Incredibile… ma vero!

Elena Migliore

hulk

Ma che cosa significa, poi, ciò che è negato e rifiutato? Si tratta di tutti quei contenuti psichici che per la loro incompatibilità con i valori coscienti sono stati rimossi: e cioè il brutto, l’immorale, l’ingiusto, l’inutile, l’inadatto, ecc. Il pericolo ora consiste nel fatto che l’uomo, a cagione della violenza con la quale queste cose riappaiono, a cagione del loro nuovo magnifico splendore, non ne sia trascinato a tal punto da ripudiare o dimenticare tutti i valori anteriori. Ciò che prima era oggetto di disprezzo diviene ora principio supremo, e ciò che prima era verità è ora tenuto per errore. Questa inversione dei valori equivale a una distruzione dei valori della vita fino ad ora dominanti, ed equivale quindi alla devastazione di un paese per un’inondazione
. (Tipi psicologici, Jung).

L’esistenza di una parte della psiche nascosta al di sotto di quella fenomenica, cui fa riferimento Jung, è stata oggetto di studio a partire dalla psicanalisi di Freud. L’idea della coesistenza di una parte di sé cosciente e di cui si ha controllo con un’altra invece “oscura”, quasi come se costituisse un “alter ego”, ha influenzato e ispirato artisti e autori otto-novecenteschi. Ciò è riscontrabile tanto nella produzione artistica, ad esempio nel disegno “Stipo antropomorfo” di Dalì, in cui l’inconscio viene rappresentato attraverso l’espediente dei cassetti, quanto nella produzione letteraria in cui autori come Oscar Wilde, Pirandello e Stevenson affrontano il tema del doppio. Questo tema è stato riproposto attraverso altri mezzi di comunicazione come i fumetti e il cinema. Famoso è infatti il caso di uno dei personaggi dell’universo Marvel, creato da Stan Lee e Jack Kirby: Hulk. Questo supereroe, ormai diventato iconico, con le sue sfaccettature e complessità ha conquistato e affascinato moltissimi. Sono diversi gli aspetti di Bruce Banner e del suo alter-ego che li attraggono. Uno di essi è la forza incontrollata e distruttrice di cui è pervaso il personaggio dopo aver subito la trasformazione fisica, causata dall’essere stato esposto ai raggi gamma, indotta da stress emotivo o rabbia eccessiva. Il motivo per il quale questo aspetto coinvolge così tanto e per cui il supereroe riesce ad arrivare dritto al cuore è dovuto al fatto che si innesca un processo di riconoscimento di sé in lui. Se da un lato Hulk costituisce la proiezione di sentimenti e di parti di sé sopiti e spesso repressi perché ritenuti inaccettabili, dall’altro la figura di Bruce Banner suscita empatia per la sua complessità e conflittualità interiore legate al problema di come inserirsi e vivere bene nel mondo in presenza di queste parti di sé opposte fortemente in contrasto. Il suo, infatti, pur essendo un conflitto comune a tutti gli uomini, è vissuto in modo più vivido alla nostra età in quanto attraversiamo una fase della vita molto delicata di scoperta e consapevolezza. Il supereroe è dunque l’emblema del tentativo di conciliare le due parti di sé in conflitto durante il suo percorso di crescita, di perdere il controllo come si può evincere dalla frase che pronuncia nel film “Hulk”: «Ciò che mi spaventa di più è che quando mi succede, quando mi sento sopraffatto e perdo completamente il controllo… mi piace». La storia di Bruce Banner porta con sé un importante insegnamento ed è una fonte di ispirazione in quanto il suo percorso è incentrato sull’abbracciare ogni parte di sé, soprattutto quella che meno piace o spaventa, senza sentirsi sbagliati e trova il suo culmine, nel suo caso, nella capacità di canalizzare l’aggressività in qualcosa di positivo. Significativa in tal senso è infatti la compresenza nel supereroe nel film “Avengers: Endgame” dell’aspetto e la forza di Hulk con la piena razionalità e consapevolezza di Bruce Banner, rappresentazione dell’agognata e finalmente ottenuta conciliazione con sé stesso come si evince anche dalle sue parole: «Per anni ho trattato Hulk come se fosse una malattia, qualcosa di cui liberarmi ma poi ho cominciato a vederlo come se fosse la cura».