The future we want

Essere adolescenti ai tempi del Covid-19

Rapporto UNICEF 2020

Segnaliamo il Rapporto UNICEF appena pubblicato: “THE FUTURE WE WANT. Essere adolescenti ai tempi del Covid-19”, nel quale si evidenziano quelli che sono stati i loro problemi, le loro difficoltà per il forzato distanziamento sociale, per l’insegnamento a distanza, indotti dalla pandemia, ma anche quelle che sono i loro bisogni, le loro aspettative e le loro richieste alle istituzioni per superare questa crisi e affrontare il futuro con le necessarie garanzie.

A fine gennaio 2020, l’Italia fa fronte ai primi casi di COVID-19. Dall’inizio della pandemia – tuttora in corso – sono stati oltre 935 mila i casi registrati. Un incremento rapido che ha portato nel giro di soli due mesi alla chiusura dei confini, anche tra Regioni, e a un lockdown severo, che ha ridotto a zero ogni possibilità di spostamento.
Dagli inizi di giugno, il Paese ha riaperto i confini insieme a molte delle attività sospese. In concomitanza dei mesi estivi, il numero di nuovi casi è risultato nel complesso più contenuto rispetto ai mesi precedenti, sebbene con tendenze all’aumento.
La fine dell’estate, però, ha segnato l’inizio della cosiddetta
seconda ondata autunnale, che altro non è che il progressivo aggravamento della situazione epidemiologica – anche perché l’emergenza non ha mai fatto “pause” – con un’impennata dei casi positivi al COVID-19, tra cui si è rilevata una maggiore frequenza anche nelle fasce di età più giovani.
Ad oggi, novembre 2020, l’ipotesi di un nuovo lockdown come quello vissuto in primavera sembra ormai alle porte. L’ultimo DPCM, entrato in vigore il 6 novembre e vigente fino al 3 dicembre, prevede un “coprifuoco” nazionale dopo le ore 22, lockdown regionali in base a tre fasce di rischio, con misure più restrittive nelle Regioni più colpite (c.d. zone rosse), e il ritorno della didattica a distanza (DAD) per le scuole superiori in tutta Italia.
Il ritorno alla DAD accende di nuovo i riflettori sul tema dell’istruzione ai tempi del COVID-19, ma soprattutto sui diretti interessati: gli adolescenti, in parte trascurati per via della loro relativa autonomia e per l’iniziale incidenza meno grave dei tassi di morbilità e mortalità.
Tra i 15 e i 19 anni, ragazze e ragazzi vivono il delicato periodo di transizione che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta, all’autonomia. Tutto ciò avviene attraverso step cruciali che investono la loro sfera cognitiva ed emotiva. È infatti quella fase della vita segnata dallo sviluppo delle capacità di pianificazione e organizzazione dei propri tempi e spazi, è un periodo di cambiamenti repentini nelle emozioni, caratterizzato da un aumento dello stress, soprattutto per il sesso femminile – studi in merito indicano che gli effetti dello stress nella vita risultano maggiori per le ragazze, per le quali la transizione all’adolescenza rappresenta un periodo di particolare vulnerabilità.
In questa fase è la socializzazione a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo del minorenne.
Con l’emergenza COVID-19, sono cambiate le abitudini e gli stili di vita di tutti. Tutte le attività e i momenti di socialità si sono spostati dietro uno schermo, in uno spazio virtuale. Interrompendo la socialità e ostacolando rapporti fondamentali nel processo di crescita in quella fascia d’età, la pandemia ha acuito in alcuni casi i sentimenti di apatia e solitudine nonché le fragilità della fase adolescenziale. A destare preoccupazione sono soprattutto le categorie più deboli, tra cui gli adolescenti cui manca un ambiente familiare a supporto. In alcuni casi, anche lo scarso accesso alle informazioni o ai servizi fondamentali può avere ulteriormente aggravato il senso di disorientamento che l’epidemia ha procurato.
La rapida evoluzione della situazione epidemiologica del Paese mette in luce la necessità di fare tesoro della voce degli adolescenti e tenere conto delle lezioni apprese durante lo scorso lockdown, per fare in modo che la risposta ad eventuali nuove misure di isolamento sia efficace e comprensiva delle loro esigenze specifiche.
Questo Rapporto è nato quindi per indagare come l’emergenza sanitaria abbia cambiato la percezione che gli adolescenti in Italia hanno del loro benessere, l’impatto che il COVID-19 ha avuto nelle loro vite e le lezioni apprese per un futuro più equo e sostenibile.
Il Rapporto è un lavoro congiunto dell’Ufficio Regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale e il Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione Onlus – con il supporto tecnico dell’Ufficio di Ricerca dell’UNICEF Innocenti e in collaborazione con partner nazionali e locali.
Le consultazioni online – che tra maggio e giugno 2020 hanno coinvolto adolescenti residenti su tutto il territorio italiano, di diversa provenienza e rappresentanti di diverse realtà sociali e culturali – hanno dato origine al sondaggio The Future We Want, a cui hanno risposto oltre 2000 adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
Dall’analisi dei risultati è nato il Manifesto The Future We Want realizzato dagli adolescenti per il futuro post COVID-19 in Italia, che conferma le tendenze rilevate dalle statistiche nazionali, arricchendoli però sia delle preoccupazioni degli adolescenti, sia del loro vissuto emotivo, delle speranze, della capacità di resilienza tipica di questa fascia d’età.
Gli ostacoli incontrati non hanno infatti fermato gli adolescenti che si sono mostrati capaci di reagire.
Hanno ritrovato i contatti attraverso il digitale, si sono attivati via internet per chiedere di essere ascoltati, di partecipare.
Gli adolescenti chiedono oggi un ritorno a una nuova normalità che tenga conto dei loro bisogni, del loro pensiero, della loro visione del futuro.
La necessità del Governo e delle istituzioni di dare una risposta tempestiva all’emergenza non deve quindi prescindere dall’inclusione di ragazze e ragazzi nei processi decisionali attualmente in atto. Il mancato ascolto delle loro voci, o il rischio di escludere i loro punti di vista sul futuro che li attende, costituirebbero un’opportunità mancata.
Per questo l’UNICEF, in seguito alle consultazioni effettuate e in linea con il dettato della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, con questo rapporto si fa portavoce delle istanze degli adolescenti emerse dal sondaggio The future We Want e chiede al Governo nazionale, ai Ministeri competenti, alle Regioni, ai Comuni e alle Organizzazioni della società civile di:

BENESSERE
• Predisporre un meccanismo di ascolto istituzionale che assicuri la partecipazione degli adolescenti in tutte le decisioni che li riguardano;
• Prevedere politiche di protezione sociale ed economica in risposta all’emergenza COVID-19 che siano incentrate sul benessere degli adolescenti;
• Superare le disparità territoriali e garantire maggiore uniformità e coesione territoriale nel sistema di tutela dei minorenni e nei servizi rivolti all’adolescenza;
• Garantire la tutela dei diritti e la protezione dei minorenni fuori famiglia, inclusi i migranti e rifugiati;
• Sviluppare ulteriori studi, ricerche e indagini con focus specifico sul futuro degli adolescenti in Italia;

RELAZIONI SOCIALI
• Definire misure per la conciliazione dei tempi vita-scuola-lavoro;
• Investire sulla costruzione di Comunità Educanti;
• Incentivare le occasioni di socialità per gli adolescenti;
• Investire maggiormente sulla prevenzione e risposta alla discriminazione, la solidarietà sociale e il superamento delle disparità sociali;
• Favorire l’empowerment delle ragazze e i ragazzi adolescenti, al fine di aumentare la loro resilienza e capacità di tutelarsi contro la violenza;
• Accrescere le competenze degli operatori dei servizi di prevenzione e risposta alla violenza adeguati al genere, età e cultura anche rendendo maggiormente omogenea la risposta a livello nazionale;

SCUOLA
• Garantire un accesso equo e sicuro ai dispositivi digitali (PC, tablet, smartphone) e alla connessione Internet da parte di tutti gli studenti;
• Facilitare l’integrazione tra la didattica in presenza e la didattica a distanza;
• Individuare, raggiungere e coinvolgere gli adolescenti in situazione di marginalizzazione,
inclusi i soggetti a rischio di dispersione scolastica e i NEET;
• Garantire maggiore omogeneità nazionale nell’offerta formativa e professionale per gli adolescenti;
• Sperimentare nuove modalità di coinvolgimento degli studenti nelle decisioni relative all’organizzazione scolastica;

SALUTE
• Salvaguardare la salute degli adolescenti garantendo equo accesso al sistema sanitario pubblico e gratuito per tutti e incentivando reti di ascolto e supporto psicologico e la diffusione di messaggi di sensibilizzazione sul benessere mentale;
• Assicurare interventi gratuiti di assistenza psicologica e counselling nelle scuole;
• Sensibilizzare gli adolescenti sulle interazioni tra salute e ambiente e sui benefici dell’adozione di comportamenti e stili di vita salutari;
• Assicurare una corretta e puntuale informazione degli adolescenti rispetto ai messaggichiave sulle misure di prevenzione e contenimento dell’emergenza sanitaria;
• Rafforzare i sistemi di monitoraggio della salute e del benessere degli adolescenti condivisi a livello nazionale ed internazionale ed assicurare una raccolta dati più omogenea;

AMBIENTE
• Adottare politiche di benessere e di sostenibilità pensate su misura per gli adolescenti, coinvolgendoli direttamente nell’elaborazione delle politiche ambientali;
• Coinvolgere gli adolescenti in programmi di educazione ambientale adeguati, anche con
l’offerta di attività ludico ricreative specifiche per il tempo libero;
• Investire nei sistemi di raccolta e smaltimento differenziato dei rifiuti, promuovere la diminuzione dei consumi di beni non primari, incentivare la riduzione dell’uso di plastica usa e getta e il potenziamento dei trasporti pubblici e dei mezzi ecosostenibili;

DIGITALE
• Attuare un piano d’azione nazionale per l’istruzione digitale;
• Investire maggiormente sulla diffusione capillare delle zone Wi-Fi free, al fine di ridurre il digital divide;
• garantire un accesso affidabile e sicuro a informazioni vitali online da parte degli adolescenti, soprattutto durante l’emergenza;
• Favorire lo sviluppo di nuove forme di cittadinanza attiva online, promuovendo il digitale
come spazio per la libertà di espressione, l’uguaglianza e l’inclusione sociale degli adolescenti, in cui l’interazione tra diverse prospettive non deve prescindere dal contrasto ad ogni forma discriminazione, incluso l’hate-speech;

PARTECIPAZIONE
• Assicurare agli adolescenti il diritto all’ascolto e alla partecipazione nelle decisioni che li riguardano;
• Potenziare la loro partecipazione attiva nella vita associativa e comunitaria ma anche negli organi di tipo rappresentativo;
• Garantire la partecipazione degli adolescenti in fase di elaborazione, monitoraggio e implementazione del Piano nazionale Infanzia e Adolescenza;
• Promuovere la revisione del sistema di norme, procedure, leggi che regolano la partecipazione e la definizione dei Livelli Essenziali (LEP) anche in tema di partecipazione e ascolto delle persone di età minore;
• Coinvolgere gli adolescenti nei programmi di formazione dei docenti garantendo l’ascolto delle loro voci e il confronto reciproco.

IL MANIFESTO DEL RAPPORTO