Lettera a cuore aperto

di una figlia ai genitori

Chiara Barbetti

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C
iao mamma, ciao papà,

è un po’ che non parliamo, o meglio è un po’ che non ci confrontiamo. Non so se scrivervi una lettera sia il modo migliore per dirvi ciò che sento in questo momento, ma visto che i nostri discorsi tramutano sempre in discussioni, non conosco un altro modo per farlo. Vi ricordate le nostre serate da piccola sul lettone a confidarci del più e del meno? Mi mancano, mi mancate!
Questo periodo ci ha cambiati un po’ troppo e piano piano sta distruggendo tutto ciò che era il nostro rapporto. Ci siamo trovati dallo stare insieme tutti giorni, a vederci a stento per pranzo e cena. Le uniche cose di cui parliamo sono i numeri dei contagi e di quanto vi piacerebbe poter andare a fare una passeggiata al mare.
Durante il periodo di chiusura totale abbiamo imparato a conoscerci, perché non capitava da troppo tempo di stare così tanto insieme, ma che adesso questo po’ di libertà ci stia allontanando, mi distrugge. Non siamo più gli stessi, sono cambiata io così come lo avete fatto voi. Io sono diventata scontrosa e sensibile, voi orgogliosi e fin troppo facilmente irritabili.
Scontrosa e sensibile, quasi un ossimoro vivente! La verità è che se prima un nostro litigio finiva con una risata, adesso finisce in pianti, in giorni sprecati a non parlarci.
Vorrei che tornaste a ripetermi “l’importante è crederci”, “puoi diventare tutto ciò che desideri”, invece che provare a convincermi che ciò che voi volete per me è migliore di ciò che io voglio per me stessa.
Sono spaesata come non mai e se la scuola mi confonde sempre di più su chi voglio diventare, voi ci mettete anche del vostro; e se prima ero spaventata dall’idea di fallire, adesso sono terrorizzata dall’idea di deludervi.
Ho bisogno di voi e non perché da sola non mi senta abbastanza, ma perché ho bisogno di tornare alla nostra vita, voglio tornare a sentirmi libera dentro casa mia senza avere paura di ferirvi. Mi sento sola, sono stanca e la felicità è una cosa troppo passeggera.
Mamma, papà, voglio un abbraccio!
Da quanto tempo non ci diciamo “ti voglio bene?”. Da quanto tempo non ci facciamo una risata come si deve?
Vorrei solo che voi mi ascoltaste un po’ di più e che deste meno peso alle cose superficiali.
Spero solo che non sia solo una lettera da lasciare in disparte e mi auguro che possa cambiare un po’ le cose. Vi voglio bene.
Chiara