Direttorio per la Catechesi /6

Come si fa catechesi

Cesare Bissoli


Il Direttorio verso di noi

Uno scopo preciso

“Per formare una vita cristiana integrale, la catechesi persegue i seguenti compiti: conduce alla conoscenza della fede; inizia alla celebrazione del Mistero; forma alla vita in Cristo; insegna a pregare e introduce alla vita comunitaria” (DC n. 79).
Dopo aver visto con una certa ampiezza quale sia la natura della catechesi (sezione A), guardiamo adesso a come essa si realizza, non come metodo (lo vedremo più avanti), ma come compiti da svolgere. Dopo i compiti, il DC propone le fonti da cui attingere i contenuti. Sono 28 paragrafi (DC nn. 79-109).

Uno sguardo globale

I. La catechesi esegue i suoi COMPITI, “ispirandosi al modo in cui Gesù formava i suoi discepoli”. Ciò significa che “la fede in Lui esige di essere conosciuta, celebrata, vissuta e fatta preghiera” (DC n. 79). Ecco una breve spiegazione.

* “Condurre alla conoscenza della fede” (DC nn. 80). Ciò comporta:
- conoscere il Credo punto per punto (Simbolo della fede);
- mirare ad una visione dottrinale coerente della fede (v. ad es. Catechismo della Chiesa Cattolica);
- educare a fare esperienza delle verità della fede.

* “Iniziare alla celebrazione del Mistero” (DC nn.81-82). Riguarda la liturgia della Chiesa. Mira a:
- conoscere e fare l’esperienza delle celebrazioni liturgiche;
- segnatamente i Sacramenti, specialmente l’Eucaristia; la Domenica; l’Anno liturgico; Riti vari;
- educare agli atteggiamenti pertinenti: gioia, senso di comunità, ascolto della Parola di Dio, preghiera, conoscenza e pratica dei segni;

* “Formare alla vita in Cristo” (DC 83-85). Questo è l’obiettivo centrale cui tendono gli altri. Sono messi in luce tre aspetti:
- Educare ad ”uno stile di vita filiale capace di ricondurre ogni situazione sulla via della verità e della felicità che è Cristo” Manifesto sono le Beatitudini ”carta di identità del cristiano” (DC n. 83).
- Educare alla ”vita buona del Vangelo”: formazione della vita morale, virtù umane e cristiane, segnatamente la carità, ”rendere i cristiani custodi del bene e della bellezza del Vangelo” (DC n. 84).
- Educare alla triplice vocazione: alla vita, ad essere cristiano, alla vocazione specifica (DC n. 85).

* “Insegnare a pregare” (DC nn.86-87)
- Pregare con Gesù con i sentimenti suoi verso il Padre (adorazione, lode, ringraziamento, supplica).
Ne è sintesi Il Padre Nostro (DC n.86).
- Educare alla preghiera personale, liturgica e comunitaria; preghiere tradizionali, uso del Breviario, lectio divina (DC n. 87).

* “Introdurre alla vita comunitaria” (DC nn. 88-89)
- “La fede si professa, si celebra, si esprime e si vive soprattutto nella comunità”. Di qui educare ad una spiritualità di comunione: educare a guardare nell’altro un “dono di Dio” condividendo” gioie e sofferenze, prendendosi cura, offrendo amicizia”, respingendo” tentazioni egoistiche che generano competizione, carrierismo, diffidenze, gelosie” (DC n.88).
- Educare al “senso di appartenenza alla Chiesa” e “corresponsabilità ecclesiale” (soggetti attivi) (DC n. 89).

II. Il DC pone a questo punto le FONTI. Sono vie della catechesi. Vanno comprese e proposte come espressione della Parola di Dio, tra loro interconnesse, accentuate secondo i contesti, ma non una sola scelta. Di ogni “via” si dà una spiegazione teologica ed insieme pastorale. Il catechista deve conoscere bene(=studiare), assimilare, praticare ciò. Qui diamo una sintesi (DC nn. 90-109).

* “La Parola di Dio nella Sacra Scrittura e nella sacra Tradizione” è “la fonte principale” nella storia della salvezza della Bibbia, in tensione escatologica, nei Padri della Chiesa (DC nn.91-92)
* “Il Magistero” come interprete autorevole della Parola di Dio (DC nn. 93-94).
* “La liturgia, una delle fonti essenziali e indispensabili della catechesi” come esperienza sacramentale della dottrina. Ne deriva la catechesi mistagogica: essa spiega i riti, educa ai segni liturgici, ne fa fare un’esperienza esistenziale (DC nn. 95-98).
* “La testimonianza dei santi e dei martiri”, come vangelo storicamente vissuto (DC nn. 99-100).
* “La teologia” che offre la necessaria “intelligenza della fede” (DC n. 101).
* “La cultura cristiana”, patrimonio storico che esprime l’umanesimo cristiano (DC nn. 102-105).
* “La bellezza” è” la via dell’evangelizzazione”. È cosa nuova nella catechesi. Attinge dalla Scrittura, dal patrimonio culturale della Chiesa, va unita a verità e bontà, genera “sentimenti di gioia, piacere, tenerezza, pienezza, senso aprendolo così al trascendente “(DC nn. 106-109).

Noi verso il Direttorio

* Si apre una panoramica vasta, che esige competenza per verità di una certa complessità.
* Si noterà che fare catechesi è ben più che spiegare formule astratte da mandare a memoria; non si tratta solo di dottrina, è un’esperienza globale cui educare e da sperimentare, cui partecipano le diverse dimensioni della vita cristiana (Bibbia, Liturgia, Chiesa, cultura…).
* Si richiede al catechista una preparazione fatta di studio, non basata una conoscenza rapida e generica. Nel capitolo 3 dedicato alla figura del catechista si riceveranno ulteriori esigenze.
* Si intuisce la necessità di avere buoni sussidi (catechismo), adeguati alla propria situazione.

Ed ecco delle domande su cui riflettere:
- Dei diversi compiti proposti, che puoi dire circa ciò che hai ricevuto o che stai donando?
- Riguardo alle fonti, di quali ti sembra avere più bisogno?
- Come giudichi la tua preparazione a fare il catechista (animatore giovanile)? Cosa ti sembra più necessario?
- Ti servi di buoni strumenti? Facendo riferimento al tuo servizio (presente o futuro), di cosa ritieni di avere più bisogno?
- Al termine del c. II dedicato alla catechesi, cosa ti è parso più nuovo, più utile, più difficile od anche più carente?