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    Quando la sofferenza...

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    «Dietro c’era qualcos’altro all’opera, oltre ogni mira del creatore dell’Anello. Per esser chiari fino in fondo, dirò che Bilbo era destinato a trovare l’Anello, e non per volontà del suo creatore. Nel qual caso anche tu eri destinato ad averlo. E questo potrebbe essere un pensiero incoraggiante».
    (Gandalf, Il signore degli anelli)

    COMMENTO
    Frodo esprime il desiderio che l'Anello non fosse mai arrivato fino a lui. Insomma, Frodo chiede che la sua vita non sia la sua, che gli eventi accaduti non siano davvero accaduti. Chiede che il mondo si adegui al suo volere e non vuole le cose così come sono successe.
    Possiamo sicuramente sentirci vicini a Frodo, vero? Ogni volta in cui ci capita qualcosa di brutto, siamo lì a dire: "Ma perché mai a me e non ad altri? Perché in questo mondo e non altrove?".
    Un lutto ci colpisce, una malattia giunge inaspettata, un fallimento o un dolore impattano sulla nostra esistenza, e noi rimaniamo confusi e sperduti: proprio come Frodo chiediamo al destino di cambiare le carte in tavola per far sì che le cose si riaggiustino, ma non succede mai.
    Gandalf, da buon filosofo, risponde con un enigma: "Questo doveva accadere, era inevitabile perché l'Anello prima è arrivato a Gollum, poi a Bilbo e infine a te" (e fin qui, solo un po' di auto-evidenze inutili), "e questo è un pensiero incoraggiante!".
    Aspetta, cosa? Gandalf, mi pigli per il culo? Incoraggiante sapere che l'Anello era inevitabilmente destinato a me? Incoraggiante sapere che la morte di mio fratello, del mio amico o di mia figlia non poteva che succedere? Incoraggiante il cancro, il fallimento, la malattia, il dolore? Ma stiamo scherzando?
    Gandalf è spietato nel dire: "Sì, tutto ciò è incoraggiante", perché ci ricorda che noi non possiamo decidere quel che accade nelle nostre vite, siamo troppo piccoli e limitati per cambiare il corso dei nostri stessi destini che si preparano da millenni, forse milioni di anni. Possiamo essere all'altezza di quel che ci accade, desiderare che le cose avvengano proprio così come avvengono e usare il poco tempo che abbiamo a disposizione per vivere pienamente le cose che compongono l'esistenza, tanto quelle belle quanto quelle brutte. Essere veramente quel che si è significa desiderare che la propria vita si svolga così come era inevitabile che si svolgesse, senza desiderare di essere qualcun altro, senza voler stare da un'altra parte, ma guardando in faccia tutto ciò che mi porta qui, in questo punto dello spazio-tempo, e cercare di incarnare il ruolo che il destino mi ha dato. Incoraggiante è sapere che io sono quel che si supponeva che fossi: a me, con coraggio, il compito di scoprire fino in fondo la verità su di me, sul mio animo e sul mio destino, senza scappare dagli Anelli della vita.
    (Rick DuFer)


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