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La ricorrenza è il 17 marzo 

 

150 anni fa (ormai 151) il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, nasceva lo Stato Italiano.
Quella data “rappresentò il punto di arrivo del percorso dell’unificazione nazionale e, al tempo stesso, il punto di partenza del cammino verso il completamento dell’unificazione del Paese”.
Il Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2012 ha approvato un disegno di legge che istituisce la solennità civile, denominata “la giornata dell’anniversario dell’unità d’Italia”, quindi non una giornata festiva, nella quale scuole, uffici e Pubblica Amministrazione funzioneranno normalmente.

La “ nuova ricorrenza” rappresenta la sintesi dell’anno appena trascorso dedicata al Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, che ha visto una grande partecipazione di popolo, nelle molteplici iniziative della società civile e delle Istituzioni, dalla Presidenza della Repubblica, alle Regioni, agli Enti Locali.

L’anniversario della nascita dello Stato Italiano sarà festeggiato ogni anno, non comporta riduzioni di orari negli uffici e nelle scuole: saranno organizzate iniziative ed eventi su tutto il territorio nazionale e, in particolare nelle scuole con giornate di studio, dibattiti e convegni scientifici, oltre a occasioni ricreative finalizzate a coinvolgere i cittadini per creare una nuova cultura dell’essere italiani.

Probabilmente in futuro questa celebrazione potrebbe diventare una giornata festiva come esistono in altre nazioni del mondo per ricorrenze analoghe, ma oggi nell’anno 2012, fra recessione e motivi di costi, è già un passo avanti aver avuto un riconoscimento formale legislativo, sulla nascita dello Stato Italiano, e non è solo un simbolo irrilevante.

La rivalutazione della bandiera, la riscoperta dell’inno nazionale, il riconoscimento delle nostre radici, la miglior conoscenza della nostra storia, prima la Monarchia e dal 1946, dopo il referendum popolare, la Repubblica Italiana, devono essere tutti motivi d’orgoglio per i cittadini italiani.

Quanti tentativi in questi 150 anni, a cavallo di due guerre mondiali, di separatismi, di autonomia, di secessioni, sono stati messi in atto nel nostro Paese? Molti e sono stati respinti con il dialogo, il confronto e con la partecipazione democratica.
Questi tentativi, sempre latenti, vanno e contrastati operando, governando, amministrando con l’obiettivo del bene comune nell’interesse degli uomini e delle donne di questo Paese.

In una recente ricerca del Censis “I valori degli italiani. Dall’individualismo alla riscoperta delle relazioni” realizzata per i 150 anni dell’Unità d’Italia emergono dati interessanti sul modo di essere degli italiani.
I pilastri del nostro stare insieme, i valori coesivi classici, fanno perno sul senso della famiglia, indicata al 64,4 %, come elemento primario che accomuna gli italiani.
Seguono altri importanti elementi : il gusto per la qualità della vita, valutata al 25 %, la tradizione religiosa al 21,5% e l’amore per il bello il 20,1%.
Interessante è la risposta sul comportamento personale degli italiani che per il 35,8% si dichiara sempre pronto a prendersi cura del bene comune. Un dato questo, che forse ha una componente di eccessiva considerazione di se, ma se non altro denota una forte tensione, un radicato desiderio di sentirsi migliori.
Spesso è un sentimento che, in qualsiasi circostanza, è il punto di partenza per un qualsiasi miglioramento, con un po’ più di onestà, forse, il 52,6% ammette che l’attenzione al bene comune non è totale, ma”spesso” se ne ricorda e se ne prende cura.

Questi sono i pensieri, le riflessioni, gli umori, gli interrogativi di tanti italiani in occasione dei 151 anni dell’unità d’Italia, e in questa fase di cambiamenti radicali, il bisogno e il desiderio di equità e di giustizia sociale sono più sentiti che nei decenni trascorsi.
Forse sono i giovani che stimolano nuovi comportamenti etici, in questo senso che la ricorrenza della nascita dello Stato Italiano diventi una tappa del nostro progresso civile e sociale. 

(Luciano Di Pietrantonio)

 

NPG e la Costituzione

Per partecipare attivamente - come è possibile a una rivista educativa - all'anno di celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, e come sollecitazione alla costruzione di una Italia sempre più unita, multiculturale, tollerante, "amica dei popoli e delle nazioni" - NPG ha dedicato tutto il 2011 e fino a marzo del 2012 a una rivisitazione della Costituzione Italiana.

16 puntate da parte di un pedagogista attento ai processi culturali e storici, che possono risultare di grande stimolo soprattutto nelle scuole medie e superiori.

Contiamo, col tempo, di metterle on line.

Intanto qui il link dell'articolo conclusivo:

Un libro da difendere. Il futuro della Costituzione

 

E qui i titoli degli articoli pubblicati In NPG febbraio 2011-marzo 2012

 

EDUCARE ALLA COSTITUZIONE

Raffaele Mantegazza

 

• Costruiamo una democrazia: la nascita della Costituzione

• Che cosa posso fare? I diritti individuali

• Che cosa possiamo fare? I diritti collettivi

• Che cosa devo fare? L’universo dei doveri

• Che cosa possono farmi? Le norme e le sanzioni

• Un tassello del puzzle: i rapporti internazionali e la questione della guerra

• Dalla parte dei pochi: la questione delle minoranze

• Nobilitare l’uomo (e la donna): il diritto al lavoro

• Libere fedi in libero Stato: le fedi e le religioni

• Quattro mura con dentro il futuro: il diritto allo studio

• Una società in miniatura? La famiglia, le famiglie

• Ci sono anch’io: la partecipazione, la politica, le elezioni

• Dare un po’ del mio: le tasse, le imposte, la solidarietà sociale

• Chi comanda qui? La divisione dei poteri

• La Costituzione sotto casa: le autonomie locali

• Un libro da difendere. Il futuro della Costituzione