Direttorio per la Catechesi /12 

La metodologia

nella catechesi

Cesare Bissoli


Il Direttorio verso di noi

Uno scopo preciso

“II mistero dell’incarnazione ispira la pedagogia catechistica Questo ha delle implicazioni anche per la metodologia per la catechesi, che deve riferirsi alla Parola di Dio e allo stesso tempo assumere le istanze autentiche dell’esperienza umana. Si tratta di vivere la fedeltà a Dio e all’uomo” (DC n. 194).
Ogni comunicazione, anche catechistica, ha bisogno di un metodo per esprimersi.
- Contenuto e metodo sono intrinseche alla catechesi.
- Le modalità esecutive dipendono dal contenuto e il contenuto deve avvalersi del metodo opportuno.
- Il contenuto è divino ed umano, si ispira e traduce il mistero dell’Incarnazione.

Uno sguardo globale

* Dopo avere visto nel c. 5 la pedagogia adeguata alla catechesi, vista una applicazione dottrinale nel Catechismo della Chiesa Cattolica (c. 6), nel c. 7 si indicano principi e criteri metodologici o esecutivi.
* Qui si nominano le categorie comunicative maggiori, negli altri capitoli si diranno le applicazioni.
* Il DC vi dedica 30 paragrafi con 6 sezioni (nn. 194-223)

1. “La relazione contenuto-metodo” (DC nn.194-196)
Sono tre paragrafi di dichiarazione di principio di cui abbiamo fatto cenno (v. scopo preciso).
* Il contenuto divino-umano evita ogni contrapposizione, separazione, neutralità tra i due livelli.
* Il contenuto in quanto oggetto della fede non può essere detto con qualsiasi metodo, ma secondo la natura del messaggio evangelico, la comunità ecclesiale in concreto e i singoli battezzati.
* Le scelte metodologiche concrete sono determinate dalle finalità educative della catechesi (DC n. 194).
* Ne deriva una pluralità di metodi (v. la storia della Chiesa) avendo presenti: confronto con pedagogia e didattica, la guida del Vangelo per riconoscere la verità dell’umano, carismi personali, l’influsso della grazia
* Percorsi metodologici: orientamenti dalla vita alla fede e dalla fede alla vita; uso del principio di correlazione. Si richiede capacità ermeneutica (DC nn. 195-196).

2. L’esperienza umana (DC nn. 197-200)
* “L’esperienza umana è costitutiva della catechesi: è lo spazio in cui Dio parla”: richiede amore, accoglienza, rispetto, apertura di una relazione di reciprocità e dialogo, in cui opera lo Spirito Santo (DC n. 197).
* Modello di Gesù nel vangelo: “cerca, incontra accoglie” le persone nelle loro concrete situazioni di vita; aiuta ad illuminare e interpretare le esperienze alla luce del Vangelo; si serve di esperienze umane per “segnalare realtà trascendenti” (v. parabole).
* “Valorizzare l’esperienza permane come una mediazione prioritaria alla verità della Rivelazione” (DC nn. 190-200).

3. La memoria (DC nn. 201-203)
* “La memoria è una dimensione costituiva della storia della salvezza” (v.AT e NT): fa vedere il primato della grazia, i doni di Dio e la gratitudine per essi, porta a vivere dentro una tradizione vivente (Chiesa).
* La catechesi valorizza la celebrazione o memoria dei grandi eventi. “La memoria è aspetto costitutivo della pedagogia della fede fin dall’inizio del cristianesimo” (DC n. 201)
* “Far apprendere a memoria” testi significativi della fede, della Bibbia, liturgia, pietà popolare (DC n. 202)
* La dinamica secondo cui si muove l‘atto catechistico per valutarne la validità: traditio (consegna della fede), redditio (la risposta di fede), receptio (la effettiva assimilazione della fede) (DC n. 203).

4. Il linguaggio (DC nn. 204-217)
* “Il linguaggio è costitutivo dell’esperienza umana” diverso secondo i diversi soggetti (DC n. 204).
- la catechesi usa “il linguaggio della fede” proprio della Chiesa (“biblico, simbolico-liturgico, dottrinale, performativo” (= testimonianza dei santi e martiri) (DC n. 205);
- “la catechesi assume creativamente i linguaggi delle culture dei popoli”. È luogo di inculturazione (DC n.206).
* Linguaggio narrativo e autobiografico con cui l’uomo comprende se stesso e il contesto di vita:
- la fede ha una identità narrativa: v. la Bibbia; il mistero pasquale; ha dimensione affettiva, cognitiva, volitiva;
- intreccio fra storia di Gesù, fede della Chiesa, vita della persona; dimensione storica della fede(DC nn. 207-208).
* Il linguaggio dell’arte: repertorio iconografico= tesoro della Chiesa:
- valore dell’immagine (arte figurativa): percezione sensibile, grazie alla bellezza, di un Altro invisibile che è il Signore; memoria di storia della salvezza (Biblia pauperum) (DC nn. 209-219);
- “patrimonio musicale” (musica sacra). “Instilla il desiderio dell’infinito” (DC n. 211);
- “arte contemporanea”: apertura di senso; superamento di intellettualismo (DC n. 212);
* “I linguaggi e gli strumenti digitali” (DC nn. 213-220). V. applicazione in DC nn. 359-372;
- cambio profondo della comunicazione (= social media, il digitale): v. spazio virtuale; presenza della rete;
- incrementa la partecipazione, lo scambio di esperienze, fa superare l’isolamento (DC nn 213-215);
- “nuova sfida culturale” per la catechesi: attenzione a “tracce profonde”; senso critico; buon uso;
- “La realtà virtuale non supplisce la realtà spirituale”. Comunicazione come interazione reale (DC nn. 216-7).

5. Il gruppo (DC nn. 218- 220)
Sviluppa il senso di comunità; aiuta i processi di formazione e partecipazione; chiede un uso pedagogico (dinamica di gruppo); non dimenticare l’animazione del gruppo nella fede (azione dello Spirito Santo).

6. Lo spazio (DC nn. 222-223)
* Fattore di comunicazione (chiesa, edificio, aula…); catechesi chiede luoghi accoglienti, evitare rigide strutture proprie della scuola, ma del gruppo.
* “Chiesa in uscita”: catechesi in luoghi differenti; in luoghi di lavoro; in relazioni più familiari.

Noi verso il Direttorio

* Punto ‘strategico’ di ogni catechesi è ricordare che è una comunicazione di qualcuno, a qualcuno,, di qualcosa, in un certo modo. Ne deriva un quadrilatero di dati da tenere interconnesso e interagente: il qualcuno che comunica è il catechista (DC cc. 3-4), a qualcuno a cui comunicare è il catechizzando (DC cc. 8-12), il qualcosa è il contenuto (DC nn. 1-2.6), in un certo modo è il metodo (DC c. 7 e ss).
* Il c. 7 ora visto ci informa sul metodo in termini teorici Ne vedremo l’applicazione concreta nei cc. che seguono, ma in certa misura anche nei precedenti in quanto essendo la catechesi una comunicazione dal parlante all’uditore vi è sempre implicato il ‘come fare’. Dunque occhio sempre al metodo, al come fare.
* Il c. 7 ci ha mostrato la varietà dei metodi o meglio le componenti di un metodo catechistico. Segnaliamo in particolare la necessità di far interagire dato di fede ed esperienza umana. La catechesi è il mistero dell’incarnazione che continua (Dio-uomo) per cui si annunzia correttamente Gesù ì, il cuore della catechesi.
* Tra tutte le componenti in gioco attenzione in particolare al linguaggio, segnatamente dei social-media.

Ed ecco delle domande su cui riflettere:
- Ognuno dica di se stesso qualcosa del metodo catechistico che gli è piaciuto di più o di meno.
- Un animatore giovanile quale metodo (metodi) ritieni più utile per annunciare Gesù oggi?
- L’esperienza umana è costitutiva della catechesi. Quali sono le esperienze migliori su cui far leva o da evitare.