indianapoli del look bisogna vivere con l'anima di fuori in questo grande elettro-shock” bisogna puntare alla spiritualità della relazione, all’ “anima e le sue malinconie”, l’unica capace di permettere di attraversare la vita in equilibrio.

La ricerca di senso allora parte dal cuore della persona, perché “dentro di te c'è un altro mondo dentro di te nel tuo profondo...c'è un sole dentro di te che sta nascendo amore dentro di te”, e se diamo la possibilità ai valori autentici di fare da guida anche di fronte all’incertezza, questi saranno i sentimenti edificanti che daranno una svolta alla trasformazione.

  •        Quanto ti senti plasmato dal disorientamento etico-politico-educativo del nostro tempo?
  •        La relazione autentica può sostenere l’incertezza. Chi è il tuo mentore in questo arduo passaggio di vita?