Siamo bellissimi

e meritiamo di

sentircelo dire

più spesso

Chiara Barbetti

400 soffioni

Quando sei piccolo, ti insegnano ad amare il prossimo, più cresci e più inizi ad odiarlo; e se non odi il prossimo, inizi un po’ ad odiare te stesso. Se parlo di autostima, mi vengono in mente un sacco di definizioni differenti per ognuna delle persone con cui ne ho parlato.
Ogni sera, al momento della doccia, quanti sono indifferenti davanti allo specchio e quanti contano i propri difetti?
È uno dei pochi momenti in cui tutti, per forza di cose, dobbiamo metterci a nudo con noi stessi. E siamo solo noi di fronte ad uno specchio! Io appartengo a quelli che contano i difetti.
Quel po’ di grasso in eccesso sulla pancia e le cicatrici dell’intervento che si nascondono tra i rotolini. L’acqua scioglie il trucco e, tra il mascara e il fondotinta colato, iniziano a spuntare tutti i rossori del mio viso. Mi rendo conto che ciò che odiamo di noi, solitamente è ciò che gli stereotipi di bellezza ci dicono di odiare.
Mi chiedo se ci accetteremmo un po’ di più se questi stereotipi non esistessero. È bello ciò che per gli altri è bello, se ti piace ciò che gli altri considerano brutto, allora sei strano.
Quante persone riescono ad andare realmente oltre l’aspetto fisico?
‘Ciò che importa è la bellezza interiore’, ma poi ‘anche l’occhio vuole la sua parte’.
Se sei troppo magro è un problema.
Sei sei in sovrappeso, anche.
Se piangi, sei un bambino.
Se ridi troppo, sei infantile.
Se non hai sogni, sei un fallito; se hai tanti sogni vivi con la teste tra le nuvole.
Come si fa ad avere una considerazione di se stessi se poi arrivano altri a distruggere tutto? Forse fregandosene, ma nessuno riesce a fregarsene fino in fondo.
‘Saresti davvero una bella ragazza se non fosse per quei brufoli’ o ‘staresti molto meglio con dieci chili in meno’ o ancora ‘ma mangi?’
Osservazioni e domande banali, per alcuni all’ordine del giorno, ma hanno un significato importante dietro.
Se andassimo al di là degli schemi ed iniziassimo a tenere un po’ più la lingua a freno, forse i ‘difetti’ diventerebbero ‘punti di forza’.